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Periodico di cultura enogastronomica - In rete dal 1999, per amor di terra

Testata registrata presso il Tribunale di Lucca - ISSN 1592-2855

 
 
Le ragioni del tempo. Granbussia in verticale
di Fernando Pardini

Quella sera (quella notte) le ragioni del tempo, come un lampo, mi è parso persino di coglierle, una dopo l'altra per ogni bottiglia che ho incontrato. Tanta la bramosia e tante le evidenze. Là fuori, quel giorno, la prima neve di primavera era un tappeto abbagliante di primigenia naturalezza a riflettere il cielo, cielo d'aria finissima e fresca, che fa arrossare pelli e sbuffare nasi. Cielo d'altura. Tra i monti sparsi della Cisa, in un locale d'incanto che faccio fatica a non dichiarare del cuore, si è compiuto l'ennesimo atto, l'ennesimo tributo. Ad una terra e ai suoi vini. Io nel frattempo, fra quei monti, sotto un silenzio fitto di natura, mi sentivo pronto ad odorare tutti gli umori del mondo, fino a farmi male. L'occasione non te la mandava a dire. Sì, dell'originalità e dell'unicità: Barolo Riserva Granbussia di Aldo Conterno in verticale. E che verticale! Per lui, il blasonato monfortino che esce al mercato solo nei millesimi reputati degni, Franco Conterno aveva scelto di presentare le vendemmie storiche langhigiane, a cominciar dalla nascita: 1971, 1978, 1982, 1989, 1996, 1999. In quelle 6 bottiglie 35 anni di storia, che è poi storia dei Poderi Aldo Conterno, che è poi storia del Barolo. In quelle 6 bottiglie 35 anni di un percorso, ivi compresi i cambiamenti e le acquisite consapevolezze. Da sempre vino integerrimo della tradizione, nasce - a cominciar dal nome- nel tentativo di risolvere secondo esigenze di identità e sintesi qualitativa le mediazioni della Bussia, forte di commistioni elveziane nei suoi terreni, fatte di marne e sabbie compatte, sì da ricavarne una idea elettiva di territorio, tramutata in un vino solido e forte, nebbiolesco ch'é tutto dire, eppure aggraziato nei contenuti per via di una felpa e di una carezzevole setosità che poi diventerà il suo emblema. Come da tradizione il Granbussia non deriva da vigna singola, ma da diversi appezzamenti di Bussia, che con il tempo e le acquisizioni si sono perfezionati nella formula perpetuata e ancora attuale: Romirasco, Cicala e Colonnello. Come da tradizione, lunghi gli affinamenti, immancabili nei legni grandi di Slavonia. Durante il percorso, mirabilmente sintetizzato da queste 6 annate simbolo, ci sono stati aggiustamenti, ricerche, (ri)cambi generazionali , sensibilità ed interpretazioni nuove. Eppure, ben sopra la tecnica e la tecnologia, la consapevolezza e lo studio, la temperature controllata o meno, nella meraviglia rivelata di un giorno c'è qualcosa di più e di meglio che quasi sfugge ai ragionamenti troppo scientifici e ride in faccia ai luoghi comuni. Ci stanno la verità di una terra vocata ed una idea di privilegio, ci sta il funambolico miracolo malcelato per ogni pie' di vigna appartenuto o appartenente al Romirasco, al Cicala e al Colonnello. Ci stanno quelle 6 bottiglie di vino. Ci stanno le ragioni del tempo a decretare sentenze, indicare strade, confermare intuizioni. Non altro. Qui senti il rispetto del tempo di campagna, che è tempo lento e maestro, vissuto con amore da uomini di campagna. Nessuna contaminazione. Nessuna scienza se non la genuinità nei gesti e nei modi. E il vino - a ben vedere - risponde da par suo, secondo esigenze di nobile purezza e sensibilità espressiva, ribadendo il miracolo, splendido ed enigmatico, della vita perpetuata nelle bottiglie bevute, noncuranti del tempo, giacché il tempo gli appartiene. Sì, quella sera (quella notte), tra vini e musiche complici, ha nevicato a festa.

Barolo Granbussia Riserva 1971

Ottima compattezza nel mio bicchiere, ed orgogliosa la tenuta granata, da farti brillare gli occhi. Da lui un naso di bel frutto, rosso e fresco - é prugna sottile, e ciliegia- con il substrato minerale a decretarne lo slancio e la purezza. Sinuoso ed aereo si sofferma e si libra, cangiante e propositivo, nitido e snello, secondo evoluzioni precise corredate di spezie e tamarindo. La bocca è spessa e setosa, di notevole espansione e densità, fresca e potente, terrosa e fruttata . Ancor gli appartengono fragranza tattile e tonicità. Croccanti i tannini, di razza Bussia. Un niente le note di tisana sullo sfondo.....un tutto la complicità e l'immedesimazione.

Barolo Granbussia Riserva 1978

Il granato è vivido e compatto, l'unghia insignificante. Il naso unito, polposo, grafitico e boschivo, di gran temperamento ed orgoglio, rilancia una bocca di incredibile setosità e consistenza, possente e ricca, pirotecnica e piena di umori, a regalare calor buono e generosità insieme ad un finale vestito a festa. Monumento liquido strappato amorevolmente alla sua terra, ti insegna in silenzio ad ascoltare le ragioni del tempo.

Barolo Granbussia Riserva 1982

Naso perentorio, di grande impronta e temperamento, serioso e pieno di sé, compendio armonico di frutto e voluttà, quasi euritmica vocazione. Bocca sontuosa, inarrestabile, che solo l'ossigenazione, dopo ore, smorza e impasta, ma nella quale dimorano schiena diritta e umori buoni, spirito selvaggio e forza, humus e china, scorza della terra e sentimento. In questo bicchiere c'è un monumento al vino. Di ieri e di oggi. Il tempo, di lui, non se ne cura, in ossequioso rispetto.

Barolo Granbussia Riserva 1989

Naso sensuale e seducente, ancor vinoso pensa te! Di carne e spezie si veste, di esotismi e circuizioni, su scie di oliva nera. Bocca lievemente alcolica, potente e succosa, per una trama più lasciva del solito e tannini di incredibile dolcezza. Non la monumentalità e la freschezza dei primi tre ma una spigliata espressività, sentimentale e amica.

Barolo Granbussia Riserva 1996

Naso e colore compatti, forti, spessi, quasi avessero da rivendicare qualcosa. Note boisée e mentolate, con l'immancabile ciliegia sotto spirito, fissano oggi un quadro volitivo e roccioso, immobile e poco propenso al dialogo o alla introspezione. In quella bocca morbida e suadente, di leggera e perdurante staticità, ci stanno volume e forza estrattiva ma forse non l'articolazione e la tensione che vorrei.......perché si gioca di muscoli, stazza e presenza scenica. Non c'è spazio per chiaroscuri e mezze tinte. Non ora, non qui.

Barolo Granbussia Riserva 1999

Note profonde di amarena, mora, cuoio e humus su desinenze giovanili e boisée disegnano un naso in divenire, roboante e di razza. Poi arriva lei, bocca di grande charme, quale compendio elettivo di grinta e sensualità, pugno e carezza. E' saggezza liquida di Bussia, è quintessenza monfortina. Seducente la vegetalità - che si apre alle erbe officinali - arioso l'affresco, giovanile l'essenza, croccante il tannino per un vino ancora una volta futuribile, passista e circuitore, emblematico e territoriale. Il tempo, lo sento, gli apparterrà. E sarà tempo bello di campagna.

Assaggi effettuati alla Locanda Mariella, benemerita in Calestano (PR), nel marzo 2005.

foto: bottiglie, tavoli, caci, salami e Franco Conterno

22 giugno 2005

 
 
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