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Periodico di cultura enogastronomica - In rete dal 1999, per amor di terra

Testata registrata presso il Tribunale di Lucca - ISSN 1592-2855

 
 
Cronache meranesi. Certezza Soave

di Fernando Pardini

Direi che potremmo rompere gli indugi. E' passato anche del tempo. Lontano ormai quello dell'anonimato, ma lontano anche quello delle disillusioni. Famiglie intere di vignaioli hanno intrapreso coscienziose storie contadine, iniziando a gestire da par loro, con intelligenza rinnovata, le storiche terre vitate di Suavia, e a parlare finalmente il linguaggio della sincerità. La voce poi si è sparsa, e il panorama degli attori infittito. La garganega, uva troppo spesso violentata nel passato, eppure - a ben vedere- quanto di più versatile e originale possa esistere tra le nostre care autoctonie, ha ritrovato le coccole e l'impegno a salvaguardarne l'identità, e lei, di rimando, ha iniziato a far vedere quel che vale, traducendo in vini sempre più seducenti e caratterizzati le notevoli virtù in fatto di fruttuosità, mineralità e fragranza. Ecco che i vini Soave hanno cominciato a lasciare il segno, a tracciare nuove strade, sì da recuperare il tempo perduto, conquistandone persino di nuovo. Insieme all'uomo e al vitigno metteteci poi certi terroirs, di cui quei luoghi per la verità non han mai fatto difetto, ed eccovi servito un caleidoscopio di umori buoni nel quale perdersi con voluttà. C'è nell'aria un tale miscuglio di consapevolezza, riscoperta e valorizzazione che non chiede oramai che di rompere gli indugi: da eterna promessa diventare certezza. Così noi li rompiamo: dimora qui, nel veronese, una delle enclaves qualitativamente più importanti in fatto di vini bianchi italiani, oggi. Da quei luoghi una certezza in più. Occorre sostenerlo con forza e con cognizione di causa. Troppe le verità, le circuizioni e i conforti nei bicchieri che bevo.

Un esempio lampante ve lo riassumo qui sotto, in questa sequela intrigante e diversificata di assaggi che ho potuto raccogliere e rimuginare grazie alla presenza e alla collaborazione del Consorzio Tutela Vini del Soave al novembre meranese, nonché, in taluni casi, grazie alla presenza diretta del produttore. Non vuole (perché non può) essere una lista completa, e alcuni favourites mancano all'appello ( i vini di Suavia su tutti, l'ispirato Calvarino di Inama, i cru di Monte Tondo) ma credetemi, il parterre è ricco e sfaccettato e non ha da rimproverarsi niente, tanto l'impegno e la volontà. Che dire? Che stile e identità con gli anni si vanno dichiarando con forza, e i vini possono offrire oggi con orgoglio i lineamenti e le virtù. Le esasperazioni e le tentazioni della prim'ora appaiono, se non totalmente rigettate, perlomeno sapientemente rintuzzate nella maggior parte dei casi. C'è un fermento (pro)positivo da raccogliere e tenere caro, questo c'é. L'orizzonte nel frattempo si va schiarendo sempre più; a ben squadrarlo, ci parla di futuro ed autenticità.

Nota: anche qui ci concediamo una classificazione di merito (crepi l'avarizia!): le apparizioni vanno in stretto ordine decrescente di compiacimento, laddove gli ex-aequo dovrete solo immaginarveli.

Soave Classico Colle Sant'Antonio 2001 - Prà

Severo, orgoglioso, nudo e flemmatico, su richiami di frutta secca e balsami, promette e mantiene sviluppo serrato, importante, ampio e nobile, per una bocca di grande energia motrice,potente nell'incedere, diffusiva e matura. In questo bicchiere rigore, classe e temperamento, e un'idea conclamata di privilegio.

Soave Classico Calvarino 2003 - Leonildo Pieropan

Un naso purista e stilizzato, di agrumi e pietra, coinvolge e intriga. Lui non fa una piega. Inflessibile al palato, fila via diritto con decisione e precisione, regalandoci finissimo portamento, battito minerale e finale circuitore. La beva si fa coinvolgente, da ascoltare in profondità per coglierne i cento rimandi.

Soave Classico La Rocca 2003 - Leonildo Pieropan

Naso seducente e raffinato per una bocca melodica e minerale, polputa senza ostentazioni, bellamente contrastata, più sussurri che grida nonostante il volume che non lesina. Vola alto, non c'è che dire. Manca un niente al pieno cielo.

Soave Classico Superiore Il Tirso 2003 - Marcato

Rovere e frutto qui convolano a nozze consensuali per disegnare un naso stuzzicante, in cui la dolcezza viene stemperata alla bisogna dalle sfumature e dall'intrico aromatico, e così arricchita; la bocca naturale, trasparente, in perdurante degradare armonico, è sapida e minerale, dal frutto maturo e sentimentale. Manca un briciolo di continuità all'elezione, ma è vino questo sorprendente per vibrazioni ed interiorità.

Soave Classico Le Bine 2003 - Tamellini

Fior di lavanda e gelsomino, naturalezza e sensibilità espressiva. E' un naso questo ricco di suggestioni e di frutto giallo maturo. Grande dignità al palato, che è palato cristallino, grasso, con sensazione netta di uva sotto ai denti. Ovvia l'immedesimazione, sincero il conforto.

Soave Classico Superiore Monte Grande 2004 - Prà

Naso complesso, agrumato, speziato, su registro esotico affascinante; bocca di conseguenza: ne cogli il pompelmo e il lime, il piglio e la freschezza, la dolcezza e la tonicità. Bello.

 

Soave Classico Superiore Vecchie Vigne Contrada Salvarenza 2003 - Gini

Qui senti l'impegno nel ventaglio aromatico che è in grado di sciorinare; è naso balsamico, fuso, composito e minerale, con ritorni di rovere e spezie nel finale. In quel palato solido e dedicato poi, se non l'originalità, vi dimora sicuro l'orgoglio.

Soave Classico La Froscà 2003 - Gini

Senso di equilibrio e dialogo amichevole emergono dall'incontro pacifico tra rovere ed erbe aromatiche, quali origano e timo; una bocca cremosa, unita, setosa, penetrante e fiera negli allunghi, sa condurmi fin dove il sospiro appare più minerale e sfumato. Intrigante si fa allora l'ascolto.

Soave Classico Vigneto du Lot 2003 - Inama

Un naso floreale con suggestioni "tardive" lancia una bocca che sente il rovere e chiede tempo per focalizzarsi, pur offrendo articolazione e grassezza. Ha in dote il carattere, questo sì, anche se non mi dispiacerebbero un tatto ed un portamento meno "ruspanti".

 

Soave Classico Monte Alto 2003 - Ca' Rugate

Bella liaison rovere-frutto, senza ridondanze o abusati cliché, per un palato speziato e progressivo, di mandorla dolce e pinolo. Manca un po' di sostanza nel finale, ma c'è impegno e volontà.

Soave Classico Pressoni 2004 - Cantina del Castello

Qui hai un naso molto sfumato, per non dire sussurrato, di pesca sottile e gentile ricamo d'acacia. La bocca è delicata ma definita, e sa offrire leali succosità e freschezza. Manca di complessità e di peso, ma si lascia possedere con desìo.

Soave Classico Vigneto Sengialta 2004 - Balestri Valda

Dopo un attacco lento e farraginoso, segnato dai legni ancora in fase d'assorbimento, si dichiara intrigante l'anima minerale che lo innerva. Lo slancio che ne consegue, insieme alla trasparenza d'intenti che via via si svela, mi appare assolutamente degno di nota.

Soave Classico Monte Tondo 2004 - Monte Tondo

Bella composizione aromatica, modulata e complessa su raffinati ghirigori balsamici. Bocca scorrevole, certamente sotto peso , eppur piacevole e sapida.

Soave San Brizio 2003 - La Cappuccina

Da quel profilo muschiato e sulfureo ne ricavo un rovere che pulsa e si intromette, integrandosi tuttavia efficacemente nel corpus aromatico. Meno equilibrio ho in bocca, laddove, oltre la dignitosa tensione, una nota bruciata mi vuol sottolineare, del rovere, l'insistenza e la testardaggine.

Soave Classico Rocca Sveva 2004 - Cantina di Soave

Ordine, menta e limone per una buona presenza scenica figlia di una tecnica indiscutibile. Una bocca dinamica, spedita, ben fusa, di succo godibile e pieno, sa recuperare le sorti di un naso fin troppo "pacificato".

 

Soave Classico Capitel Alto 2004 - Montresor

Molto profumato anche se molto tecnico, è un bicchiere ordinato, godibile, amaricante, più lungo che largo, che sa stare comunque in compagnia.

Soave Fontégo 2004 - La Cappuccina

La lieve fruttuosità, su quei contorni di erbe aromatiche, mi chiama timidezza e introspezione; una bocca ordinata e dall' equilibrio "sostenibile" mi appare risolta negli assetti, soltanto poco incisiva.

Soave Classico 2004 - Coffele

Sfumato di mughetto e sottile su base timida di frutto, rivela un palato di buona perizia, con la spina acida in evidenza e un ordine conclamato, ma senza lo scarto che faccia la differenza.

11 gennaio 2006

 
 
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