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23-29 Luglio |
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I TITOLI
Locri. Amministratori e tecnici a confronto sul progetto di turismo enogastronomico. La "strada del vino" nelle terre del Bianco e del Greco Enzo Romeo LOCRI - Un nome originale, indicativo di un ambizioso programma che consenta lo sviluppo del turismo enogastronomico. "La strada del vino" è il titolo riassuntivo di un progetto proposto dal sindaco di Bianco Antonio Scordino, sostenuto da gli altri primi cittadini del comprensorio, oggetto di un appuntamento - a metà tra convegno e riunione operativa - che ha visto a confronto, ieri pomeriggio, a palazzo Nieddu Del Rio di Locri, manager, politici, rappresentanti istituzionali e di associazioni e ovviamente imprenditori. Un'idea tutt'altro che banale, il cui scopo non è solo quello di programmare lo sviluppo delle imprese che investiranno nel settore enogastronomico, ma di arrivare a una complessiva valorizzazione delle cose di Calabria, di cui si possono cogliere espressioni nei sapori, come nel vasto - e non ancora del tutto valorizzato - patrimonio dei beni culturali. Partire da elementi solo apparentemente semplici e giungere a risultati di prestigio è dunque la filosofia posta alla base di questa idea. La Locride è indubbiamente terra di vini. Si pensi al vino Greco e al Mantonico di Bianco, come al Greco di Bivongi e al Mantonico di Palizzi: tutti prodotti impostisi, anche se con fatica, all'attenzione degli esperti, e inseriti nelle migliori guide enologiche. Un più che valido punto di partenza per avanzare una proposta di ampia portata. Considerata nella sua accezione più semplice, l'espressione "La strada del vino" è dunque di grande pregnanza e significato. Il nome scelto è stato ben meditato, allo scopo di riassumere gli obiettivi che si intendono perseguire, in modo ampio ma vario e articolato. Una volta messe a punto la strategia complessiva, si delineeranno chiaramente i meccanismi che si pensa di innescare, per giungere alla valorizzazione delle molte culture presenti nel comprensorio. Insomma un percorso ideale, tra geografia e storia, economia, arte e tradizioni, capace di stimolare inizialmente la curiosità della gente e del potenziale visitatore. "Siamo consapevoli - dice Scordino - del fatto che il nostro territorio ha enormi potenzialità, quasi del tutto non sfruttate. Un atteggiamento negativo che comporta ulteriori danni, che si aggiungono a quelli già conosciuti. "La strada del vino" vuole essere di certo un'occasione di stimolo, ma anche lo strumento di riferimento per progettare nero su bianco, partendo dalla nostra cultura enogastronomica, lo sviluppo economico del territorio. Non ha questo progetto il carattere dell'esclusività, ma riteniamo che anche dal settore del quale ci stiamo interessando possano giungere proposte molto serie". (La Gazzetta del Sud, 27/7/2000) Domani
a Torino due incontri. Da sciogliere il nodo dei 120 mila ettolitri di
eccedenze dello scorso anno. Moscato, si tratta in Regione. Il Consorzio:
"L'accordo si può fare"
Il sì in Commissione. Flavescenza dorata. La Camera approva gli aiuti ai viticoltori
Il maltempo ha costretto i viticoltori a svolgere lavori straordinari. Uva, costi di produzione in salita. Saranno più cari i vini del nuovo millennio? Se contassero le ore spese fra i filari quest'anno dai viticoltori, il vino dell'annata 2000 dovrebbe avere un prezzo superiore del 25% rispetto ad un'annata normale. Perchè questa si profila come un'annata straordinaria. Primavera siccitosa, estate piovoso, e lavori "straordinari" per i viticoltori. Per l'andamento climatico sfavorevole i pregiati vigneti dell'Astigiano hanno dovuto combattere contro i rischi di infezioni fungine e i viticoltori sono intervenuti con appropriati trattamenti. Soprattutto nell'Astigiano, dove per garantire una produzione compatibile con l'ambiente, si utilizzano prodotti naturali, come il rame e lo zolfo, i produttori di uva hanno dovuto ripetutamente "assistere" le uve e "uscire" con i loro trattori sui vigneti. "Un aumento di costi che, a questo punto dell'annata, possiamo già quantificare - sottolinea Ernesto Novara, viticoltore di Cantarana - in almeno il 20% in più delle spese sostenute nel corso di un'annata con piogge e sole regolari". La qualità e la quantità delle uve, salvo dove si sono registrate grandinate, grazie alla perizia dei viticoltori e alla capillare organizzazione di assistenza tecnica, sono comunque molto buone. "Sì - sottolinea Piero Bosca, tecnico Coldiretti specialista della vite - abbiamo avuto molto lavoro, ma l'annata 2000 promette bene. Se ad agosto avremo belle giornate di sole si prospetta una vendemmia con ottime uve e in quantità buona". L'aggravio dei costi di produzione è anche dovuto agli interventi preventivi sulla flavescenza dorata, una preoccupante malattia della vite, di cui il Ministero ha predisposto la lotta obbligatoria. "L'anno scorso - spiega Ernesto Novara - dalle mie uve barbera ho ricavato in media mille lire al chilogrammo, per avere un piccolo margine di profitto, quest'anno dovrei incassare almeno 200 lire in più". Una prerogativa legittima, ma non scontata, che vedrà i viticoltori impegnati nelle contrattazioni con le cantine e loro i mediatori di uve, prima della vendemmia. Fare il viticoltore per altro è un mestiere difficile, considerando però l'alto prestigio conquistato dai vini astigiani in questi ultimi anni, chi ha lavorato con professionalità e competenza si vedrà sicuramente premiare l'alta qualità delle sue uve. E il suo lavoro straordinario dell'annata 2000.
Fallita in Camera di Commercio ad Alba anche la mediazione sulle barbere. Dolcetti, niente intesa sui prezzi. Mercato troppo incerto per pensare al futuro Giuseppina Fiori ALBA Nessun accordo sui prezzi delle uve dolcetto e barbera d'Alba doc. Dopo l'intesa verbale raggiunta pochi giorni fa per le uve Roero arneis doc (è stato stabilito il prezzo indicativo non vincolante di 15 mila lire al miriagrammo per la vendemmia 2000) è stata tentata una mediazione anche per dolcetti e barbere, senza ottenere alcun risultato. La riunione tenutasi ieri mattina alla filiale di Alba della Camera di commercio si è conclusa con nulla di fatto. Il discorso è stato lasciato cadere ed al momento non è previsto nessun altro incontro in materia. All'incontro (come già era avvenuto per l'arneis) erano presenti i rappresentanti delle organizzazioni agricole (Coldiretti, Unione Agricoltori, Cia), del Consorzio di tutela vini, delle aziende interessate all'acquisto delle uve e i produttori. Il confronto è stato presieduto da Gigi Rosso, presidente della Consulta vitivinicola. Tra le ragioni addotte per non giungere ad un accordo (benché verbale e non vincolante) ci sarebbe l'attuale incertezza sul mercato del vino. Le aziende compratrici non hanno voluto prendere impegni, se non quello generico di essere disposte a premiare la qualità. Le uve dolcetto nella doc di Alba l'anno scorso erano state pagate al prezzo medio di 12 mila lire al miriagrammo. Quelle di Diano, Dogliani e Langhe Monregalesi, 14 mila lire. Le uve barbera d'Alba doc nel '99 avevano spuntato il prezzo medio di 12.500 lire al miriagrammo. Tra i vini albesi, ad avere qualche difficoltà di mercato è il dolcetto, il barbera, invece, è stato rivalutato molto negli ultimi anni. (La Stampa, 25/7/2000) di LUIGI JOVINO Se il vignaiolo promuove il territorio. I trionfi targati barolo sono decisivi per tutte le colline Luca Ferrua BAROLO Chi ha detto che i produttori di vino non fanno abbastanza per il territorio? La vecchia polemica sull'ingratitudine del vignaiolo fa parte di un recente passato. Non per merito di una coscienza collettiva della categoria, ma per quanto fatto da alcune aziende capaci di promuovere al meglio le loro etichette, stimolando i turisti di tutto il mondo ad andare a scoprire dove nascono barolo e barbaresco con quello spirito di rispetto e quella fame di cultura di chi si avvicina alla Toscana o alle regioni del Bordeaux e dello Champagne. Ogni successo internazionale di un vino - ovviamente non solo da un punto di vista economico - ha importanti ricadute sul territorio, così come ogni vetrina prestigiosa conquistata da un produttore o ogni idea che consente di abbinare l'intero arco delle colline di Langa, Roero e Monferrato a un'immagine di qualità. Il presidente dell'Atl, Claudio Alberto, massimo esponente del turismo tra Alba e Bra non ha dubbi: "I produttori con i loro vini sono un biglietto da visita fondamentale quanto i tartufi. Questa generazione ha voglia di cancellare gli errori del passato, di lanciare una sfida di immagine che passa attraverso i vecchi cascinali da recuperare e non vuole ripetere gli errori urbanistici che hanno segnato in negativo le nostre colline. Certo in ogni categoria c'è chi non lavora nella stessa di direzione degli altri, ma ci sono aziende che rendono un servizio importante al territorio". E così grazie al vino ci sarà una grande settembre aperto, il 3, dall'asta del barolo a La Morra e arricchito, il 9, dalla decima edizione del premio "Langhe Ceretto" a Castiglione Falletto. Per la prima volta i vincitori del prestigioso appuntamento letterario saranno resi noti sono al momento della premiazione. (La Stampa, 27/7/2000) Un itinerario enogastronomico nel nome del Barone Defuk Tra leggenda e realtà Montefiascone
si apre a un itinerario enogastronomico. Si terrà infatti nei
week end del 4-5-6 e del 12-13-14-15 agosto, dalle ore 19 alle 24, "In
cantina con Defuk", un'esposizione di vini e di prodotti gastronomici
locali in molte cantine falische del centro storico, che si svolge nell'ambito
della fiera del vino.
(Il Messaggero, 27/7/2000) Fontanafredda ha premiato i conferitori. A Serralunga le migliori uve della vendemmia '99 Fontanafredda ha premiato
per la prima volta i migliori fornitori di uve per le diverse tipologie
di vini rossi - Dolcetto d'Alba, Barbera d'Alba, Nebbiolo d'Alba, Barbaresco
e Barolo, assegnando il diploma con medaglia per la migliore qualità
delle uve della vendemmia 1999. I riconoscimenti sono stati assegnati
a Giovanni Barbero per il Dolcetto d'Alba, Lorenzo Cristino per il Barbera
d'Alba. Umberto Monte per il Nebbiolo d'Alba, Mario Marcarino per il
Barbaresco e Rosa Sanso per il Barolo. La premiazione per il direttore
Giovanni Minetti di fare il punto sul problema delle uve: "La situazione
è sicuramente difficile ma non più di quanto lo sia stato
tante volte in passato, ma le difficoltà servono anche a fare
chiarezza. Fontanafredda ha individuato due elementi fondamentali: unicità
e riconoscibilità dei propri vini, espressione di un territorio
unico".
Classifica di "Wine". Un barolo 90 di Chiarlo tra i "grandi" CALAMANDRANA. Il Barolo Cerequio del '90 di Michele Chiarlo ha ricevuto uno dei riconoscimenti più prestigiosi del mondo: per conto della rivista inglese Wine, una giuria di 42 degustatori, l'ha posto in testa alla classifica dei grandi rossi del mondo. Con 92 punti il Barolo Cerequio domina, a pari merito con il Chianti Il Borgo di Ruffino, la classifica dei 32 migliori vini, selezionata su 140 campioni esaminati, di Paesi come Australia, Cile, Francia, Sudafrica e Stati Uniti. A poca distanza da Chiarlo, si è piazzato Angelo Sonvico della cascina La Barbatella, con "La Vigna di Sonvico" del '90. Tra i piemontesi, barolisti come Voerzio, Conterno e Bricco Rocche. Una curiosità: gli italiani sono massicciamente presenti in graduatoria, davanti ai francesi. Ed oltre ai tradizionali toscani (Montepulciano, Solaia di Antinori), non manca un vino del Sud come "Donna Lisa" uno Chardonnay affinato in barrique, di Leone De Castris di Salice Salentino. (La Stampa, 28/7/2000) Nasce il Grifone, un rosso per pochi di TIZIANA CAPOCASA (Il Messaggero, 28/7/2000) Vendemmia senza manodopera, un summit Anche quest'anno è emergenza manodopera per la vendemmia. Il problema sarà trattato lunedì alle 10.30, nella sede della Camera di commercio di Gorizia di via Crispi, nel corso di un summit al quale parteciperanno tutti gli enti, istituzioni e sindacati interessati dal fenomeno del calo di disponibilità di manodopera per i lavori autunnali della vendemmia. Nel corso del summit di lunedì in Camera di commercio sarà illustrato anche il nuovo contratto di lavoro degli operai agricoli della provincia di Gorizia. Parteciperanno al vertice l'Unione degli agricoltori giuliani, la Prefettura, l'Inps, l'ispettorato e gli uffici del lavoro, l'ispettorato provinciale dell'agricoltura, la Camera di commercio, i Consorzi di tutela dei vini del Collio e dell'Isonzo, la Coldiretti, la Confagricoltori, la Cgil, la Cisl, la Uil, l'assessorato provinciale all'agricoltura. (Il Piccolo di Trieste, 29/7/2000) Festa del vino e miss in passerella, il cabernet doc sbarca all'estero Atina festeggia il suo cabernet da poco
definito d.o.c. dalla Regione. Lo fa per l'intera giornata odierna attraverso
la festa del vino denominata "Prima cantina Atina, che animerà
l'intero centro storico. Sarà un sabato in cui anche i palati più
delicati potranno deliziarsi. La manifestazione inizia alle 10,30 con
la degustazione di alcuni prodotti tipici locali. Alle 11, presso la biblioteca
comunale Il Cabernet dal 1850 ai giorni nostri, un esempio di valorizzazione
del territorio". Parleranno fra gli altri anche alcuni esperti del
settore della viticoltura. "Il nostro vino - spiega l'assessore all'agricoltura
Luigi Sabatini - è ricercato in America e in Giappone. Per essere
riconosciuto di origine controllata deve contenere almeno una quantità
di vitigno cabernet non inferiore all'85 per cento e il restante 15 di
uve pregiate classificate dalla Regione. Il nostro obiettivo - conclude
- è quello di valorizzarlo almeno a livello nazionale". Nel
pomeriggio, alle 18, è prevista la presentazione e la degustazione
di vari vini imbottigliati in diverse zone del Lazio, in particolare nelle
province di Frosinone, Latina e Roma. Segue l'apertura delle cantine e
circa 30 produttori esporranno il loro vino. Alle 23, infine, alcune ragazze
sfileranno per conquistare il titolo di miss cabernet.
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