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I dettagli passati
Le ragioni del tempo. Granbussia in verticale. La classicitą nel sangiovese. Verticale di Fontalloro Le trentuno vendemmie di Stefano Farkas Verticale di San Martino Le vibrazioni, ovvero la Valpolicella secondo i F.lli Tedeschi La Borgogna nel cuore. Prima puntata: Vosne-Romanée Seconda puntata: Gevrey-Chambertin Terza puntata: Chambolle-Musigny Meloni Vini, Sardegna in grande In archivio
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HENRY FELETTIG Dai 10 ettari di proprietà i Felettig mi ammaliano con un Chambolle-Musigny 1er cru Les Combottes 2002 vestito a festa: avvolgente, comunicativo, archetipico negli splendori tipici di ciliegia, lampone, fragola e cuoio mi confonde e inquieta con la sua finissima carezza sapida, penetrante di gioia e mineralità. Non è da meno però il Chambolle-Musigny 1er cru Les Charmes 2002 , più attendista e riflessivo ad un primo ascolto se vuoi, laddove la profondità del suo frutto è solo intuizione, ma con un palato succoso e primattore, carnoso e pieno, energico e sensuale. Gioca invece su un temperamento più "mediterraneo" ed accenti più caldi nel frutto il Chambolle-Musigny 1er cru Les Carrières 2002, ciò che lo rende particolarmente espressivo e definito al naso ma meno teso e dinamico in bocca che non i fratelli Charmes e Combottes. Chiude la fila un pensieroso Chambolle-Musigny 1er cru Les Feuisselottes 2002, dal naso oggi timido e reticente, cui fa seguito una bocca spedita, vivace, sapida, di sincera espressività e presumibile futuro. HUDELOT-BAILLET Dalla famiglia Hudelot-Baillet, dagli sguardi volpini della anziana e timida vigneronne, dalla garbata gentilezza del genero di casa, da quei vini bambini ho avuto, oltre che accoglienza, verità e meraviglia. Non certo e non solo dal Chambolle-Musigny 2002 , che difende comunque con sicura dignità la sua appartenenza comunal, e pur non disponendo della profondità dei cru suoi fratelli dimostra una gioviale partecipazione alle faccende aromatiche ed un anelito minerale di bella speranza nella chiusura alcolica della sua bocca, ma dall'accostarsi al Chambolle-Musigny 1er cru Les Cras 2002 ( il premier cru preferito dalla proprietà) capisci che qui si fa sul serio. Gioca di sfumature e sussurri il buon Cras; i suoi profumi sono innervati da uno spirito minerale e stilizzati nel frutto. In bocca fa lo stesso, il suo passaggio è come un whisper di silenziosa, sostanziale eleganza, che lascia dietro a se una scia quasi sabbiosa nella soave impronta tannica. Poi arriva lui, il Chambolle-Musigny 1er cru Les Charmes 2002 : irresistibile, pieno e suadente assieme, di melodica dolcezza, terso e sensuale, dall'enorme bilanciamento e dalla spinta acida integrata. Una eleganza fuori dal comune, un tatto charnus e subliminale, in odor di velluto. Non paghi della meraviglia eccoti il ben servito..... Bonnes Mares Grand Cru 2002 ti accoglie con un naso caldo e riflessivo, complesso ed ancora in trattenere. In bocca esplode ed affascina per la nobile tessitura che lo innerva, creando un sottile turbamento erotico nel viandante. Qui tutto è succo naturale e distinzione. Il nerbo, come direbbe qualcuno che sta su in cielo, è aristocratico. La compagnia, dico io, amica e cara. HUDELOT-NOELLAT I vini di Alain Hudelot- Noellat non lesinano di certo in finezza, sensualità e naturalezza, e te lo dimostrano di già a partire dal sorprendente Chambolle-Musigny 2002, di spettro ricco e prezioso e dalla bocca ben tessuta, che unisce e compendia in sè dolcezza, equilibrio e freschezza. Ancor di più, casomai non lo avessi capito, te lo conferma il Chambolle-Musigny 1er cru Les Charmes 2002 , con il suo naso sinuoso ed attraente, dalla matrice fumé, e con quella bocca spedita, tesa, riflessiva. Va diritto al sodo, contando su un passo sapido e minerale e su tannini sentimentali, di ineludibile dolcezza e maturità. FREDERIC MAGNIEN Sicuramente influenzato dalle tendenze moderniste in fatto di vinificazione, il giovane Frederic Magnien mi coinvolge con un Chambolle-Musigny 1er cru Les Combottes 2002 che ha dalla sua colore e frutto, entrambi sostenuti. In bocca invero rivela più chiaroscuri ed intimità, grazie alla scorrevolezza, alla proverbiale mineralità del cru, alla lodevole tensione espressiva che lo pervade. DOMAINE LAURENT ROUMIER Non dal Chambolle-Musigny 2002, con i suoi accenti malinconici e autunnali, la chiosa boisée ed il timore di espandersi come dovrebbe, ma da un perentorio Bonnes Mares Grand Cru 2002 ho avuto l'idea di un privilegio. Qui la veste è ricca e raffinata, giovane il comparto aromatico, nobile l'estrazione, scalpitante la forza e la dolcezza, queste ultime fuse assieme e maritate. AMIOT-SERVELLE Christian Amiot non ha bisogno di presentazioni, giacché il suo domaine non ne richiede. Pieno il riconoscimento, chiara la fama, per vini rispettosi che dalle annate ricche e generose ( leggi 2002) paiono acquisire un quid di armonia e solarità in più, ben oltre il proverbiale rigore espressivo che li caratterizza. Ecco quindi un Chambolle-Musigny 1er cru Les Plantes 2002 dal profilo intenso e selvatico, pieno e vigoroso, offrisi in una bocca di maggiore rilassatezza e gentilezza, laddove inoubliable si fa la lunghezza e grande l'esprit de terroir. Tutto questo mentre, come terroir vuole, il Chambolle-Musigny 1er cru Les Charmes 2002 assume un profilo dolce e melodico, tutto framboise e lamponi confit, ed un gusto semplicemente squisito, a spandere dolcezza, baci e succo. Il Chambolle-Musigny 1er cru Derrière La Grange 2002 risolve al palato- dedicato, intimista e minerale- l'apparente sua maturità di frutto. Infine, il Chambolle-Musigny 1er cru Les Amoureuses 2002 suggella una prova d'autore con il suo profilo aromatico fragrante, sensuale e con uno sviluppo che è una summa di equilibrio, dolcezza, sottintesi, charme e setosità. A SPASSO CON CHARMES
MAISON JOSEPH DROUHIN La celebre maison beaunoise stavolta non perdona, ed affonda sicura il colpo al cuore degli appassionati. Le due selezioni di Chambolle rendono mistica l'esperienza e la trasferta tutta. Il Chambolle-Musigny 1er cru Baudes 2002 racchiude in un bicchiere tutta l'eleganza che c'è, ed è impossibile resistere alla impalpabile, carezzevole bellezza tattile della sua bocca. Esemplare ed ineccepibile, ti lascia addosso la struggente bramosia di ripossederlo. Il Bonnes Mares Grand Cru 2002 mi appare oggi esemplare per razza
e calor buono, racchiudendo in sè nerbo, precisione, sentimento
e complessità. E mentre in me prevalgono l'istinto alla immedesimazione,
il coinvolgimento "animale" e la voglia di riprovarci, la diffusione
e la carnalità si fanno elegiache, con il tatto - una volta ancora
- subliminale. Sul fondo del bicchiere, color ciliegia anch'esso, mi è
parso persino di scorgere un pezzetto di cuore. 23 marzo 2005
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