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Testata registrata presso il Tribunale di Lucca - ISSN 1592-2855

 
 
Le cinquanta anime del nebbiolo: retrospettiva 1996

di Fernando Pardini

Dobbiamo dire realmente grazie ai tipi della Wellcom e -naturalmente- ai soci della benemerita Unione Produttori Vini Albesi, per essere riusciti ad organizzare questo evento nell'evento nell'ambito dell'ultima edizione di Alba Wines Exhibition. Perché una retrospettiva ad ampio raggio nebbiolesco, a 10 anni pressoché suonati da una vendemmia importante che tanto ha fatto discutere e bramare, ci voleva proprio. Perché le bottiglie, come sempre ( alcune di esse mi immagino anche di difficile reperibilità), hanno molte più cose da dire che non i discorsi (più o meno paludati) e le supposizioni fatte a tavolino. L'annata 1996 d'altro canto, risultati alla mano, dimostra tutto il bene che so di lei, perlomeno per quanto attiene la futuribilità dei vini, che non è raro incontrare dotati di una integrità tannica (quand'anche non severità) e di una freschezza d'impianto assolutamente rinfrancanti.

E mentre ritengo poco significativa (numericamente parlando) la presenza dei vini del Roero, da non prestarsi ad un ragionamento d'insieme, così come non proprio diffusa "l'elezione" dei Barbaresco in assaggio, è doveroso registrare la prova orgogliosa e marcatamente territoriale dei vini provenienti dall'area di Treiso (Ada Nada, Fiorenzo Nada) e l'assoluto privilegio di cru altisonanti quali Martinenga, Montestefano e Bric Balin, nel comprensorio di Barbaresco, per quanto ancora sono capaci di emozionare. Divertente, affascinante ed istruttiva la lezione offerta dai Barolo, laddove quelli provenienti da La Morra hanno giocato bene le loro carte nel nome della istintiva seduzione e dell'amichevole conforto di vino effusivo e colloquiale, garbato nella espressività tannica e sempre intrigante nel suo digradare armonico, a regalare oggi una beva equilibrata, trascinante, quand'anche non struggente e sognatrice ( vedi Marcenasco e Rocche dell'Annunziata).

Decisamente più severa, com'era lecito attendersi, l'impronta dei vini di Serralunga e, per quanto attiene certi prestigiosi cru ( leggi Villero e Rocche), di quelli di Castiglion Falletto. Ma anche più percettibile la sensazione di maggiore sostanza e peso, con conseguente presumibile maggiore longevità. Variegata e complessa infine la statura dei "monfortini", capaci di offrire caleidoscopiche visioni sulle potenziallità belle e sottese dei nebbiolo provenienti da certi emblematici cru, non ultime la longevità e la saldezza. Immancabile l'appuntamento con alcuni cru del privilegio, sia pur non appartenenti alle zone sopra dette, come Brunate o il finissimo Monvigliero, così come con produttori del privilegio, come Bartolo Mascarello. Interessante è stato pure chiedersi quanto l'approccio del singolo vignaiolo si ripercuota sullo stato di forma, sugli umori, sugli odori, sull'assetto del vino nel tempo. Di come per esempio certi dosaggi di rovere nuovo possano comprometterne l'equilibrio e l'armonia anche a distanza di anni dall'imbottigliamento, o di come, per contro, certe approssimazioni si possano tradurre in ruvidità più o meno evidenti, con sensazioni dure e "vinacciolesche" che attengono più a maturazioni imperfette o a macerazioni non proprio esemplari che non a ritrosie momentanee apportate da tannini intransigenti ma maturi.

Insomma, dai 50 assaggi di oggi se ne escono fuori 50 anime, questo è. E qui sta la forza, una forza inaudita, un'impronta rara e preziosa fatta di identità ed orgoglio. A (di)segnare la strada del futuro, che nelle annate a venire, come 1999 , 2001 e 2004, saprà concedersi meraviglie tutte nuove, contemplate - a ben vedere - da un'unica grande anima, quella che attiene soltanto ad una terra prepotentemente generosa.

Nei brevi commenti che seguono, per quello che possono parole, silenzi ed ispirazioni, l'illusione di motivare condivisioni, curiosità, ricerche e complicità. Certe bottiglie d'altronde ci hanno messo del loro per generare racconti, anche se sono assolutamente certo di non averne reso che un solo grammo della tridimensionale loro complessità. Agli incontri futuri (o alla fantasia) lascio quindi le parole che vorrei, le parole che oggi non ho.

ROERO


NEBBIOLO D'ALBA CASCINOTTO 1996 - CLAUDIO ALARIO

Un naso di terra e liquirizia dimostra con fierezza la volontà di esserci, dal momento in cui l'evoluzione mi appare controllata; la bocca è pastosa, grintosa, a grana grossa, sincera ed efficace.

ROERO SUDISFA' 1996 - ANGELO NEGRO E FIGLI

Note dolci di frutto, insieme alle empireumatiche importate dai legni dell'elevazione, rendono il quadro colloquiale e pimpante, senza affaticamenti palesi; la bocca invero offre sviluppo lineare ma alquanto semplice, perdendosi cammin facendo, senza dinamismo degno di nota. Mi conforta comunque per sincerità espressiva.

ROERO SUPERIORE BRIC VOLTA 1996 - MALABAILA

Sfumato ed essenziale, di buona lena in bocca, con corpo snello, lascia una impronta roerina dietro a sè, sabbiosa ch'è tutto dire, non lesinando in slancio e sentimento, rendendosi nel contempo assolutamente godibile.

BARBARESCO

BARBARESCO BRIC BALIN 1996 - MOCCAGATTA

Bel timbro minerale in un naso intrigante di erbe selvatiche e sottobosco, naso che affronta il tempo con immutato orgoglio. Buon corpo e slancio al palato, laddove setoso si fa lo sviluppo e verace la scia terrosa d'accompagno.

BARBARESCO BRICCO ASILI FASET 1996 - CERETTO

Vino tutto d'un pezzo, duro e puro, con una nota eterea in esubero ed un palato solido e grintoso, forse non altrettanto fine e "flessuoso".

BARBARESCO CAMPO QUADRO 1996 - PUNSET

Naso fresco e dinamico su umori di carruba; bocca di buon sentimento minerale: ci stanno fiori secchi, garbo e giudiziosa evoluzione.Da ascolto attento.

BARBARESCO CICHIN 1996 - ADA NADA

Naso di buon sentimento terroso dietro l'affascinante registro balsamico-minerale, laddove si infiltra humus leggero; bocca fresca e spigliata per un affondo notevole: longilineo, efficace e dedicato. Però!

BARBARESCO GAIUN MARTINENGA 1996 - CISA ASINARI

Naso intenso e balsamico, volitivo ed intrigante, per una bocca corposa, elegante, sincera, volumica e piena, dai tannini di razza. Ancora pimpante e fiero, è un vino che ti conquista.

BARBARESCO GALLINA 1996 - UGO LEQUIO

Naso intenso, volumico, pieno su bocca sinuosa e dolce; c'è volume e sentimento, e buona pulizia (pure troppa), per un eloquio integro e vitale.

BARBARESCO GALLINA 1996 - PRINSI OTTAVIO LEQUIO

Qualche rusticità in un naso schietto e umorale, di china e humus. Bocca non proprio elegante negli umori che rilascia ma efficace per grip e tenacità. Non mi fa impazzire quell'alone di ruvidità che la attraversa da cima a fondo, ma ne apprezzo la forza.

BARBARESCO RABAJA' 1996 - CASCINA LUISIN

Bel riflesso minerale in un naso "polputo" e seducente, integro e pastoso. Bocca non precisissima nè pulitissima, ma buona e tonica. Finale leggermente asciugato.

BARBARESCO SORÌ PAITIN 1996 - PAITIN

Evoluzione terrosa, menta e liquirizia, molto rovere nei paraggi, con punta alcolica in esubero. Così la bocca, che sente l'alcol e soprattutto il tanto legno che deve aver digerito nella sua vita. Resta forte, ma impacciata sul da farsi.

BARBARESCO VALEIRANO 1996 - ADA NADA

Naso agrumato e pimpante; bella tessitura al palato, palato che ben scorre e convince, esprimendosi in modo naturale quale compendio di forza e finezza.

BARBARESCO VIGNA GAIA 1996 - ARMANDO PIAZZO

Naso integro quanto vacuo nella identità e nella diffusione; bocca scorrevole, tatto pulito. Non il grip nè la caratterizzazione che vorrei.

BARBARESCO 1996 - FIORENZO NADA

Buona sensazione mentolata su umori profondi di terra e humus. Buona pasta al palato, che è palato ricco e modulato, senza che ti offra lo scarto della differenza. Eppure resta intimamente figlio della terra di Treiso.

BARBARESCO RISERVA 1996 - PUNSET

Naso ritroso, sfumato, come un soffio; bocca di tatto pulito e sostanziale linearità, non troppo complessa ma ancora integra.

BARBARESCO RISERVA MONTESTEFANO 1996 - PRODUTTORI DEL BARBARESCO

Ventaglio aromatico intrigante e variegato; bocca terrosa, floreale, struggente, nella quale respirare dignità e portamento, aulica classicità e sogno raro.

BAROLO

BAROLO ADASI 1996 - FAMIGLIA ANSELMA

Naso volitivo, a corto di sfumature, che poggia l'asserto su un massiccio umore di corteccia e rivoli vegetali d'accompagno; bocca severa, a cui non fan difetto volume e peso, a discapito di garbo espositivo ed articolazione, che vorrei più manifesti.

BAROLO BRICCO ROCCHE BRUNATE 1996 - CERETTO

Naso importante, complesso, arioso, seducente, forte, tridimensionale; bocca di grande stazza, terrosa, catramosa e bella. Tannini ancora da ammorbidirsi ma la stazza è aristocratica. Grande bottiglia.

BAROLO BRUNATE 1996 - MARIO MARENGO

Bella carnosità e balsamicità in un naso accogliente e maturo; bocca con qualche sensazione bucciosa a ledere; finale ancora sul frutto, nel quale puoi apprezzare i tannini di buona estrazione e l'esecuzione efficace. A ben vedere, manca soltanto il coinvolgimento emotivo.

BAROLO BUSSIA 1996 - PRUNOTTO

Naso terroso, importante, pieno. Bella bocca, succosa, forte, di tempra e sentimento, fiera e sicura di sè. Portamento da signor vino.

BAROLO MARCENASCO 1996 - RATTI

Naso sentimentale di buona evoluzione, elegante, preciso, umido del bosco; tatto vellutato e finissimo, per un abbraccio che si fa ineludibile e affascinante. Puro alfiere liquido lamorrino, si fa desiderare ancora e ancora.

BAROLO MASSARA 1996 - CASTELLO DI VERDUNO

Naso classico e rustico, in odor di oliva; bocca fiera da cui trapela alcol in sovrappiù, insieme a tannini dolci ma poco reattivi. Vino sincero, in debito di finezza ed "ossigeno".

BAROLO MONDOCA DI BUSSIA SOPRANA 1996 - ODDERO

Naso profondo ma in fase implosiva, con rovere non ben digerito. Bocca veemente e fiera, piena, succosa, non finissima ma giovanile, al punto che senti che potrà crescere, per tentare di raggiungere nuove futuribili armonie.

BAROLO MONVIGLIERO 1996- BEL COLLE

Nota curiosa di miele su quadro di sostanziale tenuta ed eleganza. Bocca di finezza e snellezza, tutta sussurri e niente grida, efficace e bella, sinuosa e sfumata. La fattura è artigianale, per un cru che dimostra classe pur nelle imperfezioni interpretative.

BAROLO PREVE 1996 - GAGLIARDO

Naso balsamico ma introverso; bocca ben fasciata, polputa, senza troppe sfaccettature, e comunque integra e piena.

BAROLO RAVERA 1996 - ELVIO COGNO

Naso pieno e sfumato assieme, di "bellumore": sono terra e viole essiccate, humus e menta. Bocca ben delineata, succosa, fiera, di una ricchezza vibratile e interiore. Matrice tannica in bello spolvero, integra e croccante. Bello.

BAROLO RIVA 1996 - CLAUDIO ALARIO

Nota chinata in evidenza per un profilo scuro e umorale. Sviluppo non espansivo lì dove invece ho materia e forza indiscusse. Severo il portamento, mutuato forse da un eccessivo dosaggio del rovere, influenza questa che ancora si porta in eredità.

BAROLO ROCCHE DELL'ANNUNZIATA 1996 - ROCCHE DI COSTAMAGNA

Naso fremente, pimpante, finissimo e agrumato. Bocca sapida e di grande scorrevolezza, molto elegante, sussurrata, voluttuosa, virtuosa, tutta in sfumare. Che bella la sua compagnia!

BAROLO SERRALUNGA D'ALBA 1996 - FONTANAFREDDA

Naso mineral-balsamico, volitivo, tenace, roccioso con sentimento; bocca di bella corposità ed equilibrio, convincente per forza ed agilità, pur senza i cambi di ritmo che fanno la differenza.

BAROLO SORANO 1996 - GIACOMO ASCHERI

Naso esotico e agrumato per una bocca di buona scorrevolezza, minerale, tenace, flessuosa, ben oltre quel naso monotematico e fin troppo "fantasioso".

BAROLO SORI' GINESTRA 1996 - CONTERNO FANTINO

Naso floreale e terroso, su intrìchi suggestivi di balsami fini, pescati dritti dritti dalla collina della Ginestra; bocca ancor fresca e scattante, invidiabile per tonicità e razza tannica, incontenibile e bella.

BAROLO VIGNA BROGLIO 1996 - PALLADINO

In questo bicchiere l'evoluzione bussa alla porta. Al naso la nota di catrame e corteccia si fa penetrante; al palato, ben oltre la grinta (che non manca), una latente asciuttezza ne corruga il cammino.

BAROLO VIGNA ENRICO VI 1996 - MONFALLETTO CORDERO DI MONTEZEMOLO

Colore compatto, ancora rivoli di legno, fare deciso e forte. Bocca ancora in fieri, piena e serrata, che nulla concede agli svolazzi e ai sentimentalismi. Giovanile, poco accomodante, enormemente tenace e compatto, ha il futuro (lo puoi ben dire) dalla sua parte.

BAROLO LAZZARITO 1996 - FONTANAFREDDA

Naso catramoso e minerale, di bella tempra; bocca molto bella, tenace, serralunghina, di calibrata severità. Una austera presenza che ben convince e affascina.

BAROLO VIGNETO BOSCARETO 1996 - BATASIOLO

Rovere, forza, potenza e tenacità; bocca solida, succosa, piena, severa senza mai scadere nella intransigenza di certe amaritudini. Animo serralunghino conclamato.

BAROLO VIGNETO CORDA DELLA BRICCOLINA 1996 - BATASIOLO

Buoni gli umori terrosi e grafitici che pervadono quel naso. E' un naso forte ed espressivo. Bocca decisa, corposa, di bel tatto e decisa chiosa tannica, suggellata in finale leggermente amaricante. Vino ricco, fuori e dentro, non c'è che dire.

BAROLO VILLERO 1996 - LIVIA FONTANA

Naso molto terroso e sottilmente balsamico, spigoloso, ruspante, con una certa difficoltà ad emergere con gradualità e nitore; tatto grezzo e tutto d'un pezzo. Solidi il portamento e lo stato di forma. Un vino non proprio adatto ai sostenitori della pulizia sopra ogni cosa.

BAROLO 1996 - BARTOLO MASCARELLO

Naso riflessivo e accorto, da non concedersi così, d'amblé. Bocca naturale, freschissima, di splendida finezza tannica. Cresce inesorabile all'aria e all'aria si affina, rendendosi inevitabile e pura.

BAROLO RISERVA BRICCO BOSCHIS VIGNA SAN GIUSEPPE 1996 - CAVALLOTTO

Intenso, giovanile, balsamico, prorompente, succoso già all'odore; bocca volitiva, classica e forte, tonica, non elegantissima ma compatta e giovanile.

BAROLO RISERVA PERNANNO 1996 - FRANCESCO SOBRERO

Naso carnoso ed intrigante, classico e agrumato, senza che il rovere l'aiuti più di tanto se mi parli di finezza. Bocca di bella trasparenza, sapida e snella, sussurrata e slanciata. Ottima beva.

BAROLO ROCCHE RISERVA 1996 - AURELIO SETTIMO

Naso espressivo, terroso in odor di liquirizia; bocca severa, rigida eppure tonica ed efficace. Una certa rusticità di impianto.

BAROLO RISERVA ROCCHE DI CASTIGLIONE 1996 - GIOVANNI SORDO

Bel naso sulfureo, flemmatico, senza filtri; bocca succosa con calibro e misura, bella sapidità e slancio, sapore non finissimo ma vino di orgogliosa sincerità.

BAROLO RISERVA 1996 - GIACOMO BORGOGNO E FIGLI

Naso influenzato dal rovere, corteccioso e forte. Bocca pastosa, che gradirei più snella ed articolata; buona l'integrità tannica, pure rocciosa. Non colgo oggi l'emozione dell'ascolto.


Assaggi effettuati alla cieca in Alba nel maggio 2006

14 luglio 2006

 
 
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