Quattro stelle nella
nebbia
di Riccardo Farchioni
E
dunque la vendemmia 2005 in Toscana si è meritata quattro stelle,
perlomeno nei territori di Montepulciano e Montalcino. In realtà
l'annata era partita proprio bene, ma proprio nei giorni cruciali, a
settembre, piogge inopportune hanno guastato la festa e fatto abbassare
il "rating" a quattro su cinque, sperando che l'ottimismo
non sia stato eccessivo.
Ma al 2005 ci si penserà a tempo debito. Intanto, nella settimana
scorsa, è passata l'onda lunga delle vendemmie precedenti. La
2004, dei Chianti Classico e Rosso di Montalcino, in linea di principio
ai massimi livelli grazie ad un andamento climatico pressoché
perfetto. La 2003, assai più problematica, del Vino Nobile di
Montepulciano e del Chianti Classico Riserva: al confronto, si continua
a rivalutare la 2002, che perlomeno ha dalla sua una facilità
di beva ed un'agile freschezza, naturalmente fermo restando che non
le va chiesto quello che si chiede ad un'annata che sia perlomeno "normale".
Invece, l'assaggio dei vini nati nel 2003, fra acidità basse,
relative mollezze, e profumi appesantiti dalle surmaturazioni, hanno
fatto dire a più di un degustatore che forse questi si bevono
alla fine molto meno bene. Infine, la bellissima annata 2001 che ha
consentito al Brunello di Montalcino di esprimere le sue potenzialità
che sono quelle, assolute, del grande vino.
Detto
questo, e rimandando per il resto alle future note di degustazione,
la settimana toscana poteva essere l'occasione per fare il punto della
situazione su vendite, mercato, crisi, ripresa potenziale o già
in atto. E qui, va detto, la confusione regna sovrana: da una parte,
le visioni apocalittiche che circolano fra i bene informati sono diventate
ormai quasi un luogo comune che ormai si ripete stancamente e non emoziona
più: le bottiglie rimangono nelle cantine, i produttori sono
allo stremo, il vino è svenduto di nascosto, fra poco scoppia
la bolla, ecc ecc. D'altra parte, i Consorzi inviano comunicati entusiasti:
siamo fuori dal tunnel, le vendite sono in aumento, le esportazioni
sono in fase di boom, e presentano cifre che in effetti supportano senza
ombra possibile di dubbio questi moti di soddisfazione. Ci si è
messo anche il ventennale dello scandalo del vino al metanolo per trasmettere
ottimismo, ricordando con orgoglio da quale guaio ci si è risollevati.
E allora?
Allora una risposta forse non c'è, o forse per averla bisogna
aspettare ancora che le nebbie si diradino. Nel frattempo, nelle nebbie
mattutine di Montalcino, le enoteche-boutique del centro dell'incantevole
borgo toscano esponevano cartoni da tre bottiglie di Brunello a 44 euro,
e una bottiglia a 14. E non di oscuri produttori, ma di dignitosissime
aziende che nella vicina Fortezza combattevano gagliardamente con i
loro campioni nelle sessioni di degustazione per la stampa specializzata.
Staremo a vedere.
Nelle foto:
La Fortezza di Montalcino nella nebbia
La vetrina di un'enoteca di Montalcino
28 febbraio 2006