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Testata registrata presso il Tribunale di Lucca - ISSN 1592-2855

 
 
Cronache meranesi. Sguardo oltre confine, una familiare Croazia

di Luca Bonci

Osservare un confine, per attraversarlo o meno, mi ha sempre affascinato. Un confine non sempre separa, anzi spesso unisce, e lanciando lo sguardo dall'altra parte si cercano diversità da conoscere e somiglianze in cui riconoscersi. A ben pensare, però, non credo di aver mai attraversato un confine camminando in campagna. Dogane, strade, fiumi, mari, ahimè talvolta muri, hanno sempre chiaramente segnato il limite, il qui e il là. Eppure gran parte dei confini non deve essere così netta, cammini e non sai se sei ancora da una parte o sei dall'altra, non te lo dice la terra, non cambia certo colore, non te lo dice l'aria, non cambiano le vigne, non così diversi saranno i vini.

A Merano ho attraversato un confine, anzi, due confini assai prossimi, confini labili e tormentati. Li ho attraversati senza muovermi molto, pochi passi dentro una stanza, incontrando i vignaioli e i vini croati, ed ho trovato parole e profumi conosciuti, simpatia e corrispondenze. E' sempre così quando si parla dei prodotti della terra, la terra non divide, solo la stupidità umana ci riesce.

I coniugi Degrassi producono a Salvore, in Istria, vini autoctoni e internazionali. La Malvazija Istarska Bomarchese 2004 sfoggia bei profumi freschi, citrini e cipriosi. In bocca percepiamo una buona acidità, sentori di mela e un finale amarognolo, salatino, in un contesto semplice. Più espressivo lo Chardonnay Ferne 2004, da profumi dolci di agrumi e fiori di campo, che però ci pare meno deciso al gusto, con una sensazione lattica testimone di poco acidità. Nei rossi il Refosco Contarini 2004, un mix di peduncolo verde e peduncolo rosso dai 13,5%, si presenta con un bel rubino purpureo e profumi mediamente intensi di frutta rossa. Bocca frizzante di acidità, semplice e beverina. Stessa gradazione ma color rubino per il Cabernet Sauvignon Contarini 2003, dall'olfatto arricchito per l'affinamento di 16 mesi in barrique di legni misti. Di nuovo una impostazione semplice per una beva di grande rilassatezza, tra frutti rossi e fiori, tannini dolci e note vanigliate. I due autoctoni vanno a circa 10 euro in enoteca, gli altri a meno di 15.

Moreno Coronica, da Umago, ci versa la Malvazija Istarska Berba 2004. Un vino dai profumi contenuti di fiori e fieno che cresce all'assaggio con uno spunto aromatico vispo e un bel grip palatale, lungo e sapido. La Gran Malvazija 2003 si differenzia per un barriccamento del 50% del vino, che rende l'olfatto tabaccoso e reminescente di caramella mou. Note terziarie un po' pesanti che però risultano in bocca alleggerite dal tono gustativo, lo stesso della versione liscia. Finale amarognolo, dai toni farmaceutici. Il Grand Teran 2003, è un Terano dal vivo rubino marcato da cenni purpurei. I 12 mesi di legno piccolo arricchiscono di vaniglia un bel naso di frutta rossa matura, caramella di ribes e spunti di erbe aromatiche. Al gusto un vino succoso e pulito, una valanga di frutta fresca, saporito e bevibilissimo. Sui venti euro quest'ultimo vino, sotto i 10 la Berba.

Ivica Matosevic ci porta i vini di Pova, ma ha trascorso un periodo in Italia, studiando a Pisa. Il suo vino più semplice, la Malvazija Istarska Alba 2004, ha 14%, è di color paglierino tenue e profuma di erba fresca. Al gusto un vino gentile, di buona persitenza. Questo vino ha una versione "barrique", di cui assaggiamo sia il 2004 che il 2002 e il 2001. Il vino più giovane ha un buon bilanciamento olfattivo tra i profumi primari e la cessione del legno, ma la stessa cosa non accade al gusto, dove i delicati aromi della malvasia vengono dominati dalle note terziarie e resta solo una buona acidità ad alleggerire la beva. Miglior connubio nel 2002, anno in cui Matosevic ha ottenuto, in controtendenza, ben 14% di gradazione alcolica. Ora frutto e legno sono meglio bilanciati e il risultato è un vino corposo, di buon equilibrio e ancora assai vivo vista l'età. L'annata 2001 si nota per il colore più marcato e per i sentori di pasticceria. I gradi sono 13,5 e al gusto chiodo di garofano e note plastiche segnano la parabola discendente del vino. Prima di lasciarci Ivica ci propone un'anteprima. La Malvazija 2003 affinata in piccola botte di acacia. Non è ancora un prodotto in commercio, ma si identificherà con nome "Acacia". Nette sono le note di miele, sia nei profumi che al gusto, insieme a spezie e a un corpo maggiore e maggiormente cremoso.

Gianfranco Kozlovic, da Momjan, ci serve la Malvazija Santa Lucia 2003, prodotta in un vigneto di 40 anni di età. Il vino, che fa legno per un 20%, in parte in rovere e in parte in acacia, sfoggia un paglierino abbstanza marcato e una bella complessità olfattiva: fiori bianchi, erbe, anice e spezie. Bocca beverina seppur non semplice; tanta frutta e tanto sapore. La Malvazija Acacia 2001 ha 13,6% affina completamente in barrique nuove di acacia, che tra l'altro sono prodotte il loco. Il colore tende al dorato e i profumi ora sono di idrocarburi, pasticceria e legno. Un vino interessante ma in cui il bel frutto del Santa Lucia è sparito per lasciare il posto a note di spezie e miele. L'annata successiva ci sembra più equilibrata, ricompare il frutto con sentori di pesca e il vino è più fresco. Infine assaggiamo il Muscat Momjanski 2004, ovvero il Moscato di Mommiano. Un vino color carta di 12% dai profumi tenui di moscato e rosa. Molto bella la bocca, dolce senza eccedere e rinfrescata da note minerali. Finale lungo di erbe di campo.

Ancora da Momjan l'azienda Kabola è l'ultima che visitiamo. Marino Markeziae conduce, oltre alla vigna, anche un ristorante famoso per i tartufi, ce lo annotiamo per un prossimo viaggio. La Malvasyia Resérve 2003 ha oltre 13% e affina in legno grande. Ha profumi assai espressivi segnati da una nota dolce e da fiori ed erbe di campo. Al gusto il vino non è al bel livello dell'olfatto, è sempre piacevole ma meno vivace è un po' segnato dal legno. Bella eleganza e piacevolezza per il Muscat 2004, un vino varietale, semisecco, solo 20 gr di zucchero per litro, che si beve che è un piacere. Entrambi i vini costano sui 10 euro, ma il muscat in bottiglia da mezzo litro. Nel futuro dell'azienda c'è poi un vino in anfora, grazie alla consulenza dello stesso enologo di Josko Gravner.

 

 

19 febbraio 2006

 

 
 
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