Viaggio in Inghilterra
Le dimissioni di
Ezio Rivella e
La barrique non è fuorilegge
Enolia
La difesa
biologica
A spasso
per bere bene
Benvenuto
Brunello 2000
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Incuriosita
dal paese, dalla cultura e dalla lingua, ho deciso di intraprendere un
viaggio di 2 mesi da trascorrere in stretta collaborazione con una grossa
ditta di importazione bevande alcoliche e superalcoliche: in prevalenza
vini.
Non sapendo bene cosa mi attendesse, non sono partita con grosse aspettative,
mai aspettarsi grandi cose per non rimanere delusi! Il mio soggiorno è
stato di 2 mesi trascorsi tra Colchester (53 Km a Nord
di Londra) e Londra: quale altro posto desiderare per
apprezzare al meglio la cultura inglese!!! Mi sono così trovata
in un paese sconosciuto con un'altra cultura e con un'altra concezione
del mondo del vino.
L'Inghilterra, non essendo un paese produttore di vini, ha una grande
curiosità per tutto ciò che riguarda tale prodotto, ed è
così che in una buona enoteca londinese potrete trovare una gran
varietà di vini da far girare la testa. Vecchio e nuovo mondo sembrano
scontrasi e invece si incrociano, si sfiorano rispettosi l'uno dell'altro.
Sembra quasi un valzer danzato lentamente e con coscienza di quello che
si sta facendo. Gli inglesi non sono produttori di vino ma grossi estimatori
del prodotto.
Il mio lavoro durante il soggiorno inglese è stato quello di organizzare
degustazioni a tema (con svariati titoli) e quello di seguire la commercializzazione
studiando le varie strategie di marketing. Per quello che riguarda le
degustazioni venivano così organizzate: partendo dal tema da seguire,
veniva scelta la struttura ospitante ed uno speaker che conducesse la
degustazione. Solitamente erano enologi, provenienti da ogni parte del
mondo oppure persone con il titolo di Master of Wine che rappresenta il
massimo della cultura inglese circa il vino. Una degustazione dal titolo
"From Barbaresco to Brunello", "The wines
of Angelo Gaja" - organizzata nella Harmourers' Holl a Londra
- o, per citarne ancora un'altra, "The Wines of Domaines Barons
de Rothschild" servita alla Trinity House, Tower Hill a Londra,
non hanno bisogno di essere commentate: si commentano da sole!!!
Per quello che riguarda il marketing aziendale, è stato completamente
improntato sul tentativo di "informare" il pubblico e di avvicinarlo alla
cultura del vino. Corsi, seminari e lezioni vengono impartite ad un pubblico
di svariata età: si parte dalla scuola, solitamente specifica per cuochi
e, procedendo attraverso l'università per manager di sala si arriva a
proprietari o gestori di ristoranti. Nell'aria si respira una gran curiosità
da parte del pubblico che vuole conoscere, sapere sempre di piu'sull'argomento
e solitamente terminata una degustazione cerca notizie circa quella successiva.
I temi delle degustazioni sono veramente vari e mai banali, il pubblico
è troppo esigente e non puo'essere deluso. La W.S.E.T. (Wine
and Spirits Education Trust), organizzazione sulla quale si basa la
cultura enologica inglese, organizza corsi per appassionati e professionisti
del vino. Si parte con un primo lovello, Basic Certificate che
ha una durata di circa 4 settimane, per poi proseguire con il livello
successivo Higher Certificate per circa 6 settimane. Il passo successivo
è il Diploma per una durata di 2 anni. Il piu'alto livello è
dato dal Master of Wine di una durata minima di 3 anni.
Durante il periodo degli studi gli studenti hanno a disposizione molto
materiale sul quale studiare e fare pratica! La curiosità si estende anche
alla cucina e per questo, accanto ad una tradizionale tea room inglese
è possibile trovare un ristorante indiano e, perché no, anche italiano.
Un mix di culture del bere e del mangiare sembrano caratterizzare tale
paese e così al mio ritorno a casa non solo ho avuto da raccontare
circa le abitudini inglesi ma anche quelle giapponesi, indiane, coreane,
cinesi, ...
Buon viaggio a tutti.
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