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Testata registrata presso il Tribunale di Lucca - ISSN 1592-2855 |
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| Verticali a Montalcino. Conti Costanti: il Brunello che parla il "Matrichese" di Fernando Pardini
Bel timbro aromatico, pieno e balsamico, con qualche esotismo nella esposizione fruttata ma anche con l'assoluta coerenza di riproporre, sia pur figlio di una annata nient'affatto malleabile, le intriganti variazioni floreali e agrumate che tanto fanno Matrichese. C'è insomma una sincera vitalità nell'aria, ciò che crea complicità e immedesimazione. Perché in fondo ti accorgi che non viene meno l'idea di freschezza, così come ti accorgi dell'equilibrio, dell'assenza di ridondanze, della misura. E questo, a ben vedere, basta. Brunello di Montalcino 2001 Grande seduzione aromatica, tutta in digradare armonico, di contrappunto e finezza, polposa ciliegia e ricca nudità. Gusto trascinante di rara compiutezza e garbo, non di peso ma di voluttà tutta interiore, coi tannini cesellati ed il fascino indiscreto del vino rarefatto ed elegante. Nella lunga scia balsamica si compendia la grazia sottile del vino conquistatore, il conseguimento raro dalla dolcezza melodica e dalla freschezza étonnante. Brunello di Montalcino Riserva 2001 Il naso è ancor compresso, ritroso, ma ci avverte di già della sua futura dimensione nei pertugi intriganti fatti di mineralità, nel seducente gioco dei rimandi floreali, negli sbuffetti di tabacco e di sottobosco umido. C' é una materia più importante -come densità e spessore- che non nel mirabile quanto sincretico "base" 2001, e la compattezza tutta giovanile ci informa del tempo che ci vorrà affinché il tutto si armonizzi. Ma é in quella bocca elegiaca e raffinata, dai tannini serrati quanto finissimi, che si cela il timbro individuo della sua terra. Da lì scorgi chiaramente il futuro, e lo pensi radioso. Brunello di Montalcino 2000 Elegante, carnoso, finanche struggente negli umori suoi di sottobosco, fa dell'ottima beva e della silhouette al contempo soffice e stilizzata le armi pacifiche per farsi desiderare, regalando sensazioni di tiepida solarità. Qua e là affiorano "verzure" aromatiche, e una certa rigidità nella diffusione e nella matrice tannica. Ma è un vino ben disegnato, in piena coerenza di stile e perdipiù figlio di una annata calda che solo il terroir particolare del Matrichese ha saputo domare nelle intemperanze alcoliche e di maturità. Brunello di Montalcino 1999 Pieno e carnoso, dal bel battito minerale e dal frutto candido, ti rivela un lato semmai più caratteriale e terziario negli umori di carruba e petrolio. Il tutto dichiarato però con garbo e compostezza. Bocca di spessore, sapida, succosa, bella. Pur senza l'allungo della differenza si diffonde sincera e naturale, rendendosi setosa nel tratto, continua e "traditrice" alla beva. Brunello di Montalcino 1998 Questo il vino più sofferto della degustazione, nel quale l'annata difficile si rivela senza indugi in un naso alcolico e "confetturato", senza risparmiarsi screziature vegetali e intemperanze idrocarburiche. La bocca si fa sincretica, asciutta, con la crudezza dei tratti che non riesce a scalfire più di tanto il rigore, la dignità e il portamento che gli riconosciamo. Finezza sotto tono, se solo stai agli standard alti della sua consuetudine. Brunello di Montalcino Riserva 1997 Ancora un 1997 fra ombre e luci, sia pur figlio di un millesimo che per la Toscana molti addetti ai lavori si affrettarono ( sì, si affrettarono) a dichiarare del secolo, affermazione poi smentita dai fatti ad ogni pié sospinto. Anche a casa Costanti questa annata non ha partorito la meraviglia. Eppure ci sono i tratti seducenti di una indiscutibile personalità "brunellesca", come per esempio il tratteggio minerale del suo naso, la carnosità fruttata mai sovraesposta, le sferzate d'agrume che ne dinamizzano l'evoluzione. Però l'articolazione e la profondità gustativa non sono il suo forte. C'é flemma, c'é rigore, c'é un carattere finanche poco concessivo, poco urlato, ma c'é pure un rovere infiltrante e birichino, che asciuga il proseguio limitandone corsa ed allungo. Brunello di Montalcino Riserva 1988 Qui il dubbio di una bottiglia non al meglio si insinua. Tant'é, ma il naso di questo Brunello non chiarisce gli intenti e latita in nitidezza, mischiando in modo non troppo armonico terra, frutto rosso e boschività autunnali dall'accento malinconico e assorto. Al palato qualche lamentela tannico-amaricante, una scia confusa e uno sprint forse troppo "pacificato" e risolto, senza la tensione delle edizioni più riuscite. Brunello di Montalcino Riserva 1983 Beh, qui hai un vino "resistente" ed accattivante, dove la nobile alcolicità - ancora integrata - sposa emergenze tisaniche, di tartufo, foglie secche e canna da zucchero, a regalare un profilo evoluto, affascinante, nient'affatto banalizzato dal tempo. La sua bocca infatti è bocca longilinea, pura e delicata, dalla beva istintiva e dalla freschezza acida che non molla. Non puoi non dichiararla integra e tannicamente vitale. Il finale più asciutto e rigoroso ti racconta degli anni che si porta appresso. Ma nonostante questo ti urla - in silenzio come si conviene al blasone - l'appartenenza al Matrichese. Perché questo bicchiere, a ben vedere, canta ancor oggi la sua terra. Con orgoglio e sincerità la canta. Degustazione effettuata in azienda nel febbraio 2007 Nella seconda foto Andrea Costanti 17 aprile 2007
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