International wine
festival: novità nella continuità
di Luca Bonci, nostro inviato
Merano
- La quindicesima edizione del Festival altoatesino non riserva sorprese
in fatto di appeal: l'ambita meta di vignaioli, operatori e appassionati
non delude le aspettative degli organizzatori, che chiudono l'edizione
2006 snocciolando cifre assai impressionanti: 593 aziende vitivinicole,
1200 vini differenti e più di quarantamila bottiglie stappate.
A godere di tutto ciò oltre 5500 visitatori in tre giorni. Una
folla che, distribuita disomogeneamente dal sabato al lunedì,
aveva lo scorso anno messo a dura prova la possibilità di fruizione
dell'evento, specie nelle ore calde del fine settimana. Tanto che una
delle novità più significative del Festival appena concluso,
o almeno una delle maggiormente visibili, è stata l'istituzione
di posti di blocco che regolavano il flusso di visitatori. Un esercito
di uomini in nero, piuttosto inquietanti dobbiamo dire, dotati di auricolare
e trasmittente, impediva l'accesso nei momenti di maggior affollamento,
che venivano così segnalati da lunghe code di impazienti roteatori
di bicchiere. Un contingentamento degli accessi che riguardava non solo
l'ingresso principale ma anche i passaggi tra le varie stanze e che
ci sembra aver funzionato abbastanza bene. Il disagio di dover stare
in fila era infatti bilanciato da una migliore distribuzione dei visitatori
in tutta la struttura (ben 5000 metri quadri di esposizione, ricordiamolo!)
e da condizioni di vivibilità quasi sempre buone.
Importante
afflusso di pubblico quindi, e importante presenza dei produttori. Oltre
alla ormai consolidata selezione dei migliori 100 d'Italia, ai 100 emergenti,
ai Grand Crus di Bordeaux (una delle sezioni da sempre più
affollate), ai vini dolci di Dulcis in Fundo, ai vignaioli estremi (estremi
non solo per il terroir, ma anche per il tipo di gestione della
vigna, o per la vinificazione), e ai consorzi, era quest'anno presente
una schiera abbastanza folta di produttori selezionati dalla Guida
dei Vinibuoni d'Italia e una rappresentanza di vignaioli altoatesini.
Senza poi dimenticare la selezione di produttori internazionali, le
Donne del Vino e ANIMA, l'Associazione Nazionale Italiana
Metodo Classico Autoctono. Insomma, se rimane l'idea originaria di presentare
al pubblico una selezione ristretta dei migliori vini italiani, risulta
anche chiaro che il successo sempre crescente fa si che si moltiplichino
le occasioni per invitare sempre più aziende al Wine Festival,
manifestazione che ha, da tempo, raggiunto una valenza economica notevole,
per gli organizzatori naturalmente, ma anche per la cittadina di Merano
e per i dintorni dove fioccano le iniziative collaterali (due esempi:
la degustazione di Riesling di Naturno e bio&dynamica "Presentazione
di vini biologici e biodinamici prodotti in sintonia con la natura e
in simbiosi col territorio, col mondo cosmico ed astrale" tenutasi
a Castel Katzenzungen).
Una occasione che rimane quindi "da non perdere", anzi che
andrebbe vissuta con maggior calma, anche per godere dell'ospitalità
e della bellezza di Merano (baciata quest'anno da un bel sole) e delle
zone limitrofe, che riservano bella sorprese a prescindere dal Festival.
18 novembre 2006
Immagini: la sala principale del Kurhaus, un intero
speck.