
A quando la Vendemmia?
.....Ma per le vie del Borgo
tra il ribollir dei tini
va l'aspro odor dei vini
l'anime a rallegrar.
Le parole del Poeta ci riportano al momento conclusivo della vendemmia
quando l'inizio della fermentazione tumultuosa conclude le fatiche dei
vignaioli e fa pregustare le emozioni e le sensazioni del vino nuovo.
Ma quando fissare la data della vendemmia per ottenere il massimo dal
frutto della vite? Innanzi tutto è indispensabile stabilire a quale
vino le uve sono destinate; è chiaro che se la varietà raccolta
fa parte di un uvaggio più ampio, non è sempre necessario
raggiungere la maturazione perfetta per la raccolta. Anzi in certe condizioni
ed in certe annate conviene giocare con questi fattori per garantire certe
caratteristiche al vino (per esempio acidità fissa, profumo, gradazione
alcolica non troppo elevata ecc.); d'altro canto in vini provenienti da
un unico vitigno è più stringente l'esigenza di portare in
cantina un prodotto all' optimum di maturazione al fine di garantire la
massima resa varietale nel prodotto vino.
Ma come determinare
la corretta maturazione delle uve?
La viticoltura distingue canonicamente una
maturazione fisiologica
dell'uva dalla maturazione tecnologica.
Per maturazione fisiologica dell'uva si intende il grado di evoluzione
dell'acino in cui il seme è maturo, ovvero capace di germinare e
dare origine ad un nuovo esemplare di vite.
Naturalmente la maturazione fisiologica quasi mai coincide con quella
tecnologica che invece abbisogna di termini precisi di valutazione.
Il giudizio della maturazione delle uve si effettua attraverso l'analisi
del contenuto in zuccheri i e dell'acidità totale. A questi parametri
si è aggiunta molto opportunamente negli ultimi anni la valutazione
della maturità fenologica relativa alle uve a bacca rossa.
L'andamento degli zuccheri totali nell'acino procede con un aumento
costante dall'invaiatura in poi, mentre in contenuto in acidità
totale decresce all'incirca dallo stesso momento.
Per visualizzare questo fenomeno riporto dati da me raccolti nella Fattoria
Cercatoia Alta di Montecarlo (LU).
Da una prima lettura dei dati si nota subito che in data 15/09/99 il
Merlot aveva raggiunto un elevato grado zuccherino al controllo dell'acidità
totale (AT) , si poteva dedurre che la maturazione era pressoché
raggiunta, non così per gli altri vitigni che abbisognavano ancora
di un certo grado di maturazione.
Infatti l'indice di maturazione è costituito dal rapporto tra
zuccheri % e AT ed è possibile determinare il periodo ottimale di
raccolta considerando che il valore del rapporto suddetto tende a stabilizzarsi,
dopo una fase crescente, in prossimità della corretta maturazione
tecnologica, superata la quale si verifica un arresto della maturazione
di un appassimento delle uve.
Avendo dati a sufficienza degli anni precedenti e dei diversi appezzamenti
è possibile costruire una curva di maturazione che consente di determinare
con un certo anticipo la data della vendemmia.
È altresì vero che questo metodo è e rimane un
metodo empirico poiché i due fenomeni innalzamento del grado zuccherino
e la diminuzione dell' AT non sono tra loro correlate dato che vitigni
come il Petit Verdeau menatenegono elevata acidità anche in presenza
dell'aumento de grado zuccherino.
È quindi fondamentalmente una scelta dell' enologo e dell'agronomo
la determinazione della data della vendemmia dato che essa dipende dal
tipo di uve presenti in azienda e dal target in Zuccheri e AT che si intende
raggiungere prima di procedere all'ammostamento delle uve.
La maturazione fenolica
Nel caso delle uve a bacca rossa, come in precedenza accennato, si va diffondendo
un metodo di analisi della maturazione fenolica messo a punto da Glories
(Bordeaux), che va ben oltre l'aspetto tecnologico nella sua piena applicazione,
permettendo infatti di dare dei giudizi anche sulla adattabilità
di un vitigno al quel particolare clima.
Il metodo distingue concettualmente un potenziale fenolico di quel vitigno
in quell'ambiente ed in quella annata, da una estraibilità dei pilifenoli
e degli antociani, in condizioni di fermentazione.
Il primo valore si ottiene sottoponendo gli acini a estrazione con soluzione
a Ph 1 ed effettuando su esso una determinazione degli antociani con il
metodo della SO2 confrontando il valore ottenuto con una estrazione
a Ph 3,2 sulla quale viene fatta una misurazione degli antociani col metodo
della Densità Ottica a 280 nm (D.O.3,2).
La base del metodo è l'utilizzazione dei due Ph diversi che consente
di determinare poi gli antociani col metodo della SO2 . La soluzione
a Ph 1 estrae tutti gli antociani, mentre quella a Ph 3,2 riproduce le
condizioni di vinificazione. La differenza tra i due valori fornisce una
misura della estraibilità dei pigmenti.
In base a queste determinazioni si distinguono alcuni parametri:
• Il Potenziale in antociani
(A1) espresso come mg/l di antociani della soluzione a Ph1.
• L'estraibilità in antociani
(EA) espressa in % e calcolabile secondo la formula
e tanto più questo valore è basso tanto più gli antociani
risulteranno facilmente estraibili.
Si può dire che A1 dipende molto dal vitigno mentre EA
varia con il grado di maturazione delle uve.
Esiste poi nel metodo un valore denominato Mp che valuta il contributo
di tannini dei vinaccioli ed anch'esso è dipendente dalla varietà
e dalla durata dell'estrazione.
In pratica questi para metri hanno un elevato valore pratico in quanto
consentono di vigilare sull'andamento dell'estrazione dei tannini e degliantociani
in modo da adattare la vinificazione alle condizioni in atto. Un esempio
pratico può essere quello di uve con un Mp elevato in questo caso
si evidenzia un rischio di estrazione di tannini amari in special modo
con rimontaggi frequenti e durata eccessiva del contatto degli stessi con
l'alcool: in questo caso un attenta gestione delle operazioni di cantina
può consentire di minimizzare il pericolo suddetto.
Questo metodo oltre agli aspetti pratici diretti al corretto governo
dell'estrazione degli antociani e dei tannini consente con studi sistematici
di stabilire una sorta di vocazionalità delle varietà testate
per un certo terroir. Infatti da uno studio della maturità
fenolica di un particolare vitigno in una zona si può determinare
se essa avviene in prossimità della maturazione tecnologica (caso
ideale), successivamente ad essa (ed allora si dovrà procedere ad
una sovrammaturazione delle uve), precedentemente alla maturità
tecnologica ed allora si concluderà che il vitigno non è
adatto a quella zona.
In conclusione, la determinazione della data della vendemmia non è
solo un momento gioioso di raccolta dei frutti di un anno di lavoro in
vigna, ma diviene sempre di più, alla luce di quanto finora esposto,
un momento determinate per liberare le potenzialità e le qualità
dell'uva che giunge alla nostra cantina.
Lamberto Tosi
|