Vinicola Attilio
Contini: una Vernaccia ... magica
di Franco Santini
Confesso
di aver sentito parlare la prima volta dell'azienda Vinicola Attilio
Contini per caso, durante una piacevole serata trascorsa in un ristorantino
dei Castelli Romani in compagnia di amici sardi. Volevamo bere un buon
rosso dell'isola senza "svenarci", e ascoltando i consigli
dell'Oste decidemmo di provare l'Inu; questo Cannonau in purezza, prodotto
dai Contini con uve provenienti da Oliena (una delle zone di elezione
per il vitigno), si rivelò tanto piacevole e di carattere da
spingermi a volerne assolutamente sapere di più. E così,
approfittando delle ferie in Sardegna, tra tuffi e tintarella, ho fatto
una deviazione a Cabras per conoscere dal vivo questa bella realtà
vinicola.
Ci troviamo nella penisola del Sinis, a pochi chilometri da
Oristano, in quella parte di Sardegna famosa per la bottarga di muggine
e le ceramiche. L'azienda, fondata nel 1898 da Salvatore Contini,
è tra le più antiche e prestigiose case vinicole dell'isola:
i figli e i nipoti del fondatore si dedicano oggi alla gestione dell'attività
a tutto tondo, dalla selezione delle vigne e delle uve, fino al marketing
e alla vendita nei quattro angoli del pianeta. Ad accogliermi ho trovato
Alessandro Contini, il giovane direttore commerciale, che in
compagnia dell'enologo Piero Cella per oltre due ore mi ha parlato
con passione e trasporto della sua azienda e dei suoi vini.
La prima cosa che mi ha colpito entrando nei locali della Contini è
stato un clima diffuso di ospitalità e cortesia; nella movimentata
sala degustazioni, con bancone aperto al pubblico, clienti abituali
e semplici curiosi si alternavano all'assaggio dei vini aziendali. Al
sottoscritto è toccato un trattamento "privilegiato"
(che si capirà dagli assaggi che descriverò a breve),
ma disponibilità e gentilezza erano di casa con tutti. Un'altra
cosa che mi ha sorpreso è l'ottima qualità media di tutta
la produzione aziendale, specie se valutata anche in base al parametro
prezzo. Tutti i vini, dalle due versioni di Vermentino (il Tyrsos
e l'Elibario), passando per il rosso base (che si chiama proprio
così, semplicemente il Rosso di Contini), fino ad arrivare
agli autoctoni Nieddera (vitigno di antiche origini, recentemente
salvato dall'estinzione, che diversi viticultori nell'isola stanno con
fatica tentando di valorizzare) e Cannonau (il già citato 'Inu
e il Tonaghe), sono risultati corretti, ben fatti, dalla beva
estremamente godibile e con un rapporto qualità/prezzo veramente
conveniente.
Ma il nome di Contini da quelle parti si identifica da sempre con la
Vernaccia di Oristano, un vino magico che rappresenta una delle
massime espressioni enologiche della Sardegna e forse dell'intera penisola!
Vitigno di antichissime origini, ha trovato nei terreni delle colline
del Sinis un habitat ideale. Pare che già nel 1400 venisse esportato
in Spagna un vino bianco liquoroso prodotto nell'oristanese, ed è
assai probabile che fosse proprio la Vernaccia. Caratterizzato da basse
rese naturali e da grappoli piccoli e con acini dalla buccia sottilissima,
la Vernaccia di Oristano deve le sue incredibili peculiarità
organolettiche a metodi di produzione, affinamento ed invecchiamento
del tutto particolari.
La
vinificazione è quella classica in bianco, con cui si ottiene
un vino secco che già di suo arriva intorno ai 15° di alcol.
Il miracolo si compie una volta terminata la fermentazione, quando il
vino nuovo è trasferito in piccole botti in rovere o castagno,
che lasciate vuote per 1/5 della capacità, sono sistemate in
ambienti aereati e soggetti a forti sbalzi termici. La presenza dell'ossigeno
dentro la botte favorisce la formazione di un particolarissimo velo
di lieviti chiamati flor (da fiore, a ricordare la forma delle
macchie bianche-giallognole che si formano nelle prime fasi del fenomeno).
Questo manto speciale crea una membrana isolante che lascia passare
solo l'acqua (per evaporazione), mentre le cellule dei lieviti consumano
l'ossigeno in eccesso, preservando il liquido dall'ossidazione. Il vino
dentro le botti diventa così più concentrato e aumenta
di gradazione alcolica arrivando tranquillamente fino a 17°-18°
(in genere aumenta di un grado alcolico ogni due anni).
La
fase di invecchiamento, invece, segue l'antica tradizione del metodo
criaderas e soleras, originaria della regione spagnola
di Jerez, da dove proviene l'omonimo vino liquoroso (più
noto col termine inglese di Sherry). Le piccole botti sono poste
in una serie di file, una sopra l'altra. In ogni fila è contenuto
il vino di una determinata annata, con la fila più bassa (la
solera) che contiene il vino più vecchio, e quelle più
alte (le criaderas) che conterranno i vini più giovani.
Con cadenze periodiche si estrae dalla solera una certa quantità
di vino destinata all'imbottigliamento, che viene poi rabboccato prendendolo
dalle botti della fila immediatamente superiore, e così via a
salire fino ad arrivare alla criadera più alta che viene riempita
col vino dell'ultima vendemmia.
Durante questo processo il vino subisce anche delle trasformazioni organolettiche:
il colore diventa ambrato, limpido e brillante; il profumo intenso,
ampio ed etereo, con note caratteristiche di mandorlo, nocciola tostata
e albicocca secca; il gusto è secco ma morbido, molto caldo,
arricchito da note di spezie e da un finale di bocca piacevolmente amarognolo.
Impropriamente catalogato tra i vini passiti, in realtà la Vernaccia
di Oristano si avvicina di più ad un vino liquoroso: è
ottima come aperitivo se bevuta fresca, oppure come vino da dessert
abbinato a dolci a pasta di mandorle, ai classici mostaccioli sardi,
o, per chi ama osare di più, al cioccolato e ai formaggi erborinati.
La Vernaccia di Contini
La Vernaccia di Oristano è di per sé un grandissimo vino,
ma da Contini ho avuto la possibilità di provarne alcune versioni
veramente emozionanti! Nella cantina dell'azienda si trovano accatastate,
custodite come un tesoro, botti di Vernaccia che sono lì da decenni
(le più antiche risalgono a 70-80 anni fa, ma non è escluso
che ve ne siano anche di più vecchie, visto che prima di allora
non esisteva un sistema esatto di censimento). Analizzandole una ad
una si è visto come a partire dai 17,5°-18° gradi alcool
ha inizio un processo di evaporazione attraverso le doghe di legno,
che porta il prezioso liquido a concentrarsi sempre di più (nelle
botti più vecchie si è ridotto fino a un quindicesimo
del volume iniziale!) e a salire di gradazione, fino a raggiungere i
25°-28°. Cosa accada esattamente durante questo lentissimo processo
evaporativo nessuno è riuscito ancora a capirlo fino in fondo,
ma sta di fatto che dosando sapientemente i blend dalle varie annate
l'enologo è riuscito a tirar fuori dei vini incredibili. Un "dono"
della natura che speriamo i Contini continueranno a regalare a tutti
gli appassionati più a lungo possibile (qui di seguito riporto
in forma sintetica alcune note di degustazione relative a questa emozionante
esperienza).
Vernaccia di Oristano 1997
Colore giallo oro con riflessi ambrati. Bouquet complesso, in cui dominano
note di noce, nocciole tostate e mandorla. Al gusto è calda (15°
abbondanti), morbida, di bella struttura, e con un piacevole finale
di agrumi canditi e una bella persistenza gusto-olfattiva.
Vernaccia
di Oristano 1987
Colore ambrato piuttosto scuro, comunque con una bella brllantezza.
Ha un naso evoluto e complesso, di commovente bellezza: le caratteristiche
note tostate e di canditi si intrecciano ad una dolce albicocca secca,
e a profumi eterei e di legno stagionato. In bocca è secca, pastosa,
con una vigorosa alcolicità (siamo alla soglia dei 16°) che
resta tuttavia confinata in una quadro d'insieme di grande coerenza.
Persistenza infinita. Da meditazione.
Antico
Gregori
Vino "senza tempo", ottenuto dal blend delle migliori annate
di Vernaccia a partire dalla 1971 a scendere fino agli anni Trenta.
Colore ambrato. Olfatto di forte impatto, alcolico, etereo, con i tradizionali
sentori di frutta secca (noci, nocciole, mandorle). Si sente appena
una leggera acidità volatile, mutuata dai "tagli" più
vecchi. Gusto secco, caldo (qui si sfiorano i 18°), rotondo. Pastosità
e lunghezza da vendere!
Pontis 2003
Tipica Vernaccia di Oristano ma dal gusto più dolce e morbido,
frutto dell'appassimento delle uve sui tralci. Matura anch'essa in caratelli
di rovere e castagno, prima di affinare per alcuni mesi in bottiglia.
Colore giallo oro brillante. Naso di notevole intensità, dove
tornano i ricordi di tutti i profumi caratteristici della Vernaccia
classica. Un prodotto delicato ed elegante, molto "femminile".
Azienda Vinicola Attilio Contini
Via Genova 48/50 - Cabras (OR)
Tel. 0783 290806 - www.vinicontini.it
Visita effettuata nel luglio 2007
7 settembre 2007