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Enologi, dall'Abruzzo meno vino ma di qualità PESCARA - Con la prossima vendemmia si prevede per l'Abruzzo una produzione vinicola di tre milioni e 380mila ettolitri, del 20 per cento inferiore rispetto a quella dello scorso. La stima è dell'Associazione degli enologi ed enotecnici italiani che, comunque, definisce buona la qualità del vino abruzzese di questa annata. La diminuzione quantitativa - sempre secondo l'Assoenologi - è dovuta all'andamento stagionale che ha portato in molte regioni alla formazione di grappoli con buccia grande e polpa concentrata. Anche per le Marche è prevista una riduzione del 20 per cento. (Il Messaggero, 3/9/2000) E a La Morra il Barolo va all'asta Il Re dei Vini è il protagonista assoluto della giornata alla Cantina Gianni Gagliardo di La Morra, dove alle 18 s'inizia la III Asta del Barolo, per la quale sono attesi collezionisti, appassionati, personaggi dello spettacolo, ristoratori da tutto il mondo. Rispetto alle precedenti edizioni, l'Asta del 2000 (che per la prima volta sarà battuta in Euro), si presenta ancora più ricca, con 50 lotti appartenenti a venti annate diverse, dal 1949 al 1990, uno dei quali riservato al Barolo Chinato e comprendente una bottiglia di un'azienda (Zabaldano di Monforte d'Alba) che non esiste più. L'asta sarà preceduta, un'ora prima, dalla canonica «degustazione preasta», e sarà seguita dal «Galà del Barolo», durante il quale alcuni chef dell'associazione Jeunes Restorateurs d'Europe proporranno il loro miglior abbinamento con il Barolo Preve. Il catalogo dei lotti dell'Asta è consultabile su internet al sito www.gagliardo.it
Al via la raccolta. La vendemmia di Pinot nero e Chardonnay
Bruno e Marcello Ceretto presentano il premio letterario e il nuovo gioiello dedicato al barolo. Un cubo magico sulle colline. Svelato sabato a Castiglione Falletto Luca Ferrua Castiglione Falletto Cè un cubo sulle colline del barolo. Ufficialmente sarà presentato sabato con la consegna del premio letterario "Langhe Ceretto", ma da tempo critici e curiosi si arrampicano tra le vigne per spiare qualche scorcio del "gioiello" che i fratelli Bruno e Marcello Ceretto vogliono regalare alla Langa. Un sala degustazione di cristallo dove si potrà scoprire la magia del barolo immersi tra i filari attraverso un vetro che non si appannerà mai. Tutto resta coperto dal mistero. Marcello Ceretto è lartefice di uniniziativa destinata a far discutere e affascinare, Bruno ci si dedica per esaltarne limmagine, per farne un capolavoro di comunicazione. Ma intanto il territorio ancora "turbato" dalla cappella di Brunate, affrescata e trasformata dai maestri Sol LeWitt e David Tremlett, guarda al nuovo evento. Alle 16 di sabato si alzerà il sipario sul "Cubo Ceretto", unoriginale opera architettonica che emerge dalla cantina Bricco Rocche, la grande casa del barolo di una delle più prestigiose famiglie (in azienda sono impegnati anche i figli di Marcello, Elisa e Alessando, e i figli di Bruno, Roberta e Federico) del vino del panorama nazionale. Dietro un oggetto ancora misterioso ci sono mesi di lavoro di ingegneri e architetti e investimenti miliardari. Il "cubo" sarà lappuntamento più importante della giornata del premio letterario arrivato alla sua decima edizione, un evento itinerante tra le cantine della famiglia Ceretto passato in dodici mesi da La Morra, dove, a Brunate, vicino allopificio sorge linquietante cappella, a Castiglione Falletto, casa del Bricco Rocche, il prodotto di punta dei "barolo brothers". Ledizione 2000 del premio sarà consegnata ad Andrè Tchernia e Jean-Pierre Brun per "Le vin romain antique", uno studio attento sulle tecniche di lavorazione seguite dagli "enologi" dellAntica Roma da quale è nato anche un vino che sarà degustato sabato a Castiglione Falletto. Linusuale lavoro dei due archeologi è stato preferito ad oltre quaranta opere presentate da case editrici italiane e straniere, tutte legate alla cultura dellalimentazione. A fare la scelta è stata una giuria composta da Alberto Capatti, Aldo Grasso, Shigeru Hayashi, Franco Iseppi, Massimo Montanari, Folco Portinari, Paola Ricas, Françoise Sabban e Gianfranco Maggi. Un voto sofferto che mostra come aumentino ogni anno le opere di grande interesse legate al mondo dellalimentazione. Una crescita che a Casa Ceretto hanno saputo anticipare con la felice intuizione di inventare il premio dieci anni fa. La stessa voglia di sorprendere, di stupire che accomuna progetti come la cappella o il cubo.
Via alla Festa delluva. Fra tamburi e cavalieri il rosso Gattinara docg GATTINARA A poche settimane dalla vendemmia, che si annuncia di ottima qualità sulle colline delle cosiddette Terre del Nebbiolo del Nord Piemonte, Gattinara propone la Festa dell'uva con un programma fitto di degustazioni ma anche di rievocazioni storiche. Si entrerà nel vivo giovedì, con l'inaugurazione delle mostre, ma il clou si vivrà dal giorno successivo a domenica, quando il centro città, e in particolare piazza Italia, si trasformerà prima in una grande cantina all'aperto, quindi in un borgo medioevale. Le taverne, vale a dire spazi trasformati in ristoranti dalle compagnie della città (le "tabine"), saranno aperte a pranzo e cena offrendo il più tipico degli abbinamenti, cioè i piatti della cucina locale, spaziando anche in Valsesia e nel Vercellese, e il vino "Gattinara docg", un nebbiolo che si sta imponendo pure sul mercato locale dopo essere stato apprezzato in tutto il mondo. Gli organizzatori, Pro loco, Comune ed Enoteca regionale, hanno inoltre voluto sottolineare l'aspetto storico in occasione della 18^ edizione della festa, e quest'anno la rievocazione sarà ancora più spettacolare: sabato pomeriggio il gruppo dei Tamburi di Offagna proporrà musica e spettacolari esibizioni con il fuoco. Lo show di chiusura, domenica, sarà invece la ricostruzione nei particolari di una giostra medioevale. L'appuntamento è sempre in piazza Italia e la dimostrazione sarà curata dai cavalieri di Arezzo. (La Stampa, 5/9/2000) Chianti classico: Vini, cibo e giochi,weekend di festa. Da domani a domenica torna la tradizionale vetrina della produzione della zona. Con tanti eventi e rassegne CATERINA BRIGANTI Il conto alla rovescia ormai è quasi finito e domani, a Greve in Chianti, aprirà i battenti l'ormai tradizionale Rassegna del Chianti Classico. La manifestazione, organizzata dal Consorzio del Marchio StoricoChianti Classico prosegue sino a domenica 10 con un programma incentrato sulla presentazione dei vini della zona (partecipano oltre settanta aziende chiantigiane), ma con il contorno di varie iniziative, fra cui concerti, spettacoli teatrali e giochi pirotecnici. Organizzata da Arcigola Slow Food è invece un particolare caccia al tesoro, la Caccia al Gallo Nero, che domenica porterà i partecipanti a visitare aziende vinicole, gustare piatti e vini, rispondere a domande sugli stessi nonché sulla zona del Chianti Classico e a cimentarsi in prove pratiche di degustazione. Indetto dal Consorzio Chianti Classico e dal Comune di Greve è poi il concorso letterario Favole di Vino, che sabato 9 alle ore 10 vedrà finalmente premiare i suoi tre vincitori. Il programma di domani giovedì, giorno di apertura, è invece il seguente: in piazza Matteotti, alle 17, si terrà l'inaugurazione della rassegna mentre alle 17.30 apriranno i padiglioni di degustazione; alle 18 poi, nel palazzo Comunale, verrà conferita la cittadinanza onoraria a Luigi Cappellini e alle 21.30, di nuovo in piazza Matteotti, ci sarà il concerto «Luci su Lucilla». Per tutti e quattro i giorni della rassegna, oltre agli abituali ristoranti, saranno in funzione dei punti di degustazione e ristoro a cura delle associazioni locali. In questi stessi giorni, nel Chianti, si sta pensando alla prossima vendemmia, che come accade ormai da diversi anni sarà notevolmente anticipata rispetto ai tempi tradizionali per il territorio del Chianti Classico. «Le uve spiega il direttore del Consorzio Giuseppe Liberatore sono già adesso molto ricche di zuccheri, molto concentrate e con livelli di acidità nella norma». Per il gran caldo del mese di agosto, i grappoli sono molto asciutti, ma la pioggia di questi ultimi giorni ha avuto un effetto benefico sulle piante ed è sicuramente servita ad incrementarne la qualità. «Un problema invece l'ha creato la grandine prosegue Liberatore che nella zona collinare di Mercatale Val di Pesa potrebbe aver sensibilmente ridotto la quantità di uve da utilizzare. Molto dipende dunque da questi giorni che ancora mancano alla vendemmia. L'ideale sarebbero delle giornate come queste, calde ed asciutte». (La Repubblica - Firenze, 6/9/2000) "In Sicilia per vini e banche". Zonin torna all'attacco: quotiamo in Borsa la Corvo
Lunedì 11 gli assaggi "en primeur" dalle barrique sotto la storica Ala. Barbera in passerella a Nizza. Appuntamento del cartellone Douja dor
Camerano. Festa da bere col Rosso Conero (Il Messaggero, 7/9/2000) I produttori temono un'ulteriore riduzione dei ricavi. Preoccupazione anche per la remunerazione della Castelli Romani. La vendemmia gioca d'anticipo. Inizia la raccolta per il Frascati Doc, ma i prezzi sono in ribasso di LUIGI JOVINO La terapia è stata rilanciata dalle Colline del moscato. "Cura delluva" a Mango Con le ricette di Giorgio Calabrese Giuseppina Fiori MANGO La "cura delluva", molto praticata nelle Langhe e Monferrato dagli Anni Trenta al dopoguerra, come vacanza salutare dopo le ferie dagosto al mare o in montagna, viene rilanciata dallenoteca regionale "Colline del moscato". E lo fa con il supporto scientifico del prof. Giorgio Calabrese, docente di alimentazione e nutrizione umana allUniversità Cattolica del Sacro Cuore, al quale ha fatto eseguire uno studio. Al castello-enoteca ogni domenica di settembre - liniziativa ha preso il via con molta partecipazione domenica scorsa e proseguirà il 10, il 17 e il 24 - sarà possibile avere indicazioni scientifiche, ricette e modalità per una corretta conoscenza di questa forma dietetica. La "cura delluva" può essere iniziata in diretta con i grappoli esposti sui banconi nel giardino del castello e può essere praticata per alcuni giorni in una quindicina di strutture (agriturismi, Bed & Breakfast) che hanno dato la loro disponibilità. Su richiesta viene fornita lassistenza medica. A dare valore alla proposta sono i risultati della ricerca del prof. Calabrese, che afferma: "Luva per le sue componenti e caratteristiche, si presta in modo eccellente a una cura disintossicante e ricostituente. Lampeloterapia, conosciuta come cura delluva, era già utilizzata da Plinio, Celso e Galeno. Luva è un frutto quasi perfetto". Secondo lo studio di Calabrese, è consigliata a chi soffre di astenia, malattie cardio-vascolari e respiratorie, del fegato e dellapparato digerente, di anemia e depressione nervosa. E sconsigliata a chi soffre di diabete, ulcera gastrica e gastro-duodenite, ai nefropatici. Analizzando i principi attivi delluva e gli effetti sul corpo umano, Calabrese si sofferma sul "resveratrolo", sostanza che si trova nella buccia delluva, che fa abbassare il colesterolo cattivo nel sangue e aumentare quello buono, effetto al quale contribuiscono anche i polifenoli. Lacido tartarico, antiossidante, aumenta la salivazione: pulendo così la bocca diminuisce il numero di batteri che sono causa di infezioni e di carie dentarie. Dice il presidente dellenoteca, Raoul Molinari: "La cura delluva non è un turismo della memoria. Praticata con criteri scientifici può far raggiungere risultati davvero efficaci. Contribuisce inoltre a far crescere il turismo stanziale". (La Stampa, 7/9/2000) Domani apre la nuova Douja dor, domenica il Festival delle Sagre e il 17 si correrà il Palio. Il Gran Settembre dellAstigiano. Tra gli ospiti un Nobel e i vignaioli senesi. ASTI Il gran Settembre è pronto: domani dalle 20 apre la Douja d'Or, sabato sera e domenica saranno protagoniste le tradizioni contadine con il Festival delle Sagre (41 pro loco per il più grande ristorante all'aperto d'Europa) ed infine, domenica 17, Asti tornerà medievale con il Palio. La rassegna vinicola Douja d'Or apre nella nuova sede del Palazzo del Collegio, utilizzando sale e cortile settecenteschi. "Un programma ricco - annota il presidente della Camera di commercio Aldo Pia - con molte nuove idee e un modo diverso di interndere la promozione vinicola". Al concorso nazionale sono stati presentati 845 campioni selezionati da una giuria dell'Onav, di cui 270 premiati e dieci con l'Oscar di eccellenza. E la Douja si trasforma anche in percorso culturale, dalla storia del vino, all'enogastromia dautore con piatti proposti ogni sera da ristoranti come il Gener Neuv, il Cascinalenuovo, Vittoria di Tigliole, La Braja, l'Hasta Hotel, Barbetta di New York e lAntica trattoria della torre di Castellina in Chianti. Ci saranno anche una rassegna dell'editoria specializzata su cucina e vini, mostre d'arte, spettacoli ed "eventi" che riuniranno ad Asti i protagonisti del pianeta vino italiano. Come l'incontro sul mercato europeo del vino, organizzato dall'Ente vini Enoteca italiana di Siena (venerdì 15 alle 10), quello sugli stili di vita alimentari (mercoledì 13 alle 17), in cui sarà ospite d'onore il premio Nobel per la medicina Gunter Blobel. E poi il richiamo inedito di un confronto come "Piemonte chiama, Toscana risponde" (sabato 16 alle 17), con partecipanti di fama come l'enologo Giacomo Tachis e produttori di primo piano quali Albiera Antinori, Angelo Gaja, Nicolò Incisa della Rocchetta, Luigi Dezzani, Giovanni Minetti, Mario Dievole Schwenn, Ezio Rivella, Gianni Zonin e Guido Sodano della Sai Agricola. Asti e Siena dialogano così, oltre che sul Palio, anche per il vino. E la Douja d'Or per il consumatore è anche una facile occasione per crearsi una cantinetta con vini di tutta Italia. Importante il buon rapporto qualità-prezzo, che consente acquisti per tutte le borse: all'ingresso è in vendita un bicchiere con tasca, al prezzo di 5 mila lire (compresa una degustazione a scelta). Per le degustazioni successive si spenderanno altre 2.500 lire che salgono a 5 mila per Barolo e Barbaresco. Ogni sera i produttori delle organizzazioni agricole ed artigiane proporranno un piatto ed un bicchiere di vino a 5 mila lire. Mentre per gustare il "piatto d'autore" dei ristoranti, il costo sale a 20 mila. Prenotazioni Astiturismo (0141/530.357). (La Stampa, 7/9/2000) Mostra degli spumanti. Tesi di laurea per valorizzare le colline del Prosecco l.t. VALDOBBIADENE. «Le Colline del Prosecco tra il Piave e il Soligo: storia e progetto» è il titolo della tesi di laurea degli architetti Alessandro Facchin e Mauro Gugel, discussa lo scorso ottobre alla facoltà di Architettura a Venezia. Per la presentazione dello studio, che si terrà oggi alle 18 nella sala Convegni di Villa dei Cedri, è stato scelto uno palcoscenico d'eccezione, la Mostra Nazionale degli Spumanti, in cui saranno esposte le tavole che illustrano il lavoro dei due neo architetti. L'elaborato è uno studio urbanistico, storico ed ambientale del territorio di produzione del Prosecco Doc, in cui sono individuati alcuni «punti deboli», e propone una serie di interventi progettuali a vari livelli, tenendo d'occhio il rafforzamento dell'immagine complessiva vino-territorio. Vengono presentati inoltre degli interventi progettuali, ovvero il risanamento, la ricomposizione ambientale e la promozione del territorio, attraverso l'individuazione di percorsi tematici automobilistici e ciclo-pedonali, che toccano i principali siti architettonici della Pedemontana trevigiana che grosso modo coincide con l'area del Prosecco Doc. Facchin e Gugel, seguiti per la realizzazione della tesi dall'architetto trevigiano Maurizio Schembri, propongono infine delle soluzioni per riqualificare l'area dell' ex filanda Piva a Valdobbiadene, che «potrebbe diventare il cuore culturale del Prosecco», con una sezione dedicata alla ricerca scientifica sull'enologia e la viticoltura con biblioteca. (La Tribuna di Treviso, 7/9/2000) Quattro Mori, un big dai Castelli E sui Colli di Roma? Domanda legittima, certo. Mentre tutto si muove nell'Italia del vino, e mentre la capitale, del resto, tiene saldamente lo scettro per tutto quello che riguarda questo mondo in costante crescita (primo mercato italiano, città record per numero di adesioni ai corsi di conoscenza e di assaggio, fresca sede di Enoteca pubblica e piazza incontestabilmente primaria per quanto riguarda le grandi manifestazioni enologiche), le terre da vino tradizionale “risorsa" di Roma come stanno? Cosa fanno? CHIANTI - Le pregiate vigne del Chianti Classico... CHIANTI - Le pregiate vigne del Chianti Classico scoprono di avere tanti nemici. Prima la siccità alimentata dal caldo, poi la grandine che ha battuto le colline tra Radda e Valigondoli, dulcis in fundo i cinghiali. Che nel Chianti sono proliferati nonostante le battute autorizzate di caccia. Gli ungulati mangiano i grappoli, rovinano i tronchi delle viti, arrivano a minacciare la sopravvivenza delle piante. Corre preoccupazione tra gli agricoltori. Addirittura il titolare di un'azienda agricola sul versante orientale del Monte San Michele, già tempo addietro, ha tentato di esorcizzare il pericolo prendendolo di petto: chiamò "Cignale" un ottimo vino da tavola faticosamente ottenuto da una vigna esclusiva che, nella prima versione, era stata devastata da un'incursione di cinghiali. Ripiantata la vigna, riuscì a salvarla e a ottenere il vino che nell'etichetta ricorda la fine di quella precedente. Vigneti sotto tiro dei cinghiali anche nelle ultime settimane. "Quando ci siamo accorti che la situazione stava peggiorando abbiamo chiesto di autorizzare una battuta speciale di caccia al cinghiale — dice il titolare di una delle aziende agricole danneggiate dai cinghiali — purtroppo non siamo riusciti a risolvere un granchè perché è stato abbattuto un solo esemplare". Del resto non è operazione agevole seguire gli spostamenti di questi animali, che da qualche tempo, la notte, si avvicinano in gruppi anche alle case. Sono stati notati lungo la statale Chiantigiana a pochi metri dalle prime case di Castellina in Chianti, nella zona del cantiere comunale. Alcuni agricoltori cercano rimedio nella recinzione delle vigne di pregio tramite filo elettrico alimentato da batteria con debole voltaggio. Servirebbe di solito per non far allontanare bestiame al pascolo, ma pare che funzioni anche per la direzione opposta: non far entrare animali indesiderati in aree da proteggere. Questo rimedio ha anche dei costi di tutto rispetto. "Per via dei cinghiali, tanti agricoltori rischiano di perdere i frutti di faticosi mesi di lavoro", dicono infine al Comitato unitario Agricoltori del Chianti. di Andrea Ciappi
Domani comincia la festa nel maniero che ospita lenoteca regionale. Il barolo trionfa nel suo castello. Incontro con formaggi e aceto balsamico BAROLO Con lavvicinarsi dellautunno le Langhe acquistano il loro tradizionale fascino. Per dar modo ai turisti e agli appassionati della buona tavola di apprezzare tradizioni gastromiche in un romantico scenario di colline e castelli, lassociazione "Turismo in Langa", la Pro Loco di Barolo, il Comune e lEnoteca Regionale, hanno organizzato per questo fine settimana la "Festa del vino Barolo". Domani, alle 20,30, nel castello comunale, grande appuntamento con gli "incontri col gusto". Dintesa con i rispettivi Consorzi di Tutela verranno proposti assaggi di prodotti tipici per eccellenza come laceto balsanico di Modena e i formaggi dop Castelmagno, Murazzano, Raschera e Bra. Il tutto in abbinamento al Barolo 96 messo a disposizione dallEnoteca Regionale e ad altri vini delle Langhe. E consigliata la prenotazione allo 0173/364030. Le degustazioni verranno ripeture domenica a partire dalle 15. Sempre domani, alle 22,30, Barolo ospiterà la rassegna "Suoi e luci al castello". Verrà presentato uno spettacolo di magiche luci e musiche dal vivo. In unatmosfera daltri tempi, nel cuore del borgo antico rischiarato dalle fiaccole, il castello di Barolo, testimone di mille anni di storia, si animerà, con gli attori della compagnia di Valter Contiero e numerosi figuranti in costume, per "raccontare" le vicende che lo hanno visto protagonista, dalla fondazione fino agli ultimi nobili abitatori. In quadri successivi, in un gioco di luci ed effetti sonori, si ricorderanno le invasioni saracene, i momenti di vita medioevale, letà risorgimentale e gli ultimi marchesi, Carlo Tancredi Falletti e la sua sposa, Giulia Colbert ed il loro abituale ospite, Silvio Pellico. Domenica larea del castello sarà inoltre animanta da un marcatino delle pulci e artisti di strada. La gestione dei servizi turistici del Castello di Barolo, uno dei più importanti beni culturali delle Langhe, a partire dallo scorso aprile è stata affidata allassociazione "Turismo in Langa". Sono così passati a gestione privata il marketing, la promozione, la gestione delle visite guidate, la vendita di servizi aggiuntivi e lorganizzazione di iniziative a carattere turistico, culturale, relative a questa celebre dimora storica. Lo staff di "Turismo in Langa" ha già concretizzato alcune idee circa la promozione e lutilizzo delledificio. Nelle quattro domeniche di giugno è stata proposta la rassegna "Barolo in terrazza", occasione unica per un assaggio guidato del prestigioso barolo, accompagnato da uninvitante selezione di formaggi, il tutto sulla terrazza che dal piano più alto del castello domina la valle. Sempre in giugno il castello ha ospitato un importante corso di degustazione tenuto da rinomati sommeliers. Partecipare alla "Festa del vino Barolo" può anche essere loccasione per percorerre una serie di itinerari nelle mitiche Langhe raccontate da Beppe Fenoglio e Cesare Paese. Attraverso le dolci colline della bassa Langa strade panoramiche mettono in collegamento gli undici Comuni in cui si produce "il re dei vini, il vino dei re" (Barolo, La Morra, Serralunga, Grinzane Cavour, Diano, Verduno, Castiglione Falletto, Monforte, Novello, Cherasco). Uno scenario mozzafiato che muta curva dopo curva e che conquista a tal punto da rimanere per ore ad ammirare incredibili paesaggi, tra sontuosi caastelli e curatissimi vigneti, dai quali si ricava il pregiato barolo. (La Stampa, 8/9/2000) Tenute del Chianti Classico colpite dalla grandine Michèle Shah Antinori è stato colpito in modo molto grave dalla tempesta, con ampi danneggiamenti fatti nella tenuta di Santa Cristina, a sud di Mercatale Val di Pesa. Santa Cristina comprende 200 acri di Sangiovese sui complessivi 2500 acri di vigne in Toscana. Nella tenuta sono coltivati i grappoli usati per i "Supertuscan" di Antinori, Tignanello e Solaia. "La grandine ha colpito la parte più bassa della proprietà, staccando 50 acri di grappoli di sangiovese, che sono usati per la nostre Villa Antinori Chianti Classico Riserva," ha dichiarato Renzo Cotarella, general manager della Antinori. "È stata una sfortuna, ma sarebbe potuto andare peggio", ha detto Cotarella. "Per fortuna i grappoli del Solaia e del Tignanello sono stati risparmiati dalla grandinata, che ha anche evitato le tenute degli Antinori a Peppoli e Badia a Passignano, nella stessa area. "Il problema con la grandine è che dove colpisce, normalmente rovina tutto. I nostri danni sono equivalenti a 20 mila casse di vino, e saranno coperti dall'assicurazione", ha aggiunto. Anche Vicchiomaggio, Verrazzano and Vignamaggio, tutte entro pochi chilometri di distanza l'uno dall'altro, hanno sofferto qualche danneggiamento, e questo fatto ha consigliato di rimandare la vendemmia di una settimana. "La campagna appariva come fosse stata colpita da una bomba", ha detto Luigi Cappellini, proprietario di Verrazzano. "Stavamo pensando di vendemmiare comunque, ma una parte del nostro Merlot e di uve bianche erano raccolte, e quindi abbiamo spostato la vendemmia di una settimana circa. Quello che abbiamo perso è stato poco. Anche John Matta, proprietario di Vicchiomaggio, ha spostato in avanti la sua vendemmia, iniziata il 2 Settembre. "La tempesta è stata una esplosione di assoluta violenza", ha detto. "Noi siamo stati colpiti solo in parte, e abbiamo fatto in modo da recuperare la maggior parte dei grappoli vendemmiando immediatamente. Non vediamo grossi problemi. È solo una di quelle calamità naturali che si mettono in conto nell'equazione di fare il coltivatore" (Wine Spectator - Daily News, 8/9/2000) Vigneti danneggiati, chiesto lo stato di calamità SAN CASCIANO - La grandine di una settimana fa ha provocato danni ingenti nella zona di Mercatale, Campoli, Valigondoli. Sotto tiro viti ed olivi. Ieri da San Casciano è stata avviata la procedura per la richiesta di riconoscimento di calamità naturale. Ora la pratica transiterà da Provincia e Regione fino ad arrivare a Roma, al Ministero delle Risorse Agricole. "E' stata già segnalata per mezzo di cartografia la zona danneggiata. Ora ci saranno i sopralluoghi, occorrerà accertarsi se riguarderanno solo le tenute che hanno fatto domanda ufficiale di calamità naturale o tutta l'area investita dal nubifragio della scorsa settimana", ha detto ieri l'assessore alle attività produttive di San Casciano Franco Agnoletti. Finora sono giunte al comune 17 domande di danni, soprattutto da piccoli coltivatori. (La Nazione, 9/9/2000) |
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