I dettagli passati

Le ragioni del tempo. Granbussia in verticale.
La classicitą nel sangiovese. Verticale di Fontalloro
Le trentuno vendemmie di Stefano Farkas Verticale di San Martino
Le vibrazioni, ovvero la Valpolicella secondo i F.lli Tedeschi

La Borgogna nel cuore.
Prima puntata: Vosne-Romanée
Seconda puntata: Gevrey-Chambertin
Terza puntata: Chambolle-Musigny

Meloni Vini, Sardegna in grande

In archivio

 


La Borgogna nel cuore. Terza parte. Seppellite il mio cuore a Chambolle-Musigny.
di Fernando Pardini

Il mio cuore, da quel giorno, sta là. Tra le strade silenziose e assorte di un borgo del quale il tempo pare non accorgersi, tra i muretti bassi che ne disegnano, invariabilmente, i confini, tra piccoli mari di vigna dai nomi armonici: Bonnes Mares, Les Amoureuses, Les Charmes, Musigny....... Si è accasato sotto un tiglio, a scrutare con rispetto le facce segnate e gli sguardi veraci dei piccoli vigneron, il passaggio cigolante delle loro carriole, lo schioppettio dei loro trattori avanti e indietro. Soprattutto, a sospirare un reincontro: quello con le incredibili meraviglie liquide ed artigiane con le quali quel luogo ti presenta il conto e si preserva vita natural durante un aggettivo e un affetto: indelebile. A Chambolle-Musigny c'é stato, netto, uno scarto temporale, fino all'età dell'innocenza, nel mio percorso consapevole di viaggiatore enofilo, con gli inarrivabili cru a disegnarne i confini, nella loro veste ciliegia, nella seducente bellezza delle aeree quanto carnali emergenze aromatiche, nella sensibilità tattile offerta nel nome della nobiltà, della setosità e della naturalezza espressiva. Di fronte a loro devi ritarare le tue scale e riscrivere per intero il concetto di eleganza. La quintessenza del pinot nero, nella sua declinazione più struggente e sensuale, dimora là, dove il mio cuore ha scelto di restare. Una carezza, un bacio, un guanto, un whisper. Tutto qui si muove fluttuando, in un vortice indiscreto di umori e sapori che appartengono di diritto a queste terre, laddove il tempo pare finalmente aver ripreso, senza lottare, il suo ruolo. Sì, qui il vino è ancora del tempo. Intanto, lo spettacolo dei vigneti Musigny e Bonnes Mares affretta i pensieri e fa aumentare lo struggimento. Da quei giorni, da quei volti, soprattutto da quei vini, un inno al tempo genuino di campagna, alla gioia e alla condivisione. Lo stimolo ad abbandonarsi e goderne appieno, fino a lasciarci, irrimediabilmente, il cuore. Vini così, luoghi così, soltanto il cuore può bastare a contenerli.

Per quanto mi riguarda, da quando il cuore ha deciso di prendere residenza in Borgogna, affronto la mia vita con altri battiti, quasi dimentico delle vecchie aritmie.

HENRY FELETTIG

Dai 10 ettari di proprietà i Felettig mi ammaliano con un Chambolle-Musigny 1er cru Les Combottes 2002 vestito a festa: avvolgente, comunicativo, archetipico negli splendori tipici di ciliegia, lampone, fragola e cuoio mi confonde e inquieta con la sua finissima carezza sapida, penetrante di gioia e mineralità.

Non è da meno però il Chambolle-Musigny 1er cru Les Charmes 2002 , più attendista e riflessivo ad un primo ascolto se vuoi, laddove la profondità del suo frutto è solo intuizione, ma con un palato succoso e primattore, carnoso e pieno, energico e sensuale.

Gioca invece su un temperamento più "mediterraneo" ed accenti più caldi nel frutto il Chambolle-Musigny 1er cru Les Carrières 2002, ciò che lo rende particolarmente espressivo e definito al naso ma meno teso e dinamico in bocca che non i fratelli Charmes e Combottes.

Chiude la fila un pensieroso Chambolle-Musigny 1er cru Les Feuisselottes 2002, dal naso oggi timido e reticente, cui fa seguito una bocca spedita, vivace, sapida, di sincera espressività e presumibile futuro.

HUDELOT-BAILLET

Dalla famiglia Hudelot-Baillet, dagli sguardi volpini della anziana e timida vigneronne, dalla garbata gentilezza del genero di casa, da quei vini bambini ho avuto, oltre che accoglienza, verità e meraviglia.

Non certo e non solo dal Chambolle-Musigny 2002 , che difende comunque con sicura dignità la sua appartenenza comunal, e pur non disponendo della profondità dei cru suoi fratelli dimostra una gioviale partecipazione alle faccende aromatiche ed un anelito minerale di bella speranza nella chiusura alcolica della sua bocca, ma dall'accostarsi al Chambolle-Musigny 1er cru Les Cras 2002 ( il premier cru preferito dalla proprietà) capisci che qui si fa sul serio. Gioca di sfumature e sussurri il buon Cras; i suoi profumi sono innervati da uno spirito minerale e stilizzati nel frutto. In bocca fa lo stesso, il suo passaggio è come un whisper di silenziosa, sostanziale eleganza, che lascia dietro a se una scia quasi sabbiosa nella soave impronta tannica.

Poi arriva lui, il Chambolle-Musigny 1er cru Les Charmes 2002 : irresistibile, pieno e suadente assieme, di melodica dolcezza, terso e sensuale, dall'enorme bilanciamento e dalla spinta acida integrata. Una eleganza fuori dal comune, un tatto charnus e subliminale, in odor di velluto.

Non paghi della meraviglia eccoti il ben servito..... Bonnes Mares Grand Cru 2002 ti accoglie con un naso caldo e riflessivo, complesso ed ancora in trattenere. In bocca esplode ed affascina per la nobile tessitura che lo innerva, creando un sottile turbamento erotico nel viandante. Qui tutto è succo naturale e distinzione. Il nerbo, come direbbe qualcuno che sta su in cielo, è aristocratico. La compagnia, dico io, amica e cara.

HUDELOT-NOELLAT

I vini di Alain Hudelot- Noellat non lesinano di certo in finezza, sensualità e naturalezza, e te lo dimostrano di già a partire dal sorprendente Chambolle-Musigny 2002, di spettro ricco e prezioso e dalla bocca ben tessuta, che unisce e compendia in sè dolcezza, equilibrio e freschezza.

Ancor di più, casomai non lo avessi capito, te lo conferma il Chambolle-Musigny 1er cru Les Charmes 2002 , con il suo naso sinuoso ed attraente, dalla matrice fumé, e con quella bocca spedita, tesa, riflessiva. Va diritto al sodo, contando su un passo sapido e minerale e su tannini sentimentali, di ineludibile dolcezza e maturità.

FREDERIC MAGNIEN

Sicuramente influenzato dalle tendenze moderniste in fatto di vinificazione, il giovane Frederic Magnien mi coinvolge con un Chambolle-Musigny 1er cru Les Combottes 2002 che ha dalla sua colore e frutto, entrambi sostenuti. In bocca invero rivela più chiaroscuri ed intimità, grazie alla scorrevolezza, alla proverbiale mineralità del cru, alla lodevole tensione espressiva che lo pervade.

DOMAINE LAURENT ROUMIER

Non dal Chambolle-Musigny 2002, con i suoi accenti malinconici e autunnali, la chiosa boisée ed il timore di espandersi come dovrebbe, ma da un perentorio Bonnes Mares Grand Cru 2002 ho avuto l'idea di un privilegio. Qui la veste è ricca e raffinata, giovane il comparto aromatico, nobile l'estrazione, scalpitante la forza e la dolcezza, queste ultime fuse assieme e maritate.

AMIOT-SERVELLE

Christian Amiot non ha bisogno di presentazioni, giacché il suo domaine non ne richiede. Pieno il riconoscimento, chiara la fama, per vini rispettosi che dalle annate ricche e generose ( leggi 2002) paiono acquisire un quid di armonia e solarità in più, ben oltre il proverbiale rigore espressivo che li caratterizza. Ecco quindi un Chambolle-Musigny 1er cru Les Plantes 2002 dal profilo intenso e selvatico, pieno e vigoroso, offrisi in una bocca di maggiore rilassatezza e gentilezza, laddove inoubliable si fa la lunghezza e grande l'esprit de terroir.

Tutto questo mentre, come terroir vuole, il Chambolle-Musigny 1er cru Les Charmes 2002 assume un profilo dolce e melodico, tutto framboise e lamponi confit, ed un gusto semplicemente squisito, a spandere dolcezza, baci e succo.

Il Chambolle-Musigny 1er cru Derrière La Grange 2002 risolve al palato- dedicato, intimista e minerale- l'apparente sua maturità di frutto.

Infine, il Chambolle-Musigny 1er cru Les Amoureuses 2002 suggella una prova d'autore con il suo profilo aromatico fragrante, sensuale e con uno sviluppo che è una summa di equilibrio, dolcezza, sottintesi, charme e setosità.

A SPASSO CON CHARMES

La mia passeggiata a conoscere meglio il premier cru Les Charmes mi ha condotto prima da Jean Claude Boisset, il cui Chambolle-Musigny 1er cru Les Charmes 2002 è caldo ed espressivo certo, ma pecca di poco dinamismo, poi ha spiccato il volo con il riconoscibilissimo Chambolle-Musigny 1er cru Les Charmes 2002 di Francoise Chauvenet, dal profondo sentimento fruttato in prima linea e dalla bocca sapida e intensa, da non smettere più di berne. Infine, ormai a pieno volo, è stata la volta del Chambolle-Musigny 1er cru Les Charmes 2002 di Christian Clerget : archetipico nel riportare la piena espressione del cru, sa unire amorevolmente frutto, dolcezza, suadenza, istinto e profondità per regalarti attimi intensi di seduzione e beata confusione, in una veste di estrema eleganza.

MAISON JOSEPH DROUHIN

La celebre maison beaunoise stavolta non perdona, ed affonda sicura il colpo al cuore degli appassionati. Le due selezioni di Chambolle rendono mistica l'esperienza e la trasferta tutta.

Il Chambolle-Musigny 1er cru Baudes 2002 racchiude in un bicchiere tutta l'eleganza che c'è, ed è impossibile resistere alla impalpabile, carezzevole bellezza tattile della sua bocca. Esemplare ed ineccepibile, ti lascia addosso la struggente bramosia di ripossederlo.

Il Bonnes Mares Grand Cru 2002 mi appare oggi esemplare per razza e calor buono, racchiudendo in sè nerbo, precisione, sentimento e complessità. E mentre in me prevalgono l'istinto alla immedesimazione, il coinvolgimento "animale" e la voglia di riprovarci, la diffusione e la carnalità si fanno elegiache, con il tatto - una volta ancora - subliminale. Sul fondo del bicchiere, color ciliegia anch'esso, mi è parso persino di scorgere un pezzetto di cuore.

23 marzo 2005

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

   

prima pagina | l'articolo | l'appunto al vino | la parola all'agronomo | in azienda
in dettaglio | rassegna | visioni da sud | la cucina | en passant | mbud
appunti di viaggio | le annate | la guida dei vini | rassegna stampa | sottoscrivi