Dal Vinitaly

Il grande Piemonte del Nord


Appunto (d)al Vinitaly
Sulla strada del Montecucco, strada sangiovesa


Liguria a ponente

La Campania del Taurasi

All'origine dell'Aglianico - Azienda Agricola Michele Laluce

1-5 Aprile: torna Vinitaly

Le nostre cronache delle edizioni passate

 


Appunto (d)al Vinitaly
Sulla strada del Montecucco, strada sangiovesa

di Fernando Pardini

Devo dire che nelle mie intenzioni era di già in programma un'escursione golosa e pagana in quel di Montecucco (Montecucco: o dov'é, vi chiederete?!), poi, grazie all'amato Vinitaly, l'escursione l'ho potuta compiere senza stancarmi affatto nello stand intitolato alla omonima strada del vino (escursione per pigri) saltellando comodamente tra i vari tavoli del salotto. Non è proprio la stessa cosa.... però tenendo conto dell'interesse già instillatomi da quei vini e della frequentazione sia pur frammentaria delle loro terre, quale migliore occasione per approfondire conoscenze di volti e vini ? Montecucco: oddio, il nome forse non avrà dalla sua il conforto della evocazione o la magia onomatopeica della musicalità parlata, ma tant'è, questo è il nome di un piccolo borgo dell'entroterra grossetano con il quale recentemente si è voluto identificare pure il contenitore di tutela e controllo istituzionale della produzione vinicola di un areale nuovo nuovo della nostra Toscana. Insomma, l'ennesima doc, direte voi; sì -rispondo io- una doc prepotentemente "rossista" fra l'altro, e fin qui meraviglia alcuna. Però, a ben guardare, ed il passare del tempo - con i rodaggi, le prime apparizioni, gli assestamenti, le scelte e gli orizzonti- me lo conferma, qualcosa di nuovo c'è, e quel qualcosa mi piace davvero.Partiamo dalla geografia intanto: la doc Montecucco riunisce e accomuna quelli del south side dell'Orcia, il fiume che segna il confine meridionale dell'area classica ilcinese per poi confluire nell'Ombrone. Uno sguardo ad ovest, verso il Mar Tirreno, e ti trovi davanti la piana maremmana dei miracoli; uno sguardo ad est, meglio a nord est, e punti diritto su Montalcino, con il cui territorio quello di Montecucco confina. Una zona ampia direi, prevalentemente collinare, che si sviluppa nella provincia di Grosseto con epicentro in Montenero d'Orcia e diramazioni sostanziali nei comuni di Cinigiano, Civitella Paganico, Castel del Piano, Roccalbegna, Campagnatico, Arcidosso e Seggiano, alcuni dei quali già in odor di Amiata. Venendo ai fatti possiamo certamente affermare che il "fiato sul collo" di Montalcino ha segnato la storia vinicola passata di questa zona e conseguentemente le scelte campagnole, mai concentratesi come necessario sulla qualità della materia prima quanto piuttosto sull'abbondanza e sulla circolazione di damigiane contadine di sanguigna ingenuità. Perché in questa gente ha dimorato per lungo tempo un sentimento di ammirazione e frustrazione nei confronti dei vicini ilcinesi, quasi che l'aura di nobiltà ed importanza dei brunello freddasse anzitempo gli entusiasmi a fare qualcosa di più, che potesse dirsi di personale impronta. Bene, oggi non è più così, e la nascita della doc non ha fatto altro che ufficializzare un sentimento già diffuso di accresciuta consapevolezza corroborato dai primi, importanti risultati. Credere nel proprio lavoro così come nel proprio territorio, ascoltare per interiorizzare gli stimoli esterni, cambiare in meglio, sono i presupposti genuini di ogni agricoltura consapevole, qui amplificatisi sinergicamente al punto da trasformare radicalmente l'approccio agricolo e commerciale nel volger di un sol lustro. E le cose sono cambiate al punto tale che Montecucco potrebbe davvero rappresentare una strada nuova. Sì, una strada diversa, identificativa, ad alta dignità, scritta soprattutto - da quel che vedo assaggio e odoro - in nome del sangiovese. L'attenzione dedicata e rispettosa verso il caro vecchio vitigno toscano con uno spirito rinnovato e avido di conoscenze, la generalizzata assenza di furberie o di voglia di apparire a tutti i costi , il rispetto del tempo di campagna unito all'umiltà e alla genuinità di spirito mi rendono ottimista. La terra sta rispondendo da par suo. C'è una tendenza benemerita - in quei vini- all'equilibrio, uno sforzo continuo teso al riconoscimento varietale e territoriale, ad una cifra stilistica epurata da ostentazioni e forzature, fatta di chiaroscuri, freschezza, eleganza, terrosità, generosità, intuitiva appartenenza, da cui davvero sta spuntando fuori una impronta territoriale di elettiva purezza. I tempi sono ancor giovani per parlare di miracolo Montecucco ma la genuinità e l'ingegno di questi contadini, ai quali per la verità si sono unite di recente maison importanti ad investire sul territorio, la progressiva rivelazione dei vari terroir, la giustezza delle idee nonché i primi risultati vinosi di cui agli assaggi dello scorso anno ( in certi casi eclatanti), quelli di oggi che vi narro insieme alle anteprime di già "ascoltate" dell'annata 2003, mi indicano in Montecucco la vera nuova sorpresa in fatto di toscanità del vino. Adesso basta non farsi prendere dalla frenesia, non dare retta ai grilli parlanti, sviluppare con equilibrio e saggezza il territorio coniugando sapientemente le esigenze della azienda più grande a quelle del piccolo vigneron e continuare a lavorare la vigna per la vigna con cura rinnovata e spasmodica. Se ne vedranno delle belle, senza che sussistano ragioni di soggezione nei confronti di alcunché. Nel frattempo, la volontà di dichiarare in etichetta Montecucco Sangiovese - siamo o non siamo in Toscana? - è già un bel viatico, soprattutto se poi il carattere e l'espressione preziosa del vitigno ce le ritrovi tutte dentro quella bottiglia. Non so dirvi perché, ma parlare di Montecucco oggi è come sentirsi finalmente a casa. Con i piedi per terra tornare a volare. Invece, tornando nuovamente all'appuntamento Vinitaliano e alle degustazioni, qui d'appresso son riuniti nove produttori con relativi vini delle annate che stanno per uscire sul mercato: 2002 per i Montecucco Rosso e Montecucco Sangiovese, 2001 per i Montecucco Sangiovese Riserva.Nella rassegna mancano dei sicuri protagonisti, che è necessario citare. Per esempio Montesalario, che già mi ha stregato con le produzioni recenti di Montecucco Sangiovese 2001 e Riserva 2000; Perazzeta, già ottima con il suo Montecucco Sangiovese Licurgo 2001 e sorprendente en primeur con il Licurgo 2003, dove un respiro giovanile puro e floreale si unisce alla setosità tannica e alla freschezza dell'impianto che verrà; Castello Collemassari, una delle realtà nuove più importanti della zona, creata da Claudio Tipa ( già Grattamacco); Castello di Potentino ed il suo Sacromonte, luogo e vino magici dei quali vi narrerò in sede separata; Villa Patrizia, ovvero uno dei pionieri della viticoltura amiatina, già raccontata altre volte sulle pagine de L'AcquaBuona; Le Capannacce..... altri se ne aggiungeranno, ne son certo.Di tutti coloro che non stanno qui mi riprometto a breve gli assaggi , dei quali vi dirò. Quanto alle annate in gioco, il 2002 anche a Montecucco non pare aver sortito risultati propriamente gloriosi, eppure in certi casi non ha impedito di trarne vini ben stilizzati, rappresentativi, degni e piacevolissimi, nei quali il territorio non si disperde ma vi respira. Discorso a parte per le selezioni 2001, che dimostrano in molti casi le grandi potenzialità di queste terre, in buona parte ancora da esplorare. Tra di loro, son sicuro, si annideranno futuri prim'attori liquidi. E non sto parlando certo a livello soltanto regionale.

Vegni Medaglini Giannetti

Già podere del castello di Porrona, questa cantina porta il nome dei 3 soci fondatori, che conducono oggi 10 ettari di vigna. A due passi, Cinigiano. Dei vini vi dico che qualcosa hanno da guadagnare sul piano dello spessore gustativo mentre appieno ne cogli di già il carattere varietale, dichiaratamente sangiovesista. Come i vignaioli che li creano, rendono anch'essi una benemerita sensazione di ingenuità contadina non disgiunta da una certa timidezza. L'effetto, vedrete, sarà quello di una istantanea amicizia.

Montecucco Rosso Cerro dei Locchi 2002
(sang 90%, mer/malvasia nera)

Il profilo aromatico vinoso - sentori di mora e bosco- ti annuncia un palato in cui spiccata si fa la linea sapida e dichiarato l'attacco acido, poi una impuntatura ed una conseguente ripidità tannica a chiosare, per una sostanza non maturissima a cui si accompagnano note animali di carattere, queste ultime a screziare.

Montecucco Sangiovese L'Addobbo 2002
(sangiovese)

Naso di buona profondità, sfumato e ricco nelle note di sottobosco, mora e pepe, di bella intensità. Bocca diffusiva, di trama e sostegno, sapida e tannica. Non un mostro di continuità, questo no, perché qualche incertezza gustativa la cogli qua e la, eppure coerenza e dignità vi dimorano.

Montecucco Sangiovese Riserva 2001 (sangiovese)

Naso ancora reticente, compresso, boisé con aromi sangiovesisti di cerasa e foglie in retrovia. Tattilmente morbido, caldo, serio, ordinato, dimostra sviluppo ampio e disteso abbraccio, senza meraviglie. Manca una tensione gustativa di livello ma è un vino da crescere, perché generosa è l'impronta, reale la sincerità.

Assolati


Loriano Giannetti e Daniela Sani conducono con impegno questa piccola azienda di Montenero d'Orcia che già ha dimostrato numeri e potenzialità per ben figurare. I vini sono caratterizzati, espressivi, e da essi traspare una chiara attenzione alla qualità della materia, all'estrazione tannica. A proposito di tannini, forse una maggiore parsimonia nell'uso del rovere piccolo, in certe annate, non guasterebbe.

Montecucco Rosso 2002 ( sang 90%, ciliegiolo)

Colore e profumi di buona solidità su note di muschio e sous bois. Buona la beva, di bell'impegno e calore. Tannini ben estratti su peso e forza medi.

Montecucco Sangiovese 2002

Colore profondo e granato per un naso di bell'impegno, con il rovere integrato che batte. Sotto percepisco una certa surmaturazione. Calore, solarità, definizione e corpo disegnano un vino generoso che approfitta ora della veste roverizzata ma che ha in dote pure una certa energia e ragion d'essere. Manca la grinta delle annate migliori ma sotto vi scorgo un buon impianto.

Montecucco Sangiovese Riserva 2001

Naso riflessivo, di giusta collocazione boschiva; more di rovo e pepe nero ne segnano la scia varietale. Nota leggera di moka. La bocca è una diffusa morbida carezza, con tannini setosi e svolgimento fine. Integro ne ho il frutto, per uno stile senza fronzoli, diretto e veritiero.

Le Vigne

Andrea Pettini prima di tutto è un bravissimo oliandolo. Il suo Olivetaccio, da olivastra in purezza, è uno dei must per chi vuole capire di potenzialità seggianesi e non solo. In più, da giovane intraprendente, insieme alla moglie, tenta l'avventura vignaiola con qualche ettaro di vigna nuovo di zecca per vini nuovi di zecca anch'essi. Come il vigneto sono vini da crescere, che devono cioé acquisire profili più rilassati e complessi, e nella crescita slanciarsi. Certo come prima annata imbattersi in un 2002 è un bel banco di prova per aspiranti vignaioli....... sono ottimista però, perché so della serietà.

Montecucco Rosso 2002 ( sang. 100%)

Naso di ciliegia nera matura, sottilmente fumé, pieno ma non greve, con qualche riduzione giovanile a screziare. Bocca di vivido attacco acido, leggermente marcato, discreta tensione nello sviluppo e marcatura tannica rigida nel finale. Ne esce fuori un profilo severo, rigoroso, mascolino, a cui manca forse una capacità espressiva più dialogante e rilassata.

Montecucco Sangiovese Fontecuoia 2002
( sang.100%)

Naso ancora da rilassarsi ed esprimersi appieno, sotto la coltre del rovere che copre una trama fruttata matura. Cospicuo l'effetto, forse monolitico. Bocca che sconta un po' di staticità nel dispiegarsi e tendersi, rendendo una sensazione di morbidezza piuttosto consolatoria.

Parmoleto

Realtà agricola di 10 ettari condotta da Duilio Sodi, Parmoleto si trova a Montenero d'Orcia. Intravvedo nei suoi Montecucco un calore ed una forza innegabile, non priva di ruspante esuberanza. Il montepulciano marca a volte l'impianto regalando colore, ricchezza e rotondità al profilo più austero e rigoroso del sangiovese. Notevoli le riserve, che disegnano bene l'annata di provenienza: profondità, calore, ricchezza, spessore nella 2001; profumi, finezza, slancio nella 2000. Bene così.

Montecucco Rosso 2002 ( sang 70%, montepulciano 25%, cabernet sauvignon 5%)

Naso cospicuo, forse un po' statico, con note animali e reminiscenze floreali, queste ultime ad ingentilire. Bocca morbida, di buona dolcezza, dove il pepe è d'accompagno. Non c'è struttura ne stazza di rilievo ma un insieme ben oliato alla beva. Una sostanziale surmaturità ne determina una staticità d'insieme ed un'evoluzione che chiama una stappatura non troppo ritardata.....

Montecucco Sangiovese 2002
(sang 90%, montepulciano 10%)

Naso interessante perché oltre ad un frutto profondo sa comunicare sensazioni intriganti come di erbe campestri, sottobosco e spezie. Bocca d'abbraccio morbido, corpo, fusione, solo un surplus di ruvidità nella marcatura tannica. Sa farsi apprezzare però con generoso cipiglio. Ne ricevi un'idea di volume e di solo relativa staticità.

Montecucco Sangiovese Riserva 2001
(sang 95%, montep. 5%)

Naso compatto, ancor compresso, di spezie e rovere, che cova dignitoso sostanza ed impegno. Bocca che impatta con una decisa sensazione di volume e forza, e che si fa importante nella matrice tannica. Ricca, con un frutto ed un equilibrio da aggiustarsi ed affinarsi, è bocca di vino caldo e territoriale. Non male davvero.

Montecucco Sangiovese Riserva 2000


Profumi caldi e boschivi, di genuino disegno e riflessione. Succo, densità e finezza tannica per un profilo slanciato di generoso abbraccio. Buono il sostegno acido e rigorosa la linea sapida. Bello.

Orcia Verde

Sempre in area Montenero, ad un passo dall'Orcia e due da Sant'Angelo Scalo, quindi confinante con il meridione di Montalcino, OrciaVerde produce Montecucco ed alleva chianine selezionate. Sulle chianine non so dirvi ma sui vini sì. Gli assaggi effettuati sulla recente produzione nonché questi ultimi mi parlano di grande cura del dettaglio, definizione, frutto, equilibrio e precisione. Una dolce espressività di reale finezza e purezza, soltanto da crescere per ulteriori meraviglie. Nel frattempo, notevolissima appare la riserva 2001.

Montecucco Rosso 2002 (sang 70%,cab sauv 15%, merlot 15%)

Profilo dolce, leggibile, a semplice ed intuitivo coinvolgimento. Bocca morbida e ben vestita, con il merlot che rincuora e consola una sostanza sangiovesa nuda e cruda. Semplice semplice ma piacevole.

Montecucco Sangiovese 2002
(sang. 100%)

Naso sfumato - ciliegia, sottobosco e note fumé in generoso intreccio-. Bocca agile e sapida, che si lascia bere e ribere.....Non ha il corpo nè la struttura degli anni migliori ma ti offre una genuina essenzialità senza fronzoli, costellata da tannini di fiera asciuttezza.

Montecucco Sangiovese Riserva 2001
(sang. 100%)

Naso cospicuo e sostenuto, di frutti rossi e neri, ben supportato dal rovere. Bocca di bella tensione e slancio, ottima materia e rigore. E' vino ricco e materico, questo è, senza orpelli nè finzioni. Un vino che vince e convince.

Leonardo Salustri


Di fede biologica e "terroiriste", Leonardo Salustri è forse il vigneron più borgognone del comprensorio. Selezioni accurate da vecchie vigne, nessuna forzatura, una tendenza chiara a far esprimere i vari terroir nella loro sapida, umorale, terrosa essenza onde poterne apprezzare le sfumature sottili apportate dai minerali o dalle argille, questo è Salustri. Una qualità in costante ascesa che ci regala oggi vini asciutti, affascinanti, nudi, di essenziale purezza per sangiovese puri.

Montecucco Rosso Marleo 2002
(sang. 90%, cilieg 10%)

Naso pimpante, floreale, spigliato e genuino. Bocca fresca, agile, con forti richiami di roccia e terra. Buon carattere. Asciutta ma dinamica.

Montecucco Sangiovese Santa Marta 2000
( sang. 100%)

Naso terroso, generoso, old fashioned, minerale, serio e nudo. Tenue il colore con decadenze meno vive ai bordi. Bocca sapida, di prugna e minerale. Evoluti i cenni ma fascinoso l'insieme. Tannini rigorosi, stilizzati ma non secchi.

Montecucco Sangiovese Grotte Rosse 2000
(sang. 100%)

Profilo austero ma più fruttato del Santa Marta. Ancora rigore nell'aria ma sostanza più sentita al tatto, prugna e bosco. Elettiva tensione sapida. Possiede energia e sfumature in un quadro classico e nient'affatto esuberante, direi stilizzato, con molte ragioni dalla sua parte.

Montecucco Sangiovese Santa Marta 2001
(sang. 100%)

Colore tonico e vitale, molto naturale nell'espressione rubineggiante. Frutto con accenti malinconici e soave tabacco a impreziosire. Bocca sapida, secca senza concessioni, rigorosa, fine e diritta, non espansiva ne volumica bensì decisa e tersa, con il pregio di richiamare a piena voce la terra di appartenenza e regalartela in un bicchiere.

Le Calle

Sei ettari di vigna in quel di Poggi del Sasso, Le Calle cresce vini sanguigni, corposi, calorosi, a delineare un esprit sangiovesista fatto di pienezza e forza, con qualche tratto di rusticità per la verità da smussare ancora.

Montecucco Rosso Campo Rombolo 2003
(sang 90%, cilieg 10%)

Profumi vinosi e pimpanti, come di fragranze fruttate e floreali giovani e fresche. Bocca di violetta ed amarena gentile e succosa. Imbrigliato bene il calor alcolico, è un vino che non sente necessità di complesse complessità ma che nella sua schiettezza si lascia ben bere.

Montecucco Sangiovese Poggio d'Oro 2002
( sang. 100%)

Naso di prugna matura e mora su note più confortanti e dinamiche di erbe aromatiche e minerali. Buona la pienezza. Bocca d'attacco vivido, proseguio dedicato ed ordinata massa tannica. Senti il battito minerale.

Montecucco Sangiovese Poggio d'Oro 2001

Profilo ridotto, mascolino e selvatico. Bocca di più gioviale e precisa diffusione, discreta tensione minerale ed integrità fruttata per un insieme caloroso a cui occorrerà assestare il tiro.

Montecucco Sangiovese Riserva Poggio d'Oro 2001

Naso ferroso, selvatico, di humus e pelliccia, pieno, con nota mineral-ferritica old fashioned e spirito fruttato contenuto, rigoroso ed artisan. La sua bocca presenta qualche spigolatura acida non ben contenuta, eppure dignitosa ne ricevo la sensazione di volume e morbidezza. Mascolina, severa, con polpa rigorosa e carattere ruspante, non sarà un mostro di finezza ma lascia intravedere un carattere niente male.

Tenuta di Montecucco

Realtà importante perché possiede 40 ettari vitati, perché è stata tra le prime a credere nel territorio e perché si fregia di un nome che richiama l'intera denominazione. In più, la Tenuta di Montecucco pare proprio attrezzata- sono terre, intelligenze e cantine - per porsi ai vertici qualitativi della zona. Cura assoluta, confezioni precise e ricche dove il frutto recita la sua bella parte da prim'attore, vinificazioni moderne senza snaturare o mortificare le presumibili peculiarità dei suoi vigneti, tutto questo per vini a nettissima prevalenza sangiovese di sontuosa avvolgenza e spessore, verso i quali intuitivo si fa il trasporto.

Montecucco Rosso Passonaia 2002
( sang. 70%, cilieg. 30%)

Naso riflessivo, asciutto, con bocca rigorosa, fumé, austera e dignitosa per un dialogo trattenuto e contratto, di semplice abbraccio.

Montecucco Sangiovese Le Coste 2001


Naso generoso, impegnato, fulgido nella sua varietale essenza. Bella incisività al palato, dove vi incontri volume e tensione, ricchezza e spessore che aiutano il vino ad uscir fuori con carattere e determinazione. Puledro di giovane tempra, da attendere con ansia perché ci siamo.

Montecucco Sangiovese Rigomoro 2001
( sang. 90 %, sirah 10%)

Naso succoso, pieno, di bella profilatura speziata, sfumato e ricco.......Bocca sontuosa ed avvolgente, tannicamente matura, spessa, accogliente ma tesa. Vino distintivo, di forza e carattere, con una linea slanciata e dinamica nonostante i parametri, la veste e l'apparenza.

Pasqui Dario

Parli con Dario Pasqui e scopri immediatamente la passione che lo anima, che è passione giovanile. Centralità della vigna, basse rese, precisione, cura del dettaglio, spirito da vigneron con tecniche moderne di cantina, tutto questo per realizzare vini in cui il frutto vuole la sua parte. Non solo frutto però: eleganza, spessore, volume e piacevolezza sono voci attinenti ai suoi articoli. L'annata 2002 non gli ha consentito di ottenere il massimo eppure lo stile viene fuori, lo senti. Ricordo con affetto il sorprendente Sangiovese Trottolo 2001, tra i migliori dell'anno.

Montecucco Rosso Trottolo 2002 ( sang. 85%, cab sauv e merlot)

Ricco, boisé, di spinta sensuale e giovanile, ancor compresso ma ben mantenuto. Agile in bocca, di calibrato sostegno acido, fragrante nei sapori e spedito nella trama, mantiene sapidità e dignitosa freschezza sì da favorirne, continua, la beva, senza picchi di complessità.

Montecucco Sangiovese Trottolo 2002
( sangiovese 100%)

Naso sfumato, riflessivo, caldo e caloroso, con un frutto che tende al surmaturo, poi toni tabaccosi più nobili, di buona fusione e charme. Bocca spessa e morbida, senza la tensione e lo slancio propositivo del 2001 giacché il frutto è più spalmato, ma lo stile e la cura si intravvedono anche in una annata non facile.


8 giugno 2004

Vini e vignaioli incontrati nel mese di aprile 2004, al Vinitaly.

 

   

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