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Testata registrata presso il Tribunale di Lucca - ISSN 1592-2855 |
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La fermentazione
malolattica
di Lamberto Tosi
Per esemplificare meglio facciamo l'ipotesi di aere un vino da uve sangiovese con queste caratteristiche all'analisi:
Il pH: a ph inferiore a 3,1 la FML non si avvia. Il pH ottimale è 4 ma il vino ha spesso pH intorno a 3,4 e dunque bisogna, se possibile, innalzare il pH perché questo favorisce la fermentazione, ma se il pH è troppo alto si ha un attacco degli zuccheri con successivo aumento dell'ac. volatile; il nostro vino ha pH 3,36 per ora teniamolo così. La temperatura: sotto i 12 gradi non si ha FML; l'ottimo è intorno ai 20-22 ma dobbiamo almeno garantire 18-20 C° nel contenitore. La SO2 : un valore di totale superiore a 50 mg/l porta a difficoltà di fermentazione. Nel nostro vino, partendo da 33 mg/l ed avendo aggiunto 25 mg/l (alla svinatura) siamo a circa 58, valore che può dare qualche problema, ma i batteri moderni sono meno sensibili di quelli naturali. L'aerazione: una leggera aerazione della massa favorisce la FML, se questa non si avvia si può quindi procedere ad un piccolo rimontaggio. La FML genera CO2, quindi un sintomo di FML è la produzione di anidride carbonica. L'alcool: l'acool sfavorisce, se troppo alto, la FML Il vino del nosro esempio è in condizioni ottimali. Gli alimenti: i batteri lattici hanno esigenze legate all'incapacità di produrre amminoacidi, ma questi possono liberarsi dai lieviti in decomposizione, tanto è vero che vini leggermente fecciosi sono più facili da fermentare che vini limpidi; in genere si aggiungono comunque alimenti specifici per ovviare ad eventuali carenze. Il ceppo di batteri è importante: in genere si tratta di Leuconostoc oenos, batteri che dovrebbero essere omofermentativi (ovvero fermentare solo l'acido malico e non gli zuccheri) e anche non produttori di ammine biogene responsabili di allergie. La pratica della FML In genere la FML si avvia con batteri liofilizzati, o in pasta, che vanno disciolti in acqua minerale non gassata (perché è sterile) e poi aggiunti in una damigiana di vino da fermentare dove sono stati messi anche gli alimenti. Si tiene questo vino per 24 ore a 24 gradi, poi lo si aggiunge alla massa da fermentare avendo cura di rimescolarlo nella massa. Si pone infine il gorgogliatore sopra la vasca, o botte, e si mantiene la temperatura a 20-22 gradi. Dopo 1 settimana si controlla se vi è produzione di CO2 e, nel caso, se l'acido malico è diminuito. Se dopo 2 settimane non si ha nessun segno di attvità del vino bisogna travasare, togliere le fecce e inoculare nuovamente rifacendo l'analisi della SO2. I fattori da tenere sotto controllo sono: la pulizia dei recipienti dove si attiva la fermentazione, la temperatura dei contenitori, dato che la FML non produce calore, la presenza di CO2 avvertibile anche all'assaggio prima ancora che inizi a gorgogliare il colmatore. 21 novembre 2006 |
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