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Testata registrata presso il Tribunale di Lucca - ISSN 1592-2855

 
 
Vinicola Attilio Contini: una Vernaccia ... magica

di Franco Santini

Confesso di aver sentito parlare la prima volta dell'azienda Vinicola Attilio Contini per caso, durante una piacevole serata trascorsa in un ristorantino dei Castelli Romani in compagnia di amici sardi. Volevamo bere un buon rosso dell'isola senza "svenarci", e ascoltando i consigli dell'Oste decidemmo di provare l'Inu; questo Cannonau in purezza, prodotto dai Contini con uve provenienti da Oliena (una delle zone di elezione per il vitigno), si rivelò tanto piacevole e di carattere da spingermi a volerne assolutamente sapere di più. E così, approfittando delle ferie in Sardegna, tra tuffi e tintarella, ho fatto una deviazione a Cabras per conoscere dal vivo questa bella realtà vinicola.

Ci troviamo nella penisola del Sinis, a pochi chilometri da Oristano, in quella parte di Sardegna famosa per la bottarga di muggine e le ceramiche. L'azienda, fondata nel 1898 da Salvatore Contini, è tra le più antiche e prestigiose case vinicole dell'isola: i figli e i nipoti del fondatore si dedicano oggi alla gestione dell'attività a tutto tondo, dalla selezione delle vigne e delle uve, fino al marketing e alla vendita nei quattro angoli del pianeta. Ad accogliermi ho trovato Alessandro Contini, il giovane direttore commerciale, che in compagnia dell'enologo Piero Cella per oltre due ore mi ha parlato con passione e trasporto della sua azienda e dei suoi vini.

La prima cosa che mi ha colpito entrando nei locali della Contini è stato un clima diffuso di ospitalità e cortesia; nella movimentata sala degustazioni, con bancone aperto al pubblico, clienti abituali e semplici curiosi si alternavano all'assaggio dei vini aziendali. Al sottoscritto è toccato un trattamento "privilegiato" (che si capirà dagli assaggi che descriverò a breve), ma disponibilità e gentilezza erano di casa con tutti. Un'altra cosa che mi ha sorpreso è l'ottima qualità media di tutta la produzione aziendale, specie se valutata anche in base al parametro prezzo. Tutti i vini, dalle due versioni di Vermentino (il Tyrsos e l'Elibario), passando per il rosso base (che si chiama proprio così, semplicemente il Rosso di Contini), fino ad arrivare agli autoctoni Nieddera (vitigno di antiche origini, recentemente salvato dall'estinzione, che diversi viticultori nell'isola stanno con fatica tentando di valorizzare) e Cannonau (il già citato 'Inu e il Tonaghe), sono risultati corretti, ben fatti, dalla beva estremamente godibile e con un rapporto qualità/prezzo veramente conveniente.

Ma il nome di Contini da quelle parti si identifica da sempre con la Vernaccia di Oristano, un vino magico che rappresenta una delle massime espressioni enologiche della Sardegna e forse dell'intera penisola! Vitigno di antichissime origini, ha trovato nei terreni delle colline del Sinis un habitat ideale. Pare che già nel 1400 venisse esportato in Spagna un vino bianco liquoroso prodotto nell'oristanese, ed è assai probabile che fosse proprio la Vernaccia. Caratterizzato da basse rese naturali e da grappoli piccoli e con acini dalla buccia sottilissima, la Vernaccia di Oristano deve le sue incredibili peculiarità organolettiche a metodi di produzione, affinamento ed invecchiamento del tutto particolari.

La vinificazione è quella classica in bianco, con cui si ottiene un vino secco che già di suo arriva intorno ai 15° di alcol. Il miracolo si compie una volta terminata la fermentazione, quando il vino nuovo è trasferito in piccole botti in rovere o castagno, che lasciate vuote per 1/5 della capacità, sono sistemate in ambienti aereati e soggetti a forti sbalzi termici. La presenza dell'ossigeno dentro la botte favorisce la formazione di un particolarissimo velo di lieviti chiamati flor (da fiore, a ricordare la forma delle macchie bianche-giallognole che si formano nelle prime fasi del fenomeno). Questo manto speciale crea una membrana isolante che lascia passare solo l'acqua (per evaporazione), mentre le cellule dei lieviti consumano l'ossigeno in eccesso, preservando il liquido dall'ossidazione. Il vino dentro le botti diventa così più concentrato e aumenta di gradazione alcolica arrivando tranquillamente fino a 17°-18° (in genere aumenta di un grado alcolico ogni due anni).

La fase di invecchiamento, invece, segue l'antica tradizione del metodo criaderas e soleras, originaria della regione spagnola di Jerez, da dove proviene l'omonimo vino liquoroso (più noto col termine inglese di Sherry). Le piccole botti sono poste in una serie di file, una sopra l'altra. In ogni fila è contenuto il vino di una determinata annata, con la fila più bassa (la solera) che contiene il vino più vecchio, e quelle più alte (le criaderas) che conterranno i vini più giovani. Con cadenze periodiche si estrae dalla solera una certa quantità di vino destinata all'imbottigliamento, che viene poi rabboccato prendendolo dalle botti della fila immediatamente superiore, e così via a salire fino ad arrivare alla criadera più alta che viene riempita col vino dell'ultima vendemmia.

Durante questo processo il vino subisce anche delle trasformazioni organolettiche: il colore diventa ambrato, limpido e brillante; il profumo intenso, ampio ed etereo, con note caratteristiche di mandorlo, nocciola tostata e albicocca secca; il gusto è secco ma morbido, molto caldo, arricchito da note di spezie e da un finale di bocca piacevolmente amarognolo. Impropriamente catalogato tra i vini passiti, in realtà la Vernaccia di Oristano si avvicina di più ad un vino liquoroso: è ottima come aperitivo se bevuta fresca, oppure come vino da dessert abbinato a dolci a pasta di mandorle, ai classici mostaccioli sardi, o, per chi ama osare di più, al cioccolato e ai formaggi erborinati.

La Vernaccia di Contini

La Vernaccia di Oristano è di per sé un grandissimo vino, ma da Contini ho avuto la possibilità di provarne alcune versioni veramente emozionanti! Nella cantina dell'azienda si trovano accatastate, custodite come un tesoro, botti di Vernaccia che sono lì da decenni (le più antiche risalgono a 70-80 anni fa, ma non è escluso che ve ne siano anche di più vecchie, visto che prima di allora non esisteva un sistema esatto di censimento). Analizzandole una ad una si è visto come a partire dai 17,5°-18° gradi alcool ha inizio un processo di evaporazione attraverso le doghe di legno, che porta il prezioso liquido a concentrarsi sempre di più (nelle botti più vecchie si è ridotto fino a un quindicesimo del volume iniziale!) e a salire di gradazione, fino a raggiungere i 25°-28°. Cosa accada esattamente durante questo lentissimo processo evaporativo nessuno è riuscito ancora a capirlo fino in fondo, ma sta di fatto che dosando sapientemente i blend dalle varie annate l'enologo è riuscito a tirar fuori dei vini incredibili. Un "dono" della natura che speriamo i Contini continueranno a regalare a tutti gli appassionati più a lungo possibile (qui di seguito riporto in forma sintetica alcune note di degustazione relative a questa emozionante esperienza).

Vernaccia di Oristano 1997
Colore giallo oro con riflessi ambrati. Bouquet complesso, in cui dominano note di noce, nocciole tostate e mandorla. Al gusto è calda (15° abbondanti), morbida, di bella struttura, e con un piacevole finale di agrumi canditi e una bella persistenza gusto-olfattiva.

Vernaccia di Oristano 1987
Colore ambrato piuttosto scuro, comunque con una bella brllantezza. Ha un naso evoluto e complesso, di commovente bellezza: le caratteristiche note tostate e di canditi si intrecciano ad una dolce albicocca secca, e a profumi eterei e di legno stagionato. In bocca è secca, pastosa, con una vigorosa alcolicità (siamo alla soglia dei 16°) che resta tuttavia confinata in una quadro d'insieme di grande coerenza. Persistenza infinita. Da meditazione.

Antico Gregori
Vino "senza tempo", ottenuto dal blend delle migliori annate di Vernaccia a partire dalla 1971 a scendere fino agli anni Trenta. Colore ambrato. Olfatto di forte impatto, alcolico, etereo, con i tradizionali sentori di frutta secca (noci, nocciole, mandorle). Si sente appena una leggera acidità volatile, mutuata dai "tagli" più vecchi. Gusto secco, caldo (qui si sfiorano i 18°), rotondo. Pastosità e lunghezza da vendere!

Pontis 2003
Tipica Vernaccia di Oristano ma dal gusto più dolce e morbido, frutto dell'appassimento delle uve sui tralci. Matura anch'essa in caratelli di rovere e castagno, prima di affinare per alcuni mesi in bottiglia. Colore giallo oro brillante. Naso di notevole intensità, dove tornano i ricordi di tutti i profumi caratteristici della Vernaccia classica. Un prodotto delicato ed elegante, molto "femminile".


Azienda Vinicola Attilio Contini
Via Genova 48/50 - Cabras (OR)
Tel. 0783 290806 - www.vinicontini.it

Visita effettuata nel luglio 2007

7 settembre 2007

 
 
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