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L'antico Sannio

Benevento (città che trae origine dall'antica Malies osca o sannita, mentre il nome latino di Maluentum o Maleventum fu cambiato in quello auspicale di Beneventum dopo la vittoria di Manlio Curio Dentato su Pirro, re dell'Epiro) vanta il primato di una leggenda suggestiva che ha ispirato nei secoli poeti ed artisti: La Leggende delle Streghe. La credenza dell'esistenza delle streghe, dal lontano secolo VII, si fuse con gli echi dei misteriosi riti dei Longobardi che di Benevento avevano fatto la capitale del loro vasto ducato meridionale, giungendo fino ai giorni nostri (e per chi non lo sapesse ispirando il celeberrimo liquore Strega, che nasce a Benevento prodotto dalla ditta Alberti, ottenuto da una miscela di erbe, tutt'oggi geloso segreto familiare).

L'area beneventana è terra dal fascino particolare, appartata rispetto ai consueti itinerari turistici in Campania. Le strade che collegano i vari paesini sono piuttosto tortuose e per questo rivelano dietro ogni curva paesaggi sempre diversi. Girando il Beneventano si ha l'impressione di un Sud molto più avanzato della sua immagine stereotipata. Piccole aziende, paesi lindi e perfettamente conservati, e poi una agricoltura fiorente coi suoi campi coltivati e vigneti da premio adagiati sui fianchi di dolcissime colline. La storia di questi ultimi anni ha visto un progressivo divenire di questa zona, da anonimo serbatoio di uve e vino sfuso destinato al consumo quotidiano (quando non deviato verso nord per essere utilizzato in abili tagli...), alla nuova generazione di moderni produttori che affondano saldamente le proprie radici in un glorioso passato e che hanno saputo elaborare pregiatissimi vini (ed aggiungerei olii).

Ocone produce i vini del Sannio dal 1910. La superficie coltivata a vigneto è di 35 ettari a coltura biologica e contemporaneamente l'azienda sta portando avanti la realizzazione di uno stabilimento enologico sempre più moderno e attrezzato. L'Aglianico del Taburno DOC è prodotto da uve aglianico 100% e, nonostante sia il rosso base dell'azienda, già denota una discreta struttura. Sempre da uve aglianico 100% sono prodotti sia il cru Vigna di Pezza La Corte che l'Aglianico del Taburno Diomede, che mostrano una maggiore austerità il primo ed una interessante complessità il secondo, senza però mai perdere di vista la piacevolezza della beva. La famiglia Ocone produce anche un Piedirosso del Taburno DOC da vendemmia piuttosto tardiva: caldo, morbido ed avvolgente. I bianchi sono ottenuti selezionando le qualità di vitigni autoctoni sempre sotto la DOC Taburno. Greco,coda di volpe e falanghina, tutti vinificati in purezza, si lasciano apprezzare esaltando le caratteristiche e la tipicità dei vitigni. Il cru Vigna Del Monaco, ottenuto da uve falanghina 100%, appartiene al novero dei migliori bianchi prodotti non solo nella zona ma nell'intera regione. Da segnalare infine anche la produzione di un vino spumante prodotto con metodo tradizionale da un originalissimo uvaggio di uve Aglianico, Falanghina, Coda di Volpe. Questo spumante, dal colore giallo paglierino piuttosto carico, è caratterizzato da un profumo intenso che evidenzia la lunga permanenza sulle fecce. E' in corso anche il recupero di alcuni vitigni antichi ritenuti pressochè scomparsi.

Da Ponte ci spostiamo a Torrecuso in contrada Fontanavecchia dove ha sede l'azienda agricola Orazio Rillo che si estende su di una superficie coltivata a vigneto di circa otto ettari. Il territorio è completamente in collina con esposizione a mezzogiorno. Nella vinificazione e lavorazione delle uve vengono seguiti metodi artigianali nel rispetto delle vecchie tradizioni, onde garantire la genuità e la qualità dei prodotti. La potatura delle viti viene effettuata in modo che la pianta non produca quantità eccessive di uva al fine di esaltare il colore e i profumi dei vini. L' Aglianico del Taburno DOC Fontanavecchia, da uve aglianico 100%, è imbottigliato dopo un anno di permanenza in botti di rovere e presenta un colore rosso rubino carico, profumi caratteristici e persistenti e un gusto asciutto leggermente tannico, tendente al vellutato con l'invecchiamento. La Falanghina del Taburno DOC è ottenuta dalla vinificazione in purezza delle uve falanghina che conferiscono un'elevata nota di freschezza. Il colore è un giallo paglierino, il profumo fine ed elegante, il sapore asciutto e delicato. Verso livelli qualitativi sempre più alti è orientata la produzione della riserva Orazio, sempre da uve aglianico 100%, invecchiata in barriques ed affinata in bottiglia, già oggetto di numerosi riconoscimenti a livello nazionale ed internazionale (prima portabandiera dell'azienda era un altro Aglianico, il Fontanavecchia Riserva Vigna Cataratte). Il bianco Facetus si appresta a seguire le orme di Orazio ed è tra le migliori espressioni bianchiste del territorio. Da segnalare anche la produzione di un ottimo rosato sempre con l'etichetta Fontanavecchia.

A Foglianise, salita da un anno alla ribalta nazionale con i suoi sorprendenti vini, troviamo la Cantina del Taburno. Il trebicchierato Bue Apis è solo la punta di un iceberg di una produzione altamente qualificata che ha reso celebre questa enorme struttura cooperativa, che non ha nulla da invidiare alle sue "sorelle" dell'Alto Adige. Non vi sarà facile, data la limitata produzione, reperire il Bue Apis in enoteca o al ristorante, ma sono certo che non rimarrete delusi, e soprattutto non dovrete vuotare il vostro portafoglio, affidandovi agli altri validissimi vini prodotti, tra cui spiccano le selezioni Delius (aglianico 100% affinato in barrique) e Folius (falanghina 100% affinata in barrique), così come i DOC base: Aglianico, Greco e Falanghina. "Dulcis in fundo", ed è proprio il caso di dirlo, è una emozionante falanghina vendemmia tardiva.

A Castelvenere la Fattoria Ciabrelli, che ha puntato fin dall'inizio alla riscoperta di antichi vitigni, si estende su una superficie di circa 5 ettari. I suoi vini costituiscono oggi un valido esempio di una tradizione secolare, accanto ad interessanti novità sul prodotto dell'innesto e nuove tecniche enologiche sui vitigni originari del vennerese. Il Vigna di Castelvenere Solopaca Bianco DOC prodotto da uve grieco, cerreto, falanghina, coda di volpe e malvasia, presenta un colore giallo paglierino, un profumo vinoso, persistente e gradevole, un sapore piacevole e liscio. La versione in rosso, ottenuta da uve aglianico, piedirosso, sangiovese e sciascinoso, ha un colore rosso rubino, un profumo vinoso ed etereo, un sapore vellutato ed asciutto.

Sempre a Castelvenere presso la Antica Masseria Venditti, nata nel 1958, è possibile non solo degustare degli ottimi vini, ma anche mangiare in azienda (prenotando fino a 40 coperti) ed eventualmente, pernottare (12 posti letto). Nicola, titolare, viticultore oltre che enologo, ha voluto un prodotto veramente biologico: dalla concimazione effettuata con sostanze organiche nel pieno rispetto dell'ambiente naturale, alla raccolta manuale delle uve con personale specializzato, al brevissimo tempo corrente tra la raccolta e la vinificazione. Il Solopaca Bianco DOC Bacalat (dal cognome dei vecchi proprietari della vigna) viene prodotto con uve falanghina, grieco, cerreto ed altri cloni locali. La Falanghina del Sannio DOC Vandari è ottenuta da uve falanghina 100%. Entrambi i vini si distinguono per la piacevole freschezza che sostiene un corpo ed una struttura di peso. Interessante la Barbera del Sannio DOC Vandari in realtà prodotta con uve esclusivamente provenienti dal vitigno autoctono barbetta. Produzione limitata a sole 4000 bottiglie, infine, per l'altra selezione Bosco Caldaia Rosso Doc, da uve aglianico, montepulciano, piedirosso e i soliti cloni locali. La moglie di Nicola vi delizierà, per concludere, con un memorabile "vino alle noci", infuso a base di vino, noci (rigorosamente raccolte il 24 giugno, giorno di San Giovanni), cannella, chiodi di garofano ed altre spezie.

A Guardia Sanframondi l'azienda agricola De Lucia produce, da circa trenta ettari, vini caratterizzati da un interessante rapporto qualità/prezzo. Il Solopaca Bianco Doc, prodotto da trebbiano toscano, coda di volpe e falanghina, mostra un colore giallo paglierino e profumi fruttati di miele e mandorla, dal sapore morbido, abbastanza grasso. Sulle stesse note fruttate piene di miele e frutta secca, e dalla buona grassezza al palato, si allinea la Falanghina di Solopaca Doc. Il Solopaca Rosso DOC è ottenuto da aglianico, sangiovese e piedirosso e si presenta con un colore rubino intenso, naso di frutti freschi e di buona struttura. L'azienda è in fase di crescita ed è impegnata ad allargare la gamma dei prodotti: sono già presenti sul mercato alcune interessanti selezioni di uve da singoli vigneti.

A Sant'Agata dei Goti, sul versante casertano della provincia di Benevento, opera la famiglia Mustilli, viticultori da varie generazioni (dai primi del '500) e che oggi alla produzione di vini di qualità ha affiancato la produzione di confetture, sottoli e, ultimo, un agriturismo d'elite. La mitica (Leonardo Mustilli fu il primo a imbottigliare con il nome falanghina il vino ottenuto dalle omonime uve) Falanghina prodotta da questa azienda offre un profumo sottile, delicato, inconfondibile, un gusto elegante, fresco, ha corpo, è netta, sapida e schietta. Un po' old fashion ma sempre molto apprezzata e richiesta. Il Piedirosso Doc, dal profumo intenso, gradevole, caratteristico di violetta, ha un sapore leggermente tannico, acidulo, ricco di corpo. Anche questo vino rivela una impostazione alquanto tradizionale. Di recente ho, invece, provato alcuni vini di ultima generazione che però non mi hanno del tutto convinto come ad esempio il Vigna Cesco di Noce, ottenuto da uve aglianico di una piccola vigna e sottoposto a un prolungato invecchiamento.

Sempre a Guardia Sanframondi troviamo la Coop. La Guardiense che, da poco, ha lanciato una nuova linea di prodotti, chiamata "Janare" (che significa streghe), attentamente studiata per una fascia di mercato più esigente (e aggiungerei remunerativa). Questa nuova accurata selezione, infatti, andrà ad affiancare la linea più classica ed economica (ma comunque da non disprezzare), quella da sempre orientata alla grande distribuzione e rappresentata dai Guardiolo DOC base sia bianco che rosso.

Visto che siamo in argomento segnalo anche la produzione di una altra grossa struttura cooperativa, quella della Cantina Sociale di Solopaca che propone tutta una serie di vini dal notevole rapporto qualità-prezzo, che andrebbero valorizzati maggiormente a partire da un indispensabile ripensamento e restyling delle etichette.

Infine sempre nel comune di Guardia si trova una delle mie aziende preferite, Corte Normanna, o forse dovrei meglio dire uno dei miei vini preferiti. Infatti pur apprezzando tutti i vini prodotti dai fratelli Falluto, che spaziano dalla falanghina all'aglianico, passando per la selezione Guiscardo, la falanghina La Palombaia ed il passito Porto dell'Olmo, io rimango particolarmente entusiasta del Tre Pietre, un aglianico che mostra gran classe e portamento. Ne risentiremo parlare.

Prima di congedarmi ritengo doveroso segnalare la produzione di olio (la cultivar più importante della zona è la Racioppella impegata con l'Ortolana, l'Ortice e la Femminella) che con gli olii di S. Lupo ha ottenuto numerosi riconoscimenti. Da non dimenticare, poi, la rinomata produzione di formaggi del Beneventano: il Pecorino, che nel Sannio ha una tradizione secolare (la razza di maggior prestigio è sicuramente la Lauticada) e il Caciocavallo, e quella più tradizionale di torroni (a San Marco dei Cavoti). Per chiudere i taralli di San Lorenzello (con semi di finocchio e pepe), il prosciutto di Pietraroja e il carciofo di Pietrelcina (piccolo borgo noto per aver dato i natali a Padre Pio).
Campania felix a tutti...

Fabio Cimmino
(28/6/2002)

 

   

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