I grandi di Toscana si presentano
 
 
Da qualche anno a questa parte il mese di febbraio è quello designato dai tre grandi consorzi toscani per la presentazione dei loro prodotti. I vini del Chianti Classico, di Montepulciano e di Montalcino sono offerti alla stampa e agli operatori che, in un autentico tour de force, nel giro di una settimana si muovono da una manifestazione all'altra. Dalla Certosa di Firenze dove i Chianti Classici venivano degustati in un contesto di notevole suggestione a pochi passi dalle opere del Pontormo, al bel centro convegni di Montalcino, sospeso ai limiti della rocca, quasi galleggiante su un panorama mozzafiato. Questi sono i due eventi che hanno visto la nostra presenza, mentre per i Nobili di Montepulciano rimandiamo i nostri lettori alla prossima occasione.

Buona l'organizzazione di entrambe le manifestazioni, con i produttori assai gentili e disponibili.

Siamo grati al Consorzio del Chianti Classico per la ottima accoglienza che ci ha riservato, permettendoci di prendere parte alla degustazione alla cieca riservata alla stampa, in una comoda e silenziosa sala attigua a quella in cui i produttori presenziavano personalmente ai loro vini. Anche se nella filosofia de L'AcquaBuona è basilare il contatto con i produttori, bisogna dire che nel caso di presentazioni così imponenti un buon assaggio con calma dà modo di farsi un'idea più chiara della situzione generale.

Non altrettanto collaborativo è stato il Consorzio di Montalcino, il quale purtroppo non ci ha consentito di mettere in atto il nostro piano d'azione nella giornata dedicata alla stampa, il che ci avrebbe dato modo di dare una panoramica quanto più esaustiva possibile dei prodotti in assaggio. Tale decisione ci ha abbastanza sorpreso, se non altro perché opposta a quella dello scorso anno, ma è forse propria di chi ancora pensa il giornalismo come necessariamento legato al supporto cartaceo.

Ma niente paura, abbiamo anche noi qualche produttore che ci stima e ci apprezza (a proposito: grazie!) ed ecco la redazione partecipare "in massa", sfidando il notevole affollamento, per offrire ai nostri "venticinque lettori" le impressioni di assaggio della grande maggioranza dei vini presentati dai 103 produttori aderenti all'iniziativa.

Diamo quindi un rapido riassunto delle nostre impressioni, prima di lasciare il lettore agli esiti analitici delle degustazioni che appariranno a breve scadenza. Intanto bisogna ricordare di quali annate stiamo parlando. A Montalcino la scelta era abbastanza rigida: Rossi 1999, Brunelli 1996 e Riserve 1995. Il disciplinare non ammette deroghe! Invece i produttori del Chianti Classico presentavano quasi tutti i Classici 1999, ma a questi associavano chi la riserva 1998, chi quella 1997, alcuni anche il Classico 1998. Grandi millesimi quindi per i Chianti, mentre i Brunelli scontavano il 1996, annata non memorabile, fors'anche perché costretta tra due annate del secolo come il '95 e il '97.

Dovendo sintetizzare, possiamo dire che sul versante ilcinese abbiamo trovato conferma del generale innalzamento qualitativo dei Rossi di Montalcino. Questo vino, prodotto spesso dalle stesse vigne del Brunello, rappresenta ormai una seria alternativa al fratello maggiore, anche visti i prezzi di quest'ultimo che, per una sorta di accordo tra i produttori, si situano quasi sempre sopra le 35.000 lire anche per annate non esaltanti come appunto quella in esame. Non che i Rossi stiano proprio a prezzi popolarissimi, ma diciamo che intorno alle 20.000 lire a bottiglia si possono assaggiare dei prodotti che ben poco hanno da invidiare ad altri sangiovesi toscani più blasonati. Dunque, abbiamo sperimentato spesso un "effetto altalena": ad un Rosso '99 di buon spessore seguiva un Brunello '96 poco espressivo, o spesso di dolcezza semplice e un po' stucchevole, e a ruota di nuovo una Riserva '95 elegante, concentrata e di ottimo livello.

Più difficile il commento d'insieme sui Chianti, mondo in ebollizione. A causa del tipo di degustazione non ci siamo soffermati troppo sui dettagli di vinificazione e sulle uve usate, ma ormai il disciplinare è abbastanza libero e di sicuro abbiamo assaggiato prodotti molto diversi tra loro, sia come filosofia che organoletticamente. Abbiamo comunque notato un certo sforzo anche da parte dei piccoli produttori per consolidare un successo ed autorevolezza ormai ritrovati da parte della denominazione.

I risultati dei nostri assaggi:

Rossi 1999, Brunelli 1996 e Riserve 1995 (prima, seconda e terza parte)
I Chianti Classici 1999, Le Riserve 1998 e qualche fuori quota (prima e seconda parte)

 

(lb&rf)

 

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