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I vini di Alba
Wines Exhibition
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Barolo 1999:
La Morra
Novello
e Castiglione Falletto
Verduno
e Monforte d'Alba
Serralunga
d'Alba
Barbaresco 2000
parte prima: Treiso
parte seconda: Barbaresco
parte terza: Neive
Roero 2000
Nebbiolo
d'Alba 2001
I vini
di Langa e Roero si presentano
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Barbaresco 2000 parte prima:
Treiso
di Fernando Pardini
In
tre puntate le mie suggestioni tardo-primaverili sulle anteprime "barbaresche"
dell'annata 2000. Tutto questo grazie all'invito e alla esistenza di un
evento vinoso dichiaratamente bello e ben organizzato, a nome Alba Wines
Exhibition, edizione 2003. Comincio da Treiso. Il quadro che ne ho tratto
mi rivela una base qualitativa solida e perlopiù generalizzata,
il che è un dato confortante, alle cui fondamenta ha contribuito
peraltro il lavorio di vignaioli forse meno conosciuti di altri ma che
alla luce dei fatti, o dei vini, si sono rivelati di assoluto rispetto,
tale almeno da richiamare l'attenzione in tutti coloro che hanno naso
occhi bocca per capire. Poche pur tuttavia le meraviglie, forse anche
a causa di una annata sì buona ma non eccezionale per le uve a
maturazione tardiva. Qua e là tendenze surmature e una non perfetta
maturazione fenolica occhieggiano. Il migliore lavoro in vigna, vadassé
in quell'anno più oculato e attento, ha dato come sempre i risultati
migliori nei bicchieri, che son bicchieri lenti ma progressivi, da crescersi
nel tempo, ad acquisire un respiro ed una dimensione più armoniche,
come è usanza per vini intrisi di terra ed umori quali i barbaresco
dei bricchi di Treiso.
PELISSERO
Barbaresco 2000
Ad un granato cupo e carico risponde un naso boisé accompagnato
da un frutto degno e rigoroso, compiuto e riconoscibile, che sa di terra
e cioccolato. La bocca, morbida e accogliente, si dipana su trame di seta.
Pur senza il presenzialismo acido delle gioventù più scalpitanti
mi regala una diffusione nebbiolesca confortante e vera. Con l'aria nel
frattempo il quadro si è infittito, ed il frutto ne ha guadagnato
in nitidezza.
F.LLI MOLINO
Barbaresco Ausario 2000
A bicchiere fermo ho da lui note di carne e metallo; lo ruoto e ne
metto in evidenza un frutto imbrigliato, poco restio ad una evoluzione
più dinamica. La bocca, di media stazza, dimostra succo rigoroso
e dignitosa spina acida, e si acquieta in un finale asciutto ma non amaro.
Più confortante che non al naso, questo è certo, ma dovrebbe
scrollarsi da dosso quel carattere freddo della prim'ora.
VITIVINICOLA RIZZI
Barbaresco Boito 2000
Qui il granato vira ai bordi ed il naso è rustico, caldo e
maturo, dal sottofondo mineral-metallico. La bocca è asciutta e
avara di sensazioni fruttate. Austera e terrosa, ti lasci in compagnia
di tannini un po' secchi e di un finale leggermente sovralcolico.
Barbaresco Fondetta 2000
Un naso nebbiolesco, mutuato d'acchito da rivoli balsamico-vegetali
di sedano e finocchio poi da un frutto rosso accennato e sussurrante che
si fa via via più maturo, ti introduce ad una bocca dall'impatto
morbido e diffuso. Corpo e forza non mi appaiono trascendentali ma c'è
coerenza e dignità. Pure succo, dispensato alla bisogna nel finale.
Di certo un vino che dimostra maggiore comunicatività, volume e
compattezza rispetto al Boito, forse forse con una nota surmatura di troppo.
TENUTA CARRETTA
Barbaresco Bordino 2000
E' un naso che "gira attorno", ritroso, non ancora deciso
sul da farsi; poi, con l'aria, vi compaiono curiose note vegetali ed idrocarburiche
a decretarne uno spettro mascolino e dalle poche sfumature sfumate. C'è
terra, questo sì, ma concede poco all'immaginazione. La bocca è
più sostenuta e ricca, più determinata sulle rotte del frutto,
perlomeno fino a mezza via. Nel finale difatti si asciuga un po' rapidamente,
placandosi su tannini leggermente stringati.
CERETTO
Barbaresco Bricco Asili Bernardot 2000
Molte trasparenze old style nel bicchiere, per un naso ostico,
ruvido, caratteriale e che non chiede niente all'eleganza espositiva:
è naso di terra ed humus, autunno cadente e malinconico. Assai
più nobile e sfumato il palato, lì dove conserva il rigore
e la dignità dell'appartenenza. Certo che è secco, asciutto,
severo senza concessioni, eppoi il finale non sembra di quelli impegnati
come suo standard.
ADA NADA
Barbaresco Cichin 2000
Un naso di dichiarata freschezza, sul frutto, variato e cangiante
su fondamenta rosse ed umori giustamente floreali , mi dà sentori
d'accompagno che richiamano le radici, carpendo la mia attenzione. La
sua bocca, di bella e prolungata invasione, è assai potente ed
altresì orgogliosa nella sua dimensionialità fruttata. Sì,
è un vino che dimostra impegno e cuore.
Barbaresco Valeirano 2000
Naso profondo, ombroso, scuro, grafitico, maschio ed ammaliatore,
da ascolto attento, che solo all'aria dimostra la maturità dell'annata
con punte vegetali e surmature. Molto ampia la bocca, su trame forse eccessivamente
morbide e confortevoli e con una sapidità ed una tensione meno
decise che non negli altri colossi della denominazione. Eppure qui si
gioca ad ottimi livelli.
FIORENZO NADA
Barbaresco Rombone 2000
Naso terroso, bello, pieno, conquistatore per impegno ed evidenza
scenica. La trama è sfumata e decisa, il fumé delizioso.
La bocca è succosa - compostezza e spinta- spedita e comunicativa
tal da puntare diritto ai cuori con sincerità coinvolgente e tocco
raffinato. Con l'aria resta tesa e terroiriste sbandierando l'attaccamento
alla propria terra. Il naso, al contrario, si rilassa e s'acquieta.
CANTINA VIGNAIOLI ELVIO PERTINACE
Barbaresco Marcarini 2000
Un naso intenso e carnoso, di lodevole ampiezza, apre ad una bocca forte
e densa in cui il rovere si fa sentire ma altrettanto risponde e rilancia
il frutto, teso e vivamente autunnale, fitto e coinvolgente. Inebriante
con l'aria si fa l'umore di tartufo, piu` carnale l'attrazione. Merita
il silenzio. C'e` terra ed orizzonte. Ed indubbia personalita`.
Barbaresco Nervo 2000
Bello e naturale gia` a vedersi, ancor di piu` se lo odori. Per via della
freschezza, del sentimento, dell'eleganza balsamica e sottilmente speziata
di cui ti fa partecipe. Un affresco di quieta ampiezza nebbiolesca, qui
invero lodevolmente saldo, unito, continuo. La bocca e` invasiva e bilanciata;
sa offrirti dolcezza fino a mezza via, una grande vena sapida, la pienezza
e la diffusione, ed un tannino piu` vivo ed arrogante del Marcarini, piu`
"nervoso" direi, come il suo stesso nome pare indicarci. Non
importa, questo vino affascina e conturba ed ugualmente prende il volo.
PIERO BUSSO
Barbaresco Santo Stefanetto 2000
Naso ricco e carnoso, suggestivo ed intriso di umori buoni, ben fusi
tra loro e propositivi all'ascolto. Intrigante e leggiadro l'alone fumé.
La bocca ha un attacco folgorante, coinvolgente e delizioso, uno sviluppo
importante e diffusivo, dimostrando di saper andare in profondità
ed incidere. Il rovere chiede ancora tempo per stemperarsi ma grandi mi
appaiono la presenza e la tenuta. Presumibile un futuro radioso. Di certo
bello e sorprendente il presente, per uno degli "assaggi barbareschi"
che ricorderò con maggior affetto.
CA' DEL BAIO
Barbaresco Valgrande 2000
Naso puro ed affascinante: molto bello il contributo floreale, rinfrescanti
i balsami e sentita la propensione verso una raffinata estroversione.
La bocca, di nuovo elegante, gioca sulle sfumature più che sulla
potenza. Non ti regala un finale travolgente bensì un sottile,
dedicato, sincero abbraccio nebbiolesco, leggermente timido ma vero.
LUIGINO GRIMALDI
Barbaresco Vigna Manzola 2000
Naso scontroso, rigoroso e terragno, di comunicativa stringata e poco
aerea, là dove il frutto è dilatato anche se ben composto.
La bocca, sfumata pur'essa, ha un frutto che non si appiglia; per questo,
pur dimostrando ordine e precisione, realizza poco in espressività
e pienezza.
ORLANDO ABRIGO
Barbaresco Vigna Montersino
Nonostante il granato cupo della veste, per la verità un po'
sopra le righe, i profumi riescono ad inebriare per garbo e determinazione,
presenza e fittezza, perché in loro c'è l'intrico delle
erbe aromatiche. La bocca è altrettanto fitta, e riesce ad andare
in profondità, più diritta che volumica. Il rovere è
nuovo e piccolo, si sente, ma è ben giocato.
Barbaresco Vigna Rongallo 2000
Naso ricco, spesso, caldo su frutto leggermente compresso, molto sostanzioso
senza esser pesante. Umori profondi di terra e viola, insieme a singolari
rivoli di tabacco pregiato, contribuiscono a tale ricchezza. In bocca
l'approccio è più roverizzato ma dolcezza ed equilibrio
-li scorgi di già- sono marchi di fabbrica che si protraggono anche
nel finale morbido e consistente. Affascina senza irretire nonostante
l'enorme spessore tattile.
Un gradino sopra il già buono Montersino, ed è una
sorpresa pure questa.
EREDI LODALI
Barbaresco Vigneto Rocche dei 7 fratelli 2000
Questo barbaresco dal lungo nome, forse autocelebrativo, ha un colore
granato che assume volentieri rarefatte trasparenze, pur nella sostanziale
compattezza. Il naso è boschivo con note di mandorla e castagna
integrate in uno specchio terragno sostanzialmente semplificato nell'apporto
del frutto. La bocca è morbida, di buona dignità e coerenza,
assai più chiara e convincente che non il naso, peccando forse
di eccessiva mellifluità e poca espansione.
26 agosto 2003
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