Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Cantina&Cucina

 
 


Riceviamo da Adriano Salvi - Cantina&Cucina, e L'Enoteca dei vitigni autoctoni piemontesi ad Asti,
18 e 19 Novembre 2000


L'intero centro storico di Asti, tra i più interessanti e meglio conservati del Piemonte, si trasformerà sabato 18 e domenica 19 novembre, in una grande dispensa dalla quale attingere i grandi prodotti del territorio e non solo. Due intere giornate, la prima concomitante con il tradizionale mercato cittadino, dal mattino fino a sera, durante le quali l'appuntamento con "Cantina & Cucina", organizzato dal Comune con la Provincia di Asti e la Camera di Commercio, intende far rivivere la tradizione che un tempo vedeva arrivare in città molte persone, provenienti anche da lontano, che facevano provviste per il lungo e freddo inverno ormai alle porte.

Sono cambiati i tempi, ma fortunatamente i migliori prodotti agroalimentari ed artigianali, molti dei quali biologici, sono sopravvissuti all'omologazione e saranno disponibili in gran numero per i visitatori sotto i portici del centro cittadino: dolci, frutta e verdura fresca e sottovetro, miele, salumi ed insaccati, acciughe, merluzzo, saporite conserve e sughi, formaggi, funghi e naturalmente i pregiatissimi tartufi bianchi, nel loro periodo migliore di maturazione, che nell'astigiano raggiungono grandi livelli di qualità e profumo e saranno protagonisti in contemporanea della Fiera Regionale del Tartufo della domenica, che premierà i migliori esemplari.

I secolari rapporti commerciali con la Liguria, attraverso l'antichissima "via del sale", rivivranno con la presenza nel mercatino di olio extravergine, olive ed altre specialità del Ponente Ligure e con la manifestazione "Colori Profumi Sapori" a cura della Camera di Commercio di Imperia, che prevede presentazioni e degustazioni, domenica 19 novembre, anche presso il palazzo sede della Provincia in piazza Alfieri. Altra "regina" della festa sarà la "bagna càuda", l'antico piatto tipico piemontese che già secoli addietro univa il Piemonte alla Liguria, tramite l'utilizzo come ingredienti principali dell'olio d'oliva e delle acciughe. Questa autentica specialità gastronomica si potrà gustare in tutti i ristoranti convenzionati e nella tensostruttura allestita in piazza Medici. Per i buongustai appuntamento anche con altri piatti della tradizione come la farinata, zuppa di ceci, pasta e fagioli, caldarroste e dolci tipici distribuiti per le strade e nelle piazze cittadine.

Il vino, in un territorio che vanta la maggiore estensione viticola di tutto il Piemonte, non poteva certo mancare tra i protagonisti della manifestazione e si troverà ovunque, con un punto di riferimento particolare presso "L'Enoteca dei Vitigni Autoctoni Piemontesi", realizzata da Ci.Vin nella centrale via Gobetti.

Tra mostre molto interessanti ed in qualche caso originali, come quella delle antiche insegne visitabile presso la Camera di Commercio, il singolare mercatino di bicchieri, cavatappi, caraffe, bottiglie ed altri attrezzi enologici, un importante talk show con personaggi famosi del giornalismo e dello spettacolo e tante altre iniziative, Asti attende i visitatori per un week-end davvero speciale di fine autunno, ricco di appuntamenti ai quali faranno da corollario spettacoli popolari in piazza, artisti di strada, bande e cori dell'astigiano.

Per ulteriori informazioni: Comune di Asti - Ufficio relazioni con il Pubblico Tel. 0141 399.399 /399.397 / 399.389.


L'enoteca dei virigni autoctoni piemontesi

In occasione della manifestazione "Cucina & Cantina", in programma ad Asti sabato 18 e domenica 19 novembre, verrà realizzata, a cura della Ci.Vin, società di servizi dell'Associazione Nazionale "Città del Vino", in collaborazione con il Consorzio Tutela Vini d'Asti e del Monferrato, un'interessante enoteca dedicata ai vitigni autoctoni piemontesi.
L'iniziativa risulta essere la prima del genere attuata in Piemonte e intende rimarcare la notevole importanza che riveste la salvaguardia di questi vitigni storici per tutte le aree vitivinicole della regione.

Non si tratta soltanto di evocare nostalgie o sollecitare campanilismi oggi fuori luogo, ma di mettere in giusto rilievo la ricchezza ampelografica di un Piemonte che riveste, non a caso, un ruolo ai vertici produttivi e qualitativi tra le regioni italiane, ponendo l'accento sulla necessità di preservarne il DNA viticolo, evitando la completa globalizzazione da parte dei cosiddetti vitigni "internazionali" che pure, qui come altrove, giocano un ruolo importante che nessuno intende disconoscere. Questi vitigni storici, a fine '800, prima che la filossera ne facesse strage, erano centinaia. Oltre a quelli attualmente più diffusi in Piemonte, seppure in percentuali molto diverse, come barbera, moscato, nebbiolo, dolcetto, cortese, grignolino, erbaluce, freisa, molti altri sono sopravvissuti in pochi filari nelle varie zone, grazie alla tenacia di qualche viticoltore che ha voluto salvarli e solo alcuni di questi vengono vinificati "in purezza", ovvero non aggiunti alla produzione di altri vini, come avviene ad esempio per neretto, vespolina, avanàt, avarengo e altri.

Nella centralissima via Gobetti, verrà allestito un padiglione con un Enoteca comprendente oltre 150 vini, tutti di selezionate Cantine, prodotti da vitigni autoctoni piemontesi. Il grande banco d'assaggio, curato dai sommelier professionisti dell'AIS, sarà a disposizione del pubblico, che potrà accedere alle degustazioni con il semplice acquisto di un bicchiere in vetro realizzato per la manifestazione. L'orario continuato di apertura, sabato 18 e domenica 19 novembre, è previsto dalle 10 alle 19.

A fianco dei vini che nascono da vitigni ancora molto diffusi e conosciuti, che abbiamo già elencato, l'esempio positivo dell'arneis, un vitigno originario del Roero a bacca bianca che era quasi scomparso e che ha poi avuto un notevole rilancio di coltivazione grazie al successo tra i consumatori del vino bianco che ne deriva, come è avvenuto, sia pure in misura più contenuta, con il favorita, altro vitigno autoctono dell'area albese. Altro significativo esempio di rilancio, motivato principalmente dal successo sul mercato, è quello del brachetto, vitigno che offre un piacevole vino rosso aromatico Non mancheranno le curiosità e le autentiche rarità enologiche, prodotte in poche migliaia se non centinaia di bottiglie. E' il caso dei vini molto rari derivati dal gamba di pernice, nascetta, timorasso, doux d'Henry, furmentin, quagliano, pelaverga e pelaverga piccolo. Da altri vitigni in qualche caso più noti come bonarda, croatina, ruchè, malvasia di schierano, derivano vini comunque prodotti in quantità molto limitate.
Tra la curiosità di scoprire vini rari e la possibilità di degustare tutti quelli più affermati, sono dunque molte le buoni ragioni per non perdere l'appuntamento del terzo week-end di novembre ad Asti con l'Enoteca dei Vitigni Autoctoni Piemontesi.

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