Recensioni librarie
Carta, carta! Certe volte ci dispiace un po' questo essere solo elettronici...
con tutti queste belle riviste che nascono e che si abbelliscono, con
tanti libri interessanti da leggere .... Ne parleremo qui sotto, con
un po' di riverenza, come si deve a un fratello maggiore.
Ecco le nostre: Recensioni dell'AnnoSette
Il buon tartufo: il "diamante
della tavola" svelato - Aldo Fiordelli
Sembra
facile parlare di tartufo, ma non è esattamente così:
intanto bisogna spiegare che è un fungo, anzi un fungo ipogeo
micorrizico (e già si inizia con i paroloni), e a designarne
le tipologie ci sono opportuni nomi latini: per esempio, il più
pregiato e desiderato, quello comunemente chiamato bianco pregiato,
si chiama in realtà Tuber magnatum Pico. La superficie esterna
si chiama peridio, la polpa interna gleba. E se poi si
prova a spiegare perché il tartufo piace, ossia perché
i suoi profumi sono così misteriosamente accattivanti e seducenti,
non va molto meglio, perché quelli del tartufo non sono i classici
bei profumi, come, per dire, quello della viola o della
rosa; anzi, spesso, per uscire da una imbarazzante vaghezza si usano
paragoni che non convincono pienamente chi vuol capire perché
questo diamante della tavola (per usare una nota definizione
di Brillat-Savarin) è oggetto di un così incontrollabile
desiderio.
Detto questo, è una piacevole sorpresa constatare che leggendo
le cento pagine circa che compongono questo libro, si riesce ad imparare
come il tartufo viene considerato nelle varie fasi storiche fino alla
formazione di un vero e proprio mito (si è arrivato ad assegnargli
doti afrodisiache), come nasce e si sviluppa sotto terra a ridosso delle
radici degli alberi, le sue proprietà nutrizionali, le varietà,
i territori più vocati, da Alba ad Aqualagna, da San Miniato
a Norcia, alle Crete Senesi, alla Valtiberina, al Périgord francese.
Non vengono dimenticati, naturalmente, le figure del raccoglitore, il
trifolau, e il suo rapporto con i cani. Infine, non mancano consigli
su come conservare un tartufo (è possibile), un ricettario essenziale,
e suggerimenti sullabbinamento con il vino.
Una esposizione dei temi compatta e scorrevole, ma arricchita e allo
stesso tempo alleggerita da continue intromissioni dellautore
che vi inserisce idee ed esperienze personali narrate in una confidenziale
prima persona. Vengono così restituite le emozioni e le esperienze
sensoriali di chi ha la fortuna di vivere a continuo contatto con i
protagonisti della nostra enogastronomia, fino allestrema
confessione: una verifica, durante la stesura del libro, consistita
in unomelette cotta in un filo dolio extra vergine doliva
e farcita con quasi cento grammi di Tuber aestivum, senza rimpianti.
. Del resto, proprio la passione, la partecipazione, lesperienza
personale stanno alla base di un modo convincente e coinvolgente di
comunicare i piaceri del vino, dei prodotti tipici e della tavola. Senza
i quali si rischia di comunicare (e accade sempre più spesso)
solo un cumulo di luoghi comuni.
Aldo Fiordelli
Il buon tartufo
Edizioni Polistampa
Pagine 104 - 10€
25 novembre 2005 - Riccardo Farchioni
in cima
Vini buoni d'Italia 2006
- Mario Busso e Carlo Macchi
Nella
discussione che ormai impegna da qualche anno gli scrittori di vino,
si inserisce preponderantemente "Vini Buoni D'Italia" -guida
ai vini dai vitigni autoctoni- che da tre anni si qualifica per una
scelta di campo dichiarata. La guida presentata al Merano Wine Festival
lo scorso novembre e edita da Gribaudo si pone l'obbiettivo di selezionare
e valutare i vini da vitigni autoctoni regione per regione, ed attribuire
premi e menzioni ai più meritevoli come è uso oramai in
tutte le guide che si rispettino.
L'edizione 2006 curata come sempre da Mario Busso e Carlo Macchi porta
alla ribalta, accanto ai nomi sempre presenti, realtà alle volte
dissonanti rispetto alle altre guide anche in territori dove l'autoctono
è di rigore (leggasi Montalcino, Chianti classico, Langhe ecc.).
E questo a nostro giudizio non è una pecca ma semmai un valore
aggiunto della guida che si propone oltre che alternativa nel taglio
anche nel metro di giudizio. Di particolare interesse l'introduzione
ad ogni regione con le valutazioni dell'annata che, anche se non sempre
condivisibili, sono una buona traccia per il lettore non particolarmente
informato.
Entrando nel merito della guida ci pare importante uno strumento che
dia lustro anche a produzioni enologiche derivate da vitigni a ragione
o a torto definiti minori e autoctoni, non dimenticando però
nella valutazione le difficoltà che i produttori affrontano nell'elaborarli
e proporli al pubblico molte volte impreparato a valutarne l'effettiva
qualità, distorto com'è da stereotipi basati sul binomio
merlot-cabernet. In questo senso suggerirei agli autori di aggiungere
un indice non solo per azienda ma anche per vitigno, in modo da facilitare
confronti e ricerche di particolari vini. In definitiva una guida valida
per chi cerca un legame sicuro tra vino e territorio.
Curata da Mario Busso e Carlo Macchi
Guida Vini buoni d'Italia
Edizioni Gribaudo
Pagine 696 - 20€
28 dicembre 2005 - Lamberto Tosi
in cima
Pierluigi Talenti. L'altro
Brunello - Andrea Gabbrielli
In
una bella giornata del 1958, una Topolino valica l'Appennino. È
partita dal borgo romagnolo di Santa Sofia e punta dritto in Toscana,
precisamente a Sant'Angelo in Colle, che è una frazione di Montalcino.
Alla guida c'è un giovane, Pierluigi Talenti, e la Toscana
non gli è del tutto estranea, perché la madre, cuoca provetta,
cucinava per le nobili famiglie inglesi che soggiornavano d'estate a
Pietrasanta, in Versilia. Possiede la formazione del fattore, ed è
quello che diventerà per l'azienda Il Poggione di Leopoldo
Franceschi: proprio lui si occuperà di definirne i confini
all'interno della Fattoria di Sant'Angelo, ottimo acquisto del
nobiluomo Lavinio Franceschi ed ereditata dai figli Leopoldo
e Stefano.
Ma ben presto da fattore diventerà gestore in senso pieno, occupandosi
della parte agronomica ed enologica, di quella commerciale e delle pubbliche
relazioni. Anticipatore dei tempi, eseguì numerose selezioni
di sangiovese che forniva ai Vivai Cooperativi Rauscedo e quindi al
mondo intero; considerò assurdi i lunghi soggiorni in legno del
Brunello anche in occasione di annate minori, vide con diffidenza l'ampliamento
della superficie dei vigneti a Brunello perché rischiava di originare
solo più bottiglie e non maggior qualità. Amò poco
i vitigni internazionali, che abbandonò subito dopo un fugace
esperimento. Amato e stimato, al termine della sua carriera fu premiato
con una sua propria azienda, Pian di Conte, che oggi è
gestita dal nipote Riccardo con l'ausilio di Carlo Ferrini.
Andrea Gabbrielli è un cronista ormai "storico"
della rinascita del vino italiano: lo ha osservato fin dai suoi albori
essendo stato uno degli iniziatori di quella nuova (o prima... ) critica
enologica le cui fila si sono via via andate ingrossando nel corso del
tempo. E descrivere la vita e l'opera di Piero Talenti gli ha fornito
l'occasione per restituirci un quadro vivido di una parte della storia
della Toscana vitivinicola (ma che per molti versi possiede i caratteri
dell'universalità), vista dall'osservatorio privilegiato del
territorio di Montalcino. Territorio che oggi vale tanto oro quanto
pesa ma che allora era un posto dal quale i mezzadri fuggivano, date
le sue condizioni disastrose: "210 poderi in cattive condizioni,
281 senza gabinetti, 243 senza luce elettrica, 281 senza acqua potabile...",
come scriveva nel 1959 il giornale "la Fortezza". Ma soprattutto
ci dà un quadro vivido dell'amico Piero, conosciuto in una visita
in azienda durante i faticosi tour de force degustatori per le prime
edizioni della Guida Vini d'Italia del Gambero Rosso-Slow Food, e descritto
attraverso i racconti di tanti testimoni, da Giacomo Tachis a
Burton Anderson, a Piero Selvaggio.
La parabola di Pierluigi Talenti si concluse, emblematicamente, quando
fu colto da infarto in mezzo alle "sue" vigne. Nonostante
gli espliciti divieti non aveva resistito, infatti, a fare un sopralluogo
alle "sue" uve, anche perché erano quelle straordinariamente
belle della vendemmia 1999. Un estremo atto d'amore, l'amore di una
vita.
Andrea Gabbrielli
Pierluigi Talenti - L'altro Brunello
I semi - Veronelli Editore, 2005
Pagine 112 - 17€
23 febbraio 2006 - Riccardo Farchioni
in cima
Allucinazioni quotidiane
- Lola Teale
Vi
è mai venuta la curiosità di sapere che fine abbia fatto
Cerbero, il mostruoso cane a tre teste che, dalla riva dello Stige,
faceva guardia al mondo degli inferi terrorizzando vivi e morti? Semplice,
gestisce un rinomato agriturismo nella campagna toscana. Lo ha acquistato
in comproprietà con una coppia di elfi nei pressi di Larderello,
forse per non allontanarsi troppo dal sottosuolo che da quelle parti
si manifesta all'esterno con sibilanti getti di vapore. E gli abili
tocchi di spada che decidevano le sorti di un uomo all'epoca di D'Artagnan?
Possono rivivere nei sogni (ma sono solo sogni?) di un solitario studente
appassionato di lettura. Sì perché le Allucinazioni descritte
da Lola Teale non sono poi così distanti dalla nostra
vita normale, sono appunto "quotidiane", e possono materializzarsi
quando meno lo si aspetta, in quel territorio di confine tra sogno e
realtà che mai ci permette di renderci conto con sicurezza da
che parte stiamo.
I cinque racconti del libro di Lola (permetteteci la confidenza,
la sua collaborazione con L'AcquaBuona dura ormai da quasi un anno)
ci proiettano in questo mondo di fantasia per poche righe (il raffinato
cameo iniziale, una Visione di mezza pagina) o con composizioni di più
ampio respiro, con agilità descrittiva e simpatiche invenzioni
lessicali. Sottile filo rosso, che attraversa praticamente tutti i racconti,
l'attenzione agli aspetti gastronomici, realistici o fantasiosi che
siano; un ovvio lascito dell'attività giornalistica dell'autrice.
Un libro piccolo, ma non da leggersi tutto d'un fiato, perché
ogni racconto merita di essere meditato, cercando di immedesimarsi un
poco nell'allucinazione di turno.
Lole Teale
Allucinazioni quotidiane
Lampi di stampa, 2006
Pagine 190 - 15€
www.lampidistampa.it
12 giugno 2006 - Luca Bonci
in cima
Guida per il turista del
vino 2006 - Massimo Zanichelli (curatore)
Entrata
l'estate, è tempo di vacanze. O, perlomeno, di fine settimana
a caccia non solo di spiagge ma anche di mete culturali, naturalistiche
e, perché no, enogastronomiche. E fra chi percorre le strade
c'è quel viaggiatore particolare ma ormai molto diffuso che è
l'enoturista, affascinato dal piccolo mondo costituito dall'azienda
vinicola e dal suo contorno, ossia dai paesaggi circostanti, dall'umanità
dell'accoglienza, dalle storie interessanti e naturalmente dai vini.
A lui si rivolge questa guida, edita dall'associazione Go Wine con sede
ad Alba (www.gowinet.it) e curata dal bravo Massimo Zanichelli
(in forza fra l'altro alla guida vini dell'Espresso) che con estrema
precisione e concretezza traccia profili e percorsi. Niente preziosismi
grafici, e niente esercizi di bello stile nella descrizione dei vini,
ma tante concrete schede che contengono schematicamente ciò che
chi batte aziende e assaggia vini tutto l'anno reputa utile per il viaggiatore
enofilo: breve storia dell'azienda, orari di apertura (per entrare in
questa guida è necessario essere aperti, nel fine settimana,
perlomeno il sabato), indicazione puntuale di come arrivare, il vino
"top" (con relativo prezzo) per chi se lo può permettere,
quello dal miglior rapporto qualità prezzo per chi vuole comprare
con intelligenza, il "vigneto da camminare", il perché
la mèta vale il viaggio, e dove mangiare/dormire nelle vicinanze.
Insomma, un libro che è anche un servizio per l'appassionato
e non solo, se è vero come è vero che la vendita diretta
(specialmente di questi tempi) è una voce non trascurabile del
bilancio delle aziende vinicole.
Curata da Massimo Zanichelli
Guida per il turista del Vino 2006
GoWine Editore - www.gowinet.it
Pagine 356 - 12€
3 luglio 2006 - Riccardo Farchioni
in cima
A tavola con gli Dei -
Stefania Barzini
Non
sempre la cucina è sinonimo di grandi chef e non sempre la gastronomia
è fatta di ricette complesse e materie prime ricercate. Ci piace
spesso apprezzare quei maestri del fornello che sanno riportare nei
piatti la tradizione e la semplicità dei sapori del nostro territorio.
Non ce la sentiamo però di propendere per unarte culinaria
raffinata ed elegante piuttosto che per una gustosamente sobria ed essenziale.
La qualità non ha fissa dimora e qualunque sia lo stile che la
rappresenta, siamo ben lieti di apprezzarne comunque i risultati ed
assaporarne ogni sfumatura.
Abbiamo assistito alla presentazione dellultimo libro di Stefania
Barzini lo scorso 6 giugno presso la Città del Gusto (quartier
generale del Gambero Rosso) in Roma.
Stefania Barzini si occupa da anni e con competenza di cucina ed enogastronomia;
romana di nascita, ma cittadina del mondo, ha vissuto molti anni negli
Stati Uniti curando corsi di cucina regionale italiana per lIstituto
Italiano di Cultura di Los Angeles. Dellesperienza americana abbiamo
potuto godere tutti attraverso la sua precedente pubblicazione (Una
casalinga ad Hollywood) ed oggi è uno degli autori di Rai-Sat
Gambero Rosso Channel.
In questo suo nuovo libro Stefania ci racconta sicuramente un pezzo
di vita e, con il suo stile assolutamente gradevole, ci accompagna in
uno dei posti più belli dItalia: larcipelago delle
isole Eolie. Da sempre scrittori e poeti, viaggiatori e curiosi, hanno
esplorato le sette meravigliose entità che compongono larcipelago
e sono stati rapiti dal fascino della storia millenaria di queste isole.
Personaggi come M. Dumas, Houel, G. De Maupassant e numerosi altri artisti
si sono ispirati alle Eolie per regalarci pagine di grande intensità
narrativa.
Un viaggio in barca da Fiumicino alla Grecia ha permesso alla Barzini
di incontrare le isole Eolie, ed è stato subito colpo di fulmine.
A quellesperienza seguì lacquisto di una casa a Stromboli
dove lamore con lisola si è consolidato per anni.
Oggi la meta preferita dellautrice sembra Alicudi, ma nel suo
racconto non viene trascurata nessuna delle sette sorelle: Lipari, Stromboli,
Vulcano, Panarea, Salina, Alicudi e Filicudi; ognuna con le sue peculiarità
e i suoi colori, ognuna con le sue memorie ed i suoi personaggi, ognuna
con i propri rumori ed i silenzi, ognuna con i suoi sapori e le sue
ricette. Ci sarebbe da scrivere molto sulle Isole Eolie, ma per noi
lha fatto ottimamente Stefania Barzini, che tra storie singolari,
aneddoti e ricordi ha così trovato il modo di incastonare le
ricette che ne hanno rappresentato la tradizione e che ne traducono
in sapori i frutti di territori così diversi da isola ad isola
e del mare di Sicilia che le circonda.
La cucina Eoliana è una cucina diretta, figlia di una terra rigorosa;
si utilizza quello che passa il convento e ognuno cerca di inventarsi
piatti straordinari con quattro ingredienti
beh, sembra proprio
che con questi ingredienti il gioco riesca bene. E' una cucina povera,
ma ricca di ingegno; una cucina pura e dai sapori intensi. Una cucina
diversa da quella siciliana, diversa da isola ad isola proprio in virtù
della forte sperequazione fra le materie prime disponibili da unisola
allaltra: a Vulcano predominano i sapori di terra, le pecore e
i formaggi; Salina ha una vocazione profondamente agricola e vegetariana,
ad Alicudi, Stromboli e le altre domina il pesce che non lascia spazio
a divagazioni.
Abbiamo letto di un fiato questo libro, combattuti se saltare da un
racconto allaltro o da una ricetta allaltra; ci siamo immaginati
Efesto imprigionato nella sua fucina infernale ed Eolo re
dei venti; ci ha colpito il contrasto fra lacqua del mare ed il
fuoco del vulcano, quello fra laspra severità di Alicudi
e la smodata mondanità di Panarea; ci hanno intrigato i ricordi
e le emozioni. Insomma ci è venuta voglia di andare a fare un
giro fra queste isole meravigliose, il desiderio di incontrare un cane
parlante, di respirare unaria epica, di vedere Chiappe Lisce,
di ascoltare il mare infrangersi sui basalti o il vulcano ruggire, di
assaggiare gli sfinci e i dolci da Sciubba.
Obiettivo raggiunto Stefania, ora le isole ... le amiamo un po
di più.
Stefania Barzini
A tavola con gli Dei
Guido Tommasi Editore
Prezzo 15€
12 luglio 2006 - Riccardo Brandi
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Breviario dei vini 2006
- Andrea Zanfi (curatore)
Tra
i numerosi eventi della manifestazione romana Vinòforum,
contenitore enogastronomico d'inizio estate che è ormai una realtà
consolidata ed imperdibile nello scenario degli appuntamenti di settore,
abbiamo apprezzato gli eventi editoriali che hanno promosso alcune pubblicazioni
di pregio. Il Breviario dei Vini 2006 è senzaltro
una di queste; una chicca nella produzione della Carlo Cambi
editore di Poggibonsi, una guida atipica curata dalla prestigiosa firma
di Andrea Zanfi.
Non ci aspettavamo il solito tomo enciclopedico con graduatorie a suon
di bicchieri, bottiglie o grappoli che ad un prezzo a dir poco esoso
ci consigliasse vini certamente pregiati, ma dai costi astronomici.
Né ci aspettavamo leconomico ma scomodo volume, un pò
rivista un po almanacco, a dispensare oscar o telegatti.
Non sarebbe stato nello stile di Andrea Zanfi aggiungere l'ennesima
guida stereotipata a gonfiare gli scaffali già sovraccarichi
delle librerie di settore.
Il taglio deciso per questo breviario (nel vero senso della parola)
è stato deciso con criteri precisi e soprattutto teso ad incontrare
le esigenze primarie di chi dovrebbe usufruirne.
In questo senso abbiamo apprezzato il formato tascabile (9x18) che rende
la guida maneggevole e fruibile con il minimo disagio di trasporto;
non da meno il suo focus sui vini di qualità che contengano i
prezzi entro una forbice chiusa a 15€.
Tutti meritati quindi gli 8€ che si spendono in libreria per questo
volumetto ricco e sorprendente nel suo genere, in cui rileviamo dettagli
curati come luso di una stampa quadricromatica o la totale assenza
di pubblicità; 365 vini per 365 diversi produttori, uno per ogni
giorno dellanno.
Allinterno lordine di apparizione dei protagonisti è
rigorosamente alfabetico ed ogni pagina è ricca di informazioni:
giorno dellanno e nome del vino, poi una breve presentazione dellazienda
di produzione cui fanno seguito dati tecnici come uve impiegate e foto
a colori delletichetta, gradazione alcolica e annata, numero di
bottiglie prodotte e zona di produzione, punteggio di ingresso (con
limite di 84/100) e prezzo di riferimento (con citazione dellenoteca
contattata), caratteristiche organolettiche ed abbinamenti gastronomici
consigliati, indicazioni sulla produzione e sulle tecniche di allevamento.
Il tutto è scritto in modo chiaro e lineare ed anche chi si accosta
al mondo del vino per la prima volta non avrà difficoltà
a percepire le caratteristiche dei vini. La ricerca dei prodotti viene
agevolata da tre diverse tipologie di indice: indice delle aziende (con
il nome del vino accanto), indice dei vini (con accanto l'azienda),
indice delle regioni (per ciascuna regione, in ordine alfabetico, le
aziende con il vino presentato).
Insomma tanti contenuti in uno spazio piccolo. Ci sembra che lobiettivo
che Andrea Zanfi ha condiviso con noi alla presentazione del Vinòforum
possa essere pienamente centrato con questa utilissima pubblicazione;
ma cè di più. Il moderno enocliente
usa internet e cavalca la parola interattività; così
da questanno è possibile entrare allindirizzo www.breviariodeivini.it
e sentirsi coinvolti direttamente nella prossima edizione. Allinterno
del sito è possibile segnalare vini che, se valutati positivamente
dallo staff di Andrea Zanfi, saranno presi in considerazione per la
stesura della guida 2007, oppure esprimere una valutazione personale
su quelli citati nelledizione in corso.
Di sicuro interesse per i lettori che vorranno contribuire con il loro
spassionato giudizio attraverso le segnalazioni del sito, sarà
anche il concorso Gusta & Clicca che mette in palio una Fiat Punto
allestrazione finale del 30 settembre 2006. Tutto ciò valorizza
ancor più il nostro giudizio su un lavoro davvero completo e
innovativo che persegue un obiettivo semplice e ambizioso al tempo stesso:
aiutare il consumatore attento e competente, il cliente delle enoteche
e delle cantine, un appassionato che quotidianamente vuole appagare
il suo palato stappando una bottiglia di vino degna di troneggiare al
centro della sua tavola; un vino che possa essere degustato senza dover
fare follie economiche.
Questo ci sembra proprio un obiettivo pregevole, vuoi perché
ci riconosciamo nellappassionato bevitore, vuoi perché
raramente ritroviamo unattenzione così spinta verso un
sano equilibrio tra la passione per un bene di consumo ed il bene
dei consumatori.
Breviario dei Vini 2006
a cura di di Andrea Zanfi
Carlo Cambi Editore
Formato 9x18
Pag. 365
Prezzo 8€ (prossima edizione 10€ )
28 luglio 2006 - Riccardo Brandi
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Uno Strano Morso.
Ovvero sulla fagoterapia e altre ossessioni per il cibo - Massimo Roscia
Anche
dalle pagine de L'AcquaBuona parliamo con piacere del primo romanzo
di Massimo Roscia. Un'opera che, per certi aspetti, mi ha fatto
riflettere per il modo piacevolmente originale proposto dall'autore
di considerare e gustare il cibo ed il nostro rapporto quotidiano con
l'alimentazione in genere. Difficilmente un libro mi rapisce e m'invoglia
a leggerlo subito, brevi tempore, come nel caso di quest'opera. Un bellissimo
romanzo, che induce piacere e curiosità nel leggerlo sin dalle
prime righe. Oltre alle mie sensazioni positive, riporto fedelmente
la descrizione presente all'inizio del romanzo, sono certo, che sarete
senz'altro curiosi di leggerlo anche Voi.
"Quarantatré anni, venditore di manuali della fortuna,
cinico, dissacrante, pigro, abitudinario, accanito fumatore, umorale,
ansioso, a tratti nevrotico, esempio vivente di assoluta diseducazione
alimentare. La sua esistenza sarà completamente stravolta quando
conoscerà Franco Brenda, un grigio ed anonimo travet ministeriale.
Dopo improbabili apparizioni di maialini al forno e cosciotti di agnello
vivi, incontri fortuiti, indagini e pedinamenti degni del migliore investigatore
privato, equivoci, sorprese e pranzi pantagruelici, scoprirà
una nuova terapia, la fagoterapia o terapia del cibo, una cura rivoluzionaria,
basata sul consumo equilibrato e consapevole di cibo e bevande, capace
di giovare non soltanto al corpo, ma anche alla mente. Vinta la diffidenza
iniziale, il nostro si avvicinerà ai fornelli, inizierà
a leggere ricettari e guide gastronomiche, si innamorerà della
cucina, apprezzerà finalmente il gusto ed i sapori, scoprirà
come la passione per il cibo possa trasformarsi in ossessione. Un esilarante
percorso a zigzag tra pietanze, fornelli, ricette, antichi manoscritti
di gastronomia e, parallelamente, un'escursione tra ansie, nevrosi ed
altri disturbi della psiche. Un viaggio tragicomico in un mondo in cui
il cibo diventa centro di tutto"
Dalle pagine di questa rivista, da sempre, si cerca, con passione,
di promuovere pensiero, cultura e sensazioni legate al cibo e, con maggior
ratio, mi sento di consigliarvi, cari lettori, l'opera di Massimo Roscia
come mezzo importante per la riscoperta di un aspetto prioritario che
il cibo offre, e vale a dire il nostro tenore di vita in virtù
di un'alimentazione mirata, dosata e spero sempre e in ogni caso gratificante!
Complimenti Massimo, per questo tuo avvincente libro d'esordio che
dobbiamo senz'altro lodare e, soprattutto, gustare!
Massimo Roscia ha trentasei anni e vive con la moglie Alessandra
nella campagna Frusinate. Appassionato gourmet, autore di numerose pubblicazioni
tecnico-scientifiche, lavora presso la Camera di Commercio di Frosinone
dove si occupa, tra l'altro, proprio di enogastronomia. "Uno strano
morso ovvero sulla fagoterapia e altre ossessioni per il cibo"
è il suo primo romanzo.
Massimo Roscia
Uno Strano Morso. Ovvero sulla fagoterapia e altre ossessioni per il
cibo
Pagine: 224 - 12€
Edizioni della Meridiana, 2006
redazione@edmeridiana.com
20 ottobre 2006 - Stefano Buso
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