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"Perché i migliori vini Toscani non sono DOC?"
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Comunicato stampa:
Come mai la maggior parte dei migliori vini toscani non e' DOC? Ci riferiamo a quella ormai grande famiglia di vini di grande qualita' che vengono solitamente indicati con il nome di Super-Tuscan e che hanno nel Sassicaia il loro primo e piu' famoso esempio. Anche se questi grandi vini sono nati dalla fantasia, dallo spirito di innovazione e sperimentazione dei produttori che con piu' convinzione sono andati alla ricerca della qualita', forse sarebbe adesso il caso di radunare questa eterogeneita' e far nascere il "Gran Vino di Toscana". Questo e' l'argomento che verra' discusso nel convegno dal titolo "Perche' i migliori vini toscani non sono DOC?", organizzato dal Consorzio Produttori delle Colline Lucchesi, che si terra' a Lucca, tra le mura di Villa Bottini, il prossimo 19 Giugno. All'incontro parteciperanno alcune fra le piu' importanti aziende vinicole toscane e gli enologi piu' quotati. La presentazione del convegno, gli approfondimenti sull'argomento trattato e i resoconti della discussione sono visibili in rete sul sito http://www.acquabuona.it


Dal Tirreno del 12 maggio:
Sognando una DOC Grandi vini di Toscana

Fino ad oggi era un'invenzione giornalistica. Domani <<SuperTuscans>>, o per dirla in italiano Grandi vini di Toscana, diverrà una DOC che conterrà i più blasonati vini della regione? Difficile crederci ma la provocazione è lanciata e arriva dalle Colline Lucchesi.

Nati fuori dalle DOC per sfuggire a regole che non favorivano certo la qualità, questi grandi vini che stanno facendo l'immagine della Toscana nel mondo hanno seguito la strada della libertà, della creazione. Ma, oggi, dicono i produttori lucchesi che hanno organizzato un convegno per il 19 giugno, potrebbero rientrare in una DOC costruita su misura. Sostenendo così un processo di revisione dei disciplinari delle DOC perché esprimano al massimo la qualità e il legame con il territorio.

E' chiaro che una DOC Grandi vini Toscani avrebbe effetti positivi sull'immagine dell'<<istituzione>> DOC per il pubblico dei consumatori. Ma anche i produttori delle Colline lucchesi sanno bene che la loro idea probabilmente non sarà più che l'occasione di un simpatico dibattito. <<Simpatico e utile per discutere di come il nostro vino può stare sul mercato internazionale>> dice Ernesto Gentili, tra i curatori della Guida dei vini del Gambero Rosso e che coordinerà la giornata lucchese. <<E' ovvio che un Supertuscan rende molto di più delle varie DOC del Chianti perché quel marchio tradizionale non significava qualità. E allora è a un rilancio delle DOC che occorre lavorare>>. E parlarne non fa certo male.


Doppia sfida
A pochi giorni dal grande successo di Cantine Aperte è ancora la Toscana, luogo natio della manifestazione, a far ribollire i tini del mondo enologico. Bacchettata dai critici che ai suoi hanno preferito i vini piemontesi, in grande risalita qualitativa, l'enologia toscana rilancia con una doppia sfida: ai legislatori e al mondo.

Il prossimo lunedì 19 giugno, in un convegno organizzato dal Consorzio dei vini delle "Colline Lucchesi", si riuniranno infatti tra le mura di Lucca i grandi nomi del vino toscano, quelli che con la loro intraprendenza hanno dato vita a una nuova categoria di vini: i Super-Tuscan, come vengono chiamati i prodotti di pregio che, per legge o per scelta del produttore, non rientrano nelle pur prestigiose D.O.C. toscane.

Scopo del convegno, a cui parteciperanno, oltre ai produttori, anche tecnici, ristoratori, enotecari e giornalisti, è appunto quello di lanciare una sfida, una provocazione, che parte dalla domanda: "Perchè i migliori vini di Toscana non sono D.O.C.?" Il problema è legislativo? I disciplinari che regolano le denominazioni d'origine toscane, nonostante le recenti modifiche che li hanno resi più flessibili, sono sempre troppo rigidi? Oppure sono gli stessi produttori che tendono a differenziarsi proponendo vini al di fuori della D.O.C. per spuntare migliori condizioni commerciali e sfruttare la notorietà dei grandi Super-Tuscan, citiamo solo il capostipite Sassicaia, che ormai si sono ritagliati la loro fetta di mercato nazionale e internazionale?

Queste sono lo domande a cui si tenterà di dar risposta, ma, per non restare solo sul piano teorico e, forse, per rinfocolare l'orgoglio regionale, ecco l'altra sfida che da Lucca si lancerà al mondo vinicolo internazionale: una degustazione cieca di dodici vini, dei quali quattro provenienti da varie parti del mondo e otto selezionati tra i più rinomati toscani. Quattro terne di vini, raggruppati per tipologia, tra i quali i presenti dovranno eleggere il migliore, o più semplicemente, anche se non sarà facile, riconoscere lo straniero.

Dopo la degustazione la discussione, e infine un pranzo con i vini delle "Colline Lucchesi", zona forse meno rinomata rispetto ad altre della toscana centrale e meridionale, ma in rapida crescita e da sempre, per tradizione, in possesso di un disciplinare tra i più liberi della regione.

Dai resoconti del congresso, che saranno visibili on-line sulle pagine dell'AcquaBuona (http://www.acquabuona.it) che dedica all'evento una sezione speciale, potremo capire se la proposta di creare quel GranVino di Toscana, che possa riunire i migliori prodotti della regione sotto un'unica denominazione, inizierà o meno il suo cammino.


Dal Tirreno del 16 maggio:

Convegno a villa Bottini
per un'altra DOC dei vini


d.a.

LUCCA. In principio era la «doc» (denominazione di origine controllata) per cui, mettendo ordine nella produzione, veniva legalmente concesso un marchio che definiva i luoghi e i vitigni con cui si doveva fare il vino. Poi si sentì l'esigenza, per i vini di maggior pregio di certe aree, di aggiungere alla denominazione anche la dizione «garantita». C'era comunque l'obbligo di attenersi a predisposti disciplinari per la vinificazione con vitigni esclusivi che, pur sempre, imbrigliavano la creatività dei produttori. Ecco, allora, al di fuori della «doc» legale, e con la semplice indicazione di «vino da tavola» sorgere vini ottenuti da uve in libera composizione. Si affermarono prodotti come il «Sassicaia», il «Tignanello», il «Solaia», che, all'estero, venivano detti «Supertuscan», e che, con altri già presenti o da stabilire, potrebbero essere compressi, per chiarezza di mercato, in una nuova «doc» intitolata «Grandi vini di Toscana». Per discutere di questo, per iniziativa del Consorzio delle colline lucchesi, con produttori ed esperti, si terrà un convegno nella giornata di lunedì a villa Bottini.

 

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