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Dal nostro inviato, Pietrasanta
(LU): Scendiamo la bella scalinata
marmorea del complesso di Sant'Agostino mentre ancora risuonano le calde
e toccanti parole di saluto di Luigi Veronelli. Sulla Piazza del Duomo ci
accoglie un freddo vento e l'immagine di un allegro giovane che sgattaiola
fuori dall'attiguo chiostro con in mano la sua preda, una delle tantissime
bottiglie abbandonate mezze piene dagli esausti operatori dopo due lunghi
giorni di degustazione.
Un successo crescente per questa ottava edizione del Premio AIS Versilia. Successo di pubblico e di critica, vista la grande affluenza di operatori e appassionati e la grande qualità dei prodotti presentati. Oltre tremila presenze nonostante il biglietto di ingresso, portato quest'anno a 30.000 lire per, mi si dice, scoraggiare la presenza di avventori interessati più al contenuto alcolico che alla qualità del vino. Una decisione che in effetti ha limitato l'affluenza, specialmente nella giornata di lunedì, ma che ha anche creato qualche malumore, forse più per il modo in cui tale tassa veniva richiesta che per l'ammontare della stessa. Si narra di espositori costretti a pagare l'ingresso perché si erano dimenticati il pass e di direttori di testate locali costretti a fare altrettanto nonostante l'ovvio supporto dato alla manifestazione dalla stampa. Di sicuro il ferreo controllo degli accessi ha raggiunto vette poliziesche quando, la domenica, espositori e visitatori sono stati rinchiusi dentro il chiostro durante la pausa pranzo con due giri di chiave. Che si temesse uno scambio di biglietto tra visitatore mattutino e avventore pomeridiano? Né ci è sembrato all'altezza il tanto decantato servizio di ristorazione che la domenica si è risolto in poco più di un ottimo piatto di fagioli. Certo, erano presenti due banchi gastronomici che offrivano deliziosi affettati e insaccati, ma solo a pagamento. L'atmosfera intorno ai tavoli di degustazione era comunque delle migliori e veramente qualificata la presenza sia di prodotti che di produttori, la gran parte dei quali disponibilissimi nell'offerta dei vini e di spiegazioni. Belle rappresentanze da tutta Italia, con grande evidenza per i prodotti piemontesi e, ovviamente, per i toscani. Eccelsi bianchi friulani e veneti, e per i rossi bella selezione dal nord est e buona rappresentanza del centro-sud. Numerosi i grandi nomi. La manifestazione si è conclusa il lunedì sera con l'assegnazione del Premio Versilia. Una cerimonia tenutasi nell'attigua chiesa sconsacrata, bella in una sovrapposizione di stili che va da residui di affreschi giotteschi a rifacimenti barocchi e tele manieriste. Cerimonia piuttosto pomposa, con interventi politici (sindaco e presidente della provincia) e dei delegati AIS, rullo di tamburi dei contradaioli del vicino Palio dei Micci (i cui sbandieratori avevano allietato la degustazione), recitazione di poesia dannunziana, esibizione pianistica, coppia in valzer viennese e persino comparsata della locale medaglia d'argento olimpica al momento della consegna del premio.... contributi singolarmente apprezzabili ma assai ridondanti una volta assemblati. Assemblaggio finalmente rischiarato dalla parole e dalle figure di Luigi Veronelli, il premiante, e Piero Antinori, il premiato. Amici fraterni da una vita, costruttori ognuno a suo modo, del vino italiano, che ci hanno riportato, tramite ricordi personali e in parte comuni, agli albori della moderna enologia italiana. Finale con consegna di una statua bronzea a Veronelli, le cui calde e toccanti parole di saluto hanno accompagnato la nostra uscita sulla bella scalinata marmorea del complesso di Sant'Agostino...
lb |
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