Dall'IWF di Merano


Cronache meranesi 2003:

Union des Grands Crus de Bordeaux

Alto Adige

Evidenze centro-meridionali (senza dimenticare le isole)

Ancora Sicilia, oltre i luoghi comuni

Di Romagna... sangiovese!

Pianeta Puglia:
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Ancora Sicilia, oltre i luoghi comuni
di Riccardo Farchioni

Ragionare per luoghi comuni può essere comodo e rassicurante, oltre che poco faticoso. Ma ogni volta che si scende sul campo, la realtà si mostra più sfaccettata ed interessante degli schemi precostituiti che inevitabilmente saltano. La Sicilia è terra di vini concentrati e supermaturi? Certo, ma non solo. È anche terra di vini eleganti e snelli, e sorprendenti per la loro personalità, e per fortuna ancora lontani dalla strada della omologazione. Anche perché la Sicilia è grande, e piena di territori assai diversi che molto difficilmente si lasciano sottomettere ad uno stile dominante.

E in Sicilia, quando ci si va una volta, appera si può ci si torna. Questo vale naturalmente nel senso del viaggio, ma anche in senso strettamente enologico. E noi che abbiamo dedicato due puntate "vinitaliane" a questa regione, non abbiamo resistito a rituffarci qui, a Merano, grazie all'ampio panorama offerto dal Wine Festival.


Cantina Sociale di Trapani


Vini di ottima fattura da parte di questa cantina sociale composta da circa 120 soci. Il Forti Terre di Sicilia Rocche Rosse 2002 (syrah 50% cabernet sauvignon e merlot) ha un naso molto profumato, fine ed elegante e pervaso di frutta rossa ben delineata e di note di bacca; al palato entra molto dolce, è subito compatto, morbido e concluso da un tannino di bella finezza. Altro vino ben fatto è sicuramente il Nero d’Avola Forti Terre di Sicilia 2001, che subisce un passaggio in barrique di 10-12 mesi: naso ampio e intenso, pieno di spezie ed erbe aromatiche e seguito da un palato fresco e succoso, saporito e snello. Il Cabernet Sauvignon Forti Terre di Sicilia 2001 è ancora elegante, penetrante, per certi versi quasi “bordolese”; esibisce profonde note floreali ed al palato si svela profondo e concentrato, potente senza essere pesante, dolce e dai tannini di bella qualità.

Fattorie Azzolino (Camporeale – PA)

Il Nero d’Avola 2001, che matura in acciaio, si caratterizza per un colore rubino di media fittezza ed è uno di quei vini che smentiscono in modo plateale il luogo comune di “vini siciliani uguale vini marmellatosi”. Ha infatti profumi molto freschi e lievi (quasi da pinot nero, azzarderemmo), ampi ed intensi, fra i quali si spande prepotente una “zaffata” di erbe aromatiche. In bocca è snello e succoso, anche se la qualità dei tannini non ci è parsa stratosferica. Il Nero d’Avola 2000 mostra qualche dolcezza in più in profumi che si iscrivono comunque nella stessa tipologia, qui accompagnati da note di canna di fucile. È anche questo un vino piacevole, succoso, e anche questo ha qualche asciuttezza nel finale. Il Di’More 2001 è un taglio di nero d’Avola e cabernet sauvignon (20%) che soggiorna un anno in barrique. Di medio impatto olfattivo, riesce comunque a ben coniugare il frutto del cabernet sauvignon con le caratteristiche note speziate e di erbe aromatiche del nero d’Avola. Un vino di medio impatto, di buona freschezza e delicatezza. Il Di’More 2000 ha un naso maggiormente maturo e carnoso che insiste su toni di amarena matura; anche la bocca ha una marcia in più, è rotonda, e possiede una bella concentrazione di frutto. Il tannino è un tantino ruvido.

Feudo Principi di Butera (Butera – CL)

I vini di questo “possedimento Zonin” in Sicilia sono all’insegna del carattere forte ed impetuoso. Già il Calat 2001 (nero d’Avola) ha un naso irruento, pieno di frutta rossa, bacca e cenni di pelliccia d’animale. Si conferma di grande impatto anche in bocca: morbido, “fruttuoso”, maturo e cremoso, dolce e per qualche verso “piacione”. L’altro nero d’Avola, il Deliella 2001, che passa sei mesi in legno piccolo e sei in legno grande, ha un naso meno esplosivo ma molto affascinante, pervaso da ciliegia ed erbe aromatiche. Bella la beva: cremosa, equilibrata e giustamente dolce. Il San Rocco 2001 (cabernet sauvignon) mostra una pepatura al naso quasi aggressiva che accompagna una buona frutta dolce; al palato entra compatto e concentrato, anche se non propriamente grasso, e leggermente squilibrato a causa di tannini piuttosto decisi.

Gulfi (Chiaromomonte Gulfi – RG)

Il Nerobaronj 2001 (nero d’Avola, 12 mesi in legno piccolo) esprime un fruttato profondo in un naso maturo e di bella dolcezza. Il palato possiede una frutta rossa diretta e comunicativa accompagnata da un bel tannino che trascina il finale verso traguardi di grande piacevolezza. Il Nerosanlorenzj 2001 (nasce ad un chilometro dal mare) ha caratteristiche paragonabili anche se espresse con una maggiore dolcezza, in qualche misura marmellatosa. Al palato è compatto, confermandosi di dolcezza un tantino stancante ed è chiuso un tannino ancora da domare. Il Nerobuffaleffj 2000 ha invece un naso molto profondo, sia floreale che fruttato e non privo di una certa austerità. Al palato è fragrante e compatto, con una freschezza e una componente aromatica croccante che tiene botta fino ad un finale molto lungo.

Museum (Cefalù-Gratteri - PA)

Se dovessimo indicare un vino sorprendente per il suo carattere spiccato e irruento, quasi “selvaggio” sceglieremmo probabilmente questo Ribot 2000 (nero d'Avola e merlot): naso intenso e caratteriale, quasi ruvido nei suoi toni di bacca, di note selvatiche e di rovo. Al palato è iperespressivo, croccante, una spremuta di frutta molto matura ma anche succosa. Il Santa Barbara 2000 (cabernet sauvignon, merlot, nero d’Avola e petit verdot) è invece elegante, composto, anche delicato e si conferma in una bocca che però sconta qualche monotonia di troppo su toni dolci.

Terre di Shemir (Guarrato – TP)

Il Selvaggio Rosso 2001 (70% nero d’Avola, 25% syrah, petit verdot) mette in luce un bel naso composto ed elegante da note sia floreali che fruttate accompagnate da toni mentosi. La bocca è sì morbida e saporita, tuttavia pecca forse di scarso dinamismo e termina con tannini dolci, ma un tantino “flosci”.

Paradiso di Lara (Petratagliata – TP)

Il Rosso 2001 (cabernet sauvignon 50%, syrah 30%, merlot) è vino di buon carattere: naso fresco ed espansivo, elegante nei suoi toni floreali e speziati, ha medio corpo e beva scattante, conclusa da bei tannini fini.

Tamburello (Palermo)

Il Dagala Rosso 2001 (80% nero d’Avola, cabernet sauvignon), ha un naso ampio ed intenso che alla frutta affianca toni di canna di fucile; una bocca rotonda, morbida e dai bei tannini caratterizza un vino semplice ma di bella beva. Assai superiore e in assoluto di livello più che buono ci è parso il Pietragavina 2001 (un Monreale Nero d’Avola DOC che soggiorna dodici mesi in barrique) nel quale ad un naso contraddistinto da frutta di bosco rossa e nera mature fa seguito una bocca iperfruttata e di una freschezza e succosità molto accentuate. Un nuovo ritorno fruttato sospinge a lungo il vino verso finale persistente.

Miceli (Palermo)

L’unico bianco assaggiato in questa “sessione” è il Dedicato 2001, uno chardonnay dai profumi dolci e sufficientemente intensi di impronta agrumosa. Al palato entra morbido e mostra una buona progressione aromatica, senza pesantezze né eccessive speziature, arrivando ad un finale piacevole. Il Cabernet 2000 ha note olfattive pungenti con spiccati note di rovo unite ad una forte caratterizzazione minerale. Al palato è pastoso, riesce a coniugare in modo convincente grande maturità e buona finezza concludendo con tannini molto dolci. Notevole eleganza ci è poi parso di ravvisare nel Majo San Lorenzo 2000 (cabernet sauvignon e merlot), caratterizzato da una bocca dalla grande tenuta aromatica, dolce il giusto e dal finale ampio e dal tannino dolce.

Fondo Antico (Rilievo – TP)

Il Nero d’Avola 2002 presenta spiccate caratteristiche di freschezza ed eleganza al naso, che trovano conferma in una bocca sia floreale che fruttata; Il Canto di Fondo Antico 2001 (nero d’Avola 65%, cabernet sauvignon) ha colore cupissimo, note di frutta nera molto matura e sensazioni cioccolatose. Al palato si rivela come vino dalla dolcezza del frutto un tantino eccessiva e da una leggera (forse giovanile) ruvidezza dei tannini. Di diverso carattere è Il Canto di Fondo Antico 2000, dal fruttato più composto, innervato da una forte impronta minerale e sicuramente più fresco. Anche in bocca si presenta più fragrante, succoso in un finale contraddistinto da un tannino maggiormente arrotondato. Il Merlot 2000, dalle intense note di rovo, di spezie ed erbe aromatiche, si mostra meno sfaccettato in un palato dal fruttato dolcissimo e un tantino monolitico. La versione 2001 ha meno dolcezze e più freschezza di frutto. Infine, il Pietra Sacra 2000 mostra un bel melange di profumi ed una bocca equilibrata, dalla beva fresca e anche dolce. La versione 1999 si rivela un vino snello, equilibrato, e senza eccedere in grandi concentrazioni è saporito e tiene bene fino ad un finale di bella lunghezza.

3 febbraio 2004


   

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