Cantine Basile: i vini delle Terre del Capitanato
di Riccardo Farchioni

In fatto di cultura e di ricettività verso il bere bene la Versilia è stata sempre attenta e sensibile, anche grazie al massiccio afflusso turistico la cui fisiologica percentuale di “palati fini” ha permesso lo sviluppo di enoteche di qualità e un fiorire di iniziative enogastronomiche spesso anticipatrici dei tempi. Tuttavia la Versilia non è mai stata terra di produzione di vini di particolare qualità o rinomanza, con un territorio apparentemente non vocato e stretto tra la lucchesia (denominazioni d’origine Colline Lucchesi e Montecarlo), la provincia di Massa e i Colli di Luni.

Un tentativo di colmare questa lacuna lo stanno facendo le Cantine Basile “Terre del Capitanato” (via P. I. da Carrara 78, Forte dei Marmi – Lu, tel. 0584/752118) che risiedono nelle colline della zona denominata Strettoia. La denominazione Terre del Capitanato rievoca l’antico territorio del Capitanato di Pietrasanta i cui confini si riconoscono approssimativamente con l’attuale Versilia storica, e Terre del Capitanato è anche il nome della linea superiore dei prodotti della azienda comprendenti l’IGT Beltrame (Vermentino), l’IGT Ursone (vermentino, trebbiano, chardonnay in prevalenza) e l’IGT Pietrapana (sangiovese, cabernet sauvignon, vermentino nero in prevalenza).

L’assaggio di questi due ultimi prodotti ci ha fatto intravedere un panorama in via di miglioramento: l’IGT Ursone 2001 (13%), dal colore paglierino carico, ci ha mostrato un naso di intensità non trascendentale ma fatto di belle note di fiori e frutta gialla, note di miele e cioccolato bianco e speziature tipiche dell’affinamento in legno piccolo. Anche al palato, buona grassezza e spina acida per un quadro aromatico allo stato attuale non particolarmente profondo. L’IGT Pietrapana 2001 (12.5%) ha profumi di buona intensità e persistenza, marcati da una nota vegetale piuttosto sensibile. In bocca è sufficientemente cremoso, di buona dolcezza ma sempre segnato da toni verdi quasi acri, una caratteristica probabilmente dovuta alla giovinezza degli impianti in vigna. Da notare che nella sua prima annata il Pietrapana 2000 era un sangiovese in purezza dal discreto quadro fruttato ma con evidenti limiti in fatto di profondità dovuti alle caratteristiche del territorio che non è quello ideale per il vitigno principe toscano.

L’incontro con i vini delle Cantine Basile è stato l’occasione per una piacevole scoperta, il ristorante I Pagliai di Querceta, località poco sopra Forte dei Marmi (via S. Giuseppe 84, tel. 0584/742111). Interessante fra l’altro la storia del patron Nino Salvatori che, “emigrato” dal piccolo centro toscano verso gli Stati Uniti per una intensa ed estenuante attività di fotografo, vi è rientrato per intraprendere una attività completamente diversa nella quale cerca di valorizzare il patrimonio agroalimentare locale (come per esempio le erbe aromatiche del sottobosco apuano) ma con interessanti puntate verso altre direzioni, come ad esempio la cucina di tartufo. E se all’esterno il verde degli ulivi e dell’orto è lussureggiante protagonista, all’interno del ristorante è stato ritagliato un piccolo spazio dall’arredamento caldo e curatissimo, dedicato a degustazioni, dopocena, serate a tema, un vero e proprio piccolo scrigno del mangiar bene.

16 Dicembre 2002

 

 
 

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