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Settembre gaiolese |
Eccovi le fatidiche
date settembrine per assaggiare la produzione di alcune zone nel cuore
del Chianti Classico.
Gaiole in Chianti Sabato 4 ore
16.30 - 20
Greve in Chianti Venerdi 10
ore 17 - 19.30
Borgo San Gusmè Sabato 11 ore
15 - 20
Panzano in Chianti Sabato ore 11 - 20 Domenica ore 11 - 20
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Eccoci arrivati a settembre, guadata la lunga
estate (calda) abbiamo di fronte il mese più interessante per quanto
riguarda la produzione vinicola toscana, 30 giorni costellati da un susseguirsi
di manifestazioni.
Tocca alle aziende di Gaiole in Chianti l'apertura delle danze, con uno degli eventi principali del Settembre Gaiolese, la presentazione dei loro prodotti nella piazza del piccolo centro che, pur rientrando solo per pochi chilometri nell'area del Chianti Classico, ospita aziende di rilevanza e fama internazionale. Zona di grandi chianti, forse più legata di altre alla tradizione. Notiamo subito la scarsa presenza di super tuscans da tavola a tutto vantaggio della produzione di DOC, molti dei quali, scopriremo poi, prodotti senza passaggi in barrique e utilizzando ancora il cananiolo insieme al nobile sangiovese. Alla manifestazione, tenutasi il 4 e 5 settembre scorsi, erano presenti una ventina di produttori, allineati in stand abbastanza piccoli ma funzionali. Il piccolo obolo di 12.000 lire, necessario per accedere alla degustazione e per acquistare il bicchiere souvenir, riusciva ad evitare la ressa anche se, specialmente la domenica pomeriggio, gli stand erano parecchio affollati. Abbiamo degustato due dozzine di vini, tentando di soffermarci sul chianti,
cosa non difficile visto che, come abbiamo detto, non abbondavano gli
uvaggi fuori disciplinare. Come al solito abbiamo dato delle valutazioni
indicative: (1) un vino corretto e piacevole,
(2) un vino che ci ha ben impressionato, (3) un vino che ci ha entusiasmato.
E come spesso accade abbiamo ricevuto anche i commenti
del nostro collaboratore Fernando Pardini, che ha visitato la manifestazione
in orari diversi dai nostri e, fortunatamente, ha visitato aziende complementari
alle nostre, contribuendo così a una copertura quasi completa dei
prodotti esposti. Agrigoltori del Chianti Geografico Geografico 1997: un colore non molto brillante e poco corpo per questo vino che risulta abbastanza deludente nonostante il buon risultato olfattivo. Contessa di Radda 1996: corpo e rotondità migliori del
precedente anche se è minore l'intensità dei profumi. (1)
Badia a Coltibuono Chianti Classico 1997: di questo vino abbiamo assaggiato le due versioni, una 100% sangiovese e una con un 10% di canaiolo. Entrambe presentavano un buon naso, complesso, e un colore vivace. Più corposo e persistente il primo dei due vini, che però risultava meno rotondo. (1+) Chianti Classico riserva 1995: un perfetto colore rubino e una grande persistenza per questo prodotto affinato due anni in rovere. Pronto da bere, morbido e equilibrato. (2+) di questa azienda abbiamo assaggiato anche due vini bianchi, il Trappoline
uvaggio a base di trebbiano che ci ha ben impressionato per il suo aroma
floreale, e il Sella del Boscone, uno chardonnay che ci è
sembrato il tipico prodotto volto a soddisfare un certo mercato internazionale.
Si mostrava un po' monocorde sulla speziatura (chiodo di garofano) e con
un legno troppo invadente.
Barone Ricasoli - Castello di Brolio Formulae '97: un vino estremamente corretto, questo sangiovese 100% di cui il 30% passato in barrique, con un rapporto qualità/prezzo (12.000 lire) che lo ha ormai reso famoso. (1+) Chianti Classico 1997: sangiovese 100% per questo vino passato 10 mesi in barrique. Colore rubino acceso e naso persistente con aromi di frutta matura e vaniglia. Lungo e senza cedimenti in bocca. (2+) Chianti Classico riserva 1995: sangiovese 100%, 2 anni di rovere
e 3 mesi di barrique prima dell'imbottigliamento. Un colore veramente
splendido per questa riserva che sembra non essersi accorta dei 4 anni
passati dalla vendemmia. Persistente al naso, la bocca e complessa, anzi
diremo ricca! La frutta rossa non è per niente offuscata dal lungo
passaggio in legno e i tannini arrivano al momento giusto e senza disturbare.
(2,5)
Castello di Cacchiano Chianti Classico riserva 1995: non essendo presente il C.C. 1997 assaggiamo subito la riserva, che però si presenta con un colore un po' scarico. Forse perchè assaggiato dopo le riserve di Coltibuono e Ricasoli, ma questo vino ci delude un po', poco corpo e bocca piatta. R.F.: un uvaggio 80% sangiovese e 20% merlot passato in barrique.
Un buon naso e bocca corretta. Il merlot non risulta evidente, e qualcuno
potrebbe anche considerarlo un pregio. (1)
Castello di Meleto Chianti Classico 1997: purtroppo il vino che abbiamo assaggiato era, a nostro avviso, affetto da un lieve sentore di tappo. Non essendo così evidente abbiamo preferito non denunciarlo, ma non abbiamo potuto valutare questo vino. Chianti Classico 1996: un buon frutto e una grande morbidezza in bocca per questo chianti che, anche se un po' corto, lascia una buona impressione. Tannini molto morbidi. (1,5) Chianti Classico riserva 1995:un naso e un frutto ancora freschi per questa riserva che mostra buona persistenza. (1,5) Questa azienda si conferma come produttrice di vini godibili a un prezzo
contenuto (16 mila, 15 mila e 23 mila i tre vini assaggiati).
Riecine Chianti Classico 1997: un naso di media intensità per questo vino dal bel colore. In bocca è equilibrato ma meno espressivo di altri chianti già assaggiati come il Badia a Coltibuono o il Ricasoli. (1+) Chianti Classico riserva 1996: in linea col prodotto base un vino che ha entusiasmato uno dei nostri accompagnatori (ha esclamato <BONO!> dopo averlo assaggiato). Più maturo del 1997 e anch'esso morbido ma di media intensità. (1,5) La Gioia 1996: il vino di punta dell'azienda (notiamo per inciso che non tutte le aziende hanno seguito questo esempio e alcune si sono presentate senza i loro gioielli!). che avevamo già assaggiato in occasione della festa di San Casciano. Come allora il vino ci è sembrato inferiore a quello ottimo della precedente annata, in particolare i tannini sono ancora troppo evidenti, anche se dal precedente assaggio la situazione è migliorata. Consigliamo a chi lo acquista di farlo maturare ancora un po'. (2) Abbiamo anche bevuto un'anteprima di un bianco da tavola IGT
a base di malvasia e trebbiano, un prodotto promettente (che vorremmo riassaggiare
a bocca fresca!) con spiccati sentori di mela golden.
San Giusto a Rentennano Chianti Classico 1997: sangiovese e canaiolo per questo chianti con un naso intenso e promettente anche se un pò chiuso, con sentori di caffè. Vino che però risulta veramente spigoloso in bocca. Una aggressività che speriamo possa essere mitigata dal tempo. Chianti Classico riserva 1996: migliore del prodotto base ma ancora non troppo convincente. In bocca prevalgono i toni amari e il frutto si dispiega soprattutto alla fine. Buona persistenza. (1) Percarlo 1996: anche in questo caso sembra che il legno abbia
colpito duramente, come nel caso della Gioia, due grandi vini che
per il momento risultano poco bevibili. Il frutto è ricco ma la
vaniglia e i tannini impediscono di gustarlo appieno. (1,5)
San Martino Chianti Classico 1997: sangiovese e canaiolo per un vino con un colore non perfetto, ma con una buona morbidezza e tannini molto equilibrati. Facile da bere. (1+) Chianti Classico riserva 1995: non allo stesso livello del base
questa riserva passata per un anno in
tonneau. Il vino è
decolorato e disarmonico.
S.M. Tenimenti Vistarenni Chianti Classico Vistarenni 1997 e C.C. Lamole 1997: entrambi i vini presentano un bel colore e un naso non troppo intenso. Freschi e di facile beva con note alcoliche dominanti. Più lungo il Lamole. Chianti Classico Barrique 1996: anche se l'azienda indulge un
po' sull'attrattiva commerciale della barrique, evidenziandone l'uso
nell'etichetta, questo vino presenta effettivamente un buon affinamento.
Le caratteristiche del vino base sono esaltate senza che il legno diventi
dominante. (1,5)
Potenza del Chianti! Quando si comincia a pensare di aver fatto almeno
un po' di abitudine al suo paesaggio e ai suoi borghi, ecco che si viene
immediatamente smentiti.
"E' un tributo che dobbiamo al Consorzio", sentiamo dire con un leggero
sorriso al rappresentante dell'azienda San Felice. Ed eccoci quindi all'interno
dell'area degli espositori, dove fa un po' caldo, per la verità.
L'elenco delle aziende presenti è il seguente: Agricoltori del Chianti
Geografico, Aiola, Azienda Agricola San Piero, Castello di Bossi, Colle
ai Lecci, Dievole, Fattoria di Petroio, La Casaccia, Podere Campacci, Podere
le Boncie, Poderi Miscianello, Querciavalle, San Felice, Tenuta di Arceno.
Come al solito, per problemi di tempo, non abbiamo purtroppo potuto visitare
tutte le aziende, e riportiamo qui di seguito le nostre impressioni.
San Felice L'azienda non presenta quello che può essere considerato il capostipite dei Super Tuscans, il Vigorello, adducendo una motivazione dopo tutto convincente, e cioè che in una rassegna del Chianti Classico sarebbe stato un po' fuori tono. Chianti Classico 1997 - Mostra un colore rubino brillante; al naso le note alcoliche sono dominanti; in bocca, dove è presente sempre tanto la componente alcolica, si avverte la marasca; il vino si mostra comunque aromaticamente poco intenso e piuttosto corto. (1) Chianti Classico Riserva Il Grigio 1996 - È una riserva "tipica", dove si sente più frutta al naso; in bocca si mostra simile alla versione base, con più corpo. (1,5) Chianti Classico Riserva Poggio Rosso 1996 - Il vino è tratto da un cru selezionato, ed effettua la sua maturazione in tonneau. Mostra un colore più intenso, limpido e fitto; un naso intenso, persistente; si avvertono spezie, pepe, vaniglia. In bocca si avverte una buona ampiezza centrale e un finale etereo e piuttosto tannico (2) Vinsanto 1993 - Questo vino è ottenuto da uve Trebbiano
e Malvasia con una vendemmia normale (ovvero non tardiva), la consueta
procedura di essiccamento sui tralicci e l'affinamento di 5 anni nei caratelli.
La componente aromatica del vino è dominata dalla frutta secca (soprattutto
fichi secchi) e la morbidità del vino non riesce a bilanciare una
certa sensazione alcolica e una certa presenza tannica nel finale. (2)
Querciavalle Quest'azienda si propone come a dimensione ridotta, forse esagerando un po', visto che trae pur sempre la sua produzione da 15 ettari di vigneti, imbottigliando circa 120 mila bottiglie. Chianti Classico 1997 - Questo vino mostra un colore rubino scarico, un naso intenso, vegetale, con accenni di liquirizia; in bocca è morbido, mediamente lungo, con un finale in cui si percepiscono accenni minerali. (1,5) Chianti Classico Riserva 1995 - Di un bel colore rubino, questo vino si mostra rotondo e già maturo; possiede anch'esso una nota erbacea. Il finale è un po' piatto, non essendo sostenuto da una adeguata componente tannica. (1,5) Armonia 1995 - Colore rubino non fitto; il naso è pieno, in bocca è mediamente intenso. Nel complesso, l'apporto della barrique appare equilibrato e non soverchiante. (1,5) Vin santo 1988 - Questo vino è stata una vera rivelazione
nell'ambito della manifestazione. Composto da uve Trebbiano e Malvasia
mantenute a lungo sulle vigne, per il resto viene realizzato con i classici
metodi di vinificazione. In bocca è caratterizzato da una grande
morbidezza e dolcezza, con sentori di confettura di albicocca, ed è
privo di aggressività alcoliche e tanniche. Dopo la deglutizione
si avverte una stupenda metamorfosi aromatica verso sentori di crema e
di pasticceria che permangono in bocca per un tempo lunghissimo. Il prezzo
della bottiglia è di 27 mila lire. (2,5)
Dievole Quest'azienda coltiva 96 ettari di vigneti. Chianti Classico 1997 - Già dalla prima olfazione ci si accorge che i vini di quest'azienda hanno tratti aromatici molto personali. Questo Chianti mostra al naso precisissimi sentori di frutti di bosco (soprattutto ribes); colore rubino piuttosto scarico. La bocca si mostra un po' contraddittoria, rivelando una buona struttura ma un finale decisamente corto. (1,5) Chianti Classico Riserva 1995 - Questo vino è ottenuto da una selezione delle uve e da un affinamento di 2 o 3 anni di botte. Il colore è più intenso e in bocca si mostra ancora non lungo ma ampio e dolce (1,5) "Novecento" 1996 - L'affinamento di questo vino, per il
quale si effettua una scelta di uve surmature, avviene per due anni in
botti grandi e con un passaggio in barrique. Il colore è vinoso,
al naso mostra subito un bel frutto accompagnato da sfumature di vaniglia;
in bocca è morbido ed equilibrato e ancora una volta un po' corto
nel finale (2). Le peculiarità di questo vino fanno sì che
esso si ponga in uno strano punto medio fra un vino da carni rosse e un
vino da meditazione.
Fattoria di Petroio I vini di questa fattoria ci sono sembrati avere buone potenzialità, nel senso che ci hanno mostrato una concentrazione superiore alla media, ma al tempo stesso non sono bene imbrigliate per ora certe asperità acide e tanniche. Chianti Classico 1997 - Colore rubino carico; l'attacco è brusco, e il frutto, pur presente (mora sugli altri) si mostra velato dalle componenti acide e tanniche; il finale è mediamente lungo. (1,5) Chianti Classico Riserva 1995 - Questa riserva si mostra meno
aggressiva con una bella ampiezza in bocca. (2)
Castello di Bossi Chianti Classico 1997 - Colore rubino un po' scarico tenuto conto dell'annata. Il naso è penetrante anche se non complesso. Di corpo medio, il vino mostra tannini in rilievo. (1,5) Chianti Classico Riserva 1995 - Il colore è simile alla versione base del 1997. La composizione delle uve è 90% sangiovese, 10% colorino. Il vino, ancora ben vivo, ci ha colpito per il bel frutto nitidamente a fuoco. Finale molto persistente. (2) Chianti Classico Riserva 1995 Berardo - Questa riserva ci viene presentata come innovativa, in quanto presenta un 15% di Merlot (già coltivato nella vigna). Viene fatta fermentare in tini di rovere tronco conico e il 30% viene passato in barrique per 12-15 mesi. Il colore è intenso anche se un po' opaco. Il naso si mostra molto pulito con sentori di frutta e vaniglia, con una buona rotondità. In bocca è presente un bel frutto, anche se rispetto alla riserva "tradizionale" si avverte di più la presenza dei tannini. Buona persistenza. (2) Corbaia 95 - Composto da un 70% di Sangiovese e un 30% di Cabernet
Sauvignon, viene tenuto per 15-18 mesi in barrique. Il vino mostra buone
sensazioni aromatiche e un notevole equilibrio (2).
Aiola
Chianti Classico 1997 - Composto da 90% di Sangiovese e 10% di canaiolo, mostra un bel colore rubino; il naso è un po' alcolico e la bocca è ampia e un po' corta; tannini ancora verdi. (1) Chianti Classico Riserva 1996 - Questo vino mostra un colore ancora vivo e un naso un po' ridotto ma persistente. Corto nel finale. (1,5) Logaiolo 96 - 70% Sangiovese, 30% Cabernet Sauvignon, in botti normali. Naso intenso, erbaceo, in bocca è un po' deludente. Sensibile presenza del tannino nel finale. (1,5) Concludiamo la nostra giornata di degustazione nell'azienda La Casaccia,
che non espone insieme agli altri, ma in un suo suggestivo "salottino"
privato situato in un ambiente rustico che si affaccia sulla strada. È
proprio il contrasto fra la pietra e le travi di legno del contorno, e
il raffinato arredamento dell'ambiente che da' un tocco di piacevole surrealtà
alla scena che si mostra ai nostri occhi. Ci accoglie con simpatia Laura
Franzinelli Socini Guelfi facendoci assaggiare i suoi vini accompagnati
da formaggi e salumi.
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