Alba
Wines Exhibition, i dieci anni di una manifestazione
di Riccardo Farchioni
Fare
tanti bei vini è certamente cosa meritoria, ma è conveniente
che gli altri lo sappiano. Non si tratta di scomodare domini dellimmagine
o del marketing, ma solo lesigenza di comunicare la qualità
del proprio lavoro in una realtà e in un mercato che ha sempre
più protagonisti, alcuni dei quali dalle spalle piuttosto grosse,
per usare un eufemismo.
Questa in sintesi è la filosofia che sta dietro alle manifestazioni
di presentazione dei vini che si svolgono ormai in tutta Italia, rivolte
per lo più alla stampa, ma che hanno spesso una appendice dedicata
al pubblico degli appassionati e degli operatori. La rinascita del vino
italiano, iniziata in modo sparso, è diventata via via più
decisa, e sente sempre di più il bisogno di mostrare in modo
organico suoi risultati.
Ma a chi è affidato il compito di organizzare questi eventi?
La strada istituzionalmente più ortodossa sarebbe
quella dei Consorzi di tutela. Ed è in effetti quella seguita
per le grandi denominazioni toscane: i Consorzi di Chianti Classico,
del Vino Nobile di Montepulciano e del Brunello di Montalcino realizzano
una staffetta di degustazioni che dura unintera settimana di Febbraio.
Ma è una eccezione. La forma che sembra essere diventata la più
classica è quella in cui alcune aziende si mettono assieme per
formare un gruppo che sia capace di presentare le produzioni dellannata
in modo rappresentativo del proprio territorio e qualitativamente rilevante.
Una strada di questo tipo è stata seguita (anzi si potrebbe dire
è stata inaugurata) per Alba Wines Exhibition dalla Unione produttori
vini albesi (www.albeisa.org),
associazione di aziende di Langhe e Roero il cui simbolo è la
tradizionale bottiglia chiamata Albeisa. Pensandoci un attimo, presentare
i vini di Langa e Roero è impresa da far tremare le vene dei
polsi, tanta è la tradizione in gioco e la importanza di rappresentare
in modo degno questi immensi prodotti della terra. Ma, una trentina
di anni fa, sedici aziende decisero di mettersi assieme e formare lUnione
che divenne il soggetto trainante di un nuovo corso. Il gruppo si ingrossò
progressivamente (oggi i soci sono circa duecento, per un utilizzo di
nove milioni di bottiglie Albeisa ogni anno) finché dieci anni
fa venne il momento di far Alba Wines Exhibition, che è diventata
una delle manifestazioni meglio organizzate e rappresentative di un
territorio e che nonostante lassenza di qualche grande
può giustamente vantarsi di riuscire a dare unidea completa
del livello qualitativo dellannata.
L'evento rivolto alla stampa specializzata dura una settimana "lavorativa"
e termina, nel fine settimana seguente, con l'apertura al pubblico.
Idee azzeccate come il confronto fra grandi vini ed espressioni dellalta
gastronomia piemontese, ma anche i miglioramenti che ci potranno essere
in futuro (per esempio trovare la quadratura del cerchio di conciliare
al meglio lassaggio di un centinaio di vini al giorno con un contatto
più approfondito con il territorio) potranno porre sempre di
più Alba Wines Exhibition come modello di chi si proponga di
promuovere al meglio il proprio brand territoriale.
Nella prima foto: Pietro Ratti, presidente dell'Unione produttori vini
albesi
Nella seconda foto: lo staff della Wellcom, agenzia che cura l'organizzazionedi
Alba Wines Exhibition, con Gigi Brozzoni (Guida Veronelli).
26 giugno 2005