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Due rossi
pugliesi
I pugliesi che non seguono da vicino le cose di
vino non riescono ad immaginarlo come un vino che si imbottiglia, perché
è considerato il vino "forte" che si prende dal contadino e con
il quale si "tagliano", cioè si arricchiscono, altri vini. Invece,
l'enologia "ufficiale" ha già promosso il Primitivo di Manduria
al rango di grande vino.
Il primo vino di cui parliamo è il Primitivo
di Manduria 1997 della casa vinicola Felline di Manduria (Taranto).
Non saremo i primi e neppure gli ultimi a parlare in termini entusiastici
di questo prodotto. Si resta sempre increduli, aprendo la bottiglia che
è costata dodici-tredici mila lire, nel sentire i profumi da cui
si viene investiti e il godimento che si prova a berlo.
Uno dei migliori modi per giudicare un vino uscendo
dalle discussioni un po' claustrobiche degli appassionati è portarlo
ad una cena fra amici ed ascoltare le reazioni, un po' ingenue magari,
ma spesso interessanti. E in queste occasioni, portando una bottiglia di
questo vino, ci si sente dire: "buonissimo, sembra uno di quei vini invecchiati,
molto costosi..."
Ci si presenta con un colore rubino tendente al
violaceo pressoché impenetrabile. Nei profumi, assai intensi, si
percepiscono amarene surmature, sensazioni tostate e spezie (chiodo di
garofano). In bocca l'attacco è potente e netto, e aromaticamente
conferma immediatamente tutte le sensazioni olfattive, aggiungendo chiare
sensazioni di liquirizia, con un corpo notevole che assorbe bene i 14 gradi
alcolici, e una persistenza medio-lunga.
Dopo un vino così muscolare, il secondo
assaggio dà dei risultati molto diversi e meno appariscenti; esso
riguarda il Cappello di Prete 1994 dell'azienda vinicola Francesco
Candido situata a Sandonaci, e definito nell'etichetta Rosso del Salento-Vino
da Tavola. Nella retro-etichetta si legge che "è un vino di vecchia
tradizione ottenuto da un'attenta selezione delle uve prodotte su terreni
difficili e lasciato invecchiare con cura in piccole botti di rovere".
Le uve che vanno a comporre questo vino sono Negroamaro
e Malvasia Nera, un uvaggio molto frequente, quello per esempio del Salice
Salentino Rosso. Il vitigno Negroamaro dà vini dalla silhouette
più elegante che potente, e questo gli consente, sempre assieme
alla Malvasia Nera, di essere vinificato in rosato per dare vita a vini
molto delicati.
Il Cappello di Prete 1994 si presenta con un colore
rubino di media intensità tendente al granato. I profumi, non intensissimi
ma eleganti sono soprattutto floreali e "cipriosi", ai quali si aggiunge
la vaniglia, chiaro segnale del passaggio in barrique. In bocca è
di corpo leggero tendente al medio, e i sentori di frutta rossa reggono
bene nonostante l'età del vino.
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Le
settimane
passate:
5
Sauvignon
Moscato
giallo
Vecchi
Sauvignon
Italici
Chardonnay
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