Il Fiano di Avellino
sfidato dal Soave
di Fabio Cimmino
Produttori
celebrati e bottiglie premiate si sono incontrate e scontrate all'ultimo
sorso lo scorso 24 Luglio a Napoli. La netta vittoria del Fiano, se
da un lato può far pensare ad un vantaggio di campo non trascurabile,
dall'altro mi spinge a sottolineare che i cinque match sono stati
tutti avvincenti e che in tutti casi si sono risolti con scarti veramente
minimi. La giuria formata da 5 persone (escluso il sottoscritto, che
in qualità di organizzatore ha deciso di non partecipare se non
come semplice degustatore/spettatore) era composta da due giovanissimi
fratelli, proprietari di una bella enoteca a Napoli e competenti conoscitori
delle due denominazioni, un degustatore professionista di Salerno ed
una coppia di semplici appassionati: una ragazza francese che non aveva
mai assaggiato néFiano né Soave ed un giovane aspirante
architetto che sicuramente aveva più dimestichezza col vitigno
irpino che con la misteriosa (almeno per lui) garganega.
Si
sono rivelati assai interessanti non solo i risultati espressi da questi
due ultimi partecipanti, perchè i più "puri"
e meno condizionati da un proprio background degustativo, ma
anche le motivazioni con le quali di volta in volta hanno giustificato
le proprie valutazioni. Infatti ogni degustatore è stato chiamato
alla fine di ogni confronto ad esprimere una propria preferenza netta
e decisa in modo che trattandosi di cinque giurati il verdetto non potesse
mai finire in pareggio. Per la cronaca uno dei giurati ha totalizzato
un finale di 3-2 per il Soave e per onore e merito allo sconfitto riporto
il suo commento: "I fiano, che forse hanno una qualità maggiore,
mostravano sempre, chi per un motivo chi per un altro, dei limiti. E
da questo se ne evince che cè ancora tanta strada da fare
per i produttori nostrani." Condivisibile in parte questa disamina,
dal momento che questi limiti spesso si rivelano eccessi di carattere
che non a tutti dispiacciono, anzi in molti casi fanno la differenza.
La degustazione è stata condotta rigorosamente alla cieca e senza
sputacchiere, scelta difficile ma necessaria per evitare che i classici
vinoni da degustazione potessero essere sopravvalutati ed avere la meglio.
La tavola è stata inoltre imbandita con varie portate in assaggio,
per accompagnare i vini e valutarne anche la capacità di abbinamento.
Insomma una degustazione un po' fuori dai canoni tradizionali ma sicuramente
molto più vicina alla realtà della gente comune e del
consumo quotidiano.
MATCH #1
Monte Fiorentine 2005 Cà Rugate Vs Vigna
della Congregazione 2005 Villa Diamante
Vittoria netta, ma non scontata, che ha fatto emergere qualche contraddizione
tra i commenti dei degustatori. Il naso del Monte Fiorentine è
apparso più intenso ed ampio, fine e minerale, mentre quello
di Villa Diamante dopo le sue classiche note propedeutiche ed introduttive,
di iodio e castagna affumicata, sembrava spegnersi troppo velocemente
nel bicchiere. Di tutt'altro avviso i pareri riscontrati al palato,
dove un finale più corto e leggermente diluito del Soave si arrendeva
di fronte alla persistenza decisamente lunga e sapido-minerale offerta
dal Fiano. La sola appassionata amica francese ha, convintamente, sostenuto
il Soave, trovando poco piacevole l'eccessivo residuo di carbonica del
fiano (si trattava di uno dei primissimi lotti imbottigliati).
MATCH #2
Ca' Visco 2005 Coffele Vs Colli di Lapio 2005
Romano Clelia
Due vini sottili ma allo stesso tempo dalla precisa definizione aromatica.
Sobri ma solidi nel loro incedere, sia al naso sia al palato. La maggiore
balsamicità e freschezza del Fiano nella fase finale, chiaramente
percepibile dopo la deglutizione, ha fatto propendere, anche se di poco,
i giudizi nella sua direzione. Nonostante, infatti, un filino di alcol
in esubero, il Fiano di Lapio non è stato penalizzato quanto
il Soave per la morbida rilassatezza ostentata in chiusura di bocca.
MATCH #3
Fiano d'Avellino Docg 2005 Guido Marsella Vs Monte
Grande 2005 Prà
Durissima sfida per due campioni delle rispettive denominazioni. Due
vini più concentrati, carichi e corposi rispetto a chi li ha
preceduti. Nel caso del Soave ci troviamo addirittura di fronte ad un
affinamento in legno. Nonostante un pò tutti abbiano, anche in
questo caso, criticato l'alcol sopra le righe di Marsella, ne hanno
premiato la maggiore riconoscibilità espressiva sia varietale
che territoriale. Solo uno dei degustatori ha dichiarato una manifesta
insofferenza verso Marsella. Io, pur senza schierarmi palesemente, mi
sono limitato ad apprezzare molto, dalla mia postazione di osservatore
privilegiato, la prova offerta dal Soav,e soprattutto dal punto di vista
dell'impiego e dell'integrazione del rovere.
MATCH #4
Cupo 2005 Pietracupa Vs La rocca 2004 Pieropan
Non vi meravigliate della (voluta) disparità di annate. Pensavo,
avendo assaggiato precedentemente i due vini, ad uno stimolante confronto
nella diversità. Qui devo dire che se non avessi obbligato i
giurati ad esprimere una preferenza secca si sarebbe chiusa in pareggio.
Elegantissimo e sussurrato il potente giovanissimo Fiano di Sabino Loffredo,
mineralissimo, ricco e suadente il Soave di Pieropan. Scontro tra titani.
Sulla distanza sembrava che il veneto fosse sulla buona strada per prendere
il sopravvento soprattutto con il salire della temperatura. Alla fine,
in gergo pugilistico, diremmo vittoria ai punti del Fiano non senza
qualche contestazione...
MATCH #5
Fiano d'Avellino Docg 2003 Pietramara Vs Foscarino
2004 Inama
Altra sfida tra annate non omogenee ed altro pareggio mancato con affermazione
del vino irpino sul filo del rasoio. Inaspettatamente minerale il Fiano,
nonostante l'annata e l'opulenza della materia prima, non di meno grasso
ma freschissimo il bianco di casa Inama che scontava ancora un po' di
legno da assorbire risultato determinante, alla fine, nello stabilire
il vincitore.
Insomma una istruttiva esperienza e non semplicemente un "cappotto"
come si potrebbe pensare. Se si fossero usati i punteggi centesimali
(ascoltando i commenti dei giurati sui singoli vini) avremmo probabilmente
avuto la conferma della vittoria dei Fiano nei singoli match ma una
sorpresa in termini di punteggi totali a favore dei Soave.
Chissà?! Ripeteremo il prossimo autunno a Salerno la sfida con
altre cinque gloriose etichette e vi faremo sapere.
31 luglio 2007
Immagini: Uva fiano e uva garganega, tratte da www.lavinium.com