Il vino contadino
che sedusse Parker. Verticale del Falerno del Massico Etichetta Bronzo
di Masseria Felicia
di Fabio Cimmino
Nata
nel 2000 dalla passione di Alessandro Brini ed il felice incontro
con lenologo Nicola Trabucco, il Falerno del Massico
Etichetta Bronzo di Masseria Felicia è stata fin dallannata
di esordio un successo annunciato, allorquando Robert Parker
su The Wine Advocate gli assegnò ben 95/100
.. Un rosso
potente, muscoloso, dal frutto quasi masticabile ed un carattere spiccatamente
minerale, vulcanico come il territorio sul quale nasce (Roccamonfina).
Con lEtichetta Bronzo inizia lera del Falerno moderno che
ho contribuito a suo tempo ad alimentare con un pezzo su WineReport.
Un vino difficile e particolarmente duro quando ancora giovane che ha
spinto, di recente, questa piccola cantina a fare un ulteriore sforzo
decidendo di uscire sul mercato dopo almeno tre anni di maturazione
e non più due come in precedenza.
Una degustazione per addetti ai lavori un po atipica per latmosfera
particolarmente familiare e rilassata nella quale ha avuto brillantemente
luogo. Una delle sempre più rare occasioni in cui poter parlare
in maniera competente di vino senza trascurarne il lato umano, la sensibilità
allorigine di un gesto cercando di coglierne la profonda componente
affettiva che lega un vino ed il suo produttore. Insieme a me a ripercorrere
queste prime 5 annate dellEtichetta Bronzo, lattuale titolare
Felicia Sbrini, il padre Alessandro, lenologo ed
agronomo Nicola Trabucco, il professor Nicotena, lamico
sommelier e giornalista Ugo Baldassarre, Rossano Ferrazzano
collaboratore del Gambero Rosso e Giampaolo Gravina dellEspresso.
Ecco il resoconto con la valutazione in stelle delle annate degustate
tutte rigorosamente alla cieca.
2001 ***/****
Il naso è molto minerale, vulcanico ed affumicato, cangiante
col trascorrere dei minuti cambia continuamente nel bicchiere. Al palato
sconta, invece, tannini più rigidi, non del tutto risolti ed
a tratti letteralmente devastanti. Rustico e ruspante tradisce un profilo
lievemente vegetale figlio di unannata non facilissima da gestire.
Ancora un po scomposto dimostra comunque un grande carattere.
La chiusura è pulita supportata oltre che dal tannino da una
generosa acidità.
2003 ***/****
Frutto scuro (prugna) più dolce. Tannini solo leggermente più
addomesticati. Apparentemente più monocorde (sicuramente perchè
più giovane e tendenzialmente mirato sul frutto). Anche la presenza
del rovere sembrerebbe decisamente più importante. Particolarmente
energico nella dinamica gustativa dove la massa poderosa cerca di emergere
e spinge, in continuo movimento, grazie ad una evidente speziatura (in
particolare si fa notare il chiodo di garofano).
2002 *****
Il frutto è meno intenso e non si capisce se maggiore è
lampiezza, dunque, delle sfumature o ci sia una delicatezza di
fondo voluta verso leleganza. Più apprezzabile lequilibrio
tannico. Una via di mezzo tra i primi due campioni. Leffluvio
di mineralità (grafite, cenere, incenso) rimane laspetto
più stimolante. Al gusto è sempre, coerentemente, sapido
e lungo.
2000 ****/*****
Dolcezza alcolica in evidenza. Succoso, tradisce un tangibile zucchero
residuo. Il naso è molto fine ed elegante , ampio e complesso
pur denotando un notevole esuberanza di frutto. Le spezie e le sensazioni
balsamiche del legno sono piacevolmente accennate. Ricco ed austero
allo stesso tempo. Espressione ancora una volta esaltante del territorio.
Ritroviamo anche note animali, di cuoio e sentori di sostanza organica.
Primi cenni appena evoluti.
1999
Non ho voluto appositamente dare alcuna valutazione perché ritengo
impossibile dare un voto a un emozione. Fatto come il vino del contadino
da Alessandro Sbrini, senza mezzi tecnici, zero solforosa e lieviti
autoctoni, dimostra tutta la forza del territorio e lamore delluomo
in una magica ed irripetibile combinazione!. Naso salmastro (olivastro)
che copre il frutto trovando la sua piacevolezza su un altro registro
apparentemente meno coerente con gli altri campioni. La struttura più
leggera e la spontaneità espressiva, in altre parole la sua autenticità,
sonoin questo caso i tratti più rilevanti ed apprezzabili. Anche
se decisamente il più evoluto di tutti per alcuni, secondo me
giustamente, il coinvolgimento emotivo supera ogni disquisizione tecnica.
Grazie alla famiglia Sbrini e Nicola Trabucco per aver voluto condividere
questo preziosa bottiglia e questo storico momento con tutti noi.
www.masseriafelicia.it
www.trabucconicola.it
7 giugno 2007