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La
terra del Mito
L'antico
Sannio
I
grandi vini della Terra di Lavoro
Ischia
e Capri: i vini delle isole
Campania
felix
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Ischia e Capri: i
vini delle isole.
Il
ritrovamento della famosa Coppa di Nestore a Ischia ha dimostrato che
l'isola verde è stata la prima colonia Greca nel Mediterraneo;
come è stato più volte dimostrato, ove giungevano i Greci,
ed in seguito i Romani, veniva piantata la vite, per cui l'origine storica
del vino ha avuto una tappa certa nell'isola di Ischia.Il
contadino ha modellato nei millenni il territorio isolano con le caratteristiche
pietre tufacee di origine lavica. Egli ha costruito kilometri di "parracine"
(muri a secco di pietra di contenimento dei piccoli terrazzamento). I
vigneti dell'isola di Ischia producono di preferenza vini bianchi, come
l'Ischia (biancolella 65%, forastera 20%, altri vitigni
15%) e l'Ischia superiore (forastera 50%, biancolella
40%, san lunardo 10%), ottimi abbinati con il pesce del mare che la circonda,
cui si affianca l'Ischia rosso (guarnaccia 50%, piedirosso
40% e barbera 10%), dal sapore vivace e giustamente tannico.
I
due produttori più importanti dell'isola sono D'Ambra
e Pietratorcia. Casa D'Ambra fu fondata da Don
Ciccio nel 1888; a questa nobile figura di gentiluomo, ricco di iniziative
e caposaldo del commercio vinicolo isolano, successero nel 1952 i figli
Michele, Salvatore e la mitica figura di Mario D'Ambra, a cui è
dedicato oggi il rosso di punta dell'azienda ("Dedicato a Mario D'ambra").
Unico titolare è, dall'anno 2000, uno dei tre nipoti del capostipite,
l'enologo Andrea d'Ambra che insieme a Riccardo
e Corrado ha condotto in quest'ultimi anni l'azienda,
concentrando i propri sforzi su una maggiore selezione delle vigne e prodotti
sempre più caratteristici. I vini aziendali di maggior interesse
sono il Biancolella, il Forastera e
il Per'e Palummo (piedirosso), vinificati quasi in purezza,
con l'aggiunta di piccole percentuali di altri vitigni sempre autoctoni
dell'isola (ricordiamo, oltre a quelli già menzionati, altre due
particolari vitigni coltivati sull'isola, uno a bacca bianca noto con
il nome di uva rilla ed uno a bacca rossa noto con il
nome di cannamelu), e poi i classici Ischia DOC bianco
e rosso ed il cru aziendale Frassitelli. Per chiudere
infine con la già accennata riserva ottenuta da un'accurata selezione
di uve guarnaccia e per'e palummo: l'Ischia rosso DOC "Dedicato
a Mario D'Ambra". Ma passiamo finalmente alle note di degustazione.
Biancolella
DOC: colore giallo paglierino, nuances floreali e fruttate, sapore
secco, delicato, mandorlato, pieno.
Forastera
DOC: colore giallo paglierino, profumo vinoso, leggermente fruttato,
sapore secco, di corpo e nel contempo morbido.
Entrambi i
vini si presentano alquanto semplici e immediati seppur non privi di una
loro spiccata e ben determinata personalità. Si fanno apprezzare
soprattutto per la piacevolezza della beva; sicuramente da accompagnare
a semplici preparazioni di pesce.
Una maggiore
complessità è possibile riscontrare invece nel bianco più
importante dell'azienda il Tenuta Frassitelli (circa 4 ettari di
vigneto in forte pendenza ad un altitudine di 600 metri slm), ottenuto
da uve biancolella in purezza e con un contatto prolungato dei lieviti
dopo fermentazione (batonage), dove ritroviamo profumi delicati di frutta
e di fiori. Una maggiore riconoscibilità e definizione aromatica
ci consente di individuare sentori di fiore di ginestra e banana, anche
il sapore, delicato, è più intenso e persistente.
Per quanto
riguarda invece i rossi ecco il Per'e Palummo, uvaggio di piedirosso,
guarnaccia e cannamelu. Ci troviamo ancora una volta di fronte un vino
dal carattere deciso ma al contempo delicato e morbido. Valido abbinamento
per il coniglio all'ischitana.
Infine la riserva
Dedicato a Mario D'Ambra, uvaggio di guarnaccia e per'e
palummo, che rappresenta l'unica eccezione a metodi di vinificazione ed
affinamento tradizionali, vale a dire che subisce affinamento in diverse
essenze di rovere che sono facilmente riconoscibili al naso, dove la nota
di vaniglia è comunque piacevolmente integrata, e in bocca dove
si avvertono, anche in questo caso in maniera piuttosto discreta, accattivanti
note di liquirizia.
Tutt'altra
impostazione troviamo presso le Cantine Pietratorcia (la Pietra
Torcia altro non è che uno dei vari tipi di torchio usato nell'antichità)
dove ben tre famiglie, Iacono, Regine e Verde, hanno realizzato il reimpianto
di 6 ettari di vigneto con vitigni selezionati e l'allestimento di cantine
tecnologicamente all'avanguardia per la produzione di vini di pregio.
Le Cantine Pietratorcia si avvalgono, fra l'altro, della preziosa assistenza
dei tecnici dell'Istituto di San Michele all'Adige. Assolutamente da non
perdere la visita alle cantine, dove oltre alla splendida vista panoramica
dei vigneti potrete degustare insieme ai vini tante piccole prelibatezze
e visitare la Fossa dei Conigli, antico metodo di allevamento di quest'animale
in uno stato di semilibertà.
Le etichette
attualmente sul mercato sono piuttosto numerose, ne ho selezionate cinque.
I bianchi: Vigne del Cuotto, Ischia bianco Superiore DOC,
uvaggio di biancolella, forastera, uva rilla e san lunardo. Il vino rimane
sui lieviti 3-4 mesi, dal colore giallo paglierino carico e dai fini profumi
floreali e fruttati si caratterizza per il nerbo che gli dona una buona
freschezza a sostenere un corpo solamente discreto. L' Ischia
bianco profuma di erbe mediterranee, piacevole e strutturato
si accompagna agli splendidi pesci dell'isola. Infine lo Scheria bianco,
vino di bella complessità e buon equilibrio, è il vino di
punta ma alquanto difficile da reperire.
Passando ai
rossi il Tifeo, da uve guarnaccia e piedirosso provenienti da diverse
zone di Forio, si presenta con un colore rubino intenso, un gusto vinoso,
fruttatto, caldo, di corpo. Lo Scheria rosso non si discosta più
di tanto dalla sua versione in bianco. Infine un bianco dolce da vendemmia
tardiva, non un passito, il Meditandum, in cui alle tradizonali
uve locali, biancolella, forastera, rilla e san lunardo, si unisce la
malvasia aromatica di Candia. Quindi solo leggermente dolce, di buona
struttura e discreta persistenza in bocca, al naso ricorda spezie mediterranee
e fragranza di agrumi. L'accoppiamento suggerito stavolta è con
il dolce napoletano per eccellenza, la pastiera.
Vogliamo
segnalare infine alcuni piccoli, ma comunque validi, produttori che sono
presenti sull'isola ma che difficilmente troverete in enoteca o al ristorante
fuori dalla Campania: Cenatiempo, Di Meglio, Mazzella,
Perazzo con il bianco Vigna Spadara, un vino tanto semplice
quanto piacevole, ed in ultimo l'Enoteca Pane & Vino che con
i suoi Regola Aurea bianco e rosso è riuscita comunque ad
essere segnalata dalla guida dell'Espresso di Masnaghetti.
Dopo
tanto parlare di Ischia e dei suoi vini non c'è altrettanto da
dire per i vini dell'isola di Capri, isola che se dal punto di vista turistico
è da sempre riuscita a creare un immagine più aristocratica
ed esclusiva, dal punto di vista enologico è piuttosto avara di
piacevoli sorprese. Le uniche due realtà meritevoli di menzione
sono La Caprense, una interessante struttura cooperativa in grado
di dare vita a vini corretti e piacevoli, non particolarmente entusiasmanti,
due per tutti: il Punta Vivara per i bianchi, Il Solaro
per i rossi, e quindi la Vinicola Tiberio dei F.lli Brunetti che
produce un Capri DOC rosso, per'e palummo 100%, molto poco raccomandabile,
ed il più affidabile Capri bianco DOC anche in versione
Capri Blu (che si differenzi per il packaging), uvaggio di greco, falanghina
e biancolella, apprezzabile per una maggiora intensità aromatica
e discreta piacevolezza di beva.
Per il momento
è tutto, alla prossima
Fabio Cimmino
(27/3/2002)
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