I Supertuscan di
Castello di Bossi. Verticali di Corbaia e Girolamo
di Riccardo Farchioni
Dopo
una storia plurisecolare il Castello di Bossi, posto in un luogo
da sogno nella zona meridionale del Chianti Classico di Castelnuovo
Berardenga, fu acquisito dalla famiglia Piccolomini di Siena.
L'abbandono della mezzadria, il conseguente spopolamento delle campagne
portò ad una crisi del settore agricolo ed anche Bossi subì
un lento decadimento fino all'avvento degli attuali proprietari, la
famiglia Bacci.
Lazienda, nella sua veste moderna, risente della impostazione
tachisiana,
con il grande enologo che nel frattempo operava applicando la sua filosofia
internazionalista anche a Castello dei Rampolla,
nel Chianti Classico settentrionale di Panzano, seminando le premesse
di Supertuscan ormai di lunga storia e gloriosa carriera. Anche qui
a Bossi si traggono i vantaggi delleredità di vigne di
cabernet sauvignon e merlot piantate quaranta anni fa e tuttora "operative",
i cui frutti dal 1999 vengono gestiti dall'enologo Alberto Antonini.
Oggi Castello di Bossi, con i suoi oltre 120 ettari vitati, si identifica
con Marco Bacci che, sicuro di sé ed entusiasta dei suoi
vini, si sta allargando (anzi, si è allargato) con
le altre due tenute di Renieri a Montalcino (il primo Brunello,
annata 2003, arriverà lanno prossimo ma intanto ci sono
i Supertuscan Re di Renieri e Regina di Renieri) e Terre
di Talamo in Maremma. E questo grazie anche alla solida prospettiva
data all'azienda dalla "nuova generazione" dei figli Jacopo
e Maurizio.
Il
Corbaia nacque quasi come un hobby, e fino al 1993 era costituito
da sangiovese, cabernet sauvignon e merlot. Il cabernet sauvignon proviene
dal podere chiamato Bellavista, mentre Corbaia è il nome
del podere del sangiovese. Successivamente questo vino è diventato
un sangiovese al 70% con saldo di Cabernet Sauvignon. Il Girolamo
è un merlot da singola vigna vecchia di quaranta anni (dalle
rese bassissime, si arriva ai venti quintali duva per ettaro),
ad eccezione del 2003, quando a causa dell'annata caldissima e siccitosa
si dovette ricorrere ad un 15% di uve provenienti da impianti più
giovani.
Le verticali
Corbaia
Corbaia
1985
Bel naso dolce e suadente, con punte floreali. Il bicchiere in rotazione
sprigiona con grande intensità toni di frutta rossa caramellata,
poi appare qualche tono più acidulo, ed emerge la foglia di tè.
Il vino entra al palato con medio corpo, spinge soprattutto in acidità,
aromaticamente appare un po' stanco, è acidulo ma ha buona grinta.
Finale dai toni lievemente ammandorlati.
Corbaia 1988
Naso dolce e di buona intensità, nel quale emergono sensazioni
di frutta rossa e nera in versione confetturata, ai quali si aggiungono
toni speziati e un pochino acri. Poi, ancora, una imperiosa folata menta
e liquirizia; alla fine il quadro olfattivo si assesta su un melange
di bella levigatezza. In bocca si avvertono discrete pienezza e densità,
ed il finale si mostra di buon carattere suggellando un quadro equilibrato
e con un tannino fine e cremoso. Insomma, un bel vino.
Corbaia
1990
Bel naso fine e brillante, con limpidi sentori di fiori, frutta e spunti
di liquirizia. Al palato parte con buon carattere e verve, ma un tannino
piuttosto duro arriva presto a tagliare una beva resa comunque
succosa da una acidità ancora ben presente. Lungo nel finale.
Corbaia 1993
Lolfatto è dominato da una piacevole caramella di frutta
rossa, ancora elegante e fine, e da una bella componente speziata; successivamente
si affaccia nel quadro aromatico una punta di surmaturazione. Bell'attacco
pieno e dolce, tenuta aromatica di buon carattere, vino fresco dalla
buona succosità e con un tannino un tantino "sgranato".
Termina lungo.
Corbaia 1994
È il primo Corbaia senza merlot ed ha un olfatto dal fruttato
maturo, di approccio dolce, fine, levigato e brillante. Naso bello ed
elegante, oltre che persistente. Attacco in bocca subito fresco, dal
fruttato fragrante che si propaga lungo tutta la beva. Bevibilità
estrema, brillantezza aromatica, finale ampio e molto bello. Bel vino
davvero.
Corbaia
1995
Naso di discreta intensità e bella eleganza, di impronta prevalentemente
floreale, con spunti cosmetici. Diverso il carattere al palato dove
appare compatto e concentrato, stenta a distendersi e possiede qualche
tono amarognolo, esibendo comunque buona polpa. Finalmente viene fuori
bene nel finale, ampio e lungo con una scia fruttata e vegetale.
Corbaia 1996
Chiuso, appare giovanile, ancora di bella finezza floreale. Si apre
bene, levigato, con cenni di liquirizia e spezie. In bocca è
aromaticamente fine, ma di impatto limitato ed un pochino scarno; prevale
la componente acida che rende fresca una beva che però non appare
sostenuta da un sufficiente corredo aromatico. Comunque termina lungo
e siglato da una buona freschezza di frutto.
Corbaia 1997
Qualche spunto che ricorda il solvente sporca inizialmente un naso che
successivamente si riassesta bene, rimanendo non intensissimo anche
se molto levigato. Buona pienezza, qualche spigolo e tannini un po'
duretti, buona acidità. Lungo.
Corbaia
1999
Per la prima volta colore molto fitto e naso profondo, opulento, dolce,
molto prugnoso e con una importante componente di frutto nero (ribes
e mirtillo). Bocca dolce e piena, un pochino sciropposa nella sua dolcezza.
Potente e lungo nel finale.
Corbaia 2000
Frutta rossa e delicata speziatura, ampio e penetrante più che
profondo, con una componente liquiriziosa e cenni di laccatura. Una
entrata vellutata prelude ad un vino dolce ma non monotono, cremoso
ma non ingombrante. Buono, lunghissimo, equilibrato.
Corbaia 2001
Elegante, non apertissimo, quasi austero nella sua espressione, compassato.
Qualche spunto vegetale compare in un attacco pieno, concentrato ma
succoso, nervoso e ancora da assestarsi per una certa invadenza delle
note tostate. Bella lunghezza.
Girolamo
Girolamo1997
Al naso si avverte un frutto rosso levigato, che comprende anche il
lampone, oltre a note lontane di sottobosco e tartufo; il quadro è
scintillante e di bella persistenza. La bocca è snella, rabarbarosa,
ed un pochino in deficit di frutto e consistenza, specialmente verso
il finale. Ma aromaticamente il vino è teso e spedito, e dal
tannino delicato. Lunghissime note finali di foglie bagnate.
Girolamo 1998
Quasi diametralmente opposto allannata precedente: serioso, un
pochino laccato, complessivamente poco espressivo, ma non privo di eleganza.
Al palato si allarga prepotente ma rimane un pochino esile e il tannino
"gratta" verso il finale. Nel finale note di foglia di tè
e spunti vegetali.
Girolamo
1999
Naso inizialmente ispido e caratteriale con note cosmetiche, profondo
e quasi austero. Poi si allarga su una bella eleganza e poeticità
di frutto. Entra cremoso in bocca, e poi va in bellisima progressione,
supportata da straordinaria setosità. Si allarga gentile e maturo
finendo (come al solito) interminabile su tannini impalpabili. Un grande
esempio di merlot profondamente marcato dal territorio.
Girolamo 2000
Frutta nera, liquirizia segnano un olfatto cupo e profondo nelle sue
sensazioni. Al palato parte con note caldamente "fruttuose",
poi si dimostra piuttosto statico, virando verso la confettura
di frutta nera, godibile anche se non profondissima. Tannino finissimo
e finale coerente e lungo.
Girolamo
2001
In un naso confetturato, con cenni di cottura ed una dolcezza un pochino
superficiale: peccato, data l'annata. La bocca mostra una grande estrazione
a stento governata dal nerbo acido, e in definitiva si mostra un tantino
sciropposa, anche se il frutto è forse più carnoso che
allolfatto. Tannini fini e dolci, e finale lunghissimo.
Girolamo 2003
Naso solare e delicatamente laccato, se si vuole un pochino ingenuo,
ma assolutamente ineccepibile. In bocca sfoggia un nerbo insospettato,
una elegante speziatura, buona dinamica e tannino scintillante. In definitiva
un vino molto buono.
Degustati in azienda nel dicembre 2006
Nella seconda e terza foto, Marco Bacci
3 aprile 2007