Irlanda
 
 

Breve sosta a Copenhagen e ...

Svizzera

Irlanda

Barcelona!
Un viaggio in Alsazia
prima parte

seconda parte

La botte di Heidelberg

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

Esordio
La prima cosa che vi viene di pensare all'arrivo in Irlanda è con che coscienza possano affidarvi un'automobile e permettervi di guidarla! L'unico momento di sollievo è quando vi accorgete che almeno l'acceleratore e la frizione sono rimasti dalla parte giusta, ma per il resto è un incubo. È vero che gli irlandesi si mostrano subito gentili (o forse, in prossimità dell'aereoporto, abituati...) e infatti non passano molti minuti prima di trovarsene uno faccia a faccia. Lui capisce che avete sbagliato corsia e gentilmente si sposta per lasciarvi passare, se non che, mentre lui, giustamente, accosta alla sua sinistra, voi continuate a comportarvi da continentali e, scartando a destra, gli siete nuovamente di fronte...

Cordialità
Pranzo, finalmente. Una buona occasione per riposarsi dalla tensione dovuta al continuo ripetersi: "tieni la sinistra, tieni la sinistra...". Anche una buona occasione per approfittare del bagno.

Alcuni vespasiani irlandesi non sono singoli, una lunga parete di porcellana accoglie vari utenti simultaneamente. Forse per questo la cosa assume un aspetto più sociale e capita di venire apostrofati, "How are you?" da un nuovo arrivato, che poi sentite proseguire in una lingua sconosciuta. Non resta che scoprire le carte, "I'm italian" e il gentile collega, comprensivo, abbandonerà il gaelico per parlarvi, in inglese, del più diffuso argomento di conversazione della zona: "Cold! But dry... no rain, thanks to the God!" In effetti è una bella giornata fredda e frizzante, cosa non comune nel Gennaio isolano. Interloquisco un momento e poi lascio il cordiale indigeno, che mi saluta con un "Welcome to Ireland!", a concludere la sua occupazione.

In sala mi aspettano una zuppa calda e un bel bicchiere di Guinness, colmo fino all'orlo. Sulla birra tre dita di schiuma così densa e compatta da sembrare panna montata. Una cupoletta beige tesa sull'orlo del bicchiere senza la minima sbavatura, anni di esperienza della pur giovane barista.

Bed & Breakfast
Questa civile usanza, purtroppo quasi sconosciuta in Italia, permette di pernottare a prezzi modesti in case anche belle, e conoscendo spesso simpatici osti ed ostesse. Nonché di gustare le abbondanti e antidietetiche colazioni irlandesi, proprio come le mangiano loro.

Da un menù di una guesthouse (un po' di più di un B&B ma il concetto è lo stesso) abbiamo copiato:

Corries Heaven Guest House
Breakfast menu

Orange juice, choice of yogurt
Fruits:
grapefruit, mandarin, oranges, prunes and apricot in vanilla syrup
Cereals:
cornflakes, rice crispies, all bran, muesli, weetabix, porridge

Cooked Irish Breakfast
Grilled:
bacon, sausages, tomato and fried egg
poached egg with toast and tomato
scrambled egg with toast and tomato
boiled egg (all eggs free range)

Homemade brown bread and toast
marmalade, honey, preserves, cheese, tea, coffe, boiled milk

Allevamento
In Irlanda vivono quattro milioni di umani ma chissà quanti milioni di pecore, rotonde come aerostati nella loro pelliccia invernale, e mucche e cavalli, che pascolano liberi nei campi, sorprendentemente verdi per la stagione.

Muretti
Il lavoro dell'uomo, specialmente in regioni poco mutate nell'ultimo migliaio di anni, è spesso impressionante. In Irlanda gran parte di questo lavoro lo si rivede nelle migliaia di chilometri di muretti che dividono le verdi colline in tasselli più o meno regolari. Nati probabilmente per segnare confini e come prodotto di scarto del disossamento del terreno, sono ancora lì, mantenuti in ottimo stato, quasi nuovi! E non si pensi a muretti quasiasi! Ogni luogo ha il suo stile, e salendo dal Kerry al Connemara si passa dalle massice muragliette di pietre squadrate a quelli stratificati e compatti, costruiti con un pietra simile alla nostra lavagna o, quasi per contrasto con questi ultimi, a alti muretti rarefatti, dove le pietre poste a losanga lasciano spazio alla vista, che li attraversa per cogliere l'azzurro o il verde dello sfondo.

Cibo
L'Irlanda non è certo famosa per la sua cucina, ma forse la cattiva fama è un po' il riflesso di quella (meritata) del regno britannico, che dall'Italia si frappone quasi a schermare le potenzialità di una cucina semplice ma basata su interessante materia prima. Se infatti la varietà culinaria non è impressionante è però vero che, specialmente all'ovest e particolarmente nei frutti di mare si possono avere gradite sorprese. Certo potrebbero essere nominate anche le gustose colazioni irlandesi, a base di uova, salsicce fritte e bacon rosolato, ma, come già detto, non si tratta di un genere culinario per noi sopportabile a lungo. Molto meglio i molluschi e i crostacei della costa atlantica, specialmente se assaggiati capitando per caso da Paddy Burkes. Anche a pranzo ostriche fresche buonissime (diverse da quelle francesi, dal guscio più rotondo e meno scolpito, di una carnosità eccezionale) o cozze cotte in vari modi, ottime quelle gratinate all'aglio.

È bello entrare a caso in un locale e il giorno seguente scoprire di essere stati da chi organizza il Clarenbridge Oyster Festival, da 43 anni uno dei più importanti festival ostricari dell'isola!

Ma non è tutto qui, e se non vi raccomandiamo troppo la cucina dei Pub, spesso allineata sui bassi livelli commerciali del panino con hamburger e hot-dog, si possono trovare posticini molto interessanti, come The Malt House, a Gawley, dove abbiamo nuovamente gustato freschissime ostriche servite con burro e pane scuro alle noci, e poi:

crema di peperoni e panna arricchita da una crespella;
piatto freddo di mare con gamberetti, gamberoni, granchio, ancora ostriche e salmone affumicato servito con capperi e cipolla;
un buonissimo millefoglie di mare, ossia chele di granchio, salmone e tranci di pesce cotti nello champagne e insaporiti con una salsa acidula a base di vino e aneto, il tutto servito con delle leggere sfoglie calde;
insalata mista di peperoni, radicchio rosso, lattuga, pomodori, ravanelli e arancio... tutte rarità a queste latitudini, indipendentemente dalla stagione.

Su queste specialità, vista l'inesistenza enologica dell'isola, abbiamo bevuto un Sauvignon francese della casa, non male, varietale ed equilibrato, anche se non eccessivamente aromatico.

Concludiamo con un caffe? ...Illy!

Finalmente... Guinness!
Che dire? È la bevanda e gloria nazionale; piace a chi piace ed è sicuramente molto più buona bevuta sul posto che quando la si compera in Italia. A Dublino si può visitare il vecchio magazzino del luppolo, trasformato in museo. Non che sia troppo interessante, ma il biglietto di ingresso dà diritto, a conclusione della visita, a una bella pinta di liquido scuro!

Immagini: un Bed&Breakfast a Tralee. Muretti in Connemara. Paddy Burkes a Clarenbridge (co. Gawley). Una pinta di Guinness.

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