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Testata registrata presso il Tribunale di Lucca - ISSN 1592-2855

 
 
I vini della Fattoria Prattico

di Mario D'Acunto

È uno strano condensato di diverse sensazioni quello provocato dal ritornare in quei luoghi dove uno cresce e poi lascia per migrare altrove. Queste sensazioni le vivo ogni volta in cui vado all'esplorazione del territorio, cioè quando vado alla ricerca di odori e di sapori della mia terra di origine, la zona nord della piana Aurunca delimitata dal fiume Garigliano nei pressi della splendida città romana di Minturnae, vale a dire sul limitare di quella terra che fu l'Ager Falernum ai tempi degli antichi romani. In uno di questi vagabondaggi, ho fatto la piacevole scoperta dei vini della Fattoria Prattico. Si tratta di una azienda di medie dimensioni (in tutto circa 100.000 bottiglie, 70 ha, 20 vigneti) gestita con passione da Claudio Prattico, una persona gentile e con la quale già dopo il primo scambio di battute ho trovato una enorme sintonia riguardo al vino come risultato di un processo quasi più culturale che industriale o di marketing. Infatti, alla fattoria Prattico, fin dal 1978, si è fatto un enorme lavoro di recupero dei vitigni autoctoni, come l'aglianico, la falanghina, il greco.

Le vigne sono tutte in collina e risentono delle favorevoli condizioni orografiche della zona. Si tratta, infatti, di una zona delimitata dal Garigliano che descrive delle straordinarie sinusoidi, i terreni sono di origine lavica dovuti alla presenza del vulcano spento di Roccamonfina (segnalo anche di questa zona i vasti castagneti e i funghi porcini di straordinaria qualità) per tre quarti, da rilievi montuosi (tra cui il Monte Massico) ed aperta al mare, lontano non più di 10 km. Si risente, pertanto, da un lato dello scudo protettivo (sia fisico, che in quanto catalizzatore di pioggie) esercitato dalle montagne e dall'altro degli influssi positivi legati alle correnti che in virtù di questa particolare situazione si creano tra mare e monti, rinfrescando l'aria durante le torride estati o quando l'umidità diventa pericolosamente in agguato per la formazione di muffe. È da notare che il termine Falerno da sempre è legato non solo a questo territorio ma anche alla tecnica colturale, innovativa per i tempi dei romani e che per prima si adottò, probabilmente, proprio in questa zona, della falanga, ossia della vite sostenuta da pali infissi nel terreno. Termine che quindi non indicava, già allora, una precisa varietà d'uva, ma indifferentemente vini sia bianchi che rossi.

Venendo alle considerazioni più importanti, vale a dire alle caratteristiche dei vini, bisogna premettere che in ogni vigneto la densità di ceppi è relativamente alta e la produttività per vite bassa, per mantenere le opportune proprietà organolettiche sia dei rossi che dei bianchi. In genere si hanno circa 5000 ceppi per i rossi e 3000 per i bianchi e non si supera mai gli 80 quintali di uva per ettaro. Abbiamo prima assaggiato l'ottima Falanghina Vigna del Prete 2003, un IGT da falanghina in purezza dal colore paglierino con riflessi dorati. Il gusto è di questo vino è delicato e il profumo persistente, un prodotto ottimo per il pesce e che io personalmente ho assaggaito con la bottarga di muggine per un eccellente connubio. La temperatura ideale è di servzio è sugli 8-10 gradi.

L'Aglianico Vigna dei Cerri 2001, anch'esso monovitigno, ha un colore rubino intenso, dal profumo persistente, e dal sapore asciutto e vellutato, ottimo per arrosti e in generale per le carni, ma indicato anche per accompagnare un buon primo di pasta o risotti. Ideale a temperatura ambiente.

Per arrivare alla fattoria Prattico in auto si consiglia l'autostrada A1 Roma-Napoli, uscita San Vittore. Dopo aver svoltato sulla destra si percorre la SS 430 "Valle del Garigliano"; fino al Km 17,100. Un cartello pubblicitario, apposto sul lato destro della carreggiata, indica l'ingresso della Fattoria Prattico, per saperne di più vi rimandiamo al sito aziendale.


4 dicembre 2004

 

 
 
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