La difesa
biologica
 
 
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La difesa biologica
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Le principali malattie della vite: Difesa biologica.

La vite, come tutte le piante, è esposta all'attacco di insetti e di malattie fungine. Le problematiche fitosanitarie, vanno distinte tra malattie fungine, fra cui peronospora, oidio e botrite, e attacchi di insetti, tra cui ricordiamo i principali quali le tignole, i ragnetti e le cicaline.

La Peronospora colpisce in modo irreparabile i grappoli, le foglie e i tralci. Il rischio di infezioni da parte di questo fungo è possibile solo al momento in cui si verifichino certe circostanze, riassunte nella regola empirica dei 3 dieci: temperatura minima non inferiore ai 10 gradi centigradi, i giovani germogli con lunghezza media di 10 centimetri e pioggia di almeno 10 millimetri nel giro di 24-48 ore. Se si verificano queste condizioni, c'è rischio di una infezione primaria da parte di questo fungo. Il manifestarsi dell'infezione è variabile a seconda della temperatura, maggiore sarà, più velocemente avverrà l'infezione. L'attacco si riconosce da macchie di muffa biancastra sulle foglie che, in condizione di sola elevata umidità, potranno generare le infezioni peronosporiche secondarie. Lo scopo della difesa è quello di evitare l'evasione, cioè il manifestarsi delle macchie dell'infezione primaria, in modo da evitare infezioni successive.

Per la difesa biologica si utilizza il rame, da distribuire sulle foglie o prima del verificarsi dell'evento che scatena la malattia, oppure 2-3 giorni prima della fine del periodo di incubazione. È possibile utilizzare anche altri prodotti di sintesi chimica a ridotto impatto ambientale che colpiscono la malattia entro 2 o 3 giorni dalla pioggia per impedirne lo sviluppo. Nel caso si utilizzino prodotti di copertura, è necessario mantenere la vegetazione protetta dal momento della pioggia infettante fino a tutto Luglio, con trattamenti dapprima settimanali per poi farne uno ogni 10 giorni.

È necessario utilizzare prodotti specifici nei primi giorni che sono quelli più a rischio perché generalmente più piovosi e nei quali il grappolo deve ancora formarsi; si dovrà poi però lasciare posto ad almeno 5-6 interventi con rame. La lotta si conclude a fine Luglio.

L'Oidio si manifesta in condizioni di clima caldo umido, esistono inoltre delle varietà più sensibili rispetto ad altre e quindi maggiormente soggette ad attacco. La difesa biologica si attua con zolfo da distribuire durante i comuni trattamenti antiperonosporici. La malattia si sviluppa con maggior facilità nelle aree collinari dove si ricorre anche a solfitazioni con zolfo in polvere all'epoca del germogliamento.

La Botritis si riscontra principalmente su varietà caratterizzate da un grappolo serrato e compatto, in terreni argillosi e con clima particolarmente umido. La difesa si deve per tanto attuare solo in condizioni climatiche avverse, su varietà sensibili e utilizzando prodotti che non abbiano effetto sulla fermentazione dei mosti. A tal fine si ricorre a prodotti di origine naturale come le bentoniti.

Le Tignole sono insetti che riescono ad entrare all'interno degli acini danneggiandoli. La loro presenza non è da generalizzarsi a tutte le aree e sono da evitarsi trattamenti non giustificati. Quando si è riscontrata la presenza di tale insetto, si consiglia di sconfiggerlo con il bacillus thurigensis, batterio naturale riprodotto in laboratorio, da distribuirsi in campo.

Fra gli altri insetti che possono danneggiare il vigneto, possiamo ricordare i ragnetti gialli e rossi, le cicaline e altri ancora. Questi ultimi sono però generalmente circoscritti, non è possibile pertanto generalizzare sulla reale dannosità e su eventuali tecniche di trattamento.

Francesca Arquint

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