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Testata registrata presso il Tribunale di Lucca - ISSN 1592-2855 |
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International Wine
Festival: la Toscana più dolce
di Luca Bonci A Merano, come abbiamo già scritto, la presenza toscana era più che ragguardevole, e non si limitava solo ai bei rossi e a qualche rinascente vino bianco. Nella sezione Dulcis in fundo erano ben 5 i produttori toscani, tutti per presentare quello che forse è, a parità col Chianti, il più classico dei vini regionali: il Vin Santo. Questo tradizionalissimo vino, che solo nella seconda metà degli anni '90 è stato regolamentato da disciplinari, è prodotto con l'appassimento di uva prevalentemente bianca, trebbiano e san colombano, a cui talvolta si aggiungono piccole quantità a bacca rossa, che diventano invece predominanti nella versione Occhio di Pernice. Dopo l'appassimento le uve vengono pigiate e il mosto inserito in piccoli caratelli che poi sono sigillati. La particolarità del vino si deve proprio a questo invecchiamento, che si prolunga per anni, senza nessuna lavorazione né controllo. Una volta si diceva che un Vin Santo che invecchia meno di sette anni non è da farsi, oggi la situazione, e le tecniche di vinificazione, sono assai cambiate e così questo vino dolce lo si trova in offerta con stili e qualità cosi diverse da averne messo anche in crisi, nel recente passato, l'immagine di prodotto pregiato. Cinque Vin Santo selezionati per il Festival di Merano sono segno di una rinascita? Siamo andati ad assaggiarli, e abbiamo ritrovato, pur nell'alto livello qualitativo, quell'abbondanza di stili che in effetti rende problematica la comunicazione di questo bel vino, tanto che in Toscana la frase "non esiste più il Vin Santo come una volta" è ormai diventata luogo comune. Luogo comune, come sempre, da sfatare, e, se risconosciamo che i vini assaggiati possano in effetti incontrare gusti diversi, il nostro suggerimento è quello di esplorare questo mondo così che ognuno possa trovare i Vin Santo per il proprio gusto, a cui affezionarsi e di cui rifornirsi per non farseli mai mancare in casa. Perché questo è il vino dell'ospitalità con cui ogni buon toscano (o simpatizzante) dovrà sempre intrattenere l'ospite pronunciando l'immancabile invito: "...un goccetto di Vin Santo?"
Sorelle Palazzi - Vin Santo Riserva 2001
12 aprile 2007 |
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