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Barolo 1999: La Morra Novello e Castiglione Falletto Verduno e Monforte d'Alba Serralunga d'Alba Barbaresco 2000 parte prima: Treiso parte seconda: Barbaresco parte terza: Neive Roero 2000 Nebbiolo d'Alba 2001 I vini di Langa e Roero si presentano |
CA' DEL BAIO Barbaresco Asili 2000 Il naso è molto elegante, sfumato, presente, di spiccata personalità. La bocca conquistatrice e dolce. Una grande, intuitiva compostezza la pervade. E' facile confondersi in lei. Ancora sentito il contributo del rovere piccolo, che marca fin troppo il fondo. Ciò nonostante, insieme a lui, uno dei migliori coinvolgimenti sensoriali, se sto alla sottozona Barbaresco. MOCCAGATTA Barbaresco Bric Balin 2000 Naso ben sfumato, di frutto sincero e bella esposizione. Bocca dignitosa e felpata, diritta più che volumica o potente, che lascia dietro a sè una confortante scia sapida ed un sussurro di dolcezza. Qualche asciugatura di troppo per un vino dal taglio sartoriale moderno con numeri e carte da giocarsi. Barbaresco Cole 2000 Naso pure qui moderno, con contributo pressante e veicolante del rovere. Sostanza che batte e chiama ma ancora a corto di armonizzazione e di amalgama. Un vino molto concentrato, legnoso, che potrebbe aprirsi a insospettabili meraviglie, rivelando l'anima del cru, tradizionalmente austera ed aristocratica. E a lungo respiro. PRUNOTTO Barbaresco Bric Turot 2000 Naso con tendenze surmature e piacevoli contorni, a cui manca la piena definizione. In bocca rivela qualche asprezza aromatica di troppo su una sostanza fruttata leggermente indecisa. Lo sviluppo pur tuttavia è morbido, confortevole, senza peso o dimensione superiore. LA SPINONA Barbaresco Bricco Faset 2000 Naso selvatico che non bada alle sfumature, intriso di bacche, legni arsi e fumo. Piuttosto severa ed amarognola la bocca, lì dove dimostra un dichiarato carattere terragno, una esposizione rustica e una definizione leggermente statica. Orgoglioso nella sua spigolosità caratteriale e nelle sue screziature. ABBONA MARZIANO ED ENRICO Barbaresco Faset 2000 Naso importante anche se non proprio raffinato, da cui spuntano l'alcol ed un afflato balsamico sentito. Seppur ancora alla ricerca della migliore definizione aromatica, sa essere charmant. La bocca è cupa, fitta, spessa, speziata, certo potente. E' vino dal folgorante attacco, a cui manca solo un finale di pari fierezza. L'ho trovato leggermente inferiore rispetto alla prova bella e lusinghiera del volitivo 1999, anche se armi e stile si vanno affilando via via. CARLO GIACOSA Barbaresco Narin 2000 Naso screziato da note vegetali e ripetuti empireumatismi, a dichiararne l'ostilità e la ritrosia a rivelarsi quieto. Molta terra nei dintorni, per un respiro non banale sia pur in ritardo di definizione. In bocca c'è rigore e tenuta, sapidità , succo tirato ed austerità. Polverosi i tannini. TENUTE CISA ASINARI MARCHESI DI GRESY Barbaresco Martinenga 2000 Naso largo ed avvolgente nel frutto suo levigato ed autunnale; peculiari i balsami, sentiti gli umori di geranio, accennate le spezie fini. Vuole tempo ma ne percepisci il fascino senza forzature... così , naturale. In bocca sapida si fa la trama, che è trama rigorosa ed orgogliosa insieme, senza che si conceda poi troppo in estroverse estroversioni. Nel passo cadenzato, nella flemma, nei modi raffinati ed ordinati dimora la sua personalità. Con il tempo ed il riposo potrà trasformarsi in ineludibile richiamo. CASCINA MORASSINO Barbaresco Morassino 2000 Naso ben scandito, largo ma netto, terroso e fumé, senza graffi. Il frutto c'è ma "gira attorno". In bocca appare rigido nel passo, piuttosto secco nel tannino del rovere, ciò che contribuisce ad attutirne la spinta e soprattutto la dote fruttata. Barbaresco Ovello 2000 Quadro moderno e boisé, ancora una volta ben delineato ma molto più spinto sulle rotte del frutto rispetto al Morassino, per un approccio variato e personale, grazie a quelle note di frutta secca così ben integrate al corpus. La bocca mi rivela bel succo: tesa, vivida, caratteriale, determinata, pur senza espansioni mirabolanti mi porta ad un sincero coinvolgimento. Netta la supremazia rispetto al Morassino. CASCINA LUISIN Barbaresco Rabaja 2000 Naso grondante, pieno, forte, grafitico, con certe note di frutta secca a dargli un umore particolare e rilanciare. Bocca corposa e salda, di grande continuità e stazza. Tutta la vitalità del cru in un bicchiere, potente e denso di significati e cose da dire. Bella prova. GIUSEPPE CORTESE Barbaresco Rabaja 2000 Naso ampio, largo, tendenzialmente rarefatto, maturo nel frutto suo tradizionale. Bocca con qualche nervo acidulo scoperto che stenta un poco a prendere il ritmo, regalandomi una progressione limitata, uno spessore affusolato ed una personalità che vorrei più decisa. BRUNO ROCCA Barbaresco Rabaja 2000 Il granato scuro e ultra-compatto del bicchiere annuncia un naso "maremmano", ricco, caramellato, ostentato, opulento, oggi quasi frenato per eccesso di sostanza. In bocca ne scopri - molto di più che non al naso - l'intimo vigore, l'enorme tensione che ha dentro, con il rovere che ancora insiste. Ha una forza notevole, implosa, racchiusa in una gabbia di legno. Attende la liberazione per riconquistarsi appieno l'identità territoriale. F.LLI GIACOSA Barbaresco Rio Sordo 2000 Naso surmaturo di prugna e caramello, che tende ad insistere troppo. Bocca pastosa con rilievi aromatici che ricordano da vicino la maturità al naso appresa, rendendo poco dinamico il passo. RINO VARALDO Barbaresco Sorì Loreto 2000 I giovani fratelli Varaldo hanno intrapreso con passione le tecniche più innovative per elaborare ed elevare i propri cru di Barbaresco e Neive. Eppure Sorì Loreto quest'anno, sulla scia di uno stile giocato sempre sulla piacevolezza e l'equilibrio, si rivela vino delicato, quasi timido, di statura e stazza assai inferiore rispetto all'irruento Bricco Libero di cui vi parlerò. Il naso è sgranato, limpido, "trasparente", aereo e quasi senza peso, tutto umori floreali e gentili frutti rossi. Purtroppo però la dimensione lirica e leggiadra del naso non rende al palato, che appare invero indeciso e solo accennato. Qui il peso mi manca maledettamente. ALBINO ROCCA Barbaresco Bric Ronchi 2000 Il granato rubineggiante strizza l'occhio allo spirito moderno così come il naso: sensuale, carnoso, evidente, con qualche tendenza surmatura mantenuta egregiamente nei canoni e l'influsso del rovere ben imbrigliato, è un naso che si rivela con lodevole nitidezza. Grandi già oggi mi appaiono la tonicità al palato e la grinta tannica, quest'ultima da vendere, corroborante direi, mascolina e vivida come cru richiede. Assoluta la freschezza, per una diffusione lusinghiera, in attesa di perfettibili armonie e voli. FONTANAFREDDA Barbaresco Coste Rubìn 2000 Il granato è compattissimo per un naso spinto che tradisce qualche ineleganza, lì dove il frutto, cospicuo, è restio a fondersi e rivelarsi armonico. Bocca dal bell'attacco, ampio e levigato, che basta al proseguio, che è proseguio ben distribuito ma sostanzialmente smussato. Dentro però ci stanno garbo e sostanza. Per il cielo gli occorrerebbero incisività e profondità superiori. SPARE PARTS Sui campioni di botte assaggiati non voglio trarre alcuna conclusione. Solo brevissime suggestioni, sottili, leggere. Per esempio si sono rivelate di buona sostanza nel Barbaresco Rio Sordo 2000 di Musso; anche qui, come per il Rio Sordo dei Fratelli Giacosa, note surmature ma in un ambito più contenuto, per un vino che fa della austerità, dell'orgoglio e della precisione il suo biglietto da visita. Così come molto garbato e dolce mi è apparso il Barbaresco Roncaglie 2000 di Bel Colle, con cui ho chiuso il conto quel giorno, al quale mancheranno forse la decisione e la tensione dei migliori ma non certo la piacevolezza e l'ordine. Assaggi effettuati alla cieca nel maggio 2003, grazie ad Alba Wines Exhibition. 17 settembre 2003 26 agosto 2003
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