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Testata registrata presso il Tribunale di Lucca - ISSN 1592-2855

 
 
Solaia 2002, annata diversa

di Luca Bonci

Ancora si discute su quale delle due annate sia stata peggiore, se il torrido 2003 o il piovosissimo 2002. Una questione che, ovviamente, non ha neppure una risposta univoca, vista la varietà territoriale e climatica del nostro paese. In Toscana, di certo, il 2002 è stato un mezzo disastro, con le uve, ancora non mature, che marcivano sui filari, e la produzione di vino di qualità che non ha potuto non risentirne. Aziende quindi messe di fronte al dilemma: "produco comunque il mio vino di punta, o salto l'annata?"

Una scelta di cui abbiamo già avuto modo di parlare in passato, con i sostenitori del salto e quelli che invece replicavano affermando che una buona azienda deve comunque tentare di fare un buon vino, che rifletta l'annata anche se inferiore.

Tra questi e quelli ecco che qualcuno ha pensato ad una via di mezzo, e ha proposto uno dei suoi vini più celebri in una versione un po' diversa. Scartato il sangiovese, vitigno tardivo che più di altri aveva sofferto i ritardi di maturazione e le incessanti piogge autunnali, Antinori esce con un Solaia 2002 composto da cabernet sauvignon al 90% e cabernet franc per il resto. Un Solaia che abbandona il solito 20% di radice toscana, pur rimandendo, ovviamente, un prodotto delle stesse terre.

Il rubino, intenso, si offre cupo, quasi a ricordare le piogge del 2002, e la densità del vino è apparente già al rotearlo nel bicchiere. Belli i profumi, dove a una linea vegetale sottile, si associano numerosi i frutti di bosco, la mora, la visciola e un tocco di caffè. Al gusto, infine, sentiamo il contrasto, una potenza trattenuta, il timore della perdita di equilibrio e una eleganza comunque ricercata e, diciamolo, ottenuta. Una bocca compatta, di bel sapore, di muschio e terra umida, piccoli frutti e tannini fini seppur un poco verdi.

Un Solaia diverso, per una annata diversa. Probabilmente col tempo diventerà da collezione, quasi un Gronchi rosa, con piccoli difetti, ma affascinante.

24 maggio 2007

 
 
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