acquabuona.com - italian wine e-zine
Periodico di cultura enogastronomica - In rete dal 1999, per amor di terra

Testata registrata presso il Tribunale di Lucca - ISSN 1592-2855

 
 
Recensioni librarie

Carta, carta! Certe volte ci dispiace un po' questo essere solo elettronici... con tutti queste belle riviste che nascono e che si abbelliscono, con tanti libri interessanti da leggere .... Ne parleremo qui sotto, con un po' di riverenza, come si deve a un fratello maggiore.

Ecco le nostre: Recensioni dell'AnnoSette

 

 

Il buon tartufo: il "diamante della tavola" svelato - Aldo Fiordelli

Sembra facile parlare di tartufo, ma non è esattamente così: intanto bisogna spiegare che è un fungo, anzi un fungo ipogeo micorrizico (e già si inizia con i paroloni), e a designarne le tipologie ci sono opportuni nomi latini: per esempio, il più pregiato e desiderato, quello comunemente chiamato “bianco pregiato”, si chiama in realtà Tuber magnatum Pico. La superficie esterna si chiama peridio, la polpa interna gleba. E se poi si prova a spiegare perché il tartufo piace, ossia perché i suoi profumi sono così misteriosamente accattivanti e seducenti, non va molto meglio, perché quelli del tartufo non sono i classici “bei” profumi, come, per dire, quello della viola o della rosa; anzi, spesso, per uscire da una imbarazzante vaghezza si usano paragoni che non convincono pienamente chi vuol capire perché questo “diamante della tavola” (per usare una nota definizione di Brillat-Savarin) è oggetto di un così incontrollabile desiderio.

Detto questo, è una piacevole sorpresa constatare che leggendo le cento pagine circa che compongono questo libro, si riesce ad imparare come il tartufo viene considerato nelle varie fasi storiche fino alla formazione di un vero e proprio mito (si è arrivato ad assegnargli doti afrodisiache), come nasce e si sviluppa sotto terra a ridosso delle radici degli alberi, le sue proprietà nutrizionali, le varietà, i territori più vocati, da Alba ad Aqualagna, da San Miniato a Norcia, alle Crete Senesi, alla Valtiberina, al Périgord francese. Non vengono dimenticati, naturalmente, le figure del raccoglitore, il trifolau, e il suo rapporto con i cani. Infine, non mancano consigli su come conservare un tartufo (è possibile), un ricettario essenziale, e suggerimenti sull’abbinamento con il vino.

Una esposizione dei temi compatta e scorrevole, ma arricchita e allo stesso tempo alleggerita da continue “intromissioni” dell’autore che vi inserisce idee ed esperienze personali narrate in una confidenziale prima persona. Vengono così restituite le emozioni e le esperienze sensoriali di chi ha la fortuna di vivere a continuo contatto con i protagonisti della nostra enogastronomia, fino all’”estrema” confessione: una verifica, durante la stesura del libro, “consistita in un’omelette cotta in un filo d’olio extra vergine d’oliva e farcita con quasi cento grammi di Tuber aestivum, senza rimpianti.” . Del resto, proprio la passione, la partecipazione, l’esperienza personale stanno alla base di un modo convincente e coinvolgente di comunicare i piaceri del vino, dei prodotti tipici e della tavola. Senza i quali si rischia di comunicare (e accade sempre più spesso) solo un cumulo di luoghi comuni.

Aldo Fiordelli
Il buon tartufo
Edizioni Polistampa
Pagine 104 - 10€

25 novembre 2005 - Riccardo Farchioni

in cima

Vini buoni d'Italia 2006 - Mario Busso e Carlo Macchi

Nella discussione che ormai impegna da qualche anno gli scrittori di vino, si inserisce preponderantemente "Vini Buoni D'Italia" -guida ai vini dai vitigni autoctoni- che da tre anni si qualifica per una scelta di campo dichiarata. La guida presentata al Merano Wine Festival lo scorso novembre e edita da Gribaudo si pone l'obbiettivo di selezionare e valutare i vini da vitigni autoctoni regione per regione, ed attribuire premi e menzioni ai più meritevoli come è uso oramai in tutte le guide che si rispettino.

L'edizione 2006 curata come sempre da Mario Busso e Carlo Macchi porta alla ribalta, accanto ai nomi sempre presenti, realtà alle volte dissonanti rispetto alle altre guide anche in territori dove l'autoctono è di rigore (leggasi Montalcino, Chianti classico, Langhe ecc.). E questo a nostro giudizio non è una pecca ma semmai un valore aggiunto della guida che si propone oltre che alternativa nel taglio anche nel metro di giudizio. Di particolare interesse l'introduzione ad ogni regione con le valutazioni dell'annata che, anche se non sempre condivisibili, sono una buona traccia per il lettore non particolarmente informato.

Entrando nel merito della guida ci pare importante uno strumento che dia lustro anche a produzioni enologiche derivate da vitigni a ragione o a torto definiti minori e autoctoni, non dimenticando però nella valutazione le difficoltà che i produttori affrontano nell'elaborarli e proporli al pubblico molte volte impreparato a valutarne l'effettiva qualità, distorto com'è da stereotipi basati sul binomio merlot-cabernet. In questo senso suggerirei agli autori di aggiungere un indice non solo per azienda ma anche per vitigno, in modo da facilitare confronti e ricerche di particolari vini. In definitiva una guida valida per chi cerca un legame sicuro tra vino e territorio.


Curata da Mario Busso e Carlo Macchi
Guida Vini buoni d'Italia
Edizioni Gribaudo
Pagine 696 - 20€

28 dicembre 2005 - Lamberto Tosi

in cima


Pierluigi Talenti. L'altro Brunello - Andrea Gabbrielli

In una bella giornata del 1958, una Topolino valica l'Appennino. È partita dal borgo romagnolo di Santa Sofia e punta dritto in Toscana, precisamente a Sant'Angelo in Colle, che è una frazione di Montalcino. Alla guida c'è un giovane, Pierluigi Talenti, e la Toscana non gli è del tutto estranea, perché la madre, cuoca provetta, cucinava per le nobili famiglie inglesi che soggiornavano d'estate a Pietrasanta, in Versilia. Possiede la formazione del fattore, ed è quello che diventerà per l'azienda Il Poggione di Leopoldo Franceschi: proprio lui si occuperà di definirne i confini all'interno della Fattoria di Sant'Angelo, ottimo acquisto del nobiluomo Lavinio Franceschi ed ereditata dai figli Leopoldo e Stefano.

Ma ben presto da fattore diventerà gestore in senso pieno, occupandosi della parte agronomica ed enologica, di quella commerciale e delle pubbliche relazioni. Anticipatore dei tempi, eseguì numerose selezioni di sangiovese che forniva ai Vivai Cooperativi Rauscedo e quindi al mondo intero; considerò assurdi i lunghi soggiorni in legno del Brunello anche in occasione di annate minori, vide con diffidenza l'ampliamento della superficie dei vigneti a Brunello perché rischiava di originare solo più bottiglie e non maggior qualità. Amò poco i vitigni internazionali, che abbandonò subito dopo un fugace esperimento. Amato e stimato, al termine della sua carriera fu premiato con una sua propria azienda, Pian di Conte, che oggi è gestita dal nipote Riccardo con l'ausilio di Carlo Ferrini.

Andrea Gabbrielli è un cronista ormai "storico" della rinascita del vino italiano: lo ha osservato fin dai suoi albori essendo stato uno degli iniziatori di quella nuova (o prima... ) critica enologica le cui fila si sono via via andate ingrossando nel corso del tempo. E descrivere la vita e l'opera di Piero Talenti gli ha fornito l'occasione per restituirci un quadro vivido di una parte della storia della Toscana vitivinicola (ma che per molti versi possiede i caratteri dell'universalità), vista dall'osservatorio privilegiato del territorio di Montalcino. Territorio che oggi vale tanto oro quanto pesa ma che allora era un posto dal quale i mezzadri fuggivano, date le sue condizioni disastrose: "210 poderi in cattive condizioni, 281 senza gabinetti, 243 senza luce elettrica, 281 senza acqua potabile...", come scriveva nel 1959 il giornale "la Fortezza". Ma soprattutto ci dà un quadro vivido dell'amico Piero, conosciuto in una visita in azienda durante i faticosi tour de force degustatori per le prime edizioni della Guida Vini d'Italia del Gambero Rosso-Slow Food, e descritto attraverso i racconti di tanti testimoni, da Giacomo Tachis a Burton Anderson, a Piero Selvaggio.

La parabola di Pierluigi Talenti si concluse, emblematicamente, quando fu colto da infarto in mezzo alle "sue" vigne. Nonostante gli espliciti divieti non aveva resistito, infatti, a fare un sopralluogo alle "sue" uve, anche perché erano quelle straordinariamente belle della vendemmia 1999. Un estremo atto d'amore, l'amore di una vita.

Andrea Gabbrielli
Pierluigi Talenti - L'altro Brunello
I semi - Veronelli Editore, 2005
Pagine 112 - 17€

23 febbraio 2006 - Riccardo Farchioni

in cima


Allucinazioni quotidiane - Lola Teale

Vi è mai venuta la curiosità di sapere che fine abbia fatto Cerbero, il mostruoso cane a tre teste che, dalla riva dello Stige, faceva guardia al mondo degli inferi terrorizzando vivi e morti? Semplice, gestisce un rinomato agriturismo nella campagna toscana. Lo ha acquistato in comproprietà con una coppia di elfi nei pressi di Larderello, forse per non allontanarsi troppo dal sottosuolo che da quelle parti si manifesta all'esterno con sibilanti getti di vapore. E gli abili tocchi di spada che decidevano le sorti di un uomo all'epoca di D'Artagnan? Possono rivivere nei sogni (ma sono solo sogni?) di un solitario studente appassionato di lettura. Sì perché le Allucinazioni descritte da Lola Teale non sono poi così distanti dalla nostra vita normale, sono appunto "quotidiane", e possono materializzarsi quando meno lo si aspetta, in quel territorio di confine tra sogno e realtà che mai ci permette di renderci conto con sicurezza da che parte stiamo.

I cinque racconti del libro di Lola (permetteteci la confidenza, la sua collaborazione con L'AcquaBuona dura ormai da quasi un anno) ci proiettano in questo mondo di fantasia per poche righe (il raffinato cameo iniziale, una Visione di mezza pagina) o con composizioni di più ampio respiro, con agilità descrittiva e simpatiche invenzioni lessicali. Sottile filo rosso, che attraversa praticamente tutti i racconti, l'attenzione agli aspetti gastronomici, realistici o fantasiosi che siano; un ovvio lascito dell'attività giornalistica dell'autrice.

Un libro piccolo, ma non da leggersi tutto d'un fiato, perché ogni racconto merita di essere meditato, cercando di immedesimarsi un poco nell'allucinazione di turno.


Lole Teale
Allucinazioni quotidiane
Lampi di stampa, 2006
Pagine 190 - 15€
www.lampidistampa.it

12 giugno 2006 - Luca Bonci

in cima



Guida per il turista del vino 2006 - Massimo Zanichelli (curatore)

Entrata l'estate, è tempo di vacanze. O, perlomeno, di fine settimana a caccia non solo di spiagge ma anche di mete culturali, naturalistiche e, perché no, enogastronomiche. E fra chi percorre le strade c'è quel viaggiatore particolare ma ormai molto diffuso che è l'enoturista, affascinato dal piccolo mondo costituito dall'azienda vinicola e dal suo contorno, ossia dai paesaggi circostanti, dall'umanità dell'accoglienza, dalle storie interessanti e naturalmente dai vini. A lui si rivolge questa guida, edita dall'associazione Go Wine con sede ad Alba (www.gowinet.it) e curata dal bravo Massimo Zanichelli (in forza fra l'altro alla guida vini dell'Espresso) che con estrema precisione e concretezza traccia profili e percorsi. Niente preziosismi grafici, e niente esercizi di bello stile nella descrizione dei vini, ma tante concrete schede che contengono schematicamente ciò che chi batte aziende e assaggia vini tutto l'anno reputa utile per il viaggiatore enofilo: breve storia dell'azienda, orari di apertura (per entrare in questa guida è necessario essere aperti, nel fine settimana, perlomeno il sabato), indicazione puntuale di come arrivare, il vino "top" (con relativo prezzo) per chi se lo può permettere, quello dal miglior rapporto qualità prezzo per chi vuole comprare con intelligenza, il "vigneto da camminare", il perché la mèta vale il viaggio, e dove mangiare/dormire nelle vicinanze. Insomma, un libro che è anche un servizio per l'appassionato e non solo, se è vero come è vero che la vendita diretta (specialmente di questi tempi) è una voce non trascurabile del bilancio delle aziende vinicole.


Curata da Massimo Zanichelli
Guida per il turista del Vino 2006
GoWine Editore - www.gowinet.it
Pagine 356 - 12€

3 luglio 2006 - Riccardo Farchioni

in cima


A tavola con gli Dei - Stefania Barzini

Non sempre la cucina è sinonimo di grandi chef e non sempre la gastronomia è fatta di ricette complesse e materie prime ricercate. Ci piace spesso apprezzare quei maestri del fornello che sanno riportare nei piatti la tradizione e la semplicità dei sapori del nostro territorio. Non ce la sentiamo però di propendere per un’arte culinaria raffinata ed elegante piuttosto che per una gustosamente sobria ed essenziale. La qualità non ha fissa dimora e qualunque sia lo stile che la rappresenta, siamo ben lieti di apprezzarne comunque i risultati ed assaporarne ogni sfumatura.

Abbiamo assistito alla presentazione dell’ultimo libro di Stefania Barzini lo scorso 6 giugno presso la Città del Gusto (quartier generale del Gambero Rosso) in Roma.
Stefania Barzini si occupa da anni e con competenza di cucina ed enogastronomia; romana di nascita, ma cittadina del mondo, ha vissuto molti anni negli Stati Uniti curando corsi di cucina regionale italiana per l’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles. Dell’esperienza americana abbiamo potuto godere tutti attraverso la sua precedente pubblicazione (Una casalinga ad Hollywood) ed oggi è uno degli autori di Rai-Sat Gambero Rosso Channel.

In questo suo nuovo libro Stefania ci racconta sicuramente un pezzo di vita e, con il suo stile assolutamente gradevole, ci accompagna in uno dei posti più belli d’Italia: l’arcipelago delle isole Eolie. Da sempre scrittori e poeti, viaggiatori e curiosi, hanno esplorato le sette meravigliose entità che compongono l’arcipelago e sono stati rapiti dal fascino della storia millenaria di queste isole. Personaggi come M. Dumas, Houel, G. De Maupassant e numerosi altri artisti si sono ispirati alle Eolie per regalarci pagine di grande intensità narrativa.
Un viaggio in barca da Fiumicino alla Grecia ha permesso alla Barzini di incontrare le isole Eolie, ed è stato subito colpo di fulmine. A quell’esperienza seguì l’acquisto di una casa a Stromboli dove l’amore con l’isola si è consolidato per anni.

Oggi la meta preferita dell’autrice sembra Alicudi, ma nel suo racconto non viene trascurata nessuna delle sette sorelle: Lipari, Stromboli, Vulcano, Panarea, Salina, Alicudi e Filicudi; ognuna con le sue peculiarità e i suoi colori, ognuna con le sue memorie ed i suoi personaggi, ognuna con i propri rumori ed i silenzi, ognuna con i suoi sapori e le sue ricette. Ci sarebbe da scrivere molto sulle Isole Eolie, ma per noi l’ha fatto ottimamente Stefania Barzini, che tra storie singolari, aneddoti e ricordi ha così trovato il modo di incastonare le ricette che ne hanno rappresentato la tradizione e che ne traducono in sapori i frutti di territori così diversi da isola ad isola e del mare di Sicilia che le circonda.

La cucina Eoliana è una cucina diretta, figlia di una terra rigorosa; si utilizza quello che passa il convento e ognuno cerca di inventarsi piatti straordinari con quattro ingredienti … beh, sembra proprio che con questi ingredienti il gioco riesca bene. E' una cucina “povera”, ma ricca di ingegno; una cucina pura e dai sapori intensi. Una cucina diversa da quella siciliana, diversa da isola ad isola proprio in virtù della forte sperequazione fra le materie prime disponibili da un’isola all’altra: a Vulcano predominano i sapori di terra, le pecore e i formaggi; Salina ha una vocazione profondamente agricola e vegetariana, ad Alicudi, Stromboli e le altre domina il pesce che non lascia spazio a divagazioni.

Abbiamo letto di un fiato questo libro, combattuti se saltare da un racconto all’altro o da una ricetta all’altra; ci siamo immaginati “Efesto imprigionato nella sua fucina infernale” ed Eolo re dei venti; ci ha colpito il contrasto fra l’acqua del mare ed il fuoco del vulcano, quello fra l’aspra severità di Alicudi e la smodata mondanità di Panarea; ci hanno intrigato i ricordi e le emozioni. Insomma ci è venuta voglia di andare a fare un giro fra queste isole meravigliose, il desiderio di incontrare un cane parlante, di respirare un’aria epica, di vedere “Chiappe Lisce”, di ascoltare il mare infrangersi sui basalti o il vulcano ruggire, di assaggiare gli “sfinci” e i dolci da Sciubba.

Obiettivo raggiunto Stefania, ora le isole ... le amiamo un po’ di più.


Stefania Barzini
A tavola con gli Dei
Guido Tommasi Editore
Prezzo 15€

12 luglio 2006 - Riccardo Brandi

in cima


Breviario dei vini 2006 - Andrea Zanfi (curatore)

Tra i numerosi eventi della manifestazione romana Vinòforum, contenitore enogastronomico d'inizio estate che è ormai una realtà consolidata ed imperdibile nello scenario degli appuntamenti di settore, abbiamo apprezzato gli eventi editoriali che hanno promosso alcune pubblicazioni di pregio. Il Breviario dei Vini 2006 è senz’altro una di queste; una “chicca” nella produzione della Carlo Cambi editore di Poggibonsi, una guida atipica curata dalla prestigiosa firma di Andrea Zanfi.

Non ci aspettavamo il solito tomo enciclopedico con graduatorie a suon di bicchieri, bottiglie o grappoli che ad un prezzo a dir poco esoso ci consigliasse vini certamente pregiati, ma dai costi astronomici. Né ci aspettavamo l’economico ma scomodo volume, un pò rivista un po’ almanacco, a dispensare oscar o telegatti.
Non sarebbe stato nello stile di Andrea Zanfi aggiungere l'ennesima guida stereotipata a gonfiare gli scaffali già sovraccarichi delle librerie di settore.
Il taglio deciso per questo breviario (nel vero senso della parola) è stato deciso con criteri precisi e soprattutto teso ad incontrare le esigenze primarie di chi dovrebbe usufruirne.

In questo senso abbiamo apprezzato il formato tascabile (9x18) che rende la guida maneggevole e fruibile con il minimo disagio di trasporto; non da meno il suo focus sui vini di qualità che contengano i prezzi entro una forbice chiusa a 15€.
Tutti meritati quindi gli 8€ che si spendono in libreria per questo volumetto ricco e sorprendente nel suo genere, in cui rileviamo dettagli curati come l’uso di una stampa quadricromatica o la totale assenza di pubblicità; 365 vini per 365 diversi produttori, uno per ogni giorno dell’anno.

All’interno l’ordine di apparizione dei protagonisti è rigorosamente alfabetico ed ogni pagina è ricca di informazioni: giorno dell’anno e nome del vino, poi una breve presentazione dell’azienda di produzione cui fanno seguito dati tecnici come uve impiegate e foto a colori dell’etichetta, gradazione alcolica e annata, numero di bottiglie prodotte e zona di produzione, punteggio di ingresso (con limite di 84/100) e prezzo di riferimento (con citazione dell’enoteca contattata), caratteristiche organolettiche ed abbinamenti gastronomici consigliati, indicazioni sulla produzione e sulle tecniche di allevamento. Il tutto è scritto in modo chiaro e lineare ed anche chi si accosta al mondo del vino per la prima volta non avrà difficoltà a percepire le caratteristiche dei vini. La ricerca dei prodotti viene agevolata da tre diverse tipologie di indice: indice delle aziende (con il nome del vino accanto), indice dei vini (con accanto l'azienda), indice delle regioni (per ciascuna regione, in ordine alfabetico, le aziende con il vino presentato).

Insomma tanti contenuti in uno spazio piccolo. Ci sembra che l’obiettivo che Andrea Zanfi ha condiviso con noi alla presentazione del Vinòforum possa essere pienamente centrato con questa utilissima pubblicazione; ma c’è di più. Il moderno “enocliente” usa internet e cavalca la parola “interattività”; così da quest’anno è possibile entrare all’indirizzo www.breviariodeivini.it e sentirsi coinvolti direttamente nella prossima edizione. All’interno del sito è possibile segnalare vini che, se valutati positivamente dallo staff di Andrea Zanfi, saranno presi in considerazione per la stesura della guida 2007, oppure esprimere una valutazione personale su quelli citati nell’edizione in corso.

Di sicuro interesse per i lettori che vorranno contribuire con il loro spassionato giudizio attraverso le segnalazioni del sito, sarà anche il concorso Gusta & Clicca che mette in palio una Fiat Punto all’estrazione finale del 30 settembre 2006. Tutto ciò valorizza ancor più il nostro giudizio su un lavoro davvero completo e innovativo che persegue un obiettivo semplice e ambizioso al tempo stesso: aiutare il consumatore attento e competente, il cliente delle enoteche e delle cantine, un appassionato che quotidianamente vuole appagare il suo palato stappando una bottiglia di vino degna di troneggiare al centro della sua tavola; un vino che possa essere degustato senza dover fare follie economiche.

Questo ci sembra proprio un obiettivo pregevole, vuoi perché ci riconosciamo nell’appassionato bevitore, vuoi perché raramente ritroviamo un’attenzione così spinta verso un sano equilibrio tra la passione per un bene di consumo ed il “bene” dei consumatori.


Breviario dei Vini 2006
a cura di di Andrea Zanfi
Carlo Cambi Editore
Formato 9x18
Pag. 365
Prezzo 8€ (prossima edizione 10€ )

28 luglio 2006 - Riccardo Brandi

in cima


Uno Strano Morso. Ovvero sulla fagoterapia e altre ossessioni per il cibo - Massimo Roscia

Anche dalle pagine de L'AcquaBuona parliamo con piacere del primo romanzo di Massimo Roscia. Un'opera che, per certi aspetti, mi ha fatto riflettere per il modo piacevolmente originale proposto dall'autore di considerare e gustare il cibo ed il nostro rapporto quotidiano con l'alimentazione in genere. Difficilmente un libro mi rapisce e m'invoglia a leggerlo subito, brevi tempore, come nel caso di quest'opera. Un bellissimo romanzo, che induce piacere e curiosità nel leggerlo sin dalle prime righe. Oltre alle mie sensazioni positive, riporto fedelmente la descrizione presente all'inizio del romanzo, sono certo, che sarete senz'altro curiosi di leggerlo anche Voi.

"Quarantatré anni, venditore di manuali della fortuna, cinico, dissacrante, pigro, abitudinario, accanito fumatore, umorale, ansioso, a tratti nevrotico, esempio vivente di assoluta diseducazione alimentare. La sua esistenza sarà completamente stravolta quando conoscerà Franco Brenda, un grigio ed anonimo travet ministeriale. Dopo improbabili apparizioni di maialini al forno e cosciotti di agnello vivi, incontri fortuiti, indagini e pedinamenti degni del migliore investigatore privato, equivoci, sorprese e pranzi pantagruelici, scoprirà una nuova terapia, la fagoterapia o terapia del cibo, una cura rivoluzionaria, basata sul consumo equilibrato e consapevole di cibo e bevande, capace di giovare non soltanto al corpo, ma anche alla mente. Vinta la diffidenza iniziale, il nostro si avvicinerà ai fornelli, inizierà a leggere ricettari e guide gastronomiche, si innamorerà della cucina, apprezzerà finalmente il gusto ed i sapori, scoprirà come la passione per il cibo possa trasformarsi in ossessione. Un esilarante percorso a zigzag tra pietanze, fornelli, ricette, antichi manoscritti di gastronomia e, parallelamente, un'escursione tra ansie, nevrosi ed altri disturbi della psiche. Un viaggio tragicomico in un mondo in cui il cibo diventa centro di tutto"

Dalle pagine di questa rivista, da sempre, si cerca, con passione, di promuovere pensiero, cultura e sensazioni legate al cibo e, con maggior ratio, mi sento di consigliarvi, cari lettori, l'opera di Massimo Roscia come mezzo importante per la riscoperta di un aspetto prioritario che il cibo offre, e vale a dire il nostro tenore di vita in virtù di un'alimentazione mirata, dosata e spero sempre e in ogni caso gratificante!

Complimenti Massimo, per questo tuo avvincente libro d'esordio che dobbiamo senz'altro lodare e, soprattutto, gustare!

Massimo Roscia ha trentasei anni e vive con la moglie Alessandra nella campagna Frusinate. Appassionato gourmet, autore di numerose pubblicazioni tecnico-scientifiche, lavora presso la Camera di Commercio di Frosinone dove si occupa, tra l'altro, proprio di enogastronomia. "Uno strano morso ovvero sulla fagoterapia e altre ossessioni per il cibo" è il suo primo romanzo.

Massimo Roscia
Uno Strano Morso. Ovvero sulla fagoterapia e altre ossessioni per il cibo
Pagine: 224 - 12€
Edizioni della Meridiana, 2006
redazione@edmeridiana.com

20 ottobre 2006 - Stefano Buso

 

 

in cima

 

 
 
prima pagina | la parola all'agronomo | l'appunto al vino | l'articolo | in azienda | in dettaglio | en passant | affari di gola
presa diretta | mbud | rassegna | la cucina | appunti di viaggio | assaggiati per voi | visioni da sud | sottoscrivi | scrivici