acquabuona.com - italian wine e-zine
Periodico di cultura enogastronomica - In rete dal 1999, per amor di terra

Testata registrata presso il Tribunale di Lucca - ISSN 1592-2855

 
 
Due vini, un incontro ... a Sarzana

di Paolo Rossi

Scusate l'urgenza. L'appuntamento incombe, anzi richiama già l'attenzione dei visitatori, e non si può rimandare. Ovvero, certo che si potrebbe rimandare, ma l'enogastroappassionato è un tipo umano che ha gioia dall'istinto psicogustativo. Che non va fatto attendere.

Non sto a sottilizzare: ho appena bevuto due vini favolosi, devo dirvi dove li ho presi!
A Sarzana. Città bellissima, assolutamente da scoprire, città-ponte e città confine tra Toscana e Liguria, luogo di contraddizioni, e per questo vocata all'apertura. Città dove si respira sereni.

Proprio in questi giorni a Sarzana c'è il mercatino dell'antiquariato in strada, appuntamento immancabile dell'estate. Vi dirò la mia. Io ogni anno al mercatino ci vado, sbircio tra i banchi, sfoglio i vecchi libri, ma alla fine finisco sempre a fare chiacchierate interminabili con Michele Grassi. Michele ha un negozio in centro, una gastronomia-enoteca, "Enogastronomia de Sarzano Le Due Lune".

Non posso resistere. Vedo la vetrina e mi precipito dentro, abbandono i vicini banchetti, l'istinto mi porta qua, tra pan marocchi e torte salate, tra formaggi ricercati e introvabili materie prime in scatola. E soprattutto fra vini che hanno moltissimo da dire. Michele non prende vini a caso. Le immagini di Veronelli alla parete, le tipologie di etichette, la scelta geografica dicono di per sé moltissimo. Poi parli con questo ragazzo timido e forte, concreto e sognatore, e ti si apre un mondo, entri a poco a poco in una filosofia che si sgancia completamente dall'orizzonte del vino mediatico, del vino-moda. Qui il vino non è superstar: è alimento, passione, storia.

Altro non posso dire: solo l'incontro con questo angolo di Sarzana può far capire cosa ci sia qua dentro. C'è sicuramente il meglio dell'enologia dei colli di Luni e della Lunigiana; qua ho cominciato ad esempio a conoscere i vini di Ivan Giuliani, o il brut - incredibile - di Pontremoli, il metodo classico La Casella di Annita Chiappa. Ma stavolta vorrei parlare di due vini più nordici.

Uno. Il Nosiola 2004 Vigna Sottovi dell'Azienda Agricola Francesco Poli, in Santa Massenza di Sottovi, Trento. Il nome di Poli è famoso soprattutto nell'ambito della grappa, ma a quanto pare fa sul serio anche col vino, con una produzione di qualità, portata avanti col metodo di coltivazione biologico. Molto legata al territorio d'origine, la nosiola è poco conosciuta al di fuori del Trentino. Per questo non appena l'ho vista sugli scaffali di Michele l'ho subito presa. Colore giallo-verdognolo, assai scarico, trasparentissima, al naso apporta sensazioni di fiori bianchi, e forse sarà la suggestione del nome, induce al ricordo della nocciola verde, staccata quando non è ancora matura. Poi sensazioni marine, che presagiscono la buona sapidità e l'acidità ben marcata. Se bevuta fredda non dà il massimo; a lasciarla nel bicchiere invece si concede di più, la nota sapida e secca domina e guida il palato, e il finale è di buona lunghezza e succosità. A voler essere pignoli, forse, un po' troppo "pulita", tecnica.

Due. E qua è inutile che si cerchi in altre enoteche. Penso si dovrebbe vagare mesi e mesi prima di trovare la Malvasia (secca) 2003 di Livio Nicolini, viticoltore. Naturalmente è una malvasia istriana, fatta in modo assolutamente artigianale e amatoriale. Su tutto basti a testimonianza l'etichetta, fatta con la stampantina di casa (con l'inchiostro che si scioglie se provi a infilare la bottiglia nel secchiello del ghiaccio). Numeri ridottissimi per questo vino e per gli altri dell'azienda. Ma sensazioni fortissime. Vino contadino consapevole e fiero, nel bicchiere è giallo oro carico, assolutamente non trasparente né cristallino, ma intenso e denso. I filtri li usino pure gli altri. Qua al massimo si chiarifica con bentonite, e non si usano lieviti selezionati. Il risultato al naso è esplosivo. Su tutto si fa notare un sentore di mango, evidentissimo, pieno. Poi affiora una nota di basilico, sembra strano ma è così, e poi ancora il calore e la larghezza di una pesca gialla matura. Strepitoso. La bevuta mantiene e rilancia le promesse: corpo larghissimo, sensazione di masticabilità, acidità e sapidità notevoli, e una nota inconfondibile, che definirei "trappista": sentori luppolati, amarognoli, che corrispondono con la sensazione tattile sulla lingua di un tessuto da birra cruda torbida. Chiude un finale impressionante, lungo, secco, con ritorno della bella nota amarognola.

Di più non riesco a dire. Ringrazio Michele Grassi per avermi fatto conoscere questi due vini, e della sua appassionata competenza. Sugli scaffali ci sono ancora tantissime bottiglie da scoprire.

Quindi, viva Sarzana!

27 agosto 2005

La soffitta nella strada - Mercatino dell'antiquariato, Sarzana, 6-21 agosto 2005
Enogastronomia Le Due Lune, a Sarzana, via Castruccio, 24, tel. 0187/621700

 
 
prima pagina | la parola all'agronomo | l'appunto al vino | l'articolo | in azienda | in dettaglio | en passant | affari di gola
presa diretta | mbud | rassegna | la cucina | appunti di viaggio | assaggiati per voi | visioni da sud | sottoscrivi | scrivici