La Campania del Taurasi
di Riccardo Farchioni
Perché
fare un viaggio nel mondo del Taurasi? La risposta è semplice:
è qui che il vitigno aglianico (aglianico di Taurasi per la precisione)
sembra essere uno dei migliori candidati a seguire la strada del nebbiolo
e del sangiovese nella produzione di vini importanti e
con le potenzialità giuste per godere di un lungo invecchiamento.
Questa condizione è stata certificata dalla nuova
DOCG con un disciplinare paragonabile appunto, per il rigore imposto
ai tempi di affinamento, a quello delle grandi denominazioni piemontesi
e toscane: devono passare tre anni, di cui almeno uno in legno, prima
della commercializzazione. Un impegno non indifferente per i produttori,
come lo è quello sostenuto da un produttore di Barolo o di Brunello
di Montalcino, che va premiato con una grande attenzione.
E
accanto ai nomi già celebrati e stabilmente inseriti
nelle guide, esiste un intero universo, esiste l'"altra faccia
del Taurasi", accolta a Vinitaly negli ambienti del padiglione
dedicato alla Campania, che riproduceva con grandi scenografie una piazza
di paese.
Come sempre, ognuno ha il suo stile: chi rustico, chi elegante, chi
concentrato e chi lieve. Ma al di là di tutto va messa in risalto
la grande fiducia che viene riposta in questo vitigno, molto spesso
vinificato in purezza (nonostante il disciplinare ammetta altri vitigni
fino al 15% delluvaggio), e protagonista spesso anche in un secondo
vino, più semplice e meno impegnativo nei tempi di invecchiamento,
inserito nella indicazione geografica tipica Aglianico dellIrpinia.
E un supporto fondamentale ad una produzione vinicola in grande progresso viene da una
cucina dalle grandi tradizioni, e per di più intelligentemente aggiornata da chef
come quelle della famiglia Fischetti del Ristorante Oasis-Sapori Antichi
di Vallesaccarda (AV) (tel. 0827.97021, www.oasis-saporiantichi.it),
all'opera in una cena a cura della Regione Campania.
Gli assaggi
Cantine Antonio Caggiano
Di questa Cantina già molto celebrata, sentiamo il Taurì
2002 (aglianico in purezza, vinificazione in acciaio e affinamento
4-6 mesi in barrique) che offre profumi di viola, e sensazioni speziate
espresse con media intensità, bella pulizia, ed affiancate da
una punta vegetale. Di nuovo un bel frutto limpido in una bocca di medio
spessore e dal finale discretamente lungo. Il Salae Domini
2002 presenta al naso un forte contributo di erbe aromatiche, ancora
sensazioni vegetali, e attacca in bocca pronto, fresco, di discreto
impatto, con un frutto ben delineato e forte apporto speziato. Un vino
che, data lannata, mostra carattere ma non probabilmente si esprime
al meglio delle sue possibilità. Infine, il Taurasi
Vigna Macchia dei Goti 2000 sfoggia un naso profondo e sensuale
pieno di marasca ed amarena, abbinate a fascinose sensazioni di prezzemolo
e basilico. Cremoso, molto dolce ma non stucchevole né banale,
termina con una lunghezza più che buona.
Macchialupa
Da questa azienda di recente fondazione (2001) sentiamo LAglianico
2002 che mostra nello spettro olfattivo limpronta
della frutta sia rossa che nera, assieme ad una leggera impronta vegetale
che completa un quadro di bella eleganza. Conferma positiva in un palato
di medio corpo, privo di spigoli, croccante, che stupisce per cremosità
in un vino maturato esclusivamente in acciaio. Il Taurasi
2001 (due anni in barrique) spinge invece il pedale verso un
apporto fruttato dal vistoso carattere confetturato; anche in bocca
conferma uncarattere marmellatoso, concentrato, spesso, denso e dal finale persistente.
I Normanni Cantine Terra di Lavoro
Interessanti i vini di questa azienda, dallo spettro di produzione amplissimo
che comprende praticamente tutte le varietà campane, espresse
in più linee, con relativi prezzi: la linea base,
sotto la denominazione I Normanni, comprende vini da 1.4 a 4 euro (prezzo
"sorgente" senza IVA e ricarichi). Nella fascia denominata
Villa Carafa sono compresi i prodotti più importanti: il Lacrima
Cristi del Vesuvio Rosso Villa Carafa 2002 (80% piedirosso, aglianico)
ha un naso rotondo ed intenso, nel quale si alternano erbe aromatiche,
frutta rossa, cenni di polvere pirica, ed un palato dolce, espressivo
e di bella franchezza. LAglianico Villa Carafa 2002
propone un olfatto improntato sulla confettura di amarena e sulla crostata
di frutti di bosco, e confermato in un palato dolce e maturo, forse pericolosamente
al limite della stucchevolezza, che riesce ad essere bilanciata da una
discreta spinta acida. Netto cambio di marcia, e antenne che
si drizzano per questo Casavecchia 2002 (vitigno
autoctono) dal colore cupissimo e dalla densità che si indovina
subito alla vista. Naso profondo, pieno di frutta rossa e nera, mature,
composte e ribadite in un palato progressivo e ancora profondo, concentrato
e dal bel tenore acido. Infine lo Zinè 2001 (ancora
aglianico), che ha un bel naso persistente e caratterizzato da un frutto dolce
e maturo; peccato che in un palato di corpo medio sembri andare in discesa
invece che in progressione, ribadendo comunque un buon frutto dolce.
Di Prisco
Buone proposte arrivano dallazienda Di Prisco, o meglio dal viticultore
Pasqualino Di Prisco. LAglianico 2001 (15 giorni
di macerazione) ha un naso profondo e di buona intensità, con
note di frutta nera molto matura e confettura di mora. In bocca è
fluido, regala sensazioni confetturate, una grande sostanza
che ne fanno un vino dalla beva piuttosto impegnativa e conclusa da
un tannino ancora piuttosto spigoloso. Su altri livelli viaggia il Taurasi
2000 (un anno in botte grande), caratterizzato da un frutto
nero composto, da qualche spunto terroso e belle note minerali. Attacco
espressivo e pronto in una bocca dalla grande polpa, magari un tantino
compressa, ma dalla indubbia sostanza che si libera infine in un finale
saporito e molto lungo.
Manimurri
Soddisfacente anche il quadro offerto da Manimurri: il 4 Contrade
2003 ha un approccio fresco, basato su una delicata florealità
esposta con buona intensità, persistenza e con qualche cenno
verde sullo sfondo. Si conferma fragrante e fresco al palato, dove tende
ad espandersi con buon carattere. Di altro spessore è il
Rosso Cupo 2002 (otto mesi in barrique, cinque in bottiglia)
che al di là di una scia legnosa non disturbante
sfoggia sicura eleganza, sostenuta anche da note balsamiche ma sorretta
da belle sensazioni di prugna. Il carattere in bocca è quello di un
vino non monumentale ma dal fruttato sicuro, dalla consistenza setosa
e dal bel finale serrato.
Contrade del Taurasi
Di nuovo fresco e di beva invitante questo Aglianico 2002
di Contrade del Taurasi: di colore di media intensità, ha una
frutta rossa ampia e limpida che configura un olfatto brillante ed espressivo.
Carattere coerente al palato, dove un tocco di basilico rende ancora
più fragrante una beva fresca e succosa. Il Taurasi
1999 mostra invece finissima speziatura, erbe aromatiche, qualche
crudezza nel frutto ma grande eleganza. La bocca è diretta, dalla
decisa progressione, e senza essere eccezionalmente piena è scorrevole
e fragrante, lasciando gli influssi del rovere sullo sfondo, fino ad
un finale lungo e speziato. Sul Taurasi Riserva 2000,
che uscirà nel 2005, siamo disposti a scommettere parecchio:
sfoggia un frutto diretto e molto maturo, ancora naturalmente un pochino
monodimensionale; la bocca è compatta, potente, dolce e comunicativa,
ed è conclusa da un finale lunghissimo.
I Capitani
LEmè 2000 (65% aglianico, il restante fra sangiovese
e piedirosso) mostra un bel naso speziato ed estroverso, pervaso di
convincente frutta rossa, al quale segue una bocca che si insiste su
toni di dolcezza fino dallattacco, toni che alla fine risultano
alquanto stancanti. Il Taurasi Bosco Faiano 1999 (12
mesi in botte grande) ribadisce una certa qual ingenuità stilistica:
al naso il quadro, composto di frutta nera, erbe aromatiche e cenni
terrosi, presenta dolcezze rusticheggianti, confermate in un palato
fluido ma di nuovo tendenti ad una certa stucchevolezza.
Azienda Agricola Petiliani
LAglianico 2003 mostra alla vista colore rubino
di media intensità ed una sorprendente densità; il naso
è estroverso, pieno di una fragrante frutta rossa accompagnata
da lieve speziatura, e caratterizzato da buona persistenza; dolcezza,
cremosità e grande densità sono le caratteristiche del
palato, concluso da una carica tannica ancora ingombrante. Il Taurasi
1999 esibisce carattere floreale, di spiccata aromaticità,
invadendo lieve il naso con fresche folate di erbe aromatiche. Al palato
attacca su toni vegetali e di leggera menta, per poi proseguire sicuro
con bella fragranza e succosità.
Cantine dei Monaci
Il Santa Lucia 2001 (qualche mese in barrique) ha un naso fresco
e contraddistinto da una chiara linea vegetale e di canna di fucile;
al palato ha bellimpatto, è spesso, denso senza eccedere
in dolcezze, rotondo e fresco allo stesso tempo. Di impostazione meno territoriale è il Taurasi Monaco Rosso 1999, dove
allolfatto la accentuata laccatura, i toni balsamici e di liquirizia
ne fanno un vino nel quale il carattere del vitigno viene un tantino
schiacciato. Venendo al palato, e ribadite queste considerazioni, non
si possono che rilevare fragranza e profondità di un frutto proposto
in modo elegante e con bella concentrazione.
30 aprile 2004