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Testata registrata presso il Tribunale di Lucca - ISSN 1592-2855 |
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Milano da bere e
da mangiare... in piedi e al cucchiaio!
di Paolo Rossi
L'evento si colloca nell'ambito di una serie di aperitivi-cene organizzati dalla casa editrice Gribaudo, in collaborazione con il Westin Palace e con la testata Il Giornale, per presentare in modo "concreto" i libri e gli autori più in vista della propria collana "il Gusto". In questo caso, il libro presentato era lo splendido volume illustrato Con il cucchiaio - zuppe, minestre, creme, di Igles Corelli, edito nel 2005.
Ma veniamo alle zuppe: interessanti, senza dubbio; ne citiamo solo alcune:
Interessanti a mio avviso perché, nonostante i chilometrici titoli, le composizioni erano fermamente ancorate alle radici storiche e al concetto di zuppa. Niente spume, niente sublimazioni, niente invasioni molecolari: il farro era farro, i fagioli erano nient'altro che fagioli. E anche questo ha contribuito a spiazzare il pubblico, che magari per certi aspetti si attendeva fuochi e fiamme, spettacolarità di presentazioni e licenze poetiche a non finire. Niente di tutto questo: nei piatti non c'erano quintessenze di, fantasie di, ma ottime zuppe. Evviva. Ma passiamo ai corollari della serata, gli oli e i vini. Parto dalla scelta dei vini, molto intelligente a mio avviso, in quanto ha dato gran risalto a una tipologia, il rosato, che con le zuppe dà il meglio di sé. Ecco allora l'Oltrepò Pavese Brut Rosé di Travaglino, il Montepulciano d'Abruzzo Cerasuolo 2004 di Cataldi Madonna, lo Champagne Cuvée Royale Rosé di Joseph Perrier, affiancati da ottimi bianchi come il Pietramarina Etna Bianco 2000 di Benanti, il Trebbiano Colle della Corte 2004 di Orlandi Contucci Ponno, il Lugana Cà Maiol 2005 di Provenza. Tra i rossi spiccava la scelta di due lambruschi, il Premium Mention Honorable Lambrusco Sorbara 2005 di Cleto Chiarli e il Vigneto Enrico Cialdini Lambrusco Grasparossa di Castevetro 2005 sempre di Chiarli. Da notare l'inserimento in carta anche di una birra, la piemontese Super di Le Baladin. Per quanto riguarda gli oli, ho già accennato ai problemi di
spazio per i tavoli d'assaggio. Problemi che non sono finiti qui. Oltre
ai tavoli troppo piccoli per potersi districare a dovere, degustare
gli oli era un'impresa anche a causa dei recipienti scelti. Anziché
i classici bicchierini da degustazione senza stelo, erano stati forniti
piattini formato tè con un incavo semisferico nel centro: belli,
ma davvero impossibile annusare senza inzupparsi il naso. Per l'assaggio,
l'unica via era quella di adoperare un cucchiaino. Una vera punizione.
Peccato. Tra i miei assaggi, hanno spiccato: A breve si replica, cambiando però il soggetto; i prossimi appuntamenti
di presentazione di volumi Gribaudo al Westin Palace di Milano sono:
19 marzo 2006 |
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