| Discussione |
Toscana |
![]() |
|
Ecco la proposta di nuovo disciplinare: DISCIPLINARE DOC TOSCANA ART. 1 (Denominazione dei vini) La Denominazione di origine controllata "Toscana" è riservata ai vini che rispondono alle condizioni ed ai requisiti prescritti dal presente disciplinare di produzione per le seguenti tipologie: ROSSO ART. 2 (Base ampelografica) I vini di cui all’art1 devono essere ottenuti dalle uve prodotte dai vigneti aventi nell’ambito aziendale , la seguente composizione ampelografica:
ROSSO Sangiovese minimo. 60% Da soli o congiuntamente massimo 40%, Ciliegiolo, Merlot, Canaiolo Nero, Gamay oppure Cabernet Sauvignon Cabernet Franc, Merlot Vitigni complementari massimo 25% raccomandati e autorizzati nelle rispettive zone. ROSATO Sangiovese min. 60% Da soli o congiuntamente massimo 40%, Ciliegiolo, Merlot, Canaiolo Nero, Gamay. Vitigni complementari massimo 25% raccomandati e autorizzati nelle rispettive zone. NOVELLO Sangiovese minimo 60%, Da soli o congiuntamente, Canaiolo Nero, Merlot, Gamay e Ciliegiolo. Vitigni complementari massimo 25% raccomandati e autorizzati nelle rispettive zone. BIANCO e FRIZZANTE Trebbiano.toscano e Chardonnay minimo 60 % Da soli o congiuntamente, Pinot Bianco, Malvasia del Chianti, Vermentino, massimo 40%,- Vitigni complementari massimo 25% raccomandati e autorizzati nelle rispettive zone. VINSANTO Da soli o congiuntamente, Chardonnay, Pinot Bianco, Malvasia del Chianti, Vermentino, Trebbiano Toscano Vitigni complementari massimo 25% raccomandati e autorizzati nelle rispettive zone. VINSANTO OCCHIO DI PERNICE Sangiovese min. 60%, Da soli o congiuntamente massimo 40%, Ciliegiolo, Merlot, Canaiolo Nero, Gamay ROSSO SUPERIORE E ROSSO SUPERIORE RISERVA Da soli o congiuntamente a non più di due dei vitigni indicati, Colorino, Ciliegiolo, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot, Pinot Nero, Canaiolo Nero, Sirah, Sangiovese. In caso di impiego di un solo vitigno fondamentale è ammesso l’impiego di vitigni complementari a bacca rossa massimo 15% raccomandati e autorizzati nelle rispettive zone. BIANCO SUPERIORE Da soli o congiuntamente a non più di due dei vitigni indicati, Chardonnay, Pinot Bianco, Pinot Grigio, Vermentino, Sauvignon., Malvasia del Chianti In caso di impiego di un solo vitigno fondamentale è ammesso l’impiego di vitigni complementari massimo 15% raccomandati e autorizzati nelle rispettive zone. VENDEMMIA TARDIVA SUPERIORE Da soli o congiuntamente a non più di due dei vitigni indicati Chardonnay, Pinot Bianco, Pinot Grigio, Vermentino, Sauvignon, Gewürstraminer, Riesling. In caso di impiego di un solo vitigno fondamentale è ammesso l’impiego di vitigni complementari massimo 15% raccomandati e autorizzati nelle rispettive zone. ART. 3 (Zona di produzione delle uve) La zona di produzione delle uve atte alla produzione dei vini a denominazione d’origine controllata Toscana ricade nelle province: vedi allegato e comprende i terreni vocati alla qualità di tutto o parte dei territori dei Comuni di : vedi allegato ART. 4 (Norme per la viticoltura) Condizioni naturali dell’ambiente Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini DOC "Toscana" devono essere quelle normali della zona e comunque atte a conferire alle uve, al mosto ed al vino derivato le specifiche caratteristiche di qualità. I vigneti devono trovarsi su terreni ritenuti idonei per le produzioni della denominazione di cui si tratta. Sono da considerarsi idonei ai fini dell’iscrizione all’albo di cui all’art.15 della Legge 164 del 10 Febbraio 1992, unicamente i vigneti di giacitura ed orientamento adatti, i cui terreni, situati ad un’altitudine non superiore a 550 metri s.l.m. e, in alcuni casi, eccezionalmente, a metri 650 sono costituiti in prevalenza da substrati arenacei, calcareomarnosi, da scisti argillosi e da sabbia. Sono da considerarsi invece inadatti, e non possono essere iscritti nel predetto albo, i vigneti situati in terreni umidi di fondovalle nonché in ambiente da considerarsi di pianura alluvionale per il complesso delle condizioni orografiche, climatiche ed idrogeologiche. Densità d’impianto Per i vigneti di nuovo impianto la densità dei ceppi per ettaro non può essere inferiore a 3.300 I vigneti di nuovo impianto destinati alla produzione di vini delle tipologie superiore devono comunque avere la densità dei ceppi per ettaro non inferiore a 4.000 Forme di allevamento e sistemi di potatura Sono limitati a quelli che caratterizzano la viticoltura di qualità Irrigazione e forzatura Sono vietate le pratiche di forzatura mentre è consentita l’irrigazione di soccorso Resa ad ettaro e gradazione minima naturale Tipologia Produzione uva Titolo alcolometrico Ton/ettaro volumico naturale % vol ROSSO 13 10% Vol. 4Kg in media. a ceppo (solo per i vigneti di nuovo impianto) ROSATO 13 10% Vol. 4 Kg. in media a ceppo (solo per i vigneti di nuovo impianto) NOVELLO 13 10% Vol. 4 Kg. in media a ceppo (solo per i vigneti di nuovo impianto) BIANCO 13 9,5% Vol. 4 Kg. in media a ceppo (solo per i vigneti di nuovo impianto) VINSANTO 13 10% Vol. 4 Kg. in media a ceppo (solo per i vigneti di nuovo impianto) VINSANTO 13 10% Vol. OCCHIO DI 4 Kg. in media a ceppo PERNICE (solo per i vigneti di nuovo impianto) ROSSO 9 11% Vol. SUPERIORE 2,5 Kg. E RISERVA in media a ceppo indipendentemente dal tipo di impianto BIANCO 9 10,5% Vol. SUPERIORE 2,5 Kg. in media a ceppo indipendentemente dal tipo di impianto VENDEMMIA 5 12 % Vol. TARDIVA 1,7 Kg. SUPERIORE in media a ceppo indipendentemente dal tipo di impianto Per i vigneti in coltura promiscua la produzione massima di uva ad ettaro è rapportata alla superficie effettivamente impegnata dalla vite (oppure dalla resa massima consentita a ceppo) La gradazione minima potenziale delle uve è quella derivante dalla media delle gradazioni ottenute dal complesso dei vigneti iscritti all’albo nell’ambito del complesso aziendale con l’esclusione di quelle cedute a terzi. In annate eccezionalmente favorevoli, la produzione deve essere riportata alle rese massime dell’uva per Ha previste per ogni singola tipologia attraverso la cernita purché la produzione non superi del 20% i limiti medesimi. ART. 5 (Norme per la vinificazione) Zona di vinificazione Le operazioni di vinificazione e di esecuzione delle altre pratiche enologiche, nonchè l affinamento in bottiglia ove previsto, devono avvenire all’interno della zona di produzione intesa per l'intera superficie dei comuni compresi anche in parte nella zona di produzione E’ consentita la deroga a tale limitazione da concedersi da parte del Comitato Nazionale per la Tutela e la Valorizzazione delle Denominazioni di Origine e delle Indicazioni Geografiche Tipiche dei Vini per le cantine ubicate nel territorio regionale. Produzione di varie tipologie da uno stesso vigneto e scelta vendemmiale Qualora le uve di un determinato vigneto vengano utilizzate per la produzione di diverse tipologie previste dall’Art.1 è consentito destinare una parte delle uve di tale vigneto alla produzione rispettivamente delle seguenti tipologie:
purchè risultino rispettati tutti i requisiti posti dal presente disciplinare sia per le uve destinate alla tipologia prevista sia per le rimanenti uve dello stesso vigneto destinate ad altra tipologia ammessa. I vigneti destinati alla tipologia superiore possono essere destinati alla produzione delle tipologie rosso e bianco nei limiti di resa ad ettaro previste per le tipologie superiore I vigneti iscritti all'albo delle DOC e DOCG toscane possono essere destinati alla produzione dei vini contraddistinti dalla DOC "Toscana" nel rispetto delle condizioni previste dal presente disciplinare, qualora i conduttori interessati optino per tale rivendicazione in sede di denuncia annuale delle uve fatta alla competente Camera di Commercio. La scelta della denominazione Toscana può essere effettuata entro il 31 agosto dell'anno successivo a quello della raccolta per i vini DOCG Arricchimento - E’ consentito l’arricchimento delle uve , dei mosti e dei vini in fermentazione con mosti concentrati o con mosti concentrati rettificati oppure con altre tecnologie nei modi e tempi consentiti dalla legge. Elaborazione ROSSO E’ consentita la pratica del governo all’uso toscano. ROSATO La tipologia rosato deve essere ottenuta con la vinificazione "in rosato" delle uve rosse ovvero con la vinificazione di un coacervo di uve rosse e bianche anche ammostate separatamente NOVELLO E obbligatoria la macerazione carbonica delle uve nella percentuale prevista dalla legge VINSANTO Il periodo di appassimento delle uve ottenuto in locali idonei, non deve essere inferiore alla data del 1 Dicembre ma può protrarsi fino al 31 Marzo dell’anno successivo. E’ consentita la prima fase di disidratazione con aria ventilata fino ad una concentrazione zuccherina massima di 220 gr/l. L’appassimento delle uve deve essere protratto fino a raggiungere un contenuto zuccherino non inferiore a 270 gr/l. La fermentazione e la maturazione deve avvenire in recipienti di legno di capacità non superiore a 500 litri per un periodo minimo di due anni. VINSANTO OCCHIO DI PERNICE Il periodo di appassimento delle uve non deve essere inferiore alla data del 1 Dicembre ma può protrarsi fino al 31 Marzo dell’anno successivo. E’ consentita la prima fase di disidratazione con aria ventilata fino ad una concentrazione zuccherina massima di 220 gr/l. L’appassimento delle uve deve essere protratto fino a raggiungere un contenuto zuccherino non inferiore a 270 gr/l. La fermentazione e la maturazione devono avvenire in recipienti di legno di capacità non superiore a 500 litri per un periodo minimo di due anni SUPERIORE VENDEMMIA TARDIVA Le uve devono essere raccolte non prima del 1 Novembre. Resa uva/vino La resa massima dell’uva in vino, compresa l’eventuale aggiunta correttiva e la produzione massima di vino per ettaro è la seguente: Tipologia Resa in vino finito Produzione massima di vino Hl. ROSSO - 70% 91 ROSATO 70% 91 NOVELLO 70% 91 BIANCO 70% 91 VINSANTO Resa del mosto 50% dell’uva fresca 45,5 Resa Vinsanto finito 70% del mosto. VINSANTO OCCHIO DI PERNICE Resa del mosto 50% dell’uva fresca 45,5 Resa Vinsanto finito 70% del mosto. ROSSO SUPERIORE 70% 63 E ROSSO SUPERIORE RISERVA BIANCO SUPERIORE 70%. 63 VENDEMMIA 55% 27,5 TARDIVA dell’uva fresca SUPERIORE Qualora la resa uva/vino superi i limiti di cui sopra, ma non il 75%, per i vini rosso, rosato, novello, bianco, vinsanto, vinsanto occhio di pernice, rosso superiore, rosso superiore riserva, bianco superiore, e il 60% per il vino vendemmia tardiva superiore anche se la produzione ad ettaro resta al disotto del massimo consentito, l’eccedenza non ha diritto alla denominazione di origine. Oltre detto limite decade il diritto alla denominazione di origine controllata per tutta la partita. Invecchiamento Il rosso superiore riserva è soggetto ad un invecchiamento di almeno due anni a decorrere dal 1° Gennaio dell’anno successivo a quello della produzione di cui almeno uno in recipienti di legno. Affinamento in bottiglia I seguenti vini devono essere sottoposti al seguente periodo di affinamento in bottiglia prima dell’immissione al consumo mesi ROSSO SUPERIORE 3 E ROSSO SUPERIORE RISERVA BIANCO SUPERIORE 1 VENDEMMIA TARDIVA 3 SUPERIORE Immissione al consumo ROSSO 1 Gennaio dell’anno successivo a quello del raccolto NOVELLO Nel rispetto della normativa nazionale VINSANTO 1 Novembre del 3° anno successivo a quello del raccolto
VINSANTO 1 Novembre del 3° anno successivo a quello del raccolto OCCHIO DI PERNICE ROSSO SUPERIORE 1 settembre dell’anno successivo a quello del raccolto BIANCO SUPERIORE 1 Marzo dell’anno successivo a quello del raccolto VENDEMMIA TARDIVA SUPERIORE 1 Marzo del 2° anno successivo a quello del raccolto ART. 6 (Caratteristiche al consumo) ROSSO Colore: rosso rubino, brillante vivace tendente al granato con l’invecchiamento. Odore: vinoso, fruttato, fragrante, fresco. Sapore: vivace, fresco di beva, armonico. Titolo alcolometrico volumico totale: minimo 11%. Acidità totale: minimo 4,5‰. Estratto secco netto: minimo 19‰. Tenore Zuccherino: massimo 6 gr/l. ROSATO Colore: rosato, più o meno intenso. Odore: vinoso, fragrante, fresco. Sapore: di fresca beva, armonico. Titolo alcolometrico volumico totale: minimo 11%. Acidità totale: minimo 5‰. Estratto secco netto: minimo 16‰. Tenore Zuccherino: massimo 6 gr/l. NOVELLO Colore: rosso cerasuolo talvolta tendente al viola, vivace. Odore: fruttato, fresco. Sapore: vivace, fresco di beva, armonico. Titolo alcolometrico volumico totale: minimo 11%. Acidità totale: minimo 4,5‰. Estratto secco netto: minimo 18‰. BIANCO e BIANCO FRIZZANTE Colore: paglierino con riflessi verdognoli. Odore: delicato e fruttato. Sapore: sapido, vivace, fresco, armonico. Titolo alcolometrico volumico totale: minimo 10%. Acidità totale: minimo 5‰. Estratto secco netto: minimo 15‰. Tenore Zuccherino: massimo 6 gr/l. E’ prevista la tipologia frizzante VINSANTO Colore: dal paglierino all’ambrato più o meno intenso. Odore: etereo, intenso, anche aromatico. Sapore: dal secco all’amabile, armonico. Titolo alcolometrico volumico totale: minimo 16,5%, di cui almeno 14% svolto e 2,5% da svolgere. Acidità totale: minimo 4,5‰ nel tipo amabile, 4‰ nel tipo secco. Estratto secco netto: minimo 21‰. Acidità volatile massimo 1,8‰. VINSANTO OCCHIO DI PERNICE Colore: bruno con eventuali riflessi dorati. Odore: etereo, intenso, anche aromatico. Sapore: dal secco all’amabile, armonico. Titolo alcolometrico volumico totale: minimo 16,5%, di cui almeno 14% svolto e 2,5% da svolgere. Acidità totale: minimo 4,5‰ nel tipo amabile, 4‰ nel tipo secco. Estratto secco netto: minimo 23‰. Acidità volatile massimo 1,8‰. ROSSO SUPERIORE Colore: rosso rubino vivace e intenso, anche con leggeri riflessi violacei granata o ambrato se soggetto a maturazione prolungata. Odore: vinoso, fruttato, fragrante, armonico, bouquet composto di confettura e di frutti di bosco se soggetto a lunga maturazione. Sapore: asciutto, armonico di buon corpo, di tannicità contenuta, di buona persistenza. Nel caso di uso del nome del vitigno devono essere evidenti il profumo ed il gusto tipici del vitigno indicato. Titolo alcolometrico volumico totale: minimo 12%. Acidità totale: minimo 4,5‰. Estratto secco netto: minimo 24‰. Tenore Zuccherino: massimo 4 gr/l. ROSSO SUPERIORE RISERVA Colore: rosso rubino e intenso, anche con riflessi violacei granata o ambrato. Odore: pieno, maestoso, persistente, armonico, bouquet composto di confettura e di frutti di bosco. Sapore: asciutto, armonico, ampio, di tannicità contenuta, di buona persistenza. Nel caso di uso del nome del vitigno devono essere evidenti il profumo ed il gusto tipici del vitigno indicato. Titolo alcolometrico volumico totale: minimo 12,5%. Acidità totale: minimo 4,5‰. Estratto secco netto: minimo 25‰. Tenore Zuccherino: massimo 4 gr/l.
BIANCO SUPERIORE Colore: brillante, con lievi venature ambrate oppure paglierino chiaro con lievi sfumature verdoline. Odore: fine, delicato, fruttato, oppure ampio, complesso persistente, soave e continuo. Sapore: asciutto, morbido e vellutato, armonico. Nel caso di uso del nome del vitigno devono essere evidenti il profumo ed il gusto tipici del vitigno indicato. Titolo alcolometrico volumico totale: minimo 11,5%. Acidità totale: minimo 5‰. Estratto secco netto: minimo 18‰. Tenore Zuccherino: massimo 4 gr/l. VENDEMMIA TARDIVA SUPERIORE Colore: giallo carico con riflessi dorati. Odore: intenso e complesso caratteristico di miele e frutta candita. Sapore: delicato ma molto concentrato e persistente con decisa sensazione dolce. Titolo alcolometrico volumico totale: minimo 13%. Acidità totale: minimo 5‰. Estratto secco netto: minimo 21‰. Tenore Zuccherino: minimo 30 gr/l. E in facoltà del Ministero per le politiche Agricole - Comitato Nazionale per la tutela e la valorizzazione delle Denominazioni di Origine e delle Indicazioni Geografiche Tipiche dei Vini, modificare i limiti della acidità totale e dell’estratto secco con proprio decreto. In relazione all’eventuale conservazione in recipienti di legno, il sapore e il profumo dei vini , può rivelare un lieve sentore (o percezione) di legno. ART. 7 (Etichettatura designazione e presentazione) Qualificazioni Nella etichettatura e presentazione dei vini di cui all’art.1 è vietata l'aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa da quelle previste dal presente disciplinare. E’ tuttavia consentito l’uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali, marchi privati, non aventi significato laudativo e non idonei a trarre in inganno il consumatore, e particolari condizioni produttive purché documentabili. Menzioni facoltative I vini DOC "Toscana" possono riportare l’indicazione del nome di vitigno nel rispetto delle norme comunitarie e nazionali. L’indicazione "superiore" prevista per le tipologie indicate come tali all’art.2 è considerata indicazione aggiuntiva alla denominazione Località E’ consentito l’uso, nel rispetto della normativa vigente, di indicazioni geografiche che facciano riferimento ai comuni, province, frazioni, aree, zone e località comprese nella zona delimitata nel precedente art.3 e dalle quali effettivamente provengono le uve da cui il vino così qualificato è stato ottenuto. Caratteri e posizione in etichetta Tuttavia l’indicazione del nome di vitigno è soggetta alle seguenti limitazioni:
Annata L’uso delle qualificazioni Superiore, Vinsanto, Vigna, prescrive l’indicazione sulla confezione dell’annata di produzione. Vigna La qualifica Vigna è consentita nel rispetto delle condizioni previste dalla normativa di cui all’art. 6 p.3 della legge 10.02.92 n. 164 solo per le tipologie Superiore e Vinsanto ART. 8 (Confezionamento) Volumi nominali Il vino DOC "Toscana" Vin Santo può essere immesso al consumo esclusivamente in recipienti confezionati e sigillati da 0,375 a 0,750 l. Per i vini della tipologia superiore è vietato l’uso di recipienti di capacità superiore a 5 l. Tappatura e recipienti I tipi di recipienti utilizzati per il confezionamento dei vini DOC Toscana sono esclusivamente quelli tradizionali. E’ in ogni caso vietato il confezionamento in recipienti di contenuto inferiore ai 5 litri con tappo a corona e con capsule a strappo o con altre chiusure analoghe. Per i vini della tipologia superiore è vietato l’uso di chiusure diverse dal tappo di sughero o di materiale alternativo purchè raso bocca L’uso del tappo a vite è limitato ai recipienti di capacità inferiore a 375 cc. E’ altresì vietato l’utilizzo dei fiaschi diversi da quello tradizionale all’uso toscano, come definito nelle sue caratteristiche dall’art.3 del decreto del Presidente della Repubblica 12 febbraio 1965 n. 162. Per tutti i vini Doc Toscana i recipienti devono essere di vetro ART 3 (zona di produzione delle uve) La zona di produzione delle uve atte alla produzione dei vini a denominazione d’origine controllata Toscana ricade nelle province di Arezzo, Firenze, Grosseto, Livorno , Lucca, Massa Carrara, Pisa, Pistoia, Prato, Siena, e comprende i terreni vocati alla qualità di tutto o parte dei territori dei Comuni di: PROVINCIA DI AREZZO ANGHIARI, AREZZO, BUCINE, CAPOLONA, CASTELFRANCO SOPRA, CASTIGLION FIBOCCHI, CASTIGLION FIORENTINO, CAVRIGLIA, CIVITELLA VAL DI CHIANA, CORTONA, FOIANO DELLA CHIANA, LATERINA, LORO CIUFFENNA, LUCIGNANO, MARCIANO DELLA CHIANA, MONTERCHI, MONTE S. SAVINO, MONTEVARCHI, PERGINE VAL D'ARNO, PIAN DI SCO', PIEVE S. STEFANO, S. GIOVANNI VAL D'ARNO, S. SEPOLCRO, SUBBIANO, TALLA, TERRANUOVA BRACCIOLINI. PROVINCIA DI FIRENZE BAGNO A RIPOLI, BARBERINO, VAL D'ELSA, BORGO S. LORENZO, CALENZANO, CAPRAIA E LIMITE, CASTELFIORENTINO, CERRETO GUIDI, CERTALDO, DICOMANO, EMPOLI, FIESOLE, FIGLINE, VAL D'ARNO, FIRENZE, FUCECCHIO, GAMBASSI TERME, GREVE IN CHIANTI, IMPRUNETA, INCISA VAL D'ARNO, LASTRA A SIGNA, LONDA, MONTAIONE, MONTELUPO FIORENTINO, MONTEMURLO, MONTESPERTOLI, PELAGO, PONTASSIEVE, REGGELLO, RIGNANO, RUFINA, S. CASCIANO VAL DI PESA,S. GODENZO, SCANDICCI, SCARPERIA, SESTO FIORENTINO, TAVARNELLE VAL DI PESA, VAGLIA, VICCHIO, VINCI. PROVINCIA DI GROSSETO ARCIDOSSO, CAMPAGNATICO, CAPALBIO, CASTEL DEL PIANO, CASTIGLION DELLA PEASCAIA, CINIGIANO, CIVITELLA PAGANICO, FOLLONICA, GAVORRANO, GROSSETO, ISOLA DEL GIGLIO, MAGLIANO IN TOSCANA, MANCIANO, MASSA MARITTIMA, MONTE ARGENTARIO, MONTIERI, ORBETELLO, PITIGLIANO, ROCCALBEGNA, ROCCASTRADA, SCANSANO, SCARLINO, SEGGIANO, SORANO, MONTEROTONDO MARITTIMO, SEMPRONIANO. PROVINCIA DI LIVORNO BIBBONA, CAMPIGLIA MARITTIMA, CAMPO NELL ELBA, CAPOLIVERI, CASTAGNETO CARDUCCI, CECINA, COLLESALVETTI, MARCIANA, MARCIANA MARINA, PIOMBINO, PORTO AZZURRO, PORTOFERRAIO, RIO NELL'ELBA, RIO MARINA, ROSIGNANO MARITTIMO, SAN VINCENZO, SASSETTA, SUVERETO. PROVINCIA DI LUCCA ALTOPASCIO, CAPANNOR,I LUCCA, MONTECARLO, PORCARI, PIETRASANTA PROVINCIA DI MASSA CARRARA MONTIGNOSO, FIVIZZANO, CASOLA IN LUNIGIANA, AULLA, LICCIANA, TRESANA, VILLAFRANCA, PODENZANA, PONTREMOLI, FILATTIERA, MULLAZZO, BAGNONE, FOSDINOVO, MASSA, CARRARA. PROVINCIA DI PISA CALCINAIA, CAPANNOLI, CASALE MARITTIMO, CASCIANA TERME, CASCINA, CASTELLINA MARITTIMA, CASTELNUOVO VAL CECINA, CHIANNI, CRESPINA, FAUGLIA, GUARDISTALLO, LAIATICO, LARI, LORENZANA, MONTECATINI VAL DI CECINA, MONTESCUDAIO, MONTEVERDI MARITTIMO, MONTOPOLI VAL D'ARNO, PALAIA, PECCIOLI, POMARANCE, PONSACCO, PONTEDERA, RIPARBELLA, SAN MINIATO, SANTA LUCE, TERRICCIOLA, VOLTERRA PROVINCIA DI PISTOIA BUGGIANO, LAMPORECCHIO, LARCIANO, MARLIANA, MASSA E COZZILE, MONSUMMANO TERME, MONTALE, MONTECATINI TERME, PESCIA, PIEVE A NIEVOLE, PISTOIA, QUARRATA, SERRAVALLE PISTOIESE, UZZANO. PROVINCIA DI PRATO CARMIGNANO, MONTEMURLO, POGGIO A CAIANO. PROVINCIA DI SIENA ABBADIA S. SLAVATORE, ASCIANO, BUONCONVENTO, CASOLE D'ELSA, CASTELLINA IN CHIANTI, CASTELNUOVO BERARDENGA, CASTIGLIONE D'ORCIA, CETONA, CHIANCIANO TERME, CHIUSI, COLLE VAL D'ELSA, GAIOLE IN CHIANTI, MONTALCINO, MONTEPULCIANO, MONTERIGGIONI, MONTERONI D'ARBIA, MURLO, PIENZA, POGGIBONSI, RADDA IN CHIANTI, RADICOFANI, RADICONDOLI, RAPOLANO TERME, S. CASCIANO BAGNI, S. GIMIGNANO, S. GIOVANNI D'ASSO, S. QUIRICO D'ORCIA, SARTEANO, SIENA, SINALUNGA, TORRITA DI SIENA, TREQUANDA, SOVICILLE. Tale zona è così delimitata: PROVINCIA DI AREZZO ZONA A La linea di delimitazione inizia dal punto di incontro dei confini comunali di Reggello, Castel S. Niccolò e Castelfranco di Sopra, segue quest'ultimo, poi quello di Loro Ciuffenna, Castiglion Fibocchi, Talla fino a quota 670 nei pressi di Spedale, da dove prosegue sulla mulattiera fino a Bicciano; volge quindi ad est sulla mulattiera per quote 529 e 555, C. Pratucci e quota 654, ove incontra la carreggiabile per Bibbiano con la quale s'identifica fino ad incontrare di nuovo il confine comunale di Talla che segue verso nord continuando su quello di Capolona, Subbiano sempre a nord, fino ad incontrare la strada che da Chitignano porta a Subbiano, la percorre verso sud fino a Valenzano, da qui, lungo una serie di carrarecce passando Il Castellaccio, Vogognano, Badia, La Villa, quota 448, giunge alla strada che porta a Falciano e arriva a detta località. Da qui prosegue per Catenaia (quota 590), Terra Nera Bassa, C. Orzale, Il Rio, Agnano di qua (quota 695), Maestà d’Agnano (quota 709), quota 732, quota 708, La Cava (quota 660) fino ad innestarsi sulla carreggiabile che a nord di Savorgnano arriva al confine di comune in località Gragnano che segue fino ad incontrare quello di Arezzo fino al suo incontro con la strada statale n. 73. Da questo punto, lungo la strada statale n. 73 fino alla località Palazzo del Pero e quindi la strada per Castiglion Fiorentino; il confine incontra di nuovo il limite del comune di Arezzo, C. Fiorentino che percorre in senso orario fino a monte le Civitelle, volge quindi a nord passando per quota 537, 496, 449. Da quota 449 prosegue prima per una carrareccia e poi per una mulattiera e, passando vicino a quota 331, si immette nella carreggiabile di Quarantola e la discende fino a S. Pietro. Da qui prosegue attraverso quota 382 per Cegliolo, quote 327, 386, 433, 422, Case Bocina, quote 441, 439, I Cappuccini, quota 553. Da quota 553 si immette sulla carreggiabile che conduce per Maestà del Pianello, alla strada provinciale per Cortona. La linea di delimitazione segue detta provinciale fino al bivio del Torreone quindi se ne distacca e per quote 565, 510, attraverso una carreggiabile, giunge a Teccognano, quindi per quote 359, 438, attraverso una mulattiera, giunge a Volpaia, prosegue per la stessa mulattiera fino a Mulino a Vento, quindi per quote 362, 502, giunge a Bulciana di Sotto. Quindi la delimitazione si immette nel rio del Bagno e, per quota 330, giunge alla confluenza di detto rio con il fosso del Trebbio e risale per quest'ultimo fino al podere Le Bruciate quindi per una mulattiera raggiunge Gagliana, quota 542, Casa Montanare, quota 518 e incontra la strada provinciale Cortona - Umbertide, che segue fino al ponte sul torrente Esse. Da qui si sovrappone ai confini fra la provincia di Arezzo e quella di Perugia e la segue, attraverso la località di Borghetto, Ferretto, fino al podere Marella. Da qui si immette sul confine provinciale che segue fino a raggiungere il punto di partenza della descrizione. All'interno di tale delimitazione viene esclusa dalla zona di produzione l'area delimitata come appresso: A nord, partendo dal podere La Fornace in prossimità del canale maestro della Chiana, la linea di delimitazione discende verso sud lungo la strada che, passando per C.lo Idraulico (a quota 245), e podere di Montagnano, raggiunge quota 246 in prossimità del podere Viallesi. Da quota 246 prosegue verso sud fino a raggiungere rio del Basso, quindi, in direzione ovest, prende la strada verso Cesa e prima di raggiungere il centro abitato devia verso sud lungo la strada che, incrociando il rio della Pescaia (quota 248), prosegue fino al podere del Terchio, da dove, in direzione sud - ovest, raggiunge, lungo la strada, la località le Sei Vie in prossimità del Km 12 della strada statale n. 327, e prosegue su detta statale in direzione sud fino in prossimità del Km 16 (quota 251). Da qui, verso est, per il rio Quarata, raggiunge il rio della Fossetta, che discende in direzione sud, fino ad incrociare il torrente Esse (in prossimità della quota 255) e, quindi, lungo il corso d'acqua che attraversa la località Colmata, raggiunge in direzione sud - est il canale maestro della Chiana a quota 246. Da quota 246 prosegue verso sud - est lungo il canale maestro della Chiana fino al podere la Croce, quota 253, quindi verso nord - est lungo la strada che, in direzione nord, passa per il podere S. Giuseppina proseguendo per la medesima (quote 251, 250, 253, 251) fino in prossimità del ponte di Cignano e proseguendo sul Reglia allacciante di destra, risale verso nord fino ad arrivare a quota 252, in prossimità del Vuotabotte dello Strozzo. Prende quindi la strada che passa per quota 251, costeggia i Pratoni fino al podere Fonti (quota 244), piega verso nord - ovest fino a raggiungere il ponte del Rondò quindi seguendo il canale Montecchio prosegue verso nord fino a quota 244, piega verso est lungo la strada che conduce al podere Cesaroni Venanzi, e poi verso nord lungo la via che porta alla località Ginestra, passando per le quote 249, 246, 247, quest'ultima sulla strada per Manciano. Prosegue quindi verso ovest e prima di raggiungere il canale maestro piega verso nord, lungo la via di mezzo, passando per le quote 243, 244, 245, 246, 244. Da quota 244 la linea di delimitazione prosegue in direzione nord attraverso le quote 243 e 245 e, lungo la strada che costeggia il podere Selva e il podere Giannini, prosegue fino a quota 243. Superata la quota 243, raggiunge, seguendo la strada, il canale maestro della Chiana, che attraversa all'altezza del podere la Fornace per ricongiungersi al punto di inizio della delimitazione. ZONA B La definizione della linea di delimitazione inizia in località La Casaccia posta sulla S.S. n. 73 Umbro-Casentinese nel punto di confine dei Comuni di Monterchi con Arezzo, segue il confine del Comune di Anghiari fino alla località Cà di Baldo (Q.605) per seguire il crinale che conduce a Toppole e per quote di livello non superiori a 500-550 m. s.l.m. tocca le località di Verrazzano, Bagnaia, Casale, Cologna Galbino e percorre la S.P. n. 45 per Q. 399 fino a Pian della Croce e per la S.P. n. 57 fino ad incontrare il confine comunale Caprese M.lo - Anghiari. Segue il confine fino al suo incontro con la strada vicinale a quota 660 a nord di Monte Fungaia, segue detta strada e oltrepassando il ponte sul fosso Otro prosegue sulla strada provinciale 48, oltrepassa Formole e volgendo ad est incontra la strada statale 3b che percorre verso sud per poi proseguire verso nord risalendo il torrente Tignana fino a C.Bizzoro. Da detta località, risalendo un affluente di destra del Tignana oltrepassa la SS 258 e volge verso sud percorrendo la carrareccia che da Ponte dell'Arco (q.471) passa da quota 590 e 545. In prossimità di quota 475 abbandona tale carrareccia e volgendo verso nord - est su una carrareccia passa da Paternostro (q.443) e quindi da Palazzo di Luglio (q.416).Da qui disegnando una linea spezzata unisce Cirignone (q.458), Misciano (q.552), Castora (q.620), Farneto (q.526) e q. 513 per discendere q. 383 ove incontra un affluente di destra del T. Afra, prosegue fino ad incontrare la strada che conduce a Sansepolcro in località Cà La Morte e, seguendo detta strada verso Sud per breve tratto per continuare su un sentiero che segue fino ad incontrare e seguire la S.S. 3 bis fino a località Vannocchia, ove incontra la strada comunale che conduce a Pocaia, Gragnano, San Martino, Le Vigne per attraversare il F.Tevere e giungere in località Albiano. Segue la S.P. n. 47 Caprese M.lo - Anghiari. In località La Stazione prosegue per la strada comunale di Tubbiano fino a S.Leo, continua per detta strada fino ad incontrare il confine regionale con l’Umbria e lo segue per lungo tratto fino ad incontrare il punto di partenza della descrizione in località La Casaccia sulla S.S. n. 73 Umbro-Casentinese.
PROVINCIA DI FIRENZE La linea di delimitazione inizia dal punto d'incontro dei confini comunali di Empoli, Cerreto Guidi con il confine di provincia in località Bocca d'Elsa, segue quest'ultimo in senso orario fino a poi proseguire con il confine nord di Lastra a Signa e Scandicci, prosegue quindi verso nord sui confini comunali di Firenze, Sesto Fiorentino, Calenzano che percorre sempre in senso orario, per abbandonarlo in prossimità di Fulignano di Là. Si immette quindi sulla carreggiabile che volgendo verso est giunge a Torre dei Nocenti. Da qui volge verso sud sulla carreggiabile che passando da La Casaccia Oliveta giunge fino a La Colombaia e quindi, passando per Poggio Castellina (q. 543), Cerreto Maggio (q. 431), Case Sitriano (q. 486), Poggio Cafaggio (q. 583), incontra in prossimità di q. 390 la strada vicinale di Volmiano al suo incrocio con il confine comunale di Calenzano che prosegue verso sud per poi proseguire nuovamente quello di Sesto Fiorentino che segue, prima in direzione nord e poi sud - est, fino a Poggio Carega. Da qui prosegue verso nord - est sulla strada che passando da Pratolino, La Madonnina, C. Macie, volge poi a sud ed incontra il confine comunale di Fiesole in località Indicatorio. Prosegue sul confine nord del comune di Fiesole, Pontassieve, Dicomano, segue quest'ultimo fino a Poggio al Cucco, in prossimità di quota 339. Da qui il limite segue verso nord - ovest il sentiero e poi la mulattiera che passa per quota 344, supera il bivio per San Martino a Scopeto (quota 358), e sempre sulla mulattiera, volge ad est fino ad inserirsi sul Borro delle Matricole a nord di quota 220, quindi, segue il Borro stesso fino al ponte sulla strada per Dicomano (quota 160). Il limite segue poi verso sud - est la strada Dicomano fino al bivio di quota 163 da dove, lungo un affluente, giunge sul T. Sieve a sud - est di quota 151, lo attraversa raggiungendo, a quota 156 la ferrovia, segue quest'ultima in direzione ovest fino al punto d'incontro con il T. Bagnone, risale quest'ultimo e in prossimità di quota 299 volge a sud e percorrendo la strada che per quote 290, 289, 307 (Casa Volpi) raggiunge la carrozzabile che passando per quote 254 e attraversando il Fosso del Ciliegio e il Fosso del Corsino arriva alla località Il Salto. Quindi volge a sud e a quota 302 risale verso nord - est sulla strada che percorre fino ad immettersi sulla carrareccia che passando da I Roppi (quota 308) attraversa il T. Ensa e giunge a Liprafratta. Da qui passando per le quote 328, 345 giunge a S. Maria a Vezzano, Poggio dei Roti (quota 451), Vitigliano (quota 490), Casa Doccia (quota 428), Casa Poggio Secco (quota 472). Da qui, percorrendo la carrareccia che si innesta sulla strada che proviene da Villore, si immette su quest'ultima fino a quota 396 M. Segoni. Prosegue quindi con una linea che passando da Paterno (quota 558, 601) raggiunge Poggio di Lavacchio a quota 741, volge verso sud sul confine comunale, lo segue fino a quota 626 indi volge ad est su una carrareccia che arrivando a Petrognano si innesta sulla strada che passando da Corella, Casato, Casa S. Alvico, Pruneta, oltrepassa la S.S. n. 67 e ridiscende il T. S. Godenzo fino ad incontrare il T. San Godenzo e si identifica con questo fino nei pressi di Borghetto, risale a sud un suo affluente di sinistra che passa ad est di quote 310 e 322 fino a giungere, nei pressi del cimitero a sud - est di Frascole, a toccare la strada per Dicomano; segue la suddetta strada per brevissimo tratto verso sud - est per poi risalire a est il tratto iniziale di un affluente del F. Sieve ed immettersi quindi sulla mulattiera per la Cella e Passatoio (quota 518); da Passatoio segue il Fosso del Buio fino ad arrivare ad est di quota 425 ove devia ad est su un suo affluente fino alla mulattiera per il Palazzo (quota 574) e C. Petroniano (quota 594), mulattiera che segue fino C. Fogna (quota 418) dopo aver attraversato, a quota 567, il confine comunale Londa - Dicomano. Ad est di C. Fogna il limite prosegue lungo il borro che nei pressi di quota 529 e a sud de i Gocci attraversa la mulattiera che per quota 533 giunge a C. Petroio e oltre la Lastra; percorre questa mulattiera fino ad incontrare e seguire nei pressi di Valpiana, l'affluente di destra del Borro di Rincine che attraversa la strada per Rincine, si immette, nei pressi di quota 353, sul Borro di Rincine e lo segue per brevissimo tratto verso sud fino ad incontrare un affluente di sinistra che segue verso sud fino al ponte sulla strada per Caiano, a nord di Cave di Pietra. Il limite segue quindi la strada per Caiano e al cimitero piega a sud per il sentiero che passa da quota 508, si immette sulla mulattiera che attraversa il fosso di Caiano e seguendola aggira ad ovest quota 613, attraversa il fosso di Cornioleta per poi piegare ad ovest ed a quota 602 volge a sud per Corte da dove, attraverso un affluente del T. Moscia che passa a nord di quota 491, giunge al torrente stesso. Da questo punto il limite volge a nord sul T. Moscia e poco prima di Londa piega ad ovest su un suo affluente che passa per quota 295, indi si immette sul sentiero che a quota 534 incontra la mulattiera per C. Rocca Secca e Sussinete, segue questa mulattiera fino a quota 513 ove si innesta sulla strada per Turicchi, strada che segue verso ovest fino ad incontrare il confine comunale Dicomano - Londa prosegue su di esso e quindi verso sud su quello dei comuni di Rufina, Pelago, Reggello. Prosegue quindi in senso orario sul confine di provincia Firenze e Arezzo, Firenze Siena e Firenze Pisa.
PROVINCIA DI GROSSETO La linea di delimitazione inizia dal punto d'incontro della ferrovia Grosseto - Roma con il confine di regione, segue quest'ultima fino alla stazione di Albinia da dove volge ad ovest sulla strada statale Maremmana n. 74 e proseguendo su di essa fino al Km. 6,5, volge a nord sulla strada vicinale dell’ Alberone che segue fino al suo incontro con il fiume Albegna .Prosegue lungo il corso di detto fiume verso la costa ed incrociando il ponte nei pressi della Barca del Grazi volge verso nord in direzione San Donato. Arrivato a detta località prosegue verso la S.P. N. 56 fino all’ incrocio con la S.P. 81. Percorre detta strada in direzione sud-ovest fino al suo incontro con la ferrovia che segue poi verso nord fino alla stazione di Talamone, posta in località Fonteblanda. Da qui prosegue verso ovest lungo la strada che porta a Talamone, si identifica poi con la costa fino ad arrivare alla Torre Collelungo. Da qui immettendosi lungo la Strada degli Olivi, giunge al podere Piane. Da qui continua volgendo a nord lungo il canale Perazzeta fino ad incontrare la Strada Antica Dogana che percorre fino alla sua intersezione con la strada che scorrendo parallelamente prima all'Ombrone e poi al fosso Rispescia incrocia la ferrovia a quota 13 per poi continuare su detta strada fino ad immettersi sulla S.S. n. 1 Aurelia. Percorre l'Aurelia verso nord fino al Podere Spadino, volge quindi verso nord - est per la strada Delle Sante Marie fino ad arrivare a Ponte d'Istia prosegue per la strada che da ponte d'Istia attraversando l'Ombrone incontra in località Le Stiacciole la strada che collega Istia d'Ombrone a Fornace S. Martino, la percorre fino all'incrocio per Bagno Roselle si immette in quest'ultima (Strada della Bonifica dei Laghi) fino ad incontrare, passato Bagno Roselle la strada della Bonifica dello Sbirro, fino ad incontrare la S.S. n. 1 Aurelia che percorre fino alla località La Grancia. Da detta località prosegue lungo la ferrovia che percorre verso nord oltrepassando Sticciano Scalo. Il confine quindi piega verso nord - ovest passando per quote 40, 51, 59, 68 fino a casa del Frutteto, volge ad Est passando per Fatt. Lattaia (q. 81) C. Banditella fino a congiungersi in Loc. Pod. L'Olivastra alla strada Povinciale Dritta del Madonnino. Prosegue quindi a sud fino alla chiesa dell'Olmini, piega nuovamente ad ovest lungo la strada delle Selvacce, costeggia il podere ex Ente Maremma Santo Stefano raggiungendo per la via del Pian del Bichi il Podere Ginepraie in prossimità del ponte sul torrente Asina. Da qui prosegue fino alla strada provinciale n.20 in prossimità del ponte sul fiume Bruna passando per la Fattoria di Pian del Bichi, continua per le strade Provinciali nn. 20 e 27 e fiume Sovata fino ad incontrare la strada statale n 1 Aurelia in località Lupo. Prosegue sulla strada Castiglionese, continua con quella delle Collacchie e si immette sulla strada che porta alle Rocchette in prossimità di podere Fornace. Dalle Rocchette prosegue lungo la carreggiabile che le collega a Punt'Ala la segue fino ad incontrare la strada che volgendo verso nord - est e passando da quota 28, C. di Gualdo incontra strada costiera che percorre passando da Poggio Nicola fino alla località Pian d'Alma. Prosegue lungo la strada provinciale delle Collacchie fino all'incontro con il Canale Allacciante, prosegue quindi verso est e raggiunge la S.S. n. 1 Aurelia in prossimità di Scarlino Stazione. Prosegue lungo l'Aurelia fino al bivio dei Rondelli piega per la Strada Statale n. 439 verso Massa Marittima, si immette nella Strada Poderale in Loc. San Giuseppe verso il Podere Cerrette, raggiunge il confine comunale di Massa Marittima seguendo la Strada Poderale al limite del bosco in Loc. Tesorino. Prosegue quindi per il confine comunale di Massa Marittima e Monterotondo Marittimo, fino al punto d'incontro dei Comuni di Massa Marittima, Montieri e Roccastrada in prossimità del bivio di Meleta. Prosegue in direzione Sud.- Est per tutta la Strada provinciale n. 8 che passando per gli abitati di Roccatederighi e Sassofortino, prosegue fino ad incontrare il confine comunale di Civitella Marittima, e lungo di esso prosegue fino ad incontrare in direzione Sud-Est il confine amministrativo del Comune di Cinigiano in prossimità della linea ferroviaria Siena - Monte Antico. Da qui, seguendo il confine del Comune di Cinigiano, prosegue in direzione Est fino ad incontrare il confine amministrativo del Comune di Castel del Piano e lungo di esso in direzione Nord - Est il confine prosegue fino ad incontrare la SS 323 e lungo quest’ultima fino all’incrocio con la strada provinciale 64 nei pressi del centro abitato di Castel del Piano. Da qui la delimitazione prosegue fino a quando la strada non incontra il confine amministrativo del comune di Castel del Piano in direzione Nord e proseguendo lungo questo confine fino a quando non si incrocia il torrente Zancona in direzione Sud. A questo punto il limite prosegue lungo il torrente in direzione Sud fino ad incontrare il confine amministrativo del Comune di Cinigiano a Sud dell’abitato di Monticello Amiata in località Banditaccia. Da qui si prosegue lungo il confine del Comune di Cinigiano fino ad incontrare quello del Comune di Campagnatico in località Tesorino: Lungo il confine del Comune di Campagnatico si prosegue fino al suo incontro con quello di Scansano che segue fino all’incontro con il T.Transubbie che risale fino al Fosso Istrico, quindi risale quest’ ultimo fino a quota 446, e da qui attraverso quote 565, 597, 522, 470, 396 (m. Faeta) incrocia il Torrente Transubbino, lo discende fino al suo incrocio con il confine comunale di Scansano segue detto limite amministrativo fino all'incrocio con i confini comunali di Manciano e Roccalbegna. Da detto punto il limite segue verso Nord il torrente Fiascone fino alla fattoria degli Usi, continua lungo la strada interna del podere Marruccheta nei pressi del podere Montecchio, prosegue lungo la strada di Valle Zuccaia, raggiunge il fiume Albegna lo attraversa e continua lungo la strada comunale Fibbianello in comune di Semproniano. Da qui volge ad Est, incontra la strada provinciale di Follonata fino a case Santarello, prosegue per Catabbio e indi per la carreggiabile che passa da quota 496 incontra il Fosso Rigo che discende fino ad incontrare il confine comunale di Sorano. Segue detto il confine comunale, fino al confine di regione e lungo quest'ultimo raggiunge l'incontro della ferrovia Grosseto - Roma punto di partenza della descrizione. Fanno parte del territorio i comuni dell'Isola del Giglio e di Monte Argentario
PROVINCIA DI LIVORNO ZONA A La linea di delimitazione ha inizio dal punto di incontro della ferrovia che collega Grosseto con Livorno con il confine sud del comune di Castagneto Carducci, percorre detta ferrovia fino al confine nord del comune di Castagneto, si immette sulla Via Aurelia che percorre fino al Podere Tripesce ove si immette sulla ferrovia Roma - Livorno fino ad incontrare il confine dei comuni di Livorno e Colle Salvetti; segue la ferrovia fino al confine comunale di Rosignano Marittimo su cui prosegue verso nord - est fino al suo incontro con quello di Colle Salvetti. Prosegue verso nord su detto confine comunale per poi voltare verso est sulla strada provinciale delle Colline per Ponsacco. Segue detta strada fino al suo incrocio con il confine provinciale e proseguendo su quest'ultimo in direzione sud incontra la costa a nord - ovest di Follonica. Prosegue lungo la costa fino ad incontrare il punto d'inizio della descrizione. ZONA B La linea di delimitazione ha inizio dal punto di incontro della ferrovia che collega Pisa con la stazione di Fauglia con il confine provinciale, segue detta ferrovia fino al confine provinciale nord e, proseguendo su questo, prima in direzione est e poi sud, incontra il punto d'inizio. Fanno parte del territorio i comuni dell'Isola d'Elba.
PROVINCIA DI LUCCA ZONA A Partendo da nord presso il Serchio dal paese di Sesto, scende a sud, segue per poco la strada comunale che allaccia quel paese alla strada provinciale sulla destra del Serchio, passa per Ponte a Moriano e prosegue fiancheggiando le colline di S. Michele di Moriano, S. Lorenzo, S. Quirico di Moriano e S. Arlascio fino a Villa Boccella. Da questa località il confine piega a ponente verso quota 65 e segue poi la strada che passa per villa Barsanti, sotto il seminario arcivescovile e volgendo a sud va in prossimità di villa Sardi, per giungere sopra la quota 24 al trivio Tre Cancelli. Di qui la delimitazione segue per breve tratto la strada Lucca - Camaiore per deviare da questa nella via comunale pedecollinare che passa in località al Pino e che si ricongiunge alla strada Lucca - Camaiore presso Ponte del Giglio e su questa prosegue per un tratto e cioè fino al bivio per la Fornace, quote 51 e 50, località Frantoio, Villa Fonna, e per la strada che conduce a Mutigliano, presso quote 33 e 31 e villa Orsetti; di qui la delimitazione segue la strada che passa presso quota 44 e 43 fino ad incontrare la strada che da Monte San Quirico conduce a S. Alessio che segue per breve tratto, poi risale per la strada che da questo paese segue le colline passando sotto Corte Pistelli, sotto Villa Albertini, sotto Corte Buchignani, Boscherecci, casa Santini, C. Lanizzi, sotto la fornace, quota 46 fino a poco prima di Ospedaletto. Da questa località con strada e sentieri, il confine volge a nord passando per quota 121, Veicoli, presso quota 337, presso le quote 354 e 324, C. del Colle, presso quota 299 e poi la strada per Castagnori, dalla quale devia per comprendere una zona vitata di pregio, ma nella quale ritorna in breve per proseguire in essa sotto quota 198, C. Montecchio, presso quota 78, Cave e l'Osteria. Di qui con linea irregolare, che delimita il coltivato dal boschivo, si va sotto C. Sorbo, quota 400, quota 292, sopra Gugliano, C. Barsotti, sotto Molinaccio, rio della Spèsina e poi con linea retta sotto quota 188, Villa ed oltre per arrivare presso quota 204 e di qui con linea quasi retta a Sesto di Moriano punto di partenza. Da Sesto, traversando il fiume Serchio col breve tratto dei terreni in golena e precisamente nei pressi del ponte ferroviario si passa dall'altra parte delle colline lucchesi, dove la prima parte del confine settentrionale Š una linea quasi retta che passa sotto quota 204, sopra località Frantoio, sotto quota 348 sopra il colle di Matraia, C. Milvesto, quota 336 e sotto quota 282. Di qui la delimitazione segue la strada comunale che da Matraia conduce a Valgiano fino al bivio del cimitero, dove segue per strada secondaria presso quota 262 e una linea leggermente curva che passa sotto quota 530, sotto Campo grande e sopra quota 385 raggiunge il confine con la provincia di Pistoia di fronte a Colle di Sotto. La linea di delimitazione segue poi il confine fra le due province, fino a poco dopo la fornace di laterizi (S.A.L.L.A.) proseguendo con la strada provinciale Lucca - Pescia fino all'incrocio delle Quattro Mura. Qui il confine, lasciata la strada provinciale di Lucca - Pescia, volge a sud seguendo la strada che si snoda parallelamente a rio Leccio costeggiando le colline conduce a Porcari, attraversa il paese per rientrare a quota 20 su strada secondaria che passa presso Palazzo Rossi, C. Matteoni, a levante di villa Bottini; il confine segue il viale della villa stessa, taglia la via provinciale e, con andamento che segue le pendici collinari, entra per breve tratto nella strada Borgonuovo - Gragnano seguendo poi il corso del rio Ralla fino a sotto casa Maionchi; di qui, volgendo a ponente sotto casa Cesaretti, raggiunge a quota 30 la strada Borgonuovo - Camigliano e la segue fino a quota 55; discende poi e volge a ponente costeggiando le colline fino a quota 39 e da qui segue la strada che porta a Rimortoli proseguendo verso il nord per breve tratto lungo la carrozzabile Rimortoli - Segromigno fino a quota 41. Qui il confine segue l'andamento collinare sotto quota 38, Paradiso, la strada sotto quota 48 e che prosegue per Marlia, costeggia il parco della villa Reale e l'ingresso alla stessa e che prosegue per S. Pancrazio, sotto casa Ballarano, la chiesa di S. Gemignano per ricongiungersi al punto di partenza di fronte a Sesto Moriano. ZONA B La delimitazione parte a nord dal punto più settentrionale fra quota 102 e 129, segue verso est il confine della provincia di Pistoia fino in prossimità di quota 54 da dove discende verso levante - mezzogiorno fino a raggiungere la strada per Montecarlo in prossimità del ponte ferroviario. Segue per breve tratto detta strada e dopo quota 32 si immette sulla comunale che, passando per C. Mazzini, raggiunge la ferrovia Lucca - Pistoia. La linea di delimitazione segue poi detta linea ferroviaria fino a ponte Canneto in prossimità di S. Salvatore, di qui prosegue in direzione sud per circa 200 m. la strada che conduce a Marginone fino ad incrociare il confine comunale e proseguire poi lungo questi verso est fino alla linea ferroviaria. Prosegue quindi lungo la ferrovia, dapprima verso sud e poi verso ovest, fino all'incrocio con il rio San Gallo in località Badia a Pozzeveri, risale verso nord il corso d'acqua raggiungendo la strada Altopascio - Porcari, per proseguire poi lungo questa verso ovest fino a C. La Pineta. Sale quindi verso nord per la strada che, costeggiando le colline, giunge a C. Di Galante, da dove prosegue per la strada vicinale che passa presso Casa Mencarini e cantina Carrara raggiungendo il punto più a nord della zona delimitata dal quale è partita la presente descrizione. ZONA C Comprende il territorio della frazione di Pietrasanta confinante con la provincia di Massa ed il Comune di Serravezza. La delimitazione inizia dal punto d'incontro della ferrovia con il confine provinciale, segue quest'ultimo in senso orario per poi proseguire sul confine comunale di Serravezza fino ad incontrare la ferrovia che percorre fino ad incontrare il punto di inizio della descrizione. PROVINCIA DI MASSA CARRARA
Partendo dall’intersecazione della Autocamionale della Cisa con il Canal del Rio si scende lungo l’alveo di questo sino alla confluenza con il torrente Magriola; lo si segue fino a raggiungere, in prossimità della località di Mignegno la s.s. n. 62 della Cisa. Si risale quindi per strada asfaltata, in direzione Cargalla-Molinello per circa km. 4, quindi la si abbandona procedendo in direzione SE per un breve tratto e in direzione sud parallelamente al corso del fiume Magra ricollegandosi alla strada che conduce ai prati di Lagarghena. Giunti in prossimità della Cima dei Piaggi si segue verso sud la strada diretta a Serravalle. Dalle pendici del M. Ferdana si prosegue ancora verso S riportandosi sulla strada che giunge a Rocca Siggillina; da qui lungo il torrente Caprio e successivamente per il Fosso d’Arela si torna sulla carreggiabile percorrendola per alcuni km, toccando il centro abitato di Bigli e da qui lungo il confine con il comune di Bagnone. Indi si procede trasversalmente portandosi nelle vicinanze della loc. Stazzone e di seguito per Vico e Treschietto. Da questo paese si segue la carreggiabile per Iera e la si lascia in direzione sud incrociando quella che da Bagnone raggiunge Taponecco e da qui più sotto il paese di Tavernelle. Si segue initerrottamente il confine tra i comuni di Bagnone e Comano quindi quello tra Comano e Fivizzano per poi abbandonarlo nei pressi del M. Monterchi dove si segue la strada per Pognana: lasciando sulla destra la strada che porta a Fivizzano si prosegue per Signano ed Uglianfreddo e ancora si segue la carreggiabile sino ai piedi del Monte Pecio. Si scende attraverso il Fosso della Pezzola alla loc. Il Castello e da qui ci si porta sul limite di provincia seguendolo, fino a confluire sul tratto ferroviario che collega Aulla alla Garfagnana, lo si percorre sino oltre il paese di Equi Terme per poi successivamente abbandonarlo in loc. Ponte di Monzone. Da Ponte di Monzone si percorre la strada che per Isolano e Terenzano passa da Marciaso e culmina in località La Foce nelle vicinanze del paese di Fosdinovo. Si procede quindi sulla s.s. n. 446 in direzione Carrara toccando le frazioni di Castepoggio e Gragnana e la si lascia subito dopo quest’ultimo abitato attraversando il torrente omonimo. Ridiscende il torrente Gragnana ed all'altezza di S. Rocco, poco prima del centro abitato di Carrara, segue una retta verso est fino alla q. 99 sulla strada per Miseglia, prosegue verso tale centro abitato e, dopo aver attraversato e costeggiato la ferrovia per breve tratto, raggiunge la q. 123. Da q. 123 segue in direzione sud prima una retta fino a S. Croce (q. 295) e poi la strada fino a q. 226 (la Foce) incrociando il confine comunale di Massa, ridiscende poi lungo questi verso ovest e sud toccando le q. 305, 380 e 413 da dove segue una retta verso est fino a q. 201 e successivamente nella stessa direzione l'impluvio per raggiungere il canale della Foce, ridiscende lungo questi ed all'altezza della q. 125, allorché il canale riceve come affluente il fosso che ha origine sul confine comunale di Massa dai rilievi a nord (q. 569 e 535), il limite segue una retta in direzione sud - est fino a raggiungere q. 150 sul fosso Colombera, prosegue quindi per il sentiero che nella stessa direzione attraversa Lavacchio e raggiunge l'impluvio a q. 273, ridiscende lungo questi fino a confluire sul f. Frigido (q. 54). Da q. 54 segue una retta in direzione sud - est e raggiunge a S. Carlo la strada Altamagna - Massa, prosegue lungo questa verso sud fino alla q. 255 e 354, raggiunge a q. 94 l'acquedotto alle pendici di Monteppe (q. 228). Da q. 94 segue il sentiero che in direzione est - nord tocca la Presa d'acqua, q. 263 e raggiunge q. 253, per proseguire poi, verso est, lungo una linea retta che attraversa le q. 367, 213 e 381 per raggiungere infine, sul T. Tascio, la q. 241. Da q. 241, in linea retta verso sud - est, arriva a q. 723 sul confine di provincia per ridiscendere verso sud lungo questi fino alla q. 201. Da q. 201 prosegue per una retta verso ovest fino ad incrociare la strada statale Aurelia all'altezza della stazione ferroviaria, al Km 374,800 circa, segue quindi la strada statale verso Massa e superato il c.le di Montignoso prende a nord la strada per Capanne ed a q. 44 quella che in direzione nord - ovest si immette nuovamente sull'Aurelia (Km 376,500 circa) e quindi su tale via verso nord – ovest, dal Km 378, il limite segue la strada statale verso nord e raggiunta la città di Massa, prosegue, nella stessa direzione, per le strade urbane che costeggiano ad oriente il centro abitato; pervenuto in località Capaccola (quota 70) segue in direzione nord - est prima e dopo q. 63, est, la strada urbana fino ad attraversare il F. Frigido alla confluenza del fosso Colombera; segue poi verso sud la strada che a q. 46 piega verso nord - ovest per Ortola, la supera e raggiunge Castellaro q. 62 da dove, verso sud - ovest, segue la strada per Falce fino ad incrociare il canale della Foce, prosegue quindi nella stessa direzione prima lungo questi ed in località Romagnano a q. 33 per la strada che si immette alla q. 21 su quella per Nazzano, su questa prosegue verso tale località fino alla q. 17 per prendere poi la strada verso nord - est per Ficoia, la supera e raggiunge Fabbrica da dove prosegue verso sud - ovest per la strada verso la costa; all'altezza di Raglia, raggiunge la q. 35 dove piega verso nord - ovest per Raglia la lambisce per riprendere in direzione sud - ovest la strada che incrocia la linea ferroviaria alla q. 18. Da q. 18 segue verso nord - ovest la strada che passa a sud dei rilievi Castellaro e M. Barbuto passando per le quote 10 e 11 fino a raggiungere la q. 18 sul confine di provincia. Si risale a nord seguendo sempre lo stesso limite provinciale, fino oltre il M. Castellaro per poi ridiscendere a quota 382 negli abitati di Agnedo e Pietrasalta. Si procede lungo la carreggiabile toccando le località di Camporella e Castello giungendo al paese di Tresana. In direzione NE si incontrano quindi le loc. di Lorenzana e Popetto, si percorre poi tratto del limite comunale Tresana Mulazzo abbandonandolo dopo circa 2 km per Terceretoli, da questo paese si risale verso Mulazzo sempre per strada asfaltata; poco prima del paese si risale verso Mulazzo sempre per strada asfaltata; poco prima del paese si risale il canale Marzano e si procede per Pozzo e Busatica per poi giungere in loc. Castagnetoli . Da qui si segue la carreggiata per Arzelato, dove superato l’abitato, lungo il Fosso dei Lamoni si raggiungono le loc. di Torrano e Valle dopodichè ci si riporta ad ovest sul limite comunale Zeri Pontremoli seguendolo sino alla A12 e da cui si termina all’intersezione con il Canal del Rio.
PROVINCIA DI PISA ZONA A La linea di delimitazione inizia dal punto in cui il botro Riseccoli sfocia nel lago Solvay, percorre la riva est del lago, risale un tratto del fiume Fine e il botro del Ricavo fino a quota 93, piega a nord - ovest e per quota 139 e la Pieve di S. Luce raggiunge quota 102, quindi segue la strada che passa per quota 133 e che costeggia il tratto pianeggiante della riva destra del fiume Fine, si collega con la carrareccia che sale a quota 122, dove ritrova e risale il fiume Fine fino all'incrocio con la via S. Luce Lorenzana che percorre verso nord fino a quando, nei pressi di Ca S. Alberto, trova il confine comunale S. Luce Casciana Terme, che segue sempre verso nord fino a toccare quello di Lorenzana che costeggia per 200 metri a sud. Quindi per la carreggiabile passa per Toraglia, Petruccaia 1ø e 2ø e risale verso nord - ovest a Ca Disperato per poi ridiscendere a sud - ovest per Ca Mandriacce fino ad incontrare nuovamente il confine comunale prima di Lorenzana e poi di Fauglia e, passando per Pozzavilla raggiunge la ferrovia Cecina - Pisa. Attraversando la ferrovia risale verso nord - est e per quota 44 piega verso nord - ovest per Mezzastrada, Ca Larignano e quota 108; gira a nord intorno a Postignano e raggiunge la strada Torretta Acciaiolo al Km. 0,800. Arrivando a Torretta segue la statale Pisana Livornese a nord fino al Km. 16,500 e raggiunge il casello ferroviario. Da questo punto prosegue sul confine provinciale Pisa Livorno fino al suo incrocio con la ferrovia Cecina Pisa segue quest'ultima fino all'incrocio con la statale 67 bis (Km. 11). La delimitazione volge ora ad est e percorre la strada statale 67 bis fino al passaggio a livello di Fornacette, segue quindi la linea ferrovia Pisa - Firenze fino al passaggio a livello di La Rotta; poi si immette nuovamente nella Tosco - Romagnola al Km. 25,500 che percorre fino a San Romano. Da qui piega a nord, tocca la stazione ferroviaria e, andando quindi a destra per Ca Guicciardini arriva a Ponte a Egola prosegue poi sulla Tosco Romagnola fino al punto in cui incontra il confine di provincia Firenze Pisa nei pressi di Ponte a Elsa. Scende verso sud seguendo detto confine provinciale per poi continuare in senso orario su quelli delle province Pisa Siena, Pisa Grosseto, Pisa Livorno. Percorre tale confine prima verso est poi verso nord fino ad incontrare a quota 36 un sentiero che conduce al lago Solvay, e percorrendo la riva verso est giunge al Botro dei Riseccoli punto d'inizio della descrizione. All'interno di tale delimitazione viene esclusa dalla zona di produzione l'area delimitata come appresso: A sud la linea di delimitazione inizia seguendo presso Ponte Ginori seguendo il fiume Cecina fino alla confluenza (riva destra) del T. Zambra, in corrispondenza del ponte sulla Zambra della S.S. 439. Dalla suddetta statale si segue la strada vicinale che sale, attraverso il podere Casa Bianca di Sopra, alla Fattoria di Scornello. Dalla suddetta fattoria si percorre il viale a cipressi fino alla Strada Consorziale di Zambra, che si segue verso Volterra toccanda i Poderi Gattera e Querciola. Dalla Querciola si segue la strada vicinale per il podere Mandorlaia, da cui si raggiunge il podere Poggio Marzocchio, fino a toccare il tracciato della vecchia ferrovia Saline-Volterra. Da qui per via campestre si raggiunge il Podere Campaiano e la S.S. 68 in Loc. La Chiostra. Traversata la statale si percorre la strada vicinale della Colombaia fino al suddetto podere, da cui si raggiungono, per via vicinale, i Poderi Casa all’Olmo e Casa Le Monache, arrivando ad attraversare il Botro della Contessa. Risalendo detto botro si raggiunge il podere Casa al Vento, sulla provinciale del Monte Volterrano. Seguendo detta provinciale verso Ovest si raggiunge la Loc. Infrascato ove si devia verso Nord Ovest lungo il Fosso dell’Infrascato fino alla confluenza del Botro dell’Alpino. Si discende lungo detto botro fino alla sua confluenza nel Fiume Era, segue detto fiume fino a Ca il Molino (quota 80). Per la carrozzabile raggiunge Fabbri, "attraversando il Torrente Ragone e scende a sud per la strada Volterrano fino al Km. 11,300: quindi prende la carreggiabile, che passando a nord del Pod.Croce, porta a Ca Doccia e poi a fecciano e da qui piegando ad ovest sotto quota 160 raggiunge il torrente Foscecchia, che risale per circa 1000 metri fino alla confluenza con un piccolo affluente di sinistra, che segue fino alla carrareccia che porta al Pod. Casina, da qui, piegando a nord, si identifica con la strada provinciale per Orciatico e da Orciatico con la provinciale per Lajatico, che abbandona al Km. 1,750 a nord di ca S.Giovanni, per raggiungere, seguendo un piccolo affluente di destra del torrente Fosce, il rio stesso, che risale verso sud per 500 metri fino alla carrareccia che porta a Il Casino da qui per il podere Trieste passa sotto Montauto e si identifica con il rio Cecinella che risale per 500 metri piegando quindi a nord fino ad un piccolo affluente di sinistra del rio stesso proveniente da quota 255; passando sotto Piano delle Vigne segue un sentiero a nord - ovest che scende nel torrente Sterza. Da questo punto la delimitazione risale il suddetto torrente fino al punto d'incontro tra i confini comunali di Chianni, Laiatico e Riparbella in località Pecchia, per poi continuare lungo il confine amministrativo del comune di Montecatini di Val di Cecina fino ad incontrare la strada che in direzione sud costeggia ad ovest la località Oliveto (q. 181),interseca il Botro della Macinaia a quota 158 prosegue per C. Corrente, C. Fontemigliari quota 248 Montecatini Val di Cecina. Prosegue poi per la strada che passando per le località, La Concia, La Cerbaina, C. Morelli, Podere La Rocca, raggiunge il Botro dell'Anello che percorre verso sud fino al suo incontro con la S.S.68 che percorre fino a Ponte Ginori punto d’inizio della descrizione.
PROVINCIA DI PRATO ZONA A Fanno parte del territorio i comuni di Carmignano e Poggio a Caiano. ZONA B La delimitazione inizia in corrispondenza di quota 265 nel punto di incontro del T. Agna degli Acquiputoli col T. Agna delle Banditelle sul confine provinciale Pistoia - Prato. Da tale punto il limite segue in direzione est una carrareccia fino a quota 357 da dove, seguendo la strada per quota 376, 418 e 448 giunge in località Casaccia; da qui per una carreggiabile che passa per quota 425, C. Poggetto, C. Valiano, C. Montignano, oltrepassa il Torrente Bagnone e proseguendo con una linea retta verso est raggiunge il confine comunale di prossimità di Monte Lopi. E proseguendo verso sud su tale confine incontra la strada per Fornacelle che segue fino a raggiungere a quota 81 il confine provinciale che segue verso nord fino al punto di partenza della descrizione.
PROVINCIA DI PISTOIA La linea di delimitazione ha inizio nel punto di incontro del confine provinciale Firenze - Pistoia in prossimità di C. Morette a quota 15, segue la strada che verso nord - est giunge a quota 26; da qui lungo una strada interpoderale che incontra in località C. dei Pescatori il Rio Cecina che percorre fino ad innestarsi sulla S.S. n. 436. Volge su questa verso nord - ovest, raggiunge la strada che passando da quote 21, 20, 17 e 18 giunge a Le Case. Da detta località volge verso sud - ovest fino a giungere al ponte del Porto. In tale località incontra il F. Nievole che segue fino a C. Tonini; da qui per la strada poderale giunge a quota 20, oltrepassa il Fosso del Porrione, e arriva a C. Frugoni ove, discendendo il Rio S. Antonio, incontra il Rio Pedicino. Percorre quest'ultimo fino ad incontrare i confini comunali di Montecatini, Massa e Cozzile, Buggiano, Uzzano fino alla località Molinaccio. Da qui percorre verso ovest la strada che conduce ad Alberghi, Ponte Squarciabocconi. Prosegue quindi sulla linea ferroviaria Pescia - Lucca fino al suo incontro con il confine provinciale che segue fino a Canale di Rimorticino a quota 591. Prosegue quindi con una linea spezzata che passando da quote 609, 582 (M. Cupola), 477 (Poggio Panzano) e quindi in direzione nord fino a quota 396, si incontra con il Rio Pezzana che segue fino a raggiungere Medicina. Da detta località prosegue sul sentiero che passa per le quote 514 e 472, raggiungendo Fibbialla; da qui verso nord segue la mulattiera che per quote 425 e 450 raggiunge la strada comunale Pescia - S. Quirico a quota 429 e segue tale strada comunale fino all'incontro con il Rio Torbola. Segue detto rio fino all'incontro della strada provinciale Pescia - Lanciole in località Ponte di Sorana a quota 299 e prosegue sulla mulattiera che, per le quote 328 e 480, raggiunge l'abitato di Vellano. Prosegue quindi verso sud sulla strada che, volgendo verso sud - est, incontra a quota 496 una mulattiera che per quote 574, 573 (C. Bubiana), 572, 530 e 602 porta a C. Treserre ove incontra il Rio Framigno, che segue fino a quota 533 sul confine di Buggiano. Percorre tale confine fino a quota 523 da dove volge ad est sulla strada che, passando da quote 531, 526 e 432, incontra a sud di Poggio Mazzalucchio la carrareccia che, per le quote 397 e 448, attraversa il T. Borra per poi continuare per una mulattiera che, per quote 496, 656, 658 e 486, giunge alla strada provinciale in prossimità del Km 13. Segue detta provinciale fino a Marliana e da detta località prosegue su una mulattiera che passando per C. Rimezzano, Gove, Poderina, Caldaro, Bozzolo, attraversa il Fosso di Acquaviva a quota 513, raggiunge la strada Vormi e a quota 604 continua sulla mulattiera che per quote 549, 528, 495 e 438, arriva a C. Giovannino; prosegue quindi verso nord - est ed in prossimità di quota 612 incontra il T. Rimaggio che segue verso sud; giunge a quota 238 e passando per quota 480 arriva a Casore del Monte a quota 563. Da qui volgendo verso nord su una mulattiera giunge a quota 477 per poi ridiscendere fino a quota 366 ove incontra il confine comunale di Serravalle Pistoiese, fino in prossimità di quota 200 a sud - ovest di Le Case; da qui per una carrareccia, raggiunge il T. Vincio al ponte per la Vergine. Il limite in direzione nord - ovest risale lungo il T. Vincio fino ad incontrare il confine comunale Pistoia - Marliana, col quale si identifica fino a Cupano (quota 49). Da questo punto il limite segue la mulattiera per seguire l’affluente di destra del Rio Torbecchia che discende fino a quota 202, risale poi sull'affluente di sinistra corrispondente e, in direzione nord, si immette sulla carrareccia e sui sentieri che per quote 372, 420, 386 e 312 raggiungono C. Spampani a sud di Sarripoli. Da qui, in direzione nord - est, il limite prosegue per circa 200 metri sulla strada per Gello, volgendo quindi a nord sulla carrareccia che incontra, a sud di quota 312, un piccolo affluente di destra del T. Vincio di Brandeglio, affluente che il limite segue fino alla sua confluenza col T. Vincio di Brandeglio. A questo punto il limite attraversa la strada per Campiglio e per la mulattiera che tocca la quota 200 giunge a Piazza (quota 245); segue poi la carreggiabile che a quota 239 attraversa la strada Pistoia - Cireglio e poi prosegue fino a quota 234 a sud di Villa Igno; da qui, per la strada campestre che tocca quota 244 e proseguendo verso sud - est, raggiunge un torrente seguendo il quale giunge sul T. Ombrone ad ovest di quota 139. Il limite risale quindi verso nord e per breve tratto il T. Ombrone per immettersi, a nord di C. Lulli, sulla strada per S. Felice; segue verso nord detta strada fino a quota 170, poco a sud di Campo a’ Gelsi, e da qui segue, in direzione sud - est, la carreggiabile che giunge alla ferrovia per Pistoia; attraversa la strada per C. Gremignani per congiungersi successivamente alla ferrovia. Il limite segue verso est per breve tratto la ferrovia fino in corrispondenza della S.S. Porrettana e prima del Casello si dirige in direzione sud - est lungo un fosso affluente del Fosso Torbida fino ad incontrare, per poi seguire, il sentiero per Fiano e quindi la carrareccia per Petrucci, quote 247 e 286 e Geminaia. Da Geminaia il limite si dirige verso est lungo la carrareccia e successivamente lungo la fossa affluente del T. Bure di Baggio che confluisce in quest'ultimo a nord di quota 163; indi segue verso sud il T. Bure di Baggio fino a 250 metri circa dopo quota 163, ove si immette sulla mulattiera per Colli e Gello; in prossimità di quota 329 segue la carrareccia per Le Pozze e Gagliorana e da qui per una mulattiera raggiunge Forra al Pitta e, più ad est, quota 331 da dove, con una linea retta, scende direttamente a S. Moro. Da qui il limite segue il corso del T. Bure fino al Molino Morganti; qui si immette sulla carrareccia che passa da Castel de’ Gai e, proseguendo sulla stessa, per un sentiero ad est raggiunge Casina; risale poi a nord - est su un sentiero e si immette di muovo sulla carrareccia che passa da quota 462, scende per S. Lucia, attraversa un torrente a quota 418; da qui, seguendo ancora la carrareccia che passa a nord di quota 422, si immette sulla carreggiabile che tocca le quote 426, 445 e 474, Casello e giunge a sud di C. Settinoro; da qui per una carrareccia ad est raggiunge la Casina. Da qui il limite prosegue sulla mulattiera che, passando a sud e ad est di C. Piano, attraversa un torrente a quota 288; abbandona quindi la mulattiera per seguire la carrareccia che passa per C. Granchiaia e verso nord raggiunge quote 283 e 296; da quota 296 piega ad est su un sentiero e quindi su un fosso fino ad attraversare il T. Agna delle Conche in prossimità di Scali; risale quindi verso nord - est il fosso che attraversa la mulattiera per Casellina e successivamente si immette sulla mulattiera che passa per Casellina, C. Scassi, Case Pracchie, Case Fulipaia, quota 339, fino a raggiungere, in prossimità di quota 265 ad est di Tobbiana, il confine provinciale Pistoia - Firenze. Il limite segue quindi verso sud - ovest il confine provinciale fino a Villa Ravallane per proseguire poi sulla strada che per quote 93, 94, 88 e 89 passa a nord di Montale e giunge al bivio di quota 86; segue per breve tratto verso ovest la strada per Fornace e al bivio di quota 78 devia a sud - ovest sulla strada per Dore, C. Forramoro, C. Bulicata e, in corrispondenza di quota 65, volge a sud per la strada che a quota 53 ripiega ad ovest per Castel dei Milli, C. Tesi e fino al Ponte alla Chiesina; da qui risale il T. Bure fino a quota 115. Da questo punto il limite segue la strada per Pistoia passando da quote 109 e 99, fino a Villa Landini; indi piega ad ovest sulla strada che passa da quote 87, 82 e 97, nei pressi di Villa S. Giuseppe, da dove, dopo aver seguita per breve tratto verso sud la strada per Pistoia, raggiunge, in direzione ovest, la strada per Villa Sbertoli poco a sud di quota 109; segue per breve tratto questa strada verso sud e a quota 92 segue la carreggiabile che giunge a quota 89, indi per un sentiero verso ovest raggiunge il T. Brana. Da qui il limite coincide, verso nord, col T. Brana fino a Burgianico (quota 99), per seguire poi la strada che per quote 118 e 114 raggiunge, in direzione ovest, la S.S. n. 66; risale detta S.S. fino al Ponte Calcaiola, attraversa l'Ombrone ed in prossimità del Km 41 segue verso sud la carrareccia per Forretta, indi la strada per Gello, C. Gelli, Villa Gonfiantini, quota 100, S. Giorgio e, raggiunta la strada per Ponte alle Tavole, la segue per breve tratto verso ovest fino al ponte sul Rio Tazzera (quota 86). Da detto punto il limite segue, in direzione sud, il Rio Tazzera e subito dopo C. Torbecchia piega ad ovest sulla strada che per quote 84, 95 e 83 si allaccia, a quota 90, sulla strada per S. Piero in Vincio; segue per brevissimo tratto questa strada verso sud - est per poi seguire la carrareccia che raggiunge il Rio della Fallita a quota 78; indi segue il Rio della Fallita fino al suo incontro con la strada per S Piero in Vincio, con la quale il limite si identifica fino alla curva a sud dell'abitato, in prossimità del T. Vincio. Qui il limite attraversa il T. Vincio, segue poi la strada che per quota 72 si innesta, a quota 68, sulla strada Pistoia - Serravalle, con la quale si identifica fino a S. Maria Spazzavento; indi segue verso sud la strada che a quota 69 attraversa l'autostrada Firenze - Mare e il T. Stella. Da questo punto (quota 69) il limite si identifica verso sud - est col T. Stella fino a quota 40 dopo Ponte Valenzatico, ove si immette, in direzione sud e per breve tratto, su un affluente del Fosso Stella; indi dall'incrocio sul Fosso Colecchio segue quest'ultimo fino a raggiungere il confine provinciale Firenze - Pistoia che segue fino all'incontro con il punto di partenza.
PROVINCIA DI SIENA La linea di delimitazione inizia dal punto d'incontro del confine provinciale fra Arezzo e Siena in prossimità del podere Marella segue il confine provinciale fra Siena e Perugia, in direzione sud - ovest, fino all'incrocio del confine suddetto con la strada che da Castiglion del Lago conduce ad Acquaviva; la delimitazione segue questa strada in direzione del podere S. Adele e prima di raggiungere quest'ultimo, sul ponte (quota 251) che attraversa il canale Maestro della Chiana, si sovrappone alla sponda destra di questi fino alla località La Casetta (quota 250); da qui piega verso sud - ovest lungo la scarpata della Colmatella fino a raggiungere, a quota 251, la strada interpoderale della Colmata del Lago II che segue verso sud sino ad incrociare il confine comunale tra Chiusi e Montepulciano; segue quindi il limite di confine verso est fino a raggiungere il torrente Parce, risale il medesimo fino ad incrociare la strada che, in direzione nord - ovest, raggiunge il confine provinciale, in prossimità della chiesa Madonna del Popolino. La linea di delimitazione segue quindi il confine provinciale verso sud fino ad incrociare la strada che conduce a Porto, in prossimità del podere passo alle Querce, quindi prosegue verso ovest, lungo la strada suddetta fino ad incontrare la ferrovia Chiusi - Siena. Prosegue lungo la ferrovia fino all'incontro del confine di Regione, segue quest'ultimo e percorre la strada che passando da Via Piana, Palazzone, Fighine, Croci di Fighine porta a S. C. Bagni, da qui lungo la strada che risalendo verso nord incrocia il confine del comune di Cetona. Segue in direzione nord detto confine sino ad incontrare la strada per Sarteano. Da questo punto il limite segue a nord la strada fino a Sarteano passando per Montarioso Boccacciano I e II, Fonte Viera; da Sarteano prosegue a nord - ovest sulla strada che passando da i Casciaioli, q. 518, incontra il confine comunale di Chianciano Terme. Segue verso sud - ovest detto confine fino al suo incontro con quello di Pienza, per poi proseguire in senso orario sui confini comunali di Pienza, Radicofani, Castiglione d’ Orcia e quindi fino al suo incontro con il fiume Orcia, segue quest'ultimo fino ad incontrare il confine di provincia che segue in senso orario fino al punto di incontro con il confine comunale di Monticiano , per poi proseguire su quello di Chiusdino, quindi prosegue verso ovest sul confine comunale Chiusdino – Radicondoli fino al suo incontro con la strada provinciale che porta alla Fornace, oltrepassa detta località e al bivio si immette sulla strada comunale che passando per Anqua, Solaio raggiunge Fosini e da quest’ ultima località percorre verso sud la strada vicinale che raggiunge il confine comunale, che percorre in senso orario fino al suo incontro con il confine provinciale, che segue fino al punto di partenza della descrizione.
Firenze, 11 ottobre 2000
|
| Prima pagina | L'articolo | L'appunto al vino | Rassegna | In dettaglio | Sottoscrivi | Collaboriamo |