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Prosecco d'autore - Carpenè Malvolti

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Prosecco d'autore - Carpenè Malvolti
di Luca Bonci e Riccardo Farchioni


Aveva una laurea in chimica e un passato garibaldino, una passione per lo champagne (e per le donne, ci piace pensare) e ammirava le scienze positive. Antonio Carpenè decise così, quasi centocinquanta anni fa, di far del vino frizzante dal prosecco, l'uva della sua zona. Ma non era ancora soddisfatto, e si applicò al pinot, tra i primi ad usare il metodo classico in Italia, e nacquero gli spumanti Carpenè-Malvolti e tutta una storia che arriva fino a noi.

Senza togliere nulla ai metodo classico, è al prosecco che si lega il nome dell'Azienda. O, se volete e viceversa, è il metodo charmat in Italia che si chiama Carpenè-Malvolti. La presa di spuma nel metodo charmat avviene in recipienti ad alta pressione (autoclavi) e consente un controllo tecnologico e volumi di produzione chiaramente superiori a quelli del metodo classico (spumatizzazione in bottiglia). Ecco quindi vini frizzanti alla portata di tutti, in grandi tirature e prezzi bassi, ma senza per questo dover rinunciare alla ricerca della qualità.

Ne assaggiamo due, il Prosecco di Conegliano DOC Cuvée Oro nm e Prosecco di Conegliano DOC Cuvée Brut nm, nelle loro bottiglie un po' panciute. Due cuvée indirizzate a coprire i gusti del pubblico: residuo zuccherino più alto nella prima, maggior freschezza nella seconda. Cuvée Oro si presenta con un colore paglierino di media intensità, ha naso complesso fatto di fiori bianchi, pera, pietra focaia, eleganti note minerali. In bocca una iniziale sofficità si dirada durante la beva mostrando alla distanza struttura non trascurabile, prepotenza aromatica, dolcezza agrumosa ed un finale che arriva ad essere di discreto impatto. Un prosecco che può avere di abbinamenti anche ambiziosi. Più scarico il colore della Cuvée Brut, dove profumi freschi e fini, nei quali sensazioni di mollica di pane lasciano subito spazio a fiori delicati, si associano a sentori leggeri di agrumi e cenni fumé. In bocca è molto soffice, persistente, leggero. Un prosecco non coprente, essenziale nella sua espressione.

Questo dei vini, ma l'assaggio lo concludiamo con la Grappa di Prosecco, che riflette alla perfezione il corredo aromatico dell'uva. Floreale e fine all'olfatto, la troviamo morbida e rotonda al gusto, tanto che i suoi 40% statutari sembrano sparire (pericolosamente!) nell'armonia complessiva. Siamo d'accordo con quanto scritto in etichetta: non bevetela troppo fredda, non ha nessun difetto da nascondere, anzi, un sacco di profumi da regalare.

26 marzo 2004

 

   

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