Assaggi..... di corte
Fattoria Corzano e Paterno
 
 
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Poggio al Sole

Fattoria Corzano e Paterno
Poderi Boscarelli


Aljoscija Goldsmith è giovane e capace e va conducendo questa dinamica cantina verso approdi felici, o così a me pare.
Intanto, se ti affacci da Villa Corsini scorgi le vigne di questa fattoria che stanno su territorio splendido in quel di San Casciano eppur non nella zona Chianti Classico, per poco, ma non fa niente.
A discapito del nome che porta, ormai dall’infanzia Alioscija abita qui per cui di "prodotto tipico" oramai si tratta così come tipico ("attualmente" tipico) è il nerbo e lo spirito dei vini che produce.
Parto deciso con uno dei pochissimi bianchi che mi sono proposto di incontrare in questa tornata di assaggi primaverili all’alba del nuovo millennio: Aglaia il suo nome, 1999 l’annata.
Da una delle 2-3000 bottiglie che costituiscono il quanto scopro un colore giallo netto abbastanza denso.
I profumi non mancano di una certa eleganza e fittezza, sono poco fruttati e marcatamente muschiati.
La bocca si esprime calda e di buona sostanza con "effetto vaniglia" evidente e dolce.
Un vino di corpo e di struttura insomma che come gli chardonnay di Toscana, in parte, ci hanno insegnato, regala verace "rusticità" e carattere ma non estrema complessità ed eleganza.
Per questi motivi esprime bene il territorio su cui nasce anche se l’essenza di questo vitigno, qui, non può venire sublimata e espressa ai massimi livelli, ma questa è una opinione personale per cui mi fermo qua.

Il discorso cambia radicalmente se (e perché) ci avviciniamo ai rossi della casa che vedono in stretto ordine di apparizione il Chianti Terre di Corzano 1998 il quale presenta un rosso rubino netto, molto limpido e non tanto consistente a fronte di una gamma aromatica vinosa e fruttata che si disvela con estrema nitidezza e "dolcezza" (nota di marasca invitante) dentro a un quadro olfattivo sicuramente fine anche se non profondissimo.

 

Ma bella soprattutto è l’impostazione al palato dove il vino si distende cremoso e assai morbido, risultando piacevolissimo e senza sbavature.
Non caldissimo né lungo offre trama tannica distesa e sostanziosa, dolce e ben estratta che si allunga verso un finale fruttato e caldo.
Nel complesso un vino "tutto-frutto" questo Chianti (non classico) la cui massa si è fatta per il 70% del legno nuovo per il resto maturando e affinando in acciaio e per il quale non nego di aver provato una certa (gradita) sorpresa.
Di seguito si presenta all’assaggio il Chianti Terre di Corzano Riserva 1997, non più di 5000 bottiglie da uve sangiovese provenienti da vecchi impianti, che offre al bicchiere un rosso rubino scuro, lucido e assai denso.
I profumi hanno buona intensità e regalano frutto finissimo di estrema eleganza che va in profondità e ben si lega alla speziatura del pepe e della vaniglia.
La bocca è di grande avvolgenza, sapida, intensa e dai tannini evidenti e sostanziosi, eppur non duri, in cui mi par di sentire l’incedere del merlot e, con il finale di giusta lunghezza che si ritrova, regala ottima impressione ed estrema godibilità.

Last but not least eccoci presentato infine il Corzano 1997, un uvaggio di sangiovese (45%) e cabernet/merlot che vuole essere il vino bandiera della cantina.
Diciamocelo subito, questo può essere vino bandiera di ben più che una cantina e una singola realtà produttiva, tanto impressionanti mi appaiono le sensazioni ad ascolto neanche tanto meditato.
Intanto il suo rosso è rubino scuro assai fitto e denso.
I profumi hanno una progressione aromatica e una persistenza che sfiorano l’eccellenza, la nitidezza è quasi raggiunta in ogni spigolo, e dentro ci senti il varietale, il rovere, il cacao e una peculiare e intensissima speziatura, che ne esalta uno spessore di per sé già consistente.
La bocca, che è esplosiva, carnosa e caldissima, mostra già buon equilibrio fra frutto e rovere e ritorna spesso su una netta nota erbacea comunque non insistente bensì piacevole.
La trama tannica e lo sviluppo al palato danno al vino caratura superiore.
Il finale pare non terminare mai, o comunque non ha fretta, tanto è il calore che sprigiona.
Ancor giovane, muscoloso e scalpitante è ad oggi il cavallo di razza della scuderia, che mi pare "allevi" altri puledri di buona speranza.

Se saprà mantenere questi standard non tarderà a diventare punto di riferimento e "spirito di territorio", ruoli che ad oggi, per quanto sentito, gli competono ampiamente ma anche questa è un opinione personale, così qua ci fermiamo. Di nuovo.



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