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Testata registrata presso il Tribunale di Lucca - ISSN 1592-2855

 
 
Alba Wines Exhibition, i dieci anni di una manifestazione

di Riccardo Farchioni

Fare tanti bei vini è certamente cosa meritoria, ma è conveniente che gli altri lo sappiano. Non si tratta di scomodare domini dell’immagine o del marketing, ma solo l’esigenza di comunicare la qualità del proprio lavoro in una realtà e in un mercato che ha sempre più protagonisti, alcuni dei quali dalle spalle piuttosto grosse, per usare un eufemismo.

Questa in sintesi è la filosofia che sta dietro alle manifestazioni di presentazione dei vini che si svolgono ormai in tutta Italia, rivolte per lo più alla stampa, ma che hanno spesso una appendice dedicata al pubblico degli appassionati e degli operatori. La rinascita del vino italiano, iniziata in modo sparso, è diventata via via più decisa, e sente sempre di più il bisogno di mostrare in modo organico suoi risultati.

Ma a chi è affidato il compito di organizzare questi eventi? La strada istituzionalmente più “ortodossa” sarebbe quella dei Consorzi di tutela. Ed è in effetti quella seguita per le grandi denominazioni toscane: i Consorzi di Chianti Classico, del Vino Nobile di Montepulciano e del Brunello di Montalcino realizzano una staffetta di degustazioni che dura un’intera settimana di Febbraio. Ma è una eccezione. La forma che sembra essere diventata la più classica è quella in cui alcune aziende si mettono assieme per formare un gruppo che sia capace di presentare le produzioni dell’annata in modo rappresentativo del proprio territorio e qualitativamente rilevante.

Una strada di questo tipo è stata seguita (anzi si potrebbe dire è stata inaugurata) per Alba Wines Exhibition dalla Unione produttori vini albesi (www.albeisa.org), associazione di aziende di Langhe e Roero il cui simbolo è la tradizionale bottiglia chiamata Albeisa. Pensandoci un attimo, presentare i vini di Langa e Roero è impresa da far tremare le vene dei polsi, tanta è la tradizione in gioco e la importanza di rappresentare in modo degno questi immensi prodotti della terra. Ma, una trentina di anni fa, sedici aziende decisero di mettersi assieme e formare l’Unione che divenne il soggetto trainante di un nuovo corso. Il gruppo si ingrossò progressivamente (oggi i soci sono circa duecento, per un utilizzo di nove milioni di bottiglie Albeisa ogni anno) finché dieci anni fa venne il momento di far Alba Wines Exhibition, che è diventata una delle manifestazioni meglio organizzate e rappresentative di un territorio e che nonostante l’assenza di qualche “grande” può giustamente vantarsi di riuscire a dare un’idea completa del livello qualitativo dell’annata.

L'evento rivolto alla stampa specializzata dura una settimana "lavorativa" e termina, nel fine settimana seguente, con l'apertura al pubblico. Idee azzeccate come il confronto fra grandi vini ed espressioni dell’alta gastronomia piemontese, ma anche i miglioramenti che ci potranno essere in futuro (per esempio trovare la quadratura del cerchio di conciliare al meglio l’assaggio di un centinaio di vini al giorno con un contatto più approfondito con il territorio) potranno porre sempre di più Alba Wines Exhibition come modello di chi si proponga di promuovere al meglio il proprio “brand” territoriale.


Nella prima foto: Pietro Ratti, presidente dell'Unione produttori vini albesi
Nella seconda foto: lo staff della Wellcom, agenzia che cura l'organizzazionedi Alba Wines Exhibition, con Gigi Brozzoni (Guida Veronelli).

26 giugno 2005

 
 
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