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Periodico di cultura enogastronomica - In rete dal 1999, per amor di terra

Testata registrata presso il Tribunale di Lucca - ISSN 1592-2855

 
 
Percorrendo il Vinitaly

di Lamberto Tosi

La pubblicità, si sa, è l'anima del commercio, e come tale essa è particolarmente utile e utilizzata nei periodi di crisi delle vendite. Molti sono i modi di fare pubblicità e molte sono le strategie per cercare di segmentare il mercato e aggiudicarsi una fetta dello stesso facendosi accreditare come "diversi". In questa logica si muovono le manifestazioni come"I Vini Veri" o la recente "Grand Cru d'Italia". Iniziative legittime ma chiaramente penalizzanti per chi resta fuori come lo sono le tutte le cose derivate da operazioni che tendono a enfatizzare certi aspetti ritenuti (dagli stessi promotori) patrimonio di pochi come il territorio, la tipicità, le leali pratiche di cantina ecc.

Nella realtà molte di queste aziende, non molto tempo fa, sposavano ben altre strategie con alcuni marchi a loro legati che direttamente contraddicono anche adesso quello che qui affermano: ma così va il mondo! Noi più modestamente abbiamo percorso il Vinitaly alla ricerca di quelle realtà aziendali che per loro struttura e loro storia sono "vere" e per loro vocazione sono "cru" senza doversi mettere (forse non ne avrebbero neanche la forza economica) a sbandierare sui media le loro indiscusse qualità. Ve ne proponiamo alcune per nostra e vostra soddisfazione.

Azienda Santa Clelia (www.santaclelia.it)

L'azienda Santa Clelia è specializzata nella produzione di vini a base di erbaluce, vitigno autoctono del Piemonte nella zona della provincia di Torino. L'uva a bacca bianca si presta per la sua acidità e l’eleganza organolettica a diverse interpretazioni, come vedremo di seguito.

Erbaluce Clelia 2004

Caratteristiche del vino: bel colore giallo scarico con riflessi verdognoli, luminoso, cristallino; in bocca l’acidità elevata e la struttura fanno da contraltare ad una buona alcolicità che supporta profumi che ricordano il biancospino, la mela verde, il ginestrino. Il vino, che subisce un affinamento sui lieviti per un periodo variabile dai tre ai sei mesi, presenta anche un discreto volume in bocca ed una persistenza equilibrata.

Rigore Metodo Classico Millesimato 2004

Qui la vendemmia è anticipata di quindi giorni rispetto al precedente vino che viene raccolto a fine settembre, per garantire una buona acidità al vino base. Si effettua una fermentazione malolattica solo su una parte del vino base, poi si va alla presa di spuma; la sboccatura è avvenuta nel settembre 2005. Un bellissimo profumo molto tipico che ricorda il vitigno ma che anche si amalgama bene con i lieviti si presenta alla degustazione di questo Metodo classico. Il gusto secco e leggermente aromatico conferiscono particolare pregio ad un prodotto di indubbio valore che nei suoi piccoli numeri (1000 bottiglie) esprime grande passione e cura artigianale.

Caluso Passito D.U.S.

L’uva viene raccolta una settimana prima del Metodo Classico e successivamente conservata fino a fine gennaio fine febbraio in fruttaio su graticci. In particolare, si attende l’inizio dell’attacco della botrite per procedere alla diraspatura e successiva pigiatura. La prima fermentazione in acciaio e le fermentazioni successive e l'invecchiamento avvengono in botti di legno da 50 litri e in barriques. Il colore giallo dorato e la densità del vino anticipano profumi di miele e fico candito; in bocca ha ampiezza ed è grasso, alcool e dolcezza mostrano un ottimo amalgama; vino da meditazione ma anche per formaggi grassi o pasticceria secca, mostra nel finale una nota dolce di mandorla.

Azienda Agricola S. Quirico di Andea Vecchione

Questa azienda è una delle aziende storiche del panorama Sangimignanese, da molti anni si dedica nel regno della Vernaccia anche alla produzione di vini rossi a base sangiovese. Di questa azienda certificata biologica dal 2004 abbiamo degustato due vini:

Vernaccia di S. Gimignano 2003

Il colore giallo paglierino medio preannuncia una struttura importante in questa vernaccia che non concede molto alle moderne tendenze che hanno conquistato anche l’antico territorio di San Gimignano. L’aroma è varietale e caratteristico, ottima bocca avvolgente morbida ma sostenuta da una buna acidità equilibrato aromatico persistente: un vero esempio classico e confortante delle qualità e tipicità della vernaccia.

Il San Gimignano Rosso Botticello 2002, che fa un affinamento in tonnaux per 18 mesi, presenta un rosso rubino medio e profumi che ricordano la viola e il ribes su note leggermente tostate e calde; alla bocca presenta una struttura tannica ben presente e alcool in buona combinazione; si tratta a mio avviso di un sangiovese molto tipico e ben strutturato anche se l’annata fa sentire il suo contributo.

Evaristiano “Non solo vino” (www.vinievaristiano.com)

Questa è un’azienda a dir poco singolare. Ha allestito lo stand con una foto di un prete di Oristano (certo Evaristo Madeddu) ma allo stand incontriamo un giovane trentino. Ma andiamo con ordine. La compagnia delle Figlie del Sacro Cuore Evaristiane è proprietaria in San Vero Millis (Or) di una tenuta con annesse costruzioni. Un trentino va in vacanza nella zona conosce le suore che si occupano di bambini abbandonati e giovani emarginati, si sente in dovere di dar loro una mano. E’ un alpino in congedo. Torna a casa, riunisce i suoi commilitoni e prepara una spedizione per ristrutturare un fabbricato per questi bambini. Da buoni trentini portano l’operazione a buon fine, e così si crea un legame tra queste suore e il gruppo di alpini trentini e si fanno così coinvolgere anche nella gestione dello stand in Vinitaly: ecco spiegata la presenza del giovane trentino.

Ma il vino? Per sostenere le attività e finanziare le loro opere, le suore intraprendenti mettono a cultura il vigneto che hanno a disposizione si dotano della consulenza di un tecnico e inizia la produzione. Vigneti condotti in agricoltura biologica che danno vini principalmente di vitigno: il Vermentino di Sardegna. tipico e ben equilibrata non troppo aromatico, La Monica di Sardegna, rosso fruttato e morbido molto tipico e presente in tannini morbidi, il Cannonau di Sardegna, di spessore e con note che ricordano il ribes e la mora: buoni vini fatti con il cuore.

Le ultime due aziende sono una nostra vecchia conoscenza , ma ci piace riproporle proprio per la coerenza e la qualità dei prodotti che presentano. Occupavano al Vinitaly lo stesso stand dato che sono legate da vincoli di parentela.

Nizza Silvano

Azienda del Roero, presenta un Roero Arneis 2005 floreale con note di mela verde e acidità ben presente, un vino pulito e morbido nel finale.

F.lli Burlotto - Cascina Massara

Ci ha presentato una serie di vini ben equilibrati tra cui il Dolcetto d'Alba 2004 che si distingue per il colore porpora intenso, i profumi speziati, le note di mora e lampone, la bocca morbida ed il tannino ben strutturato, mandorla finale. Il Barbera d'Alba 2003 si presenta di un gran bel colore rosso rubino, una nota alcolica ed eterea (14,5 v/v) e grande profumo di frutti; il passaggio in legni grandi conferisce a questo vino una bocca morbida con tannini setosi e grande struttura. Il Verduno Pelaverga 2004 si caratterizza per il colore scarico su toni rubino, profumo caratteristico di pepe verde, speziato ed erbaceo, bocca coerente; ottimo nella sua tipicità. Infine il Barolo 1999 ha colore rubino scarico con unghia mattonata, profumi eterei di viola, bocca elegante e equilibrata. Grande annata e un vino elegante e longevo.


4 maggio 2006

 
 
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