I vini di Alba Wines Exhibition

Barolo 1999:
La Morra

Novello e Castiglione Falletto
Verduno e Monforte d'Alba
Serralunga d'Alba

Barbaresco 2000
parte prima: Treiso
parte seconda: Barbaresco
parte terza: Neive

Roero 2000

Nebbiolo d'Alba 2001

I vini di Langa e Roero si presentano

 


Barbaresco 2000 parte seconda: Barbaresco
di Fernando Pardini

Questa puntata di assaggi è dedicata ai barbaresco di Barbaresco, ossia della sottozona Barbaresco, annata 2000. Comprenderà gli assaggi che hanno trovato parole e compimenti. Così come ebbi a dire per Treiso, anche in questo caso mi pare emerga con chiarezza uno standard qualitativo confortante e generalizzato, e quel che è importante che si fa notare anche in un'annata non travolgente o "forte" come altre (che so, il '99 per esempio). Però, rispetto a Treiso e a parità di vini degustati, conto meno meraviglie e le sensazioni più belle mi arrivano da vignaioli o maison consolidate o celebri. Ho meno outsiders. Qui a Barbaresco - selon moi - i vini giocano soprattutto sull'equilibrio e sulle sfumature sfumate, sui ricami e sugli echi, che sono tanti, siano essi vini "tradizionali" siano essi conquistati dai mille empireumatismi del rovere ( in questa denominazione vi sono veri e propri alfieri in prima linea per l'uso di rovere piccolo e nuovo), requisiti questi che, "grazie" ad un'annata come la 2000, a volte si possono tramutare in espressioni sottili, avare, restie a rivelarsi con forza, forse troppo stilizzate o accorte, in altri casi in equilibri "feriti" ed oscurati dal troppo rovere. Ma la meraviglia di questa terra, che è Langa, lo sapete, dimora tutta nella straordinaria variabilità dei cru: dalla severità mascolina e tannica del Faset alla potenza e prepotenza scenica del Rabaja; dalla ricchezza intrisa di sfumature dell'Asili o del Martinenga alla solarità di un Rio Sordo, tanto per citarne qualcuno. Come sempre, in loro nome, piccoli mondi liquidi si dischiudono, individuali ed identificativi, per rispondere alle sollecitazioni del tempo e dell'uomo. E' la magia della terra. Ebbene, in certi casi, anche in un'annata come la 2000 - magari grazie all'uomo e alle cure di vigna- la terra è stata in grado di ripetere magie.

CA' DEL BAIO

Barbaresco Asili 2000

Il naso è molto elegante, sfumato, presente, di spiccata personalità. La bocca conquistatrice e dolce. Una grande, intuitiva compostezza la pervade. E' facile confondersi in lei. Ancora sentito il contributo del rovere piccolo, che marca fin troppo il fondo. Ciò nonostante, insieme a lui, uno dei migliori coinvolgimenti sensoriali, se sto alla sottozona Barbaresco.

MOCCAGATTA

Barbaresco Bric Balin 2000

Naso ben sfumato, di frutto sincero e bella esposizione. Bocca dignitosa e felpata, diritta più che volumica o potente, che lascia dietro a sè una confortante scia sapida ed un sussurro di dolcezza. Qualche asciugatura di troppo per un vino dal taglio sartoriale moderno con numeri e carte da giocarsi.

Barbaresco Cole 2000

Naso pure qui moderno, con contributo pressante e veicolante del rovere. Sostanza che batte e chiama ma ancora a corto di armonizzazione e di amalgama. Un vino molto concentrato, legnoso, che potrebbe aprirsi a insospettabili meraviglie, rivelando l'anima del cru, tradizionalmente austera ed aristocratica. E a lungo respiro.

PRUNOTTO

Barbaresco Bric Turot 2000

Naso con tendenze surmature e piacevoli contorni, a cui manca la piena definizione. In bocca rivela qualche asprezza aromatica di troppo su una sostanza fruttata leggermente indecisa. Lo sviluppo pur tuttavia è morbido, confortevole, senza peso o dimensione superiore.

LA SPINONA

Barbaresco Bricco Faset 2000

Naso selvatico che non bada alle sfumature, intriso di bacche, legni arsi e fumo. Piuttosto severa ed amarognola la bocca, lì dove dimostra un dichiarato carattere terragno, una esposizione rustica e una definizione leggermente statica. Orgoglioso nella sua spigolosità caratteriale e nelle sue screziature.

ABBONA MARZIANO ED ENRICO

Barbaresco Faset 2000

Naso importante anche se non proprio raffinato, da cui spuntano l'alcol ed un afflato balsamico sentito. Seppur ancora alla ricerca della migliore definizione aromatica, sa essere charmant. La bocca è cupa, fitta, spessa, speziata, certo potente. E' vino dal folgorante attacco, a cui manca solo un finale di pari fierezza. L'ho trovato leggermente inferiore rispetto alla prova bella e lusinghiera del volitivo 1999, anche se armi e stile si vanno affilando via via.

CARLO GIACOSA

Barbaresco Narin 2000

Naso screziato da note vegetali e ripetuti empireumatismi, a dichiararne l'ostilità e la ritrosia a rivelarsi quieto. Molta terra nei dintorni, per un respiro non banale sia pur in ritardo di definizione. In bocca c'è rigore e tenuta, sapidità , succo tirato ed austerità. Polverosi i tannini.

TENUTE CISA ASINARI MARCHESI DI GRESY

Barbaresco Martinenga 2000

Naso largo ed avvolgente nel frutto suo levigato ed autunnale; peculiari i balsami, sentiti gli umori di geranio, accennate le spezie fini. Vuole tempo ma ne percepisci il fascino senza forzature... così , naturale. In bocca sapida si fa la trama, che è trama rigorosa ed orgogliosa insieme, senza che si conceda poi troppo in estroverse estroversioni. Nel passo cadenzato, nella flemma, nei modi raffinati ed ordinati dimora la sua personalità. Con il tempo ed il riposo potrà trasformarsi in ineludibile richiamo.

CASCINA MORASSINO

Barbaresco Morassino 2000

Naso ben scandito, largo ma netto, terroso e fumé, senza graffi. Il frutto c'è ma "gira attorno". In bocca appare rigido nel passo, piuttosto secco nel tannino del rovere, ciò che contribuisce ad attutirne la spinta e soprattutto la dote fruttata.

Barbaresco Ovello 2000

Quadro moderno e boisé, ancora una volta ben delineato ma molto più spinto sulle rotte del frutto rispetto al Morassino, per un approccio variato e personale, grazie a quelle note di frutta secca così ben integrate al corpus. La bocca mi rivela bel succo: tesa, vivida, caratteriale, determinata, pur senza espansioni mirabolanti mi porta ad un sincero coinvolgimento. Netta la supremazia rispetto al Morassino.

CASCINA LUISIN

Barbaresco Rabaja 2000

Naso grondante, pieno, forte, grafitico, con certe note di frutta secca a dargli un umore particolare e rilanciare. Bocca corposa e salda, di grande continuità e stazza. Tutta la vitalità del cru in un bicchiere, potente e denso di significati e cose da dire. Bella prova.

GIUSEPPE CORTESE

Barbaresco Rabaja 2000

Naso ampio, largo, tendenzialmente rarefatto, maturo nel frutto suo tradizionale. Bocca con qualche nervo acidulo scoperto che stenta un poco a prendere il ritmo, regalandomi una progressione limitata, uno spessore affusolato ed una personalità che vorrei più decisa.

BRUNO ROCCA

Barbaresco Rabaja 2000

Il granato scuro e ultra-compatto del bicchiere annuncia un naso "maremmano", ricco, caramellato, ostentato, opulento, oggi quasi frenato per eccesso di sostanza. In bocca ne scopri - molto di più che non al naso - l'intimo vigore, l'enorme tensione che ha dentro, con il rovere che ancora insiste. Ha una forza notevole, implosa, racchiusa in una gabbia di legno. Attende la liberazione per riconquistarsi appieno l'identità territoriale.

F.LLI GIACOSA

Barbaresco Rio Sordo 2000

Naso surmaturo di prugna e caramello, che tende ad insistere troppo. Bocca pastosa con rilievi aromatici che ricordano da vicino la maturità al naso appresa, rendendo poco dinamico il passo.

RINO VARALDO

Barbaresco Sorì Loreto 2000

I giovani fratelli Varaldo hanno intrapreso con passione le tecniche più innovative per elaborare ed elevare i propri cru di Barbaresco e Neive. Eppure Sorì Loreto quest'anno, sulla scia di uno stile giocato sempre sulla piacevolezza e l'equilibrio, si rivela vino delicato, quasi timido, di statura e stazza assai inferiore rispetto all'irruento Bricco Libero di cui vi parlerò. Il naso è sgranato, limpido, "trasparente", aereo e quasi senza peso, tutto umori floreali e gentili frutti rossi. Purtroppo però la dimensione lirica e leggiadra del naso non rende al palato, che appare invero indeciso e solo accennato. Qui il peso mi manca maledettamente.

ALBINO ROCCA

Barbaresco Bric Ronchi 2000

Il granato rubineggiante strizza l'occhio allo spirito moderno così come il naso: sensuale, carnoso, evidente, con qualche tendenza surmatura mantenuta egregiamente nei canoni e l'influsso del rovere ben imbrigliato, è un naso che si rivela con lodevole nitidezza. Grandi già oggi mi appaiono la tonicità al palato e la grinta tannica, quest'ultima da vendere, corroborante direi, mascolina e vivida come cru richiede. Assoluta la freschezza, per una diffusione lusinghiera, in attesa di perfettibili armonie e voli.

FONTANAFREDDA

Barbaresco Coste Rubìn 2000

Il granato è compattissimo per un naso spinto che tradisce qualche ineleganza, lì dove il frutto, cospicuo, è restio a fondersi e rivelarsi armonico. Bocca dal bell'attacco, ampio e levigato, che basta al proseguio, che è proseguio ben distribuito ma sostanzialmente smussato. Dentro però ci stanno garbo e sostanza. Per il cielo gli occorrerebbero incisività e profondità superiori.

SPARE PARTS

Sui campioni di botte assaggiati non voglio trarre alcuna conclusione. Solo brevissime suggestioni, sottili, leggere. Per esempio si sono rivelate di buona sostanza nel Barbaresco Rio Sordo 2000 di Musso; anche qui, come per il Rio Sordo dei Fratelli Giacosa, note surmature ma in un ambito più contenuto, per un vino che fa della austerità, dell'orgoglio e della precisione il suo biglietto da visita. Così come molto garbato e dolce mi è apparso il Barbaresco Roncaglie 2000 di Bel Colle, con cui ho chiuso il conto quel giorno, al quale mancheranno forse la decisione e la tensione dei migliori ma non certo la piacevolezza e l'ordine.

Assaggi effettuati alla cieca nel maggio 2003, grazie ad Alba Wines Exhibition.

17 settembre 2003

26 agosto 2003

 

   

prima pagina | l'articolo | l'appunto al vino | la parola all'agronomo | in azienda
in dettaglio | rassegna | visioni da sud | la cucina | en passant | mbud
appunti di viaggio | le annate | la guida dei vini | rassegna stampa | sottoscrivi