Caffè Mescita
"Da Giannino"
Tavole
d'Alvernia, I:
Le Pré Bossu
L'Enoteca
Italiana di Bologna
Locanda
Mariella
Rifugio Padova
Il Mulino
del Cibus
Il Caveau
des Vignerons
La Casetta
Pranzi
di Natale
Il Circolo
culturale dei pittori Jackson Pollock
L'osteria
del vecchio mulino |
|
Mangiare bene in Svizzera: il "Caveau
des Vignerons"
Ci troviamo a Montreux, cittadina turistica
sul lago di Ginevra (più esattamente lago Lemano) a mezz'ora di
treno da Losanna. Vari personaggi del '900 sono passati da queste parti:
qui Strawinski concluse nel Marzo del 1917 la composizione della "Sagra
della Primavera"; qui Nabokov trascorse, nel grandioso Palace Hotel, gli
ultimi sedici anni della sua vita. E qui si può trovare un buon
assortimento di ristoranti e brasserie che riescono, grazie alla risorsa
del pesce di lago e la vicinanza di regioni ricche di materie prime di
alta qualità (ci riferiamo al Valais e a Gruyere), a contrastare
con grande orgoglio le cucine italiana e orientale.
Dalla trafficata Grande Rue, che corre parallela al bel lungolago, si
dipartono una serie di piccole strade lungo le quali ci si può
inerpicare per raggiungere la Vielle Ville. In una di queste, si
trova un delizioso ristorante dall'invitante nome di "Caveau des Vignerons".
All'entrata sarete accolti dalla affascinante e sempre elegante madame
Repond-Borcard, che gestisce il locale con piglio delle volte addirittura
troppo energico. Se è mezzogiorno, vi guiderà in una elegante
saletta dove si può mangiare bene per una quindicina di franchi
(poco meno di venti mila lire) che per la Svizzera è un prezzo
più che ragionevole.
Ma
è alla sera che accenderà i magnifici lampadari che illuminano
la sala principale del "Caveau": volte a crociera, tavoli in un bellissimo
legno scuro di forma non semplicemente rettangolare ma con gli angoli
"tagliati". La pareti sono decorate (ma non sovraccariche) da oggetti
di legno e ferro battuto, e al centro della parete opposta rispetto all'entrata
vi è un grandioso camino, adornato da pentole di rame, e dove troneggia
la grande mezza forma di formaggio Raclette, la cui superficie è
pronta per essere fusa quando il prossimo cliente chiederà l'omonimo
piatto. Tutto in questo ristorante è disposto con gusto ed armonia,
senza mai essere troppo "tipico" o "turistico".
Il menù è piuttosto ampio: dalle consuete soup (molto
tipica è quella d'orzo, qui chiamato Bali, la cui realizzazione
comprende anche fagioli e bacon affumicato), alle fondue(la moitié-moitié,
cioè metà Gruyere e metà Vacherin, e la fondue
chinoise, dove però il formaggio non c'entra niente, visto
che sono pezzi di carne ad essere inzuppati in un brodo arricchito da
tuorli d'uovo).
Si passa poi al pesce di lago, quasi sempre filetti di pesce Persico;
qui vengono serviti fritti, (facoltativamente abbinabili con una discutibile
salsa a base di maionese) e sono molto saporiti (altrove, sul lago Bieler,
vicino al lago di Neuchatel li avremmo provati "alla mugnaia", cioè
cucinati col burro, ricavandone un ricordo indimenticabile).
Un capitolo a parte meritano le carni arrosto che vengono servite al tavolo
su di una piastra di lava arroventata. Abbiamo assaggiato il "bue", il
cavallo, ma quel che ci ha più impressionato è stato l'agnello,
deliziosamente marinato, e presentato già diviso in bracioline
che potevano essere fatte rosolare a piacimento sulla piastra.
Fra i dolci, notevole il (qui piuttosto ricorrente) parfait flambé,
un semifreddo al caffè ricoperto da una crosta di cioccolato che
viene fusa dalla fiamma; naturalmente gustosa la fondue al cioccolato.
La carta dei vini è piuttosto ben fornita, con una buona scelta,
oltre che di vini francesi, di vini svizzeri sia provenienti dalla regione
di Montreux (il Lavaux) che dal vicino Valais. Visto che presto riferiremo
dei vini del Lavaux nei nostri "appunti di viaggio", qui ci piace ricordare
un Pinot Nero proveniente da uno dei migliori produttori del Valais, l'AOC
Valais Pinot Noir "Cuvereine" 1996, Les Fils Maye Sa Riddes, colore rubino-granato
non particolarmente fitto, caratteristici profumi di chinotto al naso,
e una bella bocca, dolce, dominata da note di ciliegia e rosa canina.
Café-Restaurant et Caveau des
Vignerons,
Rue Industrielle 30-bis,
1820 Montreux
(Marzo 2000)
(rf)
|
|