| Speciale
"Perché i migliori vini Toscani non sono DOC?" |
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Alcuni
produttori che afferiscono alla D.O.C. "Colline Lucchesi" hanno deciso
di radunare attorno ad un tavolo importanti produttori toscani, enologi
e giornalisti per discutere della situazione paradossale per la quale in
Toscana (ma non solo) i vini migliori e più prestigiosi possono
essere chiamati con il nome di "vino da tavola", cosa che stupisce non
poco soprattutto all'estero visto che con quell'appellativo solitamente
vengono indicati i vini al livello qualitativo più basso.
Qui di seguito riportiamo "lo spunto" su cui gli organizzatori intendono iniziare la discussione. “PERCHÉ I MIGLIORI VINI DI TOSCANA NON SONO D.O.C.?” La domanda "perché i migliori vini di Toscana non sono D.O.C.?" se la sono fatta un po' tutti, soprattutto i consumatori stranieri. I produttori rispondono che le leggi sulle denominazioni, nate anni fa, quando la situazione produttiva e qualitativa era ben diversa da quella di oggi, risultano ormai troppo lontane dalla realtà quotidiana; in sostanza, le regolamentazioni sono state scavalcate dalla realtà, non sono riuscite a stare dietro ai cambiamenti del mercato e dei gusti dei consumatori. È un dato di fatto che sono nati dei vini da tavola che per le loro caratteristiche di qualità si sono imposti all'attenzione del mercato. Questi vini hanno una caratteristica comune: l'eterogeneità. Sono infatti tutti prodotti in Toscana, ma sono spesso diversi per composizione delle uve, in quanto sono il risultato delle sperimentazioni dei singoli produttori, che sono stati protagonisti di un vero periodo di rinascimento del vino toscano. Come in tutti i momenti rivoluzionari la massima attenzione va alla creazione, all'esperimento, alle prove. Non c'è tempo per seguire le regole. Adesso che i primi risultati qualitativi stanno arrivando è forse il momento di pensare anche ad una normativa che possa identificarli, ad un denominatore comune. Perché non pensare ad una denominazione che raccolga questa eterogeneità sotto il terroir toscano e che lasci la libertà ai produttori di continuare a lavorare come hanno fatto finora, alla sola ricerca della qualità? L'obiettivo che ci poniamo con questo incontro è quello di riunire a Lucca, in una giornata, il meglio del "mondo del vino" toscano (produttori, enologi, giornalisti specializzati, enotecari e ristoratori) per discutere questo tema ed individuare attraverso quale strada sia possibile far diventare un'eccezionalità la norma: far sì che i migliori vini della nostra regione (i cosiddetti Supertuscan) possano rientrare, finalmente, in una D.O.C. Noi produttori delle Colline Lucchesi abbiamo lavorato negli anni passati per una riforma del nostro disciplinare che fosse aderente alla realtà, che valorizzasse il nostro territorio accogliendo il meglio della produzione che esso può esprimere. È stato solo l'inizio di un percorso. Oggi intendiamo avanzare un'ulteriore proposta: creare una nuova D.O.C. che trasformi un puro termine giornalistico - per di più non italiano - cioè Supertuscan in una realtà, in una denominazione, nel Gran Vino di Toscana. Nessuno finora si è mai preoccupato di discutere pubblicamente questa idea: crediamo sia giunto il momento di farlo. |
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