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Testata registrata presso il Tribunale di Lucca - ISSN 1592-2855

 
 
Fabrizio Dionisio. Il Syrah figlio di una passione e di una fuga

di Fabio Ciarla

Da Roma a Cortona, dalle aule di un tribunale ai vigneti toscani: la storia di Fabrizio Dionisio

"La mia famiglia ha una casa nella campagna di Cortona da più di trenta anni, ho sempre amato la campagna e la Toscana, la passione per il vino è venuta quasi naturalmente," con queste parole Fabrizio Dionisio spiega come è nata in lui, romano, avvocato figlio di avvocato, la voglia di produrre vino. Nella scelta ha contribuito però anche un altro fattore, una sorta di 'fuga': "I vantaggi della grande città, della metropoli, sono solo teorici - ci dice ancora l'avvocato-vignaiolo - mentre gli svantaggi sono tanti e pratici." Con queste basi è partita l'avventura di Fabrizio Dionisio nel mondo vitivinicolo, che ha portato dopo alcuni anni alla produzione di un Syrah di ottima levatura, frutto di una grande passione, dunque, e di una fuga.

La decisione di impegnarsi davvero in qualcosa di diverso, di lontano dalle aule dei tribunali, scatta intorno ai primi anni novanta: "Da ragazzino non mi interessavo molto della campagna e dei vigneti, poi intorno ai trenta anni mi sono appassionato e nel 1992 ai due ettari e mezzo della proprietà di famiglia ne ho aggiunti altri dodici. E' stato un percorso lungo e difficile, fatto di alti e bassi." Come è naturale che sia, viene da dire, il vigneto ruba l'anima del vignaiolo proprio perché nonostante tutto non potrà mai essere controllato e gestito completamente. Che siano le condizioni climatiche o quelle del terreno, c'è sempre l'imprevisto dietro l'angolo dell'agricoltore, anche questo tuttavia fa parte del fascino di una passione che caratterizza gli uomini di ogni epoca per la capacità di generare sconforto o, viceversa, esplosioni di gioia incontenibili.

"Nel duemila abbiamo cominciato ad impiantare i vigneti, nel 2003 è giunto finalmente il momento della prima vendemmia ed insieme ad Attilio Pagli abbiamo preparato le prime 3500 bottiglie di Syrah Il Castagno, appunto annata 2003" e così dopo gli alti e bassi è partita la produzione vera e propria. A settembre verranno imbottigliate le circa 12mila bottiglie dell'annata 2005 (dopo le quasi 7000 del Syrah 2004), numeri in salita che hanno comportato la preparazione di ulteriori ambienti in un cammino fatto di piccoli e ragionati passi. Dionisio infatti non vuole strafare, gli apprezzamenti arrivati per il Syrah allevato a Cortona non gli hanno fatto cambiare l'idea di rispetto per la vigna e il mondo vitivinicolo in generale, che non ama esplosioni di produzione ma premia chi, salendo un gradino alla volta, mantiene inalterati i livelli qualitativi. Certo l'avvocato-vignaiolo vuole crescere, ma senza scossoni: "Adesso siamo più o meno autonomi per una produzione forse ancora piccola, di circa 20 o 25mila bottiglie all'anno, rispetto ad una potenzialità teorica quasi quadrupla. Ma la mia idea (o meglio, il sogno) è quella di arrivare a produrre al massimo 50 o 60mila bottiglie (dai 15 ettari della superficie vitata aziendale, quindi circa la metà del potenziale del vigneto) continuando così a fare una grande e rigorosa selezione delle uve. Tra qualche anno vedremo se sarà il caso di fare qualche altro passo in avanti verso questo obiettivo finale."

Dopo i numeri cerchiamo però di capire anche di 'cosa' sarà fatto questo aumento della produzione. Insistiamo un po' ma il Dionisio col quale stiamo parlando, in un giorno lavorativo come tanti, è l'avvocato che sta a Roma e che non vede l'ora di poter 'scappare' nella sua tenuta di Cortona, perciò alla fine cede e svela almeno una parte del futuro prossimo: "E' in preparazione il nostro secondo vino, molto probabilmente non sarà un monovitigno ma un blend, c'è qualche preferenza per un taglio bordolese ma ancora non si sa. Non fatemi dire di più."

Merlot e cabernet sauvignon dunque, che insieme al syrah e al petit verdot compongono la quasi totalità delle uve allevate a Cortona dall'avvocato-vignaiolo sotto la supervisione del Gruppo Matura, di cui Pagli è fondatore insieme ad Alberto Antonini. In effetti non c'è che l'imbarazzo della scelta per il prossimo vino targato Fabrizio Dionisio, che però dovrà affrontare anche un'altra difficile sfida nel metterlo sul mercato. Una 'tenzone' tutta familiare che vale la pena di raccontare. L'etichetta del suo Syrah è nata infatti in maniera casuale, fortuita o fortunosa vista la splendida resa che ha sulla bottiglia. Isotta, la prima figlia dell'avvocato-vignaiolo, quando aveva solo cinque anni, ha disegnato un sole e un cuore sul computer, un disegno da regalare al padre. Salvato e inviato, il disegno ha illuminato sia il 'papà' sia il 'produttore' che vivono in Fabrizio Dionisio, che ha deciso di lasciare praticamente intatta la creazione della sua prima figlia per il suo primo vino. Qualcuno si chiederà - Dov'è la tenzone? -. Il fatto è che la storia di questa prima etichetta, che rappresenta degnamente un vino fatto con il cuore e la passione del produttore nei vigneti beneficiando solo dei raggi del sole per maturare, ha fatto scalpore in famiglia e allora per il secondo vino la seconda figlia di Dionisio, Lavinia, che ora ha più o meno cinque anni appunto, vuole a tutti i costi eguagliare la sorella maggiore e sta producendo numerosi disegni, tutti bellissimi naturalmente. Due vini, e due etichette, per due figlie insomma (e meno male che il terzo, Niccolò…non è ancora in grado di entrare in lizza…avendo solo un anno e mezzo!).

Un conto è dirlo e un conto è realizzarlo però, e il povero papà, pur grato di tanto affetto, si trova in una scomoda posizione essendo anche il produttore che deve scegliere un progetto grafico adatto al suo secondo vino. Dionisio sembra aver intravisto per la tenzone una soluzione che tuttavia, non essendo ancora ben definita, non ci permettiamo di svelare. Non ci rimane dunque che attendere di vedere sul mercato la prossima etichetta di Fabrizio Dionisio, l'avvocato-vignaiolo-papà, per scoprire come ha risolto la gara interna alla sua famiglia ma soprattutto se, come crediamo, è riuscito nell'impresa di eguagliare e magari superare il livello qualitativo del Syrah che ormai abbiamo imparato a conoscere e apprezzare.

23 maggio 2007

 
 
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