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Testata registrata presso il Tribunale di Lucca - ISSN 1592-2855

 
 
Fiano di Avellino e Greco di Tufo 2006: appunti di degustazione da BianchIrpinia 2007

di Riccardo Brandi

Ecco le sensazioni, descritte in forma di brevi flash, ricevute dai campioni di Greco di Tufo e Fiano di Avellino 2006 degustati in anteprima, e alla cieca, in occasione di BianchIrpinia 2007.


DOCG FIANO DI AVELLINO 2006

Manimurci: bella apertura gusto-olfattiva; senza sussulti, ma beverino.

Béchar - Antonio Caggiano: naso carico e gusto leggermente acido; pungenza sopra le righe.

Selvecorte - Contrada : biancospino e mineralità per un vino "verdeggiante".

Le Cave - Cardinale: fruttato e "morbidoso", fatto per piacere.

D’Antiche Terre: bei profumi, anche troppo, ma in bocca è pastoso, equilibrato e interessante.

Antica Hirpinia: naso un po’ chiuso, ma gusto equilibrato.

Macchialupa: naso intenso e frutta bianca al palato, lineare e ben fatto.

Tenuta Ponte: freschezza anzi tutto, inclinazioni agrumate.

Pietracupa: bella verticalità olfattiva e gusto piacevole, curato e stuzzicante.

Vadiaperti: non offre il meglio di se, ma la campionatura è presa dalla botte.

Feudi di San Gregorio: tendenze erbacee timide al naso, ma più convincenti in bocca; equilibrato.

La Casa dell’Orco: lineare, si fa bere, ma non fa regali.

Colle di San Domenico: ruvidezza scomposta su una polpa percepibile.

Colli di Lapio: non è banale, ma le componenti non legano ancora al meglio.

Rocca di Principe: slancio olfattivo apprezzabile e gustosità vivace; fresco e piacevole.

Pendino - Colli di Castelfranci: aromi e sapori evoluti, non lascia indifferenti.

Mastroberardino: pulito al naso, componenti nette e percepibili, bella mineralità; da riassaggiare.

Vigna Nocelleto - Del Nonno: lento a concedersi; non entusiasma.

Urciuolo: bella complessità di naso, profondo e verticale, bocca morbida e lunga; decisamente buono.

Faliesi - Urciuolo: un signor Fiano, per nulla ruffiano, seduce il naso e riempie la bocca.

Radici - Mastroberardino: anche questo è un Fiano ricco di profumi di biancospino, frutta bianca, mineralità e legno.

TerredoraTerre di Dora: strizza l’occhio all’olfatto e accarezza il palato, "ci prova" un po’ troppo.

Di Meo: un Fiano onesto che rispecchia lo spettro minerale e la freschezza del vitigno.

Villa Raiano: ancora un po’ chiuso, maturità di aromi, erbaceo e un po’ acido; “muschioso”.

I Favati: al naso è netto, pulito e complesso, un gusto equilibrato e armonico di grande beva.

Torricino: ci siamo, un Fiano fatto bene che promuove aromi abbondanti e sapori godibili.

Cantina dei Monaci: pecca di limitata intensità nei profumi, in bocca è beverino ma con poca fantasia.


DOCG GRECO DI TUFO 2006

Serum - I Capitani: Caldo e garbato, dolcezza e mineralità; discreto finale.

Terre degli Angeli - Terredora: sicuramente godibile, ma il prezzo è la personalità.

Gaudioso - Contrada: un naso promettente deluso da una sostanziale disarticolazione gustativa.

Vadiaperti: profumi frenati e palato pungente, una legnosità accennata lo dipinge di verde.

I Favati: si presenta torbido e acerbo al naso, una spillatura di botte che promette molto; da riprovare.

Colle di San Domenico: piccole bacche e bouquet floreale, caloroso e alcolico; leggera tannicità e verve.

Di Prisco: un vino ben fatto, non proprio dinamico, ma di beva “piaciosa”.

Tenuta Ponte: profumi dolci di ananas e albicocca, in bocca si avverte una domata mineralità che piace.

Torricino: olfattiva fruttata che in bocca concede trame aromatiche e minerali; complesso e avvolgente.

Terre D’Aione: un vino bello polposo, al naso carico corrisponde una masticabilità coerente; lungo.

Mastroberardino: sostanza vegetale, cauto nei profumi e delicato in bocca; retrogusto amarognolo.

Petilia: non male i profumi, aperti e dolci, la pungenza di beva non disturba; fresco e diverso.

D’Antiche Terre: i profumi sono dolci e seducenti, in bocca la sapidità che non ti aspetti; interessante.

Benito Ferrara: aspro e liquoroso, calore alcolico smodato; troppo legno?

Vigna Cicogna - Benito Ferrara: non ci siamo, ancora più esagerato del precedente.

Urciuolo: questo è un bel Greco, verticalità e corrispondenza gusto-olfattiva; buono ma non emoziona.

Devon - Antonio Caggiano: anche questo è un vino piacevole, fatto di polpa e struttura; contrasti intriganti.

Villa Raiano: naso garbato tra dolcezza e mineralità, palato gustoso e armonico; un vino eccellente.

Loggia della Serra - Terredora: tendenze aromatiche e dolciastre, coerente e malizioso.

Nestor - Tenuta del Cavaliere Pepe: un frutto dal retrogusto amaro come una susina bianca acerba.

Grotte - Colli di Castelfranci: profumi dolci per un gusto prima amaro e poi sapido; ancora conflitti.

Pietracupa: naso ampio e gradevole, bocca fruttata e grassa sorretta da una buona spalla acida; discreto.

Manimurci: si fa apprezzare per un equilibrio non comune in questi assaggi, manca di brio.

Macchialupa: un vino razionale e ben fatto, dal gusto fine e armonico; non lungo ma appagante.

Novaserra - Mastroberardino: naso tonico e fruttato, profondità di gusto e freschezza; tra i migliori.

Feudi di San Gregorio: giudizioso nei profumi, si disunisce nella componente acida; comunque c’è.

Giulia: non esprime grandi virtù all’olfattiva, anche in bocca un po’ fiacco.

Antica Hirpinia: gran bouquet, ma in bocca non accenna a calmarsi e sembra un vino "mosso".

Cantina dei Monaci: profumi di belle speranze, ma ancora una volta in bocca è tutta un’altra cosa.

Di Meo: odori particolari dove spicca la pera, in bocca si perde e fa riflettere; atipico.

La Casa dell’Orco: più attento ad essere piacevole che a piacere veramente.


14 giugno 2007

 
 
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