Recensioni librarie
Carta, carta! Certe volte ci dispiace un po' questo essere solo elettronici...
con tutti queste belle riviste che nascono e che si abbelliscono, con
tanti libri interessanti da leggere .... Ne parleremo qui sotto, con
un po' di riverenza, come si deve a un fratello maggiore.
Ecco le nostre: Recensioni dell'AnnoOtto
L'Ascolto del Vino -
Paolo Massobrio e Marco Gatti
L'Ascolto
del Vino è la rinnovata edizione del manuale di tecnica e di
degustazione scritto da Paolo Massobrio e Marco Gatti. Dopo il grande
successo della prima edizione 2003, viene riproposto, in versione aggiornata,
questo splendido, delicato volume, dedicato a chi vuole accostarsi al
mondo del vino ed anche, naturalmente, alle persone più esperte
che da sempre apprezzano il figlio di Bacco. Nel libro, ottimamente
rilegato e con una veste grafica d'elevata qualità, ci sono ben
nove capitoli che trattano le varie tecniche della degustazione sino
all'abbinamento vino-piatto, spaziando dalla cucina tradizionale Italiana
a quella di tutto il pianeta, argomento questo, che sicuramente interessa
non solo gli addetti ai lavori ma anche i normali appassionati di cucina.
Ottimo lavoro dunque per Paolo Massobrio e Marco Gatti; comunicare
temi nobili e di qualità con semplicità, è segno
di bravura ed intelligenza oltre che di gran professionalità.
La seconda parte dell'opera offre una valida e qualificata guida alle
cinquecento migliori cantine d'Italia, con commento del vino che ha
meritato la selezione annuale del premio Top Hundred di Papillon. Alla
fine un'interessante chicca: un glossario dei principali termini legati
al mondo del vino! Parlare in "vinese", come viene riportato
nel libro
Con 358 pagine a colori, meravigliose fotografie ed argomenti interessanti,
questo volume si candiderà ad essere vero, prezioso inquilino
della Vs. libreria ed un valido aiuto per capire, assaporare tutte le
sfumature, dettagli e bellissime particolarità del mondo del
vino. Il vino, infatti, da secoli epicentro della nostra vita, elemento
di cultura, piacere ed emozione senza fine
senz'altro un incontro
privilegiato al quale consiglio di non mancare
tutto, miei cari
lettori, incomincia dall'ascolto del vino!
Ringrazio Sarah Scaparone per la gentile, puntuale, collaborazione.
Paolo Massobrio e Marco Gatti
L'ascolto del vino
Comunica
Pagine 358 - 29€
Info: www.clubpapillon.it
Fotografie: Giuseppe Perrone
25 gennaio 2007 - Stefano Buso
in cima
Le Guide 2006 di Cucina&Vini
- Bere Dolce, Extravergine, Bere Spumante
Una
serata di grande respiro editoriale nel panorama delle guide del settore
eno-gastronomico si è svolta a Roma nella suggestiva atmosfera
dellhotel Exedra in Roma lo scorso 11 dicembre. Loccasione
è quella che ogni anno ci lega allappuntamento con: Lextravergine
Guida ai migliori oli del mondo di qualità accertata.
La presentazione delledizione 2007, curata con la consueta competenza
e professionalità dal giornalista e critico enogastronomico Marco
Oreggia, si incastona in una serata dedicata a tutti e tre i titoli
in uscita della Editrice Cucina & Vini. Infatti oltre alla citata
guida agli extravergine, si dà eguale e meritatissimo spazio
promozionale anche alla Guida al Bere Dolce 2007 ed alla Guida
al Bere Spumante 2007, curate a loro volta dallattento e meticoloso
Francesco DAgostino.
Ci
adeguiamo con piacere allo stile della serata e diamo il giusto spazio
a tutte e tre le pubblicazioni protagoniste di questa serata davvero
completa, conclusa con un buffet davvero interessante in cui abbiamo
potuto degustare tutte le etichette, oli inclusi, premiati nel corso
della manifestazione. Partiamo proprio dal lavoro di Francesco DAgostino
sui vini dolci. La guida al Bere Dolce 2007, giunta alla settima edizione,
secondo uno schema consolidato, si apre con leditoriale dedicato
allimportante cambio legislativo che si è avuto lo scorso
febbraio 2006 nellambito della legge di attuazione della normativa
comunitaria concernente lorganizzazione comune di mercato del
vino. In essa si fa chiarezza sul termine Passito, allargato ai vini
da uve surmature, definendone le modalità di appassimento e vietandone
gli arricchimenti, ma consentendo la menzione (vendemmia
tardiva).
Questo è un primo passo che non rappresenta certo la panacea
in grado di delineare definitivamente gli scenari di mercato, soprattutto
a livello comunitario; ci troviamo però di fronte a una svolta
che permette al vino passito di essere riconosciuto finalmente come
vino nel vero senso della parola. I vini addizionati saranno sempre
riconoscibili in Italia grazie alla dichiarazione obbligatoria in etichetta
di Vino Liquoroso, cosa non altrettanto palesata allestero,
ma resterà comunque il dubbio a qualche nostro consumatore sulla
differenza, invero enorme, fra un Vinsanto ed un Vinsanto liquoroso.
In tale scenario, questa edizione di Bere Dolce registra ben 438 presenze
frutto di più di 1000 assaggi distribuiti in un arco temporale
di 3/6 mesi, che hanno portato alla selezione di appena 17 etichette
premiate con le 5 sfere.
E il nord Italia a farla da padrone, non per tradizione, ma per
la congiuntura favorevole dei fattori clima e vocazione, propri di un
territorio tra laltro fortemente protetto nello specifico. Il
Piemonte è la regione più rappresentata (110 etichette),
seguita dal Veneto (90), Friuli Venezia Giulia (34) e ci fermeremmo
a questo simbolico podio se non che ci piace sottolineare la quarta
piazza (31 etichette) della Sicilia. Emblematico è il fatto che
il Piemonte non riceve nessuna citazione fra le 17 premiazioni, dove
Veneto (4 menzioni) e Alto Adige (3) si contendono la palma di regioni
pluridecorate. Riconoscimento speciale per il Vino dellemozione
che viene attribuita allunico 5 sfere della Valle dAosta:
il Les Aveilles di Les Crétes. Allinterno della guida troviamo
inoltre la sezione Acquisto Attento con 26 etichette inserite, segnalate
per un pregevole rapporto fra la valutazione in guida ed il prezzo di
mercato, tenendo conto della difficoltà comunque di omologare
una fascia di prezzo tale che possa tenere conto delle possibili variabili
in fase produttiva che sono in grado di incidere sensibilmente sui costi
di produzione. La guida offre schede chiare ed esaustive; risulta di
facile consultazione grazie allampia gamma di indici forniti,
ben quattro: alfabetico, per regione, per abbinamento gastronomico e
per produttore. Un volume di nicchia, ma non si direbbe.
Veniamo
ora al nostro amico Marco Oreggia ed alle sue efficienti vice-curatrici:
Laura Marinelli e Cristina Tiliacos. LExtravergine
2007 è come sempre un tomo molto ben articolato e completo in
ogni sezione, e ci piace sottolinearne due peculiarità che distinguono
questa guida dal panorama un po stereotipato del mercato di settore:
la prima è lassenza totale di graduatorie espresse in punteggi,
stelline, olivette o quantaltro, essere nella guida è già
un titolo
primeggiarvi in una specifica qualità è
oggetto di citazione speciale. La seconda è la presenza di circa
200 pagine iniziali dedicate alla storia dellolio extravergine,
partendo dagli ulivi, analizzando i loro frutti, fino alla loro raccolta,
frangitura e lavorazione; un percorso che conduce al prodotto finale.
Non ultima una dettagliata cartografia delle zone del mondo a vocazione
produttiva e delle aree Dop che completano questa sezione.
Insomma non solo una guida che indirizza con metodo il consumatore verso
un acquisto ponderato e qualitativamente di valore, ma anche un manuale
pratico ed esaustivo che introduce il consumatore stesso alla comprensione
di quella che è lintera filiera olivicola: conoscenza maggiore
per un acquisto migliore.
Alla presentazione di questa settima edizione, il bravo Oreggia punta
il dito sul problema grave della sofisticazione di cui lolio è
assoluto protagonista nello scenario eno-gastronomico e fissa un obiettivo
sullorizzonte ampissimo dellevoluzione normativa: la tracciabilità
della drupa. Il variegato sapore internazionale che si respira in questa
guida non cede mai allesterofilia, anzi il confronto con le grandi
realtà del mondo non fa che qualificare ancor più i buoni
prodotti italiani. Novità vera di questanno è lampia
sezione dedicata al primo produttore mondiale: la Spagna, di cui vengono
presentate le 13 regioni di produzione; a testimonianza che il primato
in termini quantitativi comincia a far emergere anche una netta crescita
qualitativa, tale da insidiare anche la leadership italiana. Ma i numeri
di questa edizione sono tanti e importanti: 150 professionalità
coinvolte in oltre 3000 campioni, valutati da un panel ufficiale di
esperti assaggiatori, 27 nazioni rappresentate in 467 schede che descrivono
il prodotto migliore di ogni azienda. Ulteriori 116 extravergine segnalati,
per un totale di 583 realtà da cui emergono 15 prodotti top
anche se questanno per la prima volta si verifica un ex-equo e
vengono premiati 16 produttori. I riconoscimenti più prestigiosi
a Sudafrica e Cile per la sezione frantoi, dallAndalusia lolio
dellanno.
Concludiamo
questa ampia pagina dedicata alle pubblicazioni della Editrice Cucina
&Vini parlando dellaltra fatica di Francesco DAgostino
e del suo staff, ossia la guida al Bere Spumante 2007. Nata sulla scia
della guida al Bere Dolce, questa pratica e dettagliata versione dedicata
alle bollicine brut ne veste il look e la filosofia, e ovviamente anche
laccuratezza. Giunta alla sua quinta edizione la guida offre quindi
schede tecniche esaurienti e complete di abbinamenti (oltre 480 pietanze
citate) raccolte per regioni; quattro indici di catalogazione, la rubrica
Acquisto Attento ed il tradizionale editoriale che, come ribadito in
conferenza, pone in evidenza questanno le difficoltà nel
rendere intelligibili al meglio le nostre etichette allestero
e dare così un riscontro di mercato più ampio ai nostri
prodotti. Il problema è legato allutilizzo degli istituti
legislativi che dovrebbero essere sfruttati al meglio per dare visibilità
delle differenze territoriali che incidono sulle varie tipologie di
vino. Si tende a chiedere uno spumante, senza pensare al tipo di uvaggio,
al territorio di provenienza o al metodo di spumantizzazione utilizzato.
Cè bisogno di diffondere la cultura specifica di questo
vino che spesso viene erroneamente associato al dolce e che invece rappresenta
a volte unottima scelta per accompagnare un pasto nella sua interezza.
Sappiamo bene che le peculiarità di ogni territorio, se adeguatamente
sfruttate, pagano; i successi dei nostri vini fermi ne sono la prova
tangibile. Anche i numeri di questa guida ci indicano una crescita del
movimento: 479 vini selezionati su oltre 1000 assaggi, in rappresentanza
di 230 aziende, dove dilagano la Lombardia leader del metodo classico
(187 etichette) ed il Veneto leader del metodo charmat (169 campioni);
ma è il Trentino a detenere il particolare primato della percentuale
di etichette premiate con le 5 sfere in rapporto a quelle presenti in
guida, niente male. I vini top sono risultati 16 di cui ben 7 Franciacorta,
quattro Trento doc, 3 prosecchi di Valdobbiadene e due chicche da Piemonte
e Puglia; 59 i vini selezionati per la rubrica Acquisto Attento dove
a farla da padrone, manco a dirlo, sono sempre Lombardia (Franciacorta
e Oltrepò Pavese su tutti) ed il Veneto, ma dove si possono trovare
ottimi prodotti anche dal resto dItalia, a conferma che la marcia
evolutiva di questo mercato avanza con decisione.
Bere Dolce 2007
Prezzo: € 20,00
Formato:15 x 24 cm
Pagine: 340
Extravergine 2007
Prezzo: € 29,00
Formato:14 x 21 cm
Pagine: 815
Bere Spumante 2007
Prezzo: € 20,00
Formato:15 x 24 cm
Pagine: 383
3 febbraio 2007 - Riccardo Brandi
in cima
Italia in tavola. Toscana
- Alessandro Molinari Pradelli
Tradizione o innovazione? Spume e sifoni o soffritto e ragù?
Questi dilemmi stanno attanagliando ormai da tempo gli appassionati
di cucina e i cultori della buona tavola. Vada come vada, per fortuna
rimane ancora viva la nostra cucina regionale, e a mantenerla attuale
contribuiscono libri come questo, ossia dei ricettari che, magari senza
foto ad effetto, oltre alle puntuali indicazioni di ingredienti e procedura,
danno quelle due (o più) righe di storia del piatto. Daltra
parte lautore, bolognese, ha potuto attingere dalla sua biblioteca
che conta oltre dodicimila volumi sulla cucina italiana e questo gli
ha consentito di scrivere un volume molto omogeneo, che si può
leggere con profitto anche se non si ha intenzione di andare ai fornelli,
solo per il gusto di riflettere sul perché del successo di certe
ricette classiche della nostra tradizione, o magari per confrontare
come zone diverse della regione trattano la stessa materia prima. Il
volume si apre con una introduzione sulla cucina italiana e toscana,
per passare (dopo una opportuna parentesi dedicata a come fare il pane)
allo snocciolare antipasti, salse e sughi, primi, secondi, contorni,
dolci e bevande, senza trascurare focacce e schiacciate, salumi e insaccati,
crostini e crostoni
Non sappiamo se questo libro, come recita la fascetta, sia il
più grande ricettario di cucina toscana mai pubblicato,
anche se non abbiamo motivo di dubitarlo. Ma al di là di questo,
la sua dote migliore, e che ne fa unopera assai godibile oltre
che utile, ci sembra la visione che riesce a dare di una cultura gastronomica
ricca e sfaccettata come quella toscana.
Alessandro Molinari Pradelli
Italia in tavola. Toscana
Emmebi Edizioni Firenze - 2006
Pagine 576 - 21,50€
Info: www.emmebiedizioni.it
26 febbraio 2007 - Riccardo Farchioni
in cima
Breviario dei Vini
2007 - A cura di Andrea Zanfi
Si
conferma pubblicazione di interesse il Breviario dei Vini
edizione 2007 della Carlo Cambi Editore di Poggibonsi (SI).
Dopo lesordio dello scorso anno, ritroviamo in questo nuovo numero
tutte le peculiarità che ci hanno fatto apprezzare la bontà
di questa guida: la praticità del suo formato tascabile, lattenzione
allaspetto economico con i suoi 8 € di prezzo, lintelligenza
del criterio di selezione dei vini proposti, laffidabilità
dei giudizi merito della professionalità dei collaboratori impegnati
nelle degustazioni degli oltre 2000 campioni, loriginalità
dellaccostamento ai 365 giorni dellanno, la varietà
di informazioni offerte in ogni pagina, non ultima linnovazione
della veste informatica con il concorso avviato anche questanno
sul sito www.breviariodeivini.it.
Insomma, lidea è piaciuta nel suo complesso; un progetto
brillante che cattura lattenzione del consumatore attento e appassionato
proprio per gli innumerevoli spunti proposti. Il vino partner del cibo.
Il vino nel suo habitat naturale: la tavola. Il vino di qualità
alla portata di tutte le tasche: non oltre 15 €. Il vino proposto
in termini semplici e comprensibili. Non ci stupisce che la cura di
Andrea Zanfi nel costruire questa guida e lattenzione della
Carlo Cambi Editore nel supportarla e proporla nel modo giusto, ne abbiano
rinnovato il successo.
Vi segnaliamo allinterno il consueto ordine di apparizione dei
vini rigorosamente alfabetico; la presenza di un solo vino per ogni
azienda produttrice, che viene di volta in volta presentata con una
breve ed efficace introduzione. Ogni scheda è ricca di informazioni
sulle tecniche di produzione, basi ampelografiche, dati numerici e abbinamenti
alle pietanze più indicate; non ultimo il prezzo di mercato verificato
in enoteca e lo spazio per annotazioni personali.
Tre diversi indici (per regione, per azienda e per vino) rendono di
facile individuazione le schede cercate; ed i vini presentati sono sempre
di qualità accertata, con uno sbarramento di ingresso fissato
in una valutazione non inferire a 84/100. Quattro pagine sono dedicate
anche alla spiegazione del sito correlato alla guida, dove è
possibile sentirsi protagonisti di questo progetto segnalando i vini
che nel nostro quotidiano ci hanno impressionato per qualità
e costi ovviamente contenuti. Anche questanno troviamo uno stimolo
in più grazie al concorso Gusta e Clicca, con cui votando il
vino preferito sul sito stesso del breviario www.breviariodeivini.it,
a patto di conservarne lo scontrino di acquisto, si può vincere
una Fiat Panda. Sono riportate le immagini del sito e le istruzioni
per accedere alle varie sezioni, così anche chi si accosta ad
internet ancora con qualche difficoltà può trovare un
valido aiuto consultando la guida stessa.
Insomma cè tutto, e ci sembra che la completezza di argomenti
che arricchiscono questo Breviario dei Vini sia un buon viatico a perpetrarne
il successo.
Breviario dei Vini 2007
A cura di Andrea Zanfi
Carlo Cambi Editore - 2007
Pagine 365 - 8€
Info: www.carlocambi.it
14 marzo 2007 - Riccardo Brandi
in cima
DOC Montescudaio
- Claudio Mollo
La
Toscana è piena di vini famosi e di DOC celebrate; ma, piuttosto
sorprendentemente, possiede ancora angoli poco sonosciuti e vini ancora
pienamente da scoprire. In questo senso, uno degli esempi più
calzanti è quello della DOC Montescudaio, che prende il nome
da un grazioso borgo nella parte meridionale della provincia di Pisa
che guarda al livornese, e che comprende anche i comuni di Guardistallo,
Casale Marittimo, Montecatini Val di Cecina, Riparbella,
Santa Luce e Castellina Marittima.
Una DOC nata giusto trentanni fa che, nella sua versione rossa
, possedeva un tempo un disciplinare ricalcato su quello del Chianti
(sangiovese in prevalenza con aggiunta di altri vitigni locali, anche
bianchi), ma che sulla spinta del successo dei vini di Bolgheri, basati
sulle uve internazionali, nel 1999 vide una riforma che, oltre a varare
le versioni Montescudaio Merlot e Cabernet, permise nella versione rosso
generosi complementi di cabernet sauvignon, merlot e syrah
alla principale uva toscana. Analogamente accadde per il bianco con
le categorie Chardonnay, Sauvignon e Vermentino. Una svolta per questa
realtà sembrò avvenire nel 1994, quando fu coinvolta nella
Strada del Vino Costa degli Etruschi, agganciandosi così al carro
bolgherese, anche se a tuttooggi sembra che i vantaggi non siano
stati pari alle attese.
Il libro scritto da Claudio Mollo, giornalista enogastronomico
di lunga esperienza, dopo aver descritto in dettaglio il disciplinare
della DOC, menziona i suoi maggiori interpreti, a cominciare
dalle famiglie Piccinini della Fattoria di Sorbaiano e
Surbone della Fattoria Poggio Gagliardo, che arrivarono
nel borgo toscano rispettivamente nel 1958 e 1968, aprendo la strada
ad altre importanti realtà arrivate in seguito, come ad esempio
il Castello del Terriccio del celebre Lupicaia, il Podere
La Regola, o Caiarossa con i suoi vini biodinamici.
Proseguendo nella lettura, il libro si dimostra ricchissimo di informazioni
extra vinicole e si avvicina al modello della guida turistica, con la
descrizione meticolosa dei piccoli centri del territorio, la loro storia,
le strade da percorrere per arrivarci, i loro palazzi e i monumenti.
A tal punto da diventare un contributo appassionato e un invito implicito
alla scoperta di questa Toscana minore.
Claudio Mollo
DOC Montescudaio - In viaggio tra borghi e vigneti della Val
di Cecina
Ali&no editrice - www.alienoeditrice.net
Pagine 114 - 10€
26 marzo 2007 - Riccardo Farchioni
in cima
Le Marche...
l'orto del vino - Andrea Zanfi
Giovedì
15 marzo nell'accogliente cornice della Beveria Mismas di viale
Pasubio a Milano si è tenuta la conferenza stampa di presentazione
del volume Le Marche... l'orto del vino, pubblicato da Carlo
Cambi Editore nella collana dei Grandi Vini d'Italia. Ne
è autore Andrea Zanfi, che si è avvalso del contributo
fotografico del siciliano Giò Martorana. Zanfi ha già
pubblicato nella stessa collana, e sempre con le foto di Martorana,
i volumi dedicati ai supertuscans, alla Sicilia, al Piemonte, al Friuli
e sta realizzando in questi mesi quello sul Veneto.
La collana dei Grandi Vini d'Italia, nelle parole dello stesso autore,
si propone di raccontare il mondo del vino italiano come in un viaggio
continuo: l'intento è di avvicinare il pubblico al vino con un
linguaggio che sia più lontano possibile dai tecnicismi talora
abusati. Per Zanfi sono due le chiavi d'accesso per la scoperta dell'Italia
enologica: da un lato le persone, ossia i vignaioli e gli imprenditori
agricoli portatori di storie, esperienze di vita e di umanità
e dall'altro le immagini, che colgono momenti, paesaggi, sensazioni
che vanno oltre il testo e lo arricchiscono con uno stile peculiare.
La realizzazione di ciascun volume è piuttosto articolata: Zanfi
seleziona a monte circa 150 produttori, poi inizia l'indagine "sul
campo", che lo coinvolge insieme con Martorana in un viaggio di
parecchi mesi alla scoperta delle persone, dei luoghi e dei vini.
"Nel libro - dice Martorana - non troverete mai la foto di un produttore
davanti alle barriques con in mano il bicchiere di vino. Non è
così che si racconta il mondo del vino. Troverete piuttosto terre,
campi di fiori, persone... è questo che ci interessa, non la
banalità"
Le Marche, l'unica regione italiana al plurale. Non esiste una sola
chiave di lettura per inquadrare questa parte seppur piccola d'Italia.
Esistono tante Marche, tanti "orti". Zanfi ha posto l'accento
su questo aspetto di molteplicità di territori della regione,
che è al tempo stesso positivo e negativo. Positivo perché
ricco di differenze di territori, di paesaggi, e quindi ricco di storia.
Negativo perché la frammentazione così accentuata non
giova alla spinta verso la promozione all'esterno, non riesce a far
leva (tranne alcune eccezioni come l'associazione di produttori Assivip)
sullo spirito di aggregazione.
La dinamica produttiva del vino marchigiano è emblematica: dal
2002 al 2005, secondo Zanchi, la crescita qualitativa è stata
enorme. Perché? Il libro dà una risposta: fino alla fine
degli anni '90 la regione era un grande produttore di vini da vendere
"a cisterne" per tagliare i toscani, i veneti, i piemontesi.
La crisi del 2002 è servita a dare una scossa: il vino invenduto
rimasto nelle cantine ha spronato i produttori marchigiani a imbottigliare
per conto proprio, puntando a elevare notevolmente la qualità
dei vini. Si tratta di un processo ancora in rapida evoluzione, che
secondo l'autore darà esiti sorprendenti nei prossimi anni (soprattutto
nel Conero e nell'ascolano) grazie alla crescita dei nuovi vigneti e
al perfezionamento delle tecniche di cantina.
Dopo le Marche, per Zanfi sarà la volta del volume dedicato
al Veneto, poi toccherà a Lombardia Campania, Puglia, Sardegna,
Trentino Alto-Adige... I riconoscimenti per i volumi precedenti non
mancano: a Kuala Lumpur, nel 2006 la collana dei Grandi Vini d'Italia
è stata premiata come miglior collana al mondo dedicata al vino,
così come il volume sulla Sicilia è stato premiato in
Svezia come miglior libro dedicato al vino. Un successo internazionale
favorito dal fatto che questi volumi sono pubblicati anche in lingua
inglese.
A corollario della conferenza stampa l'Assivip e l'Enoteca di Jesi
hanno allestito un banco d'assaggio di prodotti tipici e di vini marchigiani,
con una ricca selezione di etichette che spaziavano dal verdicchio (dei
castelli di Jesi e di Matelica) alla vernaccia di Serrapetrona, ai piacevolissimi
e fruttati lacrima di Morro d'Alba, ai generosi rossi piceni, ai grandi
rosso Conero, fino ai passiti.
Alcuni riferimenti:
Carlo Cambi Editore: www.carlocambieditore.it info@carlocambieditore.it
Assivip: www.assivip.it info@assivip.it
Enoteca di Jesi: via F. Conti, 5 Jesi (0731 213386) enoteca.jesi@libero.it
Beveria Mismas: Viale Pasubio, 3 Milano (02 29014282) www.mismasmilano.it
Le Marche ... l'orto del vino
Andrea Zanfi, foto di Giò Martorana
Carlo Cambi Editore - 2007
Pagine 324 - 70€
Info: www.carlocambi.it
4 aprile 2007 - Paolo Rossi
in cima
Finger Food - Viviana
Lapertosa
Il
vento che smuove tutto, ma non fa dimenticare le passioni. Alla mia
terra, al mio mare, al mio cibo
Queste le parole che Viviana Lapertosa ci ha dedicato nella nostra
personalissima copia del suo lavoro editoriale: Finger Food - 120 ricette
da mangiare in un boccone. Presentato lo scorso 21 maggio alla Città
del Gusto in Roma, con la consueta impeccabile organizzazione Gambero
Rosso e lintroduzione di Laura Mantovano (direttore editoriale
libri del GR), in una serata vestita di festa, questo ricettario del
tutto particolare ci ha consentito anzitutto di conoscere meglio la
sua speciale autrice. Nata nel 1972 a Brindisi, meridionale verace e
passionale vera, si laurea in Storia del Cinema allUniversità
di Bologna con una tesi su Cinema e cibo che diventa poi
un libro (edito da Lindau): Dalla fame allabbondanza. Gli italiani
e il cibo nel cinema italiano dal dopoguerra a oggi.
Scelta la passione più divorante, la cucina, Viviana
si iscrive al primo Master in Comunicazione e Giornalismo Enogastronomico
del Gambero Rosso ed entra nel mondo della gastronomia e della ristorazione,
ma da questultimo ambiente trae lo stimolo per calzare il cappello
da cuoco e si iscrive così anche ad un corso professionale per
cuochi (sempre GR) dopo il quale finalmente trova la sua strada.
In
realtà trova una dimensione ed un mezzo per coniugare al meglio
le tradizioni che si porta radicate dalla sua terra e dalla sua famiglia,
con le innumerevoli idee che la lunga formazione ed il carattere decisamente
mediterraneo le consentono di concepire. Una donna estremamente solare
che si divide fra i locali che recensisce, i corsi di cucina presso
lo showroom di Como (città dove vive), la redazione del GR, il
suo negozio di Pesaro (spero di ricordare la città giusta, non
me ne voglia Viviana), ma anche una donna itinerante tra le cucine di
chi richiede le sue prestazioni di cuoca a domicilio.
Molteplici attività per un personaggio discreto e poliedrico
che ama definirsi, omaggio al suo cinema preferito, la cuoca della porta
accanto (un espressione divenuta ormai un sito www.lacuocadellaportaaccanto.com
completo e ben costruito); insomma, una cuoca che si cimenta, con questa
raccolta di ricette, in un lavoro per nulla stereotipato. Finger Food,
ossia monoporzioni da mangiare con le dita o in un sol boccone, trasponendo
con fantasia le ricette più semplici del nostro costume, quelle
un po più complesse o altre che utilizzano ingredienti
più esotici o passaggi più articolati, consumando così
piccoli peccati di vanità culinaria, ma abbracciando un spettro
assai ampio del panorama gastronomico.
Unidea
interessante che a nostro giudizio traduce in termini di attualità
il modo di interpretare e consumare il cibo, in genere associato ad
un uso più tradizionale e austero. A tal fine si sfruttano le
più impensate opportunità per ricavare da oggetti di tutti
i giorni o dagli ingredienti stessi i piccoli contenitori adatti a presentare
le mini-pietanze; certo ci sono strumenti aiuta-cuoco che oggi possono
facilmente essere reperiti sul mercato, ma farne a meno è solo
esercizio di creatività. Così assieme al cibo divengono
co-protagonisti anche forchettine, bicchierini, cucchiaini, stoviglie
moderne, foglie di limone, fette di cipolla, gusci di ricci o cozze,
il tutto in una rappresentazione di food-design che appaga locchio
prima di impossessarsi di palato e papille.
Ci sono piaciute le ricette, alcune le abbiamo gustosamente provate
proprio alla presentazione, ma ci piace anche come vengono presentate,
lasciando percepibile la sensazione di essere in grado di riprodurle
con facilità (ah, fosse vero!). Ci sono piaciuti particolarmente
anche i commenti che accompagnano quasi tutte le 120 ricette, dando
una chiave di lettura del piatto stesso, degli ingredienti che lo compongono
o delle origini di quella particolare pietanza, regalano così
anche aneddoti rivelatori e simpatici sulla vita dellautrice.
Bellissime e giustamente riconosciute da Viviana stessa come fondamentali
per la riuscita del libro, sono le fotografie che inquadrano i piccoli
capolavori di minicucina. Un libro dunque ampiamente illustrato con
luso sapiente dellobiettivo di Luca Bartolomei cui va il
nostro apprezzamento per aver saputo cogliere al meglio ogni dettaglio,
favorendo il lettore con una visione accurata e intensa delle pietanze,
un vero invito a provarle.
In conclusione una pubblicazione molto ben realizzata e sopratutto molto
ben pensata, frutto dellestro e della versatilità di una
cuoca che come tutti noi, dopo aver mangiato di gusto, ama leccarsi
le dita.
Viviana Lapertosa
Finger Food
120 ricette da mangiare in un boccone
Ed. Gambero Rosso - GRH SpA
Pagine: 207
Formato: 19,5 x2 4
Prezzo: €16.00
Riccardo Brandi - 6 giugno 2007
in cima
Le vie dei sensi - Lucia
Morello
E'
ormai un fatto assodato che si va al ristorante non solo per sfamarsi.
Ci si va anche per quello, naturalmente, e per mangiare, possibilmente
bene. Ma ormai ci si va anche perché i ristoranti consentono
di provare delle sensazioni (nei casi fortunati delle emozioni) e anche
di modularle a seconda del luogo, ottenendo diversi suoni come dagli
strumenti di una orchestra. Ci si può illudere di ritrovare delle
atmosfere popolari perdute nelle osterie alla buona, ci si può
sentire moderni ed innovativi in certi ristoranti con architetture spinte,
si può sognare di essere principi o marchesi per una sera, serviti
e riveriti negli ambienti sfarzosi di un ristorante di lusso. Per non
parlare poi della cucina, sempre di più un concentrato di spazio
e tempo, di pensiero e tecnica, di passato, presente e futuro.
Tutto ciò può essere provato a piccole dosi oppure,
se si è dotati di passione e di un lavoro che comporti continui
spostamenti, può diventare una trama sotterranea della propria
vita, punteggiando gioie e infelicità, successi e delusioni.
E' quello che è successo a Lucia Morello, giornalista,
per molti anni al seguito delle corse motociclistiche ai massimi livelli
e quindi condannata (o promossa) ad una vita nomade. Come accade spesso,
arrivati al giro di boa degli "anta" si fanno i primi bilanci,
come si dice, e si prova a comporre i ricordi in un quadro che possa
risultare coerente. E poi, se si ha una buona dose di voglia di raccontarsi,
come in questo caso, ne viene fuori un libro. Un libro in cui le emozioni
e le sensazioni, come si diceva all'inizio, sono scandite dalle visite
ai ristoranti, da quelli celebrati come Sissi di Merano a quelli
più sconosciuti, dai forni storici di Milano alla pizzeria californiana,
al posto che si annida nel profondo del cuore, ossia la Cantina Santa
Giustina di Salò (che, come paventava l'autrice, ha cambiato
gestione).
E qui il raccontarsi avviene in modo spontaneo, mettendo in luce senza
veli le proprie soddisfazioni di una vita ricca ma anche la tristezza
dei momenti bui. Lo stile del periodare è ritmato, con l'uso
frequente di frasi di una sola parola, e il racconto dei ristoranti
non è mai dottorale ma emozionale, con un linguaggio che ha il
pregio di non scadere mai nel gergale. E quale può essere modo
migliore per suggellare la sua opera, per una appassionata così viscerale, se non il racconto di un'ora trascorsa insieme nientepopodimento
che a Ferran Adrià, genio catalano della cucina contemporanea?
Il ritratto che ne viene fuori è quello di un personaggio franco
e diretto, allergico ai luoghi comuni e capace di stupire con piccole
provocazioni.
Divertono in un libro piacevole e interessante le sempre carine e ben
scelte citazioni che aprono i capitoli: peccato per un piccolo scivolone
che riguarda proprio l'amata Spagna, quando il Vázquez di Manuel
Vázquez Montalbán, che dio l'abbia in gloria, diventa
Velasquez (neanche fosse il pittore, che infatti si chiama Velázquez).
Lucia Morello
Le vie dei sensi
Viaggi enogastronomici di una pasionaria nei luoghi delle memoria e
dialogo con Ferran Adrià
ARPANet, Milano - www.arpanet.org - 2004
Pagine: 146
Prezzo: €15
1 luglio 2007 - Riccardo Farchioni
in cima
Pappa&Ciccia 2007,
Ricette della montagna fiorentina, Le parole del vino, Brunello di Montalcino
- Leonardo Romanelli
La
recensione simultanea di quattro libri può sorprendere solo chi
non ne conosca lautore, Leonardo Romanelli, quarantaquattrenne
fiorentino, quanto mai prolifico in attività ed in opere. Per
sintetizzare al massimo: già fiduciario Slow Food a Firenze,
collabora per la guida Vini dItalia del Gambero Rosso-Slow Food
(dove partecipa alle selezioni finali per lassegnazione dei famosi
tre bicchieri) e con quella dei ristoranti de Lespresso,
dove è responsabile per la Toscana; scrive per lUnità;
si ascolta in radio e appare in tre o quattro canali televisivi, è
direttore della rivista Gola Gioconda, insegna in un istituto alberghiero
dove gli è capitato pochi giorni fa di giudicare un marchesiano Risotto con la foglia d'oro preparato da uno studente per lesame
di maturità
e sicuramente stiamo dimenticando qualcosa.
Il tutto, vissuto con ladrenalina al massimo ma anche con leggerezza,
senza la cupezza che spesso (e sorprendentemente) contraddistingue lambiente
di chi si occupa di enogastronomia.
Pappa&Ciccia 2007. Chi è fiorentino fino alle midolla,
ed enogastronomo di professione, non poteva non cimentarsi nel passare
al setaccio la propria città (e dintorni) alla ricerca dei luoghi
del mangiar bene, dai ristoranti blasonati alle enoteche, fino alle
osterie. Ecco dunque questa guida che più pratica non si può:
breve scheda, orari, prezzi, linee dellautobus per arrivare; e
poi, una ricca simbologia per indicare se si tratta di un ristorante
di alto livello, se è ideale per un pranzo veloce, se esprime
una cucina etnica, se ha proposte per vegetariani
Suggerimenti,
conferme, critiche ed eventuali sconfessioni sono beneaccette sul sito
http://pappaeciccia.golagioconda.it
Ricette della montagna fiorentina. Il versante fiorentino dellAppennino
tosco-emiliano offre alla tavola numerosi prodotti di grande carattere:
dai vini Chianti Rufina e Pomino, a insaccati quali il Bardiccio (ottenuto
utilizzando anche le parti povere della macellazione), al marrone IGP,
i ceci rosa, i fagioli zolfini, naturalmente i funghi, la Pesca Regina
di Londa
. Essi costituiscono la solida nervatura di
una cucina di lunga tradizione, e giocano dunque un ruolo pesante nei
piatti di questo ricettario, dai caposaldi ormai pressoché scomparsi
dai menu dei ristoranti (vedi il Cinghiale in dolce forte), a quelli
che richiamano antiche usanze (come la decisa presenza delle spezie,
nella Vellutata di pollo con pistilli di zafferano); ma soprattutto
nelle ricette che, pensate oggi, li combinano in modo logico (vedi il
Bardiccio in umido con ceci rosa) o li inseriscono entro proposte più
modaiole come lInsalata calda di fagioli zolfini su
crostone al lardo. Il tutto spiegato in modo da essere riproducibile
grazie ai consigli-chiave di chi, come detto, nella didattica della
cucina è impegnato da sempre.
Le parole del vino. E a proposito di didattica, questo piccolo
volume riesce a condensare in pochissimo spazio la storia del vino nella
nostra civiltà dalle origini al crollo delle Torri Gemelle, a
dare dei chiari cenni di viticoltura ed enologia, a fornire (naturalmente)
una guida pratica alla degustazione e le nozioni alla base dellabbinamento
vino-cibo. Il volume si chiude con un breve glossario.
Brunello di Montalcino. Ma, dopo aver appreso i preliminari,
bisogna anche acquisire gli elementi di una più profonda cultura
del vino. Per esempio, non ci si può far cogliere impreparati
non conoscendo le informazioni basilari sul Brunello di Montalcino.
Esso è sicuramente uno dei più grandi vini del mondo,
straordinario rosso elegante e prezioso, come recita il sottotitolo,
ed è comunque arrivato ad essere uno status symbol,
osannato (e assai importato) negli USA, tanto che Wine Spectator ha
addirittura piazzato questanno il Tenuta Nuova 2001 di
Casanova di Neri al primo posto fra i vini di tutto il mondo.
Di Montalcino si parla per secoli, anche se per riferirsi al Moscadello,
piacevole vino dolce. Tuttavia, spulciando bene qua e là spuntano
delle testimonianze di segno diverso: nel 1553, durante un assedio dellesercito
spagnolo pare che il maresciallo Blaise di Montluc si frizionasse
il viso con un boccale di rozzentissimo et sapido vino rosso
per sembrare meno pallido e incoraggiare le truppe. Poi, nel 1777, le
cronache che descrivono la visita del granduca di Toscana Pietro
Leopoldo riportano che nel borgo si fa un buon vino che
si conserva ed un ottimo Moscadello. Ma nel 1866 una relazione
al Comizio Agrario dipinse in modo deprimente la viticoltura ilcinese,
e questo spronò Clemente Santi e Giuseppe Anghirelli
a insistere perché venissero effettuate ricerche incisive sulle
uve presenti nelle vigne; alla fine di un lungo percorso, nel 1865 venne
vinificato il sangiovese locale in purezza dallo stesso
Clemente Santi e da Tito Costanti, in anticipo di un secolo sulle
altre zone della Toscana e con risultati non disprezzabili. Poi, pian
piano, si compì lascesa nella scala della qualità
grazie alla opera straordinaria della famiglia Biondi Santi,
che fu suggellata dalla fondazione nel 1967 del Consorzio di Tutela,
e dallottenimento nel 1980 della DOCG. Arrivò poi la famiglia
Mariani che con il suo Castello Banfi rivoluzionò
il panorama della produzione, trascinando sulla propria scia i pionieri
dei Brunello che oggi sono sugli scudi, a loro volta emulati da seguaci
sempre più numerosi (basi pensare alle superfici vitate: dai
63 ettari del 1967 ai quasi 2000 del 2004). Non manca, nel volume, una
descrizione dettagliata del territorio (a partire dai famosi versanti
che danno solitamente una prima indicazione sulle caratteristiche del
Brunello), e la spiegazione del perché è tanto privilegiato
nellespressione del sangiovese in purezza. Chiudono i consigli
su come si degusta, informazioni sugli altri vini del territorio e qualche
ricetta tipica.
Testi a cura di Leonardo Romanelli
Ricette della montagna fiorentina
Una tavola da scoprire
ASKA edizioni - 2006
Pagine: 62
Prezzo: €5
Leonardo Romanelli
Pappa&Ciccia 2007
Guida ai luoghi del mangiar bene di Firenze e dintorni
Edizioni AIDA, Firenze - www.aidanet.com
Pagine: 122
Prezzo: €6.50
Leonardo Romanelli, in collaborazione con Marco Ghelfi
Le parole del vino
Guida allegra e leggera alla degustazione
Edizioni AIDA, Firenze - www.aidanet.com
Pagine: 50
Prezzo: €6
Leonardo Romanelli
Brunello di Montalcino
Uno dei più grandi vini del mondo, straordinario rosso elegante
e prezioso
Nardini Editore, Firenze - www.nardinieditore.it
Pagine: 122
Prezzo: €12
11 luglio 2007 - Riccardo Farchioni
in cima
Un libro per l'estate: Giallo
su giallo di Gianni Mura
Luglio,
tempo di Tour de France. Per molti è tempo di riposo, di distrazione
per la mente. E dal giallo dei campi secchi al giallo della corsa ciclistica
per eccellenza la tonalità può virare anche sul giallo
di una serie di omicidi su cui far luce. Specie se il Tour in questione
- purtroppo come quest'anno, o come l'anno scorso, non regalano grandi
emozioni. E allora basta concedersi il lusso di abbassare un po' il
volume della televisione, lasciare le voci di Cassani e Bulbarelli come
un piacevole sottofondo, e immergersi nella lettura di questo Giallo
su giallo, il primo romanzo del giornalista-gourmet Gianni Mura.
Ambientato nell'anno dell'ultima vittoria del dominatore Armstrong,
il 2005, ma con la singolare scelta di cambiare i nomi dei protagonisti
della corsa - che comunque rimangono riconoscibilissimi - il libro si
sviluppa su una interessante corsa parallela tra realtà e finzione.
Reali sono (a parte i nomi) i ciclisti, reali e storicizzate sono le
tappe percorse, realissimo è il protagonista, Gianni Mura stesso,
impegnato nel suo vero mestiere, inviato di Repubblica al Tour. Ma proprio
poco prima dell'inizio della corsa Mura si trova improvvisamente coinvolto
in una torbida storia di sangue. Un strano omicidio viene compiuto davanti
alla sua porta d'albergo, e il barbuto giornalista diventa il sospettato
numero uno di una storia che vedrà altro sangue spargersi sulle
strade del Tour.
Giallo Tour de France, con i suoi ciclisti affannati dietro una maglia
gialla inattaccabile, di un ciclismo che si sente al termine di un'era
e che percepisce i presagi di quello che sarà il clima del dopo-tiranno
Armstrong, il ciclismo di oggi. Giallo di una classica storia dove un
ipotetico serial killer si diverte a giocare al gatto col topo con le
sue vittime, lasciando gialli post-it sulla scena di ogni delitto.
Il giallo sembrerebbe così dominare su tutti gli altri colori.
Ma Mura è bravo a "metterci del suo" e va oltre il
giallo. Mette dentro ciò che realmente i suoi occhi, i suoi sensi
hanno raccolto della Francia in tanti anni di frequentazione. E allora
sono meravigliosi i colori che suscita descrivendo le vie secondarie
della Grande Boucle, la Francia dei piccoli centri e dei piccoli alberghi,
la storia del Tour ritessuta in svariati ricordi... Bellissimo e toccante
per esempio il racconto di quel giorno del Tour 1967, venerdì
13 luglio, quando Simpson morì in un pomeriggio tremendo sul
Mont Ventoux.
Bellissimi i profumi e i sapori che Mura sa evocare. La Francia è
una musa per lui: quando parla di cibo la sua scrittura si fa più
felice. Imperdibile l'episodio dell'arrivo presso un ristorantino di
provincia del sud:
-Vi va un'omelette con i nostri funghi porcini?
-Splendido. Non ci metta aglio, per favore.
-Ma l'aglio ci vuole, con i funghi.
-Lo so, il guaio è che sono allergico. Basta un pezzettino e
bisogna chiamare l'ambulanza.
Non è vero, però si convince. C'è aria di Provenza
e in Provenza se non li freni mettono aglio dappertutto.
Si parla di vino e di pane, tra un omicidio e l'altro, tra un arrivo
di tappa e una trasferta. E si parla del cassoulet. Piatto mitico
della cucina occitana, spiegato e descritto in modo irresistibile nelle
sue tre varianti principali: di Castelnaudary, di Carcassonne, di Tolosa,
fino ad arrivare alla parentela con la cassoeula milanese.
E via con gli abbinamenti enologici.
La scrittura a volte non sembra quella di un giallista consumato, si
percepisce uno stile ancora da mettere a registro, così come
la gestione dei tempi narrativi a volte appare perfezionabile. Ma figure
come quella dell'ispettore Magrite sono davvero azzeccate, che si tengono
bene in piedi fin dalla prima apparizione, e che, speriamo, tornino
a breve in un prossimo giallo di Mura. Anche perché, diciamocelo,
il Tour di quest'anno avrà sicuramente lasciato tempo e modo
al giornalista di pensare, di annusare, di percorrere la Francia senza
richiedergli sforzi di concentrazione eccessivi. Gli anni di Pantani
sembrano ormai lontanissimi...
Gianni Mura
Giallo su giallo
Feltrinelli Editore
Pagine 232 - 14€
26 luglio 2007 - Paolo Rossi
in cima
Tacuinum histrionis -
I comici dell'arte alla tavola del re, di Francesca Bizzarri
Il
seicento è il secolo in cui Cartesio fonda la filosofia moderna
e Galileo la scienza come la intendiamo oggi; è il secolo dellassolutismo,
è il siglo de oro spagnolo. LItalia con il Barocco rimette
per la terza volta (almeno) gli europei sui banchi di scuola, ma nel
contempo vede la sua cultura gastronomica arenarsi sulle sabbie di una
tradizione rinascimentale ormai stanca, che esaurita la sua spinta
propulsiva passa il testimone ad un nuovo astro: la cucina francese.
Quello che accadde, sintetizzando con Capatti e Montanari (La cucina
italiana, Laterza 1999) è che il rinnovamento gastronomico
francese del XVII secolo si basò [
] sul rifiuto dellartificio
e delle combinazioni agrodolci, il drastico ridimensionamento delle
spezie, linvenzione delle salse a base grassa anziché acida,
la ricerca di sapori naturali.
Ma il 600 è anche il secolo della Commedia dellArte,
quella forma di teatro popolare e spontaneo che costituì una
reazione allingessato teatro di corte. Il suo successo fece sì
che le compagnie diventarono in breve tempo numerosissime e viaggiarono
per lEuropa a costo di fatiche e sacrifici immensi. In Francia
ebbero particolare successo e dettero luogo ad un vero e proprio teatro
stabile, quello des italiens. La compagnia dei Gelosi,
una delle più importanti, annoverò fra le sue fila una
primadonna, Isabella Andreini, che fu una vera e
propria diva del tempo; e Tiberio Fiorilli, in arte Scaramouche,
ebbe l'onore di essere servito a tavola nientepopodimeno che da Luigi
XIV.
Ed è proprio lintreccio fra la storia del teatro e quella
della cucina la chiave di volta di questo libro. È scritto da
una giornalista che ha una lunga consuetudine sia con luna che
con laltra e che ci fa vedere, attraverso quella lente particolare
che era la fame dei nostri commedianti, cosa stava accadendo nel panorama
gastronomico del tempo. Un libro che con naturalezza e senza toni dottorali
offre una non comune densità di contenuti e di informazioni,
ma non solo: per chi volesse passare dalla teoria alla pratica e rivivere
oggi ciò che piaceva allora calandosi nella pratica dei fornelli,
vi è una scelta di ricette di Antonio Latini, lo scalco
per eccellenza, e di piatti che presumibilmente eseguì il francese
Vatel, che si suicidò quando temette di perdere il suo
onore di cuoco. Il tutto opportunamente interpretato ed attualizzato.
Francesca Bizzarri
Tacuinum histrionis - I comici dell'arte alla tavola del re
ali&no editrice - www.alienoeditrice.net - 2007
Pagine 117 - 12€
16 ottobre 2007 - Riccardo Farchioni
in cima
Di bocca in bocca - Storie e curiosità sul cibo, di Giacinta d'Agostino
Negli ultimi anni tutto ciò che concerne il cibo ha attratto sempre più attenzione, e in modo per così dire "concentrico". C'è chi si è reso finalmente conto che non assaporava qualcosa di che assomigliasse a quanto dichiarato in etichetta; c'è chi si è spaventato dai numerosi scandali a sfondo alimentare e, pur non coltivando nessun edonismo del gusto, ha avuto "banalmente" paura per la sua salute. C'è chi è stato sedotto da un "ritorno alle origini", alle tradizioni, alla cultura locale opposta al magma globale che ci investe da tutte le direzioni, che ci sprovincializza ma rischia anche di farci perdere le radici. Quindi grande ritorno di interesse per l'agricoltura, ma anche per le nuove acquisizioni scientifiche sulle capacità addirittura curative dei cibi di qualità.
Questo di Giacinta d'Agostino, giornalista enogastronomica "sul campo" (del resto proviene dal giornalismo d'inchiesta) sembra dopo tutto, nelle dimensioni, un "libretto"; e tanto più si rimane impressionati dalla sua densità di contenuti, al punto tale che in alcune pagine si avverte in modo palpabile la fretta di dare più informazioni possibile, evitando vaghe formule modaiole ma al contrario rimanendo sul terreno di una encomiabile concretezza. Dunque accanto ai quadri dettagliati delle proprietà, per esempio, di pasta, riso, olio d'oliva, sulle usanze di Natale o sull'estetica del piatto, ci si può imbattere (solo per citare qua e là) nelle meticolose informazioni riguardanti le tipologie delle reti da pesca, su tutti i benefici che si posso trarre da uva, vino e birra, non solo sul gelato ma anche sulla tortuosa e controversa origine dell'uso del cono di cialda dove da un certo punto in poi si iniziò a consumarlo. E si apprende che Michel di Notre-Dame (ossia Nostradamus) si dilettò anche di materia gastronomica scrivendo un trattato su... ma questo lo lasciamo alla curiosità del lettore.
Una lettura, quella di "Di bocca in bocca" che ci rende assai più consapevoli e anche più "ferrati", dunque pronti a smascherare i tanti luoghi comuni sull'argomento enogastronomia; luoghi comuni che accompagnano sempre i movimenti di costume o, se si vuole, le mode.
Giacinta d'Agostino
Di bocca in bocca - Storie e curiosità sul cibo
FN Editrice - www.terranauta.it - 2007
Pagine 146 - 18€
25 novembre 2007 - Riccardo Farchioni
in cima