La
Romagna di qualità
a tavola
Ristorante Il Postale
Caffè Mescita
"Da Giannino"
Tavole d'Alvernia,
I:
Le Pré Bossu
L'Enoteca Italiana
di Bologna
Locanda Mariella
Rifugio Padova
Il Mulino
del Cibus
Il Caveau
des Vignerons
La Casetta
Pranzi
di Natale
Il Circolo
culturale dei pittori Jackson Pollock
L'osteria
del vecchio mulino |
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L'Enoteca
Italiana di Bologna
L'Enoteca Italiana di
Bologna è una tappa obbligata del bere bene del capoluogo emiliano,
che nel 2000 ha avuto come suggello del suo successo una delle tre nomination
come migliore enoteca dal Sommelier Italiano, la rivista dell'Associazione
Italiana Sommelier. È gestita dai sommelier Marco Mannetti e Franco
Casini, e si trova in via Marsala, che è una traversa (sulla sinistra,
venendo dalla Stazione) di via Indipendenza, una delle grandi strade che
portano dalla Stazione al cuore della città.
È innanzitutto un posto dove si possono comprare bottiglie e su
questo è inutile farla troppo lunga: negli altissimi scaffali gremiti
di bottiglie sono rappresentate tutte le regioni italiane, e se sono visibili
ampie selezioni di Piemonte, Toscana, Friuli e naturalmente Emilia Romagna,
non mancano tuttavia le aziende di riferimento delle restanti regioni
italiane, e praticamente tutti i grandi vini del nostro paese sono presenti
spesso non solo nelle ultime annate.
Ma all'ora di pranzo è vicino al bancone che si anima la vita dell'enoteca,
che ha una clientela ben radicata con cui il dialogo dei gestori è
ormai di grande familiarità (lo è un po' meno, dobbiamo
dire, con gli "sconosciuti") e questo rende l'atmosfera piacevole e rilassata.
Anche gli habitué solitari, tipicamente professionisti in
pausa pranzo, vengono coinvolti in scherzose discussioni sui fatti della
giornata ma che sono comunque inevitabilmente punteggiate dai commenti
sui vini bevuti e da richieste di informazioni sui relativi produttori.
E le richieste vengono sempre soddisfatte con puntualità e precisione
da chi evidentemente va in profondità nella ricerca dei prodotti
da offrire.
Ampia la scelta dei vini in degustazione, a partire dalle quattromila
lire al bicchiere e in proporzione al valore del prodotto. Fra i bianchi
presenti nel giorno della nostra visita menzioniamo il Soave di Pieropan
e un Pinot Bianco della Cantina Produttori S. Michele Appiano. Fra i rossi,
tre o quattro proposte dalla Toscana e un paio dal Piemonte (uno era il
Barolo 1995 di Pio Cesare), buona scelta di Sangiovesi di Romagna; rappresentati
anche il Trentino (c'era il San Leonardo 1991), Friuli (il Montsclapade
1994 di Girolamo Dorigo), Umbria e Alto Adige. E senza dimenticare naturalmente
un buon Lambrusco.
L'offerta gastronomica è limitata alla selezione di salumi e di
formaggi (accompagnata dalla "crescente" - versione emiliana della focaccia
- semplice o farcita alle olive), consumata in piatti misti al banco (non
ci sono tavolini) o dentro rosette o nei molto richiesti "zoccoletti".
Nel giorno della nostra visita abbiamo gustato un piatto con salame, lonza,
un eccellente prosciutto di Langhirano e una strepitosa mortadella, di
una consistenza quasi "cremosa" e dal sapore delicatissimo; naturale,
ci è stato detto, è la mortadella di Pasquini, "la numero
uno al mondo". Buono infine il pecorino sardo.
Ma ecco i vini che abbiamo scelto di assaggiare. In mancanza di un vino
dei Colli Bolognesi iniziamo provando il Sangiovese di Romagna 1997
di Villa Spadoni. Di colore rubino pieno e mediamente intenso, mostra
profumi di buona intensità e persistenza di frutta rossa con leggera
speziatura, che con l'ossigenazione assume i tratti dolci del cioccolato.
In bocca parte un po' magro, è di medio corpo e mostra comunque
una bella progressione verso un finale con un bel frutto e di discreta
persistenza.
Siamo poi passati ad "esaminare" la Barbera d'Asti La Solista 1999
dell'azienda Caudrina di Romano Dogliotti. Di colore rubino-violaceo di
media intensità, non si mostra apertissimo al naso. In bocca possiede
bella struttura ed è vellutata e gustosa, senza comunque strafare
nell'intensità dei profumi.
La più bella sorpresa ci è venuta tuttavia dal Teroldego
Rotaliano 1996 dell'Azienda Agricola Conti Martini. Colore ancora
integro; i profumi sono intensi e di granitica persistenza, ed è
sicuramente il vino con più personalità di quelli che abbiamo
provato oggi, dalla prepotente e quasi sfacciata varietalità, che
in bocca ha sostanza, è pieno ed ha un finale ricco di tannini
dolci.
Concludiamo segnalando la presenza di ampii assortimenti di liquori, grappe,
mieli e marmellate.
Enoteca Italiana, Via Marsala 2/B, Bologna
Sito web http://www.enotecaitaliana.it
19/10/2000
(rf)
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