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Testata registrata presso il Tribunale di Lucca - ISSN 1592-2855 |
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Solaia 2002, annata
diversa
di Luca Bonci
Una scelta di cui abbiamo già avuto modo di parlare in passato, con i sostenitori del salto e quelli che invece replicavano affermando che una buona azienda deve comunque tentare di fare un buon vino, che rifletta l'annata anche se inferiore. Tra questi e quelli ecco che qualcuno ha pensato ad una via di mezzo, e ha proposto uno dei suoi vini più celebri in una versione un po' diversa. Scartato il sangiovese, vitigno tardivo che più di altri aveva sofferto i ritardi di maturazione e le incessanti piogge autunnali, Antinori esce con un Solaia 2002 composto da cabernet sauvignon al 90% e cabernet franc per il resto. Un Solaia che abbandona il solito 20% di radice toscana, pur rimandendo, ovviamente, un prodotto delle stesse terre. Il rubino, intenso, si offre cupo, quasi a ricordare le piogge del 2002, e la densità del vino è apparente già al rotearlo nel bicchiere. Belli i profumi, dove a una linea vegetale sottile, si associano numerosi i frutti di bosco, la mora, la visciola e un tocco di caffè. Al gusto, infine, sentiamo il contrasto, una potenza trattenuta, il timore della perdita di equilibrio e una eleganza comunque ricercata e, diciamolo, ottenuta. Una bocca compatta, di bel sapore, di muschio e terra umida, piccoli frutti e tannini fini seppur un poco verdi. Un Solaia diverso, per una annata diversa. Probabilmente col tempo diventerà da collezione, quasi un Gronchi rosa, con piccoli difetti, ma affascinante. 24 maggio 2007 |
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