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Testata registrata presso il Tribunale di Lucca - ISSN 1592-2855

 
 
International wine festival: novità nella continuità

di Luca Bonci, nostro inviato

Merano - La quindicesima edizione del Festival altoatesino non riserva sorprese in fatto di appeal: l'ambita meta di vignaioli, operatori e appassionati non delude le aspettative degli organizzatori, che chiudono l'edizione 2006 snocciolando cifre assai impressionanti: 593 aziende vitivinicole, 1200 vini differenti e più di quarantamila bottiglie stappate. A godere di tutto ciò oltre 5500 visitatori in tre giorni. Una folla che, distribuita disomogeneamente dal sabato al lunedì, aveva lo scorso anno messo a dura prova la possibilità di fruizione dell'evento, specie nelle ore calde del fine settimana. Tanto che una delle novità più significative del Festival appena concluso, o almeno una delle maggiormente visibili, è stata l'istituzione di posti di blocco che regolavano il flusso di visitatori. Un esercito di uomini in nero, piuttosto inquietanti dobbiamo dire, dotati di auricolare e trasmittente, impediva l'accesso nei momenti di maggior affollamento, che venivano così segnalati da lunghe code di impazienti roteatori di bicchiere. Un contingentamento degli accessi che riguardava non solo l'ingresso principale ma anche i passaggi tra le varie stanze e che ci sembra aver funzionato abbastanza bene. Il disagio di dover stare in fila era infatti bilanciato da una migliore distribuzione dei visitatori in tutta la struttura (ben 5000 metri quadri di esposizione, ricordiamolo!) e da condizioni di vivibilità quasi sempre buone.

Importante afflusso di pubblico quindi, e importante presenza dei produttori. Oltre alla ormai consolidata selezione dei migliori 100 d'Italia, ai 100 emergenti, ai Grand Crus di Bordeaux (una delle sezioni da sempre più affollate), ai vini dolci di Dulcis in Fundo, ai vignaioli estremi (estremi non solo per il terroir, ma anche per il tipo di gestione della vigna, o per la vinificazione), e ai consorzi, era quest'anno presente una schiera abbastanza folta di produttori selezionati dalla Guida dei Vinibuoni d'Italia e una rappresentanza di vignaioli altoatesini. Senza poi dimenticare la selezione di produttori internazionali, le Donne del Vino e ANIMA, l'Associazione Nazionale Italiana Metodo Classico Autoctono. Insomma, se rimane l'idea originaria di presentare al pubblico una selezione ristretta dei migliori vini italiani, risulta anche chiaro che il successo sempre crescente fa si che si moltiplichino le occasioni per invitare sempre più aziende al Wine Festival, manifestazione che ha, da tempo, raggiunto una valenza economica notevole, per gli organizzatori naturalmente, ma anche per la cittadina di Merano e per i dintorni dove fioccano le iniziative collaterali (due esempi: la degustazione di Riesling di Naturno e bio&dynamica "Presentazione di vini biologici e biodinamici prodotti in sintonia con la natura e in simbiosi col territorio, col mondo cosmico ed astrale" tenutasi a Castel Katzenzungen).

Una occasione che rimane quindi "da non perdere", anzi che andrebbe vissuta con maggior calma, anche per godere dell'ospitalità e della bellezza di Merano (baciata quest'anno da un bel sole) e delle zone limitrofe, che riservano bella sorprese a prescindere dal Festival.

18 novembre 2006

Immagini: la sala principale del Kurhaus, un intero speck.

 
 
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