Percorrendo il Vinitaly
di Lamberto Tosi
La pubblicità, si sa, è l'anima del commercio, e come
tale essa è particolarmente utile e utilizzata nei periodi di
crisi delle vendite. Molti sono i modi di fare pubblicità e molte
sono le strategie per cercare di segmentare il mercato e aggiudicarsi
una fetta dello stesso facendosi accreditare come "diversi".
In questa logica si muovono le manifestazioni come"I Vini Veri"
o la recente "Grand Cru d'Italia". Iniziative legittime ma
chiaramente penalizzanti per chi resta fuori come lo sono le tutte le
cose derivate da operazioni che tendono a enfatizzare certi aspetti
ritenuti (dagli stessi promotori) patrimonio di pochi come il territorio,
la tipicità, le leali pratiche di cantina ecc.
Nella realtà molte di queste aziende, non molto tempo fa, sposavano
ben altre strategie con alcuni marchi a loro legati che direttamente
contraddicono anche adesso quello che qui affermano: ma così
va il mondo! Noi più modestamente abbiamo percorso il Vinitaly
alla ricerca di quelle realtà aziendali che per loro struttura
e loro storia sono "vere" e per loro vocazione sono "cru"
senza doversi mettere (forse non ne avrebbero neanche la forza economica)
a sbandierare sui media le loro indiscusse qualità. Ve ne proponiamo
alcune per nostra e vostra soddisfazione.
Azienda Santa Clelia (www.santaclelia.it)
L'azienda Santa Clelia è specializzata nella produzione di vini
a base di erbaluce, vitigno autoctono del Piemonte nella zona della
provincia di Torino. L'uva a bacca bianca si presta per la sua acidità
e leleganza organolettica a diverse interpretazioni, come vedremo
di seguito.
Erbaluce Clelia 2004
Caratteristiche del vino: bel colore giallo scarico con riflessi verdognoli,
luminoso, cristallino; in bocca lacidità elevata e la struttura
fanno da contraltare ad una buona alcolicità che supporta profumi
che ricordano il biancospino, la mela verde, il ginestrino. Il vino,
che subisce un affinamento sui lieviti per un periodo variabile dai
tre ai sei mesi, presenta anche un discreto volume in bocca ed una persistenza
equilibrata.
Rigore Metodo Classico Millesimato 2004
Qui la vendemmia è anticipata di quindi giorni rispetto al precedente
vino che viene raccolto a fine settembre, per garantire una buona acidità
al vino base. Si effettua una fermentazione malolattica solo su una
parte del vino base, poi si va alla presa di spuma; la sboccatura è
avvenuta nel settembre 2005. Un bellissimo profumo molto tipico che
ricorda il vitigno ma che anche si amalgama bene con i lieviti si presenta
alla degustazione di questo Metodo classico. Il gusto secco e leggermente
aromatico conferiscono particolare pregio ad un prodotto di indubbio
valore che nei suoi piccoli numeri (1000 bottiglie) esprime grande passione
e cura artigianale.
Caluso Passito D.U.S.
Luva viene raccolta una settimana prima del Metodo Classico e
successivamente conservata fino a fine gennaio fine febbraio in fruttaio
su graticci. In particolare, si attende linizio dellattacco
della botrite per procedere alla diraspatura e successiva pigiatura.
La prima fermentazione in acciaio e le fermentazioni successive e l'invecchiamento
avvengono in botti di legno da 50 litri e in barriques. Il colore
giallo dorato e la densità del vino anticipano profumi di miele
e fico candito; in bocca ha ampiezza ed è grasso, alcool e dolcezza
mostrano un ottimo amalgama; vino da meditazione ma anche per formaggi
grassi o pasticceria secca, mostra nel finale una nota dolce di mandorla.
Azienda Agricola S. Quirico di Andea Vecchione
Questa azienda è una delle aziende storiche del panorama Sangimignanese,
da molti anni si dedica nel regno della Vernaccia anche alla produzione
di vini rossi a base sangiovese. Di questa azienda certificata biologica
dal 2004 abbiamo degustato due vini:
Vernaccia di S. Gimignano 2003
Il colore giallo paglierino medio preannuncia una struttura importante
in questa vernaccia che non concede molto alle moderne tendenze che
hanno conquistato anche lantico territorio di San Gimignano. Laroma
è varietale e caratteristico, ottima bocca avvolgente morbida
ma sostenuta da una buna acidità equilibrato aromatico persistente:
un vero esempio classico e confortante delle qualità e tipicità
della vernaccia.
Il San Gimignano Rosso Botticello 2002, che fa un affinamento
in tonnaux per 18 mesi, presenta un rosso rubino medio e profumi che
ricordano la viola e il ribes su note leggermente tostate e calde; alla
bocca presenta una struttura tannica ben presente e alcool in buona
combinazione; si tratta a mio avviso di un sangiovese molto tipico e
ben strutturato anche se lannata fa sentire il suo contributo.
Evaristiano Non solo vino (www.vinievaristiano.com)
Questa è unazienda a dir poco singolare. Ha allestito lo
stand con una foto di un prete di Oristano (certo Evaristo Madeddu)
ma allo stand incontriamo un giovane trentino. Ma andiamo con ordine.
La compagnia delle Figlie del Sacro Cuore Evaristiane è
proprietaria in San Vero Millis (Or) di una tenuta con annesse costruzioni.
Un trentino va in vacanza nella zona conosce le suore che si occupano
di bambini abbandonati e giovani emarginati, si sente in dovere di dar
loro una mano. E un alpino in congedo. Torna a casa, riunisce
i suoi commilitoni e prepara una spedizione per ristrutturare un fabbricato
per questi bambini. Da buoni trentini portano loperazione a buon
fine, e così si crea un legame tra queste suore e il gruppo di
alpini trentini e si fanno così coinvolgere anche nella gestione
dello stand in Vinitaly: ecco spiegata la presenza del giovane trentino.
Ma il vino? Per sostenere le attività e finanziare le loro opere,
le suore intraprendenti mettono a cultura il vigneto che hanno a disposizione
si dotano della consulenza di un tecnico e inizia la produzione. Vigneti
condotti in agricoltura biologica che danno vini principalmente di vitigno:
il Vermentino di Sardegna. tipico e ben equilibrata non troppo
aromatico, La Monica di Sardegna, rosso fruttato e morbido molto
tipico e presente in tannini morbidi, il Cannonau di Sardegna,
di spessore e con note che ricordano il ribes e la mora: buoni vini
fatti con il cuore.
Le ultime due aziende sono una nostra vecchia conoscenza , ma ci piace
riproporle proprio per la coerenza e la qualità dei prodotti
che presentano. Occupavano al Vinitaly lo stesso stand dato che sono
legate da vincoli di parentela.
Nizza Silvano
Azienda del Roero, presenta un Roero Arneis 2005 floreale con
note di mela verde e acidità ben presente, un vino pulito e morbido
nel finale.
F.lli Burlotto - Cascina Massara
Ci ha presentato una serie di vini ben equilibrati tra cui il Dolcetto
d'Alba 2004 che si distingue per il colore porpora intenso, i profumi
speziati, le note di mora e lampone, la bocca morbida ed il tannino
ben strutturato, mandorla finale. Il Barbera d'Alba 2003 si presenta
di un gran bel colore rosso rubino, una nota alcolica ed eterea (14,5
v/v) e grande profumo di frutti; il passaggio in legni grandi conferisce
a questo vino una bocca morbida con tannini setosi e grande struttura.
Il Verduno Pelaverga 2004 si caratterizza per il colore scarico
su toni rubino, profumo caratteristico di pepe verde, speziato ed erbaceo,
bocca coerente; ottimo nella sua tipicità. Infine il Barolo
1999 ha colore rubino scarico con unghia mattonata, profumi eterei
di viola, bocca elegante e equilibrata. Grande annata e un vino elegante
e longevo.
4 maggio 2006